NOVEMBRE 2016

Lo studioso ed esperto di mentalismo Aroldo Lattarulo, che nel 2014 aveva dedicato un volumetto al "caso Rol" (cfr. le news di novembre 2014 più in basso in questa pagina) ha pubblicato ora un secondo libro, dove prosegue la sua analisi critica e obbiettiva con l'occhio del suo campo di esperienza. E le sue conclusioni confermano quelle precedenti: Rol non agiva in conformità con i principi del mentalismo (illusionismo che simula il paranormale), e la cosa evidentemente non ci sorprende, perché sappiamo (e non perché "crediamo") che Rol era autentico, sulla base non solo della testimonianza di chi scrive e di altre centinaia di persone, ma anche sulla base di analisi approfondite che gli scettici superficiali mai si sono sognati di fare. Grazie quindi all'autore di questo suo nuovo serio contributo.

copertina vol 2 sing rid


GENNAIO 2016

Abbiamo pubblicato "O extraordinário Gustavo Adolfo Rol", versione portoghese del nostro studio "L'Uomo dell'Impossibile". Si tratta del primo libro in questa lingua che parli di Rol. Dopo le versioni spagnola, inglese e francese, quella portoghese è la più estesa (674 pagine) perché si basa sulla terza edizione italiana. Con questo lavoro portiamo a termine il progetto di divulgare Rol fuori dai confini italiani, nelle maggiori lingue occidentali.

Rol copertina portoghese


SETTEMBRE 2015

È stata pubblicata la terza edizione ampliata, in 2 volumi, de L'Uomo dell'Impossibile, e contemporaneamente un volume extra preparato per chi avesse già una delle edizioni precedenti, con tutte le aggiunte e le integrazioni della nuova edizione. Per maggiori dettagli, si rimanda alla pagina FB del libro: https://www.facebook.com/Rol.Uomo.dell.Impossibile

VOLUME I       VOLUME II

 

INTEGRAZIONI


MARZO 2015

È stata sostituita la targa commemorativa di Gustavo Adolfo Rol presso l'edificio dove ha vissuto gran parte della sua vita, in Via Silvio Pellico 31 a Torino. La nuova targa reca il nome completo (Gustavo Adolfo) in luogo del solo primo nome (Gustavo).

targa Rol bs

È un atto dovuto verso Rol, il quale amava il suo doppio nome (di origine scandinava) col quale in genere si firmava e che compariva anche nella sua carta intestata. Per semplicità, giornalisti e conoscenti lo chiamavano "Gustavo Rol", tuttavia così come Jung era "Carl Gustav Jung", così Rol era "Gustavo Adolfo Rol", soprattutto in una targa commemorativa.

targa Rol portone bs


 

NOVEMBRE 2014

 

È stata pubblicata una nuova monografia su G.A. Rol, scritta da un esperto di mentalismo, Aroldo Lattarulo.

Questo il nostro commento postato sulla nostra pagina FB dedicata a Rol, il 9 novembre 2014:

«Da quando chi scrive (Franco Rol) si occupa pubblicamente del "caso Rol", ovvero dal 2000, ha dovuto in più occasioni controbattere alle pseudo-indagini illusionistiche della "fazione" scettica. Lo ha fatto nei ritagli di tempo, visto che non si può passare la vita dietro alle speculazioni dei superficiali o degli arroganti.

Ad oggi, un compendio di questi contributi è raccolto al link:

http://gustavorol.org/index.php/contro-gli-scettici

In attesa di pubblicare uno studio esauriente sulla questione, in preparazione da tempo, arriva in questi giorni, ed è il caso di dire come un fulmine a ciel sereno, un piccolo libretto che sulle prime mi aveva lasciato perplesso visti il titolo e l'occupazione dell'autore, un esperto di mentalismo – ovvero l'illusionismo che più si avvicina alla fenomenologia "paranormale" – ben conosciuto nel settore, ma che dopo una chiarificazione preliminare, ho già avuto occasione di leggere e di apprezzare.

In "Gustavo Adolfo Rol. Solo un mentalista?", Aroldo Lattarulo dimostra due cose che insieme raramente, anzi praticamente mai, ho viste tra i cosiddetti scettici che si sono occupati della questione, ovvero: competenza e obbiettività.

Deciso a capire davvero, e non a voler tentare di dimostrare un pregiudizio evitando tutti gli elementi incompatibili con l'ipotesi illusionistica, arriva a conclusioni degne di interesse, che finalmente spalancano le porte a un confronto un po' più serio sulla questione.

Pur essendo ancora, diciamo così, allo stadio di "aperitivo", le analisi dell'autore sono destinate a riaprire un dibattito che gli scettici speravano di aver sepolto (come gli struzzi) sotto la sabbia delle loro pseudo-indagini e del "abbiamo già smontato il mito di Rol". Il quale scrisse nel 1978 che "la Verità, pur di imporsi, possiede mezzi implacabili e presto o tardi li usa". »

Successive comunicazioni con l'autore mi hanno dimostrato ulteriormente la sua preparazione e i suoi chiari propositi, che sono quelli di mettere in evidenza come Rol NON possa essere considerato un mentalista o un illusionista, perché troppi elementi dimostrano l'autenticità sia della persona che dei prodigi che gli sono attribuiti.

Per me è la conferma di quanto ho sempre sostenuto, e non certo perché "credo" o perché "difendo un parente", come qualcuno ha già affermato sperando di liberarsi facilmente delle mie analisi approfondite e rigorose del "caso Rol".

Il testo di Lattarulo mi ha così positivamente colpito che nella nuova ristampa è stata aggiunta una mia breve prefazione.

Sarà ora interessante vedere cosa faranno gli scettici: lo ignoreranno o lo denigreranno? Probabilmente entrambe le cose, ma può anche darsi che qualche persona di buon senso rompa le file e si schieri dalla parte della verità dei fatti e dell'assenza di pregiudizi. Staremo a vedere.


Dopo aver pubblicato in anteprima mondiale sulla nostra pagina Facebook dedicata a Rol (facebook.com/Gustavo.A.Rol) alcune immagini tratte dalle relazioni del "gruppo Poutet" di Bruxelles risalenti agli anni '20 del secolo scorso, le riproduciamo anche in questa sede, vista la loro importanza

 

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Nella fenomenologia di Rol, il primo gradino, quello più "semplice", da "prima elementare" come diceva lo stesso Rol, è costituito dagli esperimenti con le carte. Nel nostro "L'Uomo dell'Impossibile" li abbiamo riuniti in un unico capitolo, così da poter dare un'idea di qual'era il loro svolgimento e la loro struttura. Nello stesso libro, abbiamo allegato un dossier con esperimenti analoghi, gli unici che ci è dato sapere, che venivano effettuati in Belgio da un gruppo di studiosi riservato interessato ad alcune applicazioni "trascendenti" della matematica...

Abbiamo avuto la fortuna di rintracciare le relazioni originali. Nel libro ne forniamo alcune immagini in bianco e nero, mentre qui ne proponiamo due a colori.


 

OTTOBRE 2014

Nella introduzione de "L'Uomo dell'Impossibile" scriviamo quanto segue:

«[G.A. Rol] che abbiamo definito “l’uomo dell’impossibile” (...) Non siamo stati i primi a definire Rol in questo modo, lo aveva già fatto il giornalista Renzo Allegri nel 1978 nel titolo di un capitolo di un suo libro. Non gli siamo tuttavia debitori perché lo spunto lo abbiamo preso dalla citazione all’inizio dell’introduzione: "l’impossibile, sulla Terra, non esiste", affermazione tratta dal nostro archivio audio, una registrazione degli anni ’70.»

Ci siamo tuttavia resi conto di recente che non è esatto. Infatti, non fu in realtà il giornalista a definire Rol in quel modo, bensì fu lo stesso Rol in terza persona nel 1977, in uno degli articoli che aveva scritto proprio per Allegri, che aveva solo apposto la firma al fondo.

Ecco il brano:

«Rol non è soltanto l’”uomo dell’impossibile” (...). Sfruttando le sue capacità eccezionali, potrebbe essere un uomo straricco e potrebbe condurre un’esistenza da nababbo; invece lavora e si dedica continuamente al prossimo. L’attività principale della sua esistenza è diventata appunto l’aiuto al prossimo.» (Mentre è a Torino lo fotografano in America, Gente, 05/03/1977, p. 11)

Per quanto ne sappiamo, questa è la prima volta che Rol definisce se stesso, seppur in terza persona (e abbiamo dovuto aspettare il 2014 per rendercene conto!). 

L'anno successivo, in una lettera inviata al quotidiano La Stampa (03/09/1978), dava invece una definizione "ufficiale" e diretta, con spiegazione annessa:

«Io debbo necessariamente agire con ‘spontaneità’, quasi “sotto l'impulso di un ordine ignoto” come disse Goethe. Mi sono definito “la grondaia che convoglia l'acqua che cade dal tetto”. Non é quindi la grondaia che va analizzata, bensì l'acqua e le ragioni per le quali “quella Pioggia” si manifesta. Non é studiando questi fenomeni a valle che si può giungere a stabilirne l'essenza, bensì più in alto dove ha sede lo “spirito intelligente” che già fa parte di quel Meraviglioso che non é necessario identificare con Dio per riconoscerne l'esistenza. Nel Meraviglioso c'é l'Armonia riassunta del Tutto e questa definizione é valida tanto per chi ammette quanto per chi nega Dio.»

Alla fine degli anni '80 suggerirà infine alla giornalista G. Dembech di usare in un libro che parlasse di lui il titolo: "Gustavo Adolfo Rol. Il grande precursore", con questo volendo sottolineare una funzione precisa in una prospettiva storica.

Riassumendo, allo stato attuale della ricerca, possiamo quindi dire che Rol si definiì l'uomo dell'impossibile, il grande precursore e la grondaia che convoglia l'acqua che cade dal tetto.

Giova ricordare anche che negò decisamente (e a ragione) tutti gli appellativi imprecisi, se non proprio fuori luogo, che gli diedero i giornalisti: sensitivo, mago, medium, spiritista, ecc.

Noi lo abbiamo definito "Maestro spirituale illuminato", cosa che evidentemente lui non poteva dire apertamente di se stesso, pur essendo ben cosciente di esserlo.

 


 

SETTEMBRE 2014

Dopo aver pubblicato la versione inglese e spagnola de “L'Uomo dell'Impossibile”, rendiamo ora disponibile la versione in francese, con il titolo: “Un être exceptionnel. Gustavo Adolfo Rol”. Maggiori dettagli qui.


 


Il 22 settembre, in occasione del ventennale della scomparsa fisica di G.A. Rol, è stata apposta una targa commemorativa in marmo presso l'entrata del palazzo dove visse a Torino, in Via Silvio Pellico 31. La targa – finanziata e fatta preparare da un gruppo di parenti e amici con la coordinazione della dott.ssa Chiara Barbieri – reca tuttavia il nome incompleto (senza "Adolfo") per un errore di comunicazione agli esecutori del lavoro. Non è esclusa una rettifica nelle prossime settimane. P.S. COME AUSPICATO, LA RETTIFICA C'È STATA, E A MARZO 2015 È STATA COLLOCATA UNA NUOVA TARGA (vedi sopra)


 

GIUGNO 2014

16.06. Abbiamo pubblicato una seconda edizione riveduta ed ampliata del nostro studio "L'Uomo dell'Impossibile", che ora presenta 123 casi "paranormali" inediti rispetto alla bibliografia anteriore (ovvero il 13% di tutta la fenomenologia rolliana mai pubblicata), per un totale di 1063. Sono anche state ampliate le note ed è stato creato un nuovo breve capitolo ("Xenoglossia") rimanendo però invariate le 49 classi di possibilità di Rol, avendone accorpate due molto simili. Per maggiori informazioni, si veda la pagina Facebook di presentazione del libro.


 

 

MAGGIO 2014

15.05. Vogliamo segnalare quella che costituisce una informazione fuorviante per coloro che desiderano avere notizie di Gustavo Adolfo Rol cercando su internet. Se si va su Google e si digita "Gustavo Rol" compaiono sulla sinistra i risultati principali, dove i primi due della lista sono il presente sito e la pagina di Wikipedia dedicata a Rol.

 

A destra invece compare, ben in evidenza, una versione con immagini che fa capo soltanto a Wikipedia (dove le immagini non sono presenti), e in basso compaiono le "Ricerche correlate", vale a dire persone che in qualche modo sono collegate a Gustavo A. Rol. 

 

Ora, se il punto di partenza di questo quadro riassuntivo è Wikipedia, ne consegue che quello che appare vi è strettamente collegato. Chi scrive ha dovuto pubblicare una Wikipedia alternativa su questo sito per denunciare la partigianeria della pagina dedicata a Rol, ostaggio di amministratori filo-scettici. Non sorpende quindi di trovare su Google una prevalenza del punto di vista scettico e illusionistico, comparendo due prestigiatori (Silvan, che non ha conosciuto Rol e Binarelli, che lo ha incontrato una volta) e il giornalista Piero Angela, che incontrò Rol in due occasioni e ne mise in dubbio l'autenticità, fondando successivamente il CICAP. Uniche persone pertinenti sono Franco Rol, cugino di Gustavo e nonno di chi scrive, e il romanziere Pitigrilli. Di certo al posto dei tre prima summenzionati avrebbero avuto molto più diritto di "apparizione" per esempio Federico Fellini, Dino Buzzati, Cesare Romiti, Guido Ceronetti, Valentina Cortese e molti altri che lo conobbero bene e che certo non sono personaggi di secondo ordine. Andando ancora un po' più a fondo, ovvero cliccando su "Visualizza più altri 10 elementi" compare la striscia seguente:

 

 

Troviamo almeno Fellini, e per fortuna Franco Zeffirelli e Massimo Inardi. Tutti gli altri c'entrano poco o niente, ovvero: Mario Pincherle ha incontrato Rol una sola volta e ha scritto su di lui un libro romanzato che fa più danno che altro; Massimo Polidoro, Arturo Brachetti e Raul Cremona sono tre illusionisti che non hanno conosciuto Rol ma che hanno espresso qualche commento scettico su di lui; Giancarlo Magalli ha parlato di Rol in qualche sua trasmissione, ma certo il conduttore che più avrebbe senso in questa lista sarebbe Roberto Giacobbo di Voyager; Corrado Augias ha parlato di Rol nella sua trasmissione Enigma ed è uno scettico doc; Uri Geller è un uomo di spettacolo che ha voluto farsi passare per sensitivo piegando cucchiaini... Insomma, il Circo Barnum... E tutto questo grazie alla pseudo-fonte autorevole "Wikipedia". Si conferma quindi ancor più necessaria la NOSTRA pagina di Wikipedia alternativa, alla quale caldamente rimandiamo.


 

MARZO 2014

08.03 –Pochi giorni dopo il servizio a Mistero, il 03.03, la giornalista Giuditta Dembech ha commentato brevemente la propria intervista durante una trasmissione radiofonica. La potete ascoltare qui. Per l'ennesima volta, ha reiterato le sue pretese sulle registrazioni audio della voce di Gustavo Adolfo Rol, preoccupandosi soltanto che il suo nome sia sempre ben in evidenza ogni volta che passano da qualche parte. Alcune di queste registrazioni, telefoniche, sono manifestatamente abusive e non autorizzate da Rol (come dimostrato da chi scrive ne Il simbolismo di Rol), e la cosa sarebbe accettabile se la giornalista non affermasse il contrario (sulla base di una dichiarazione di Rol che ha a che vedere solo con alcune registrazioni, ma non con tutte) e se non sbandierasse queste registrazioni ad ogni pie' sospinto per volersi accreditare come frequentatrice "speciale" di G.R. . In questo audio però se la prende ancora una volta con Nicolò Bongiorno, il figlio di Mike che ha ideato, diretto e prodotto il bel documentario "Rol. Un mondo dietro al mondo", il quale non specificò per tutti gli audio di sua "proprietà" il suo nome nei sottotitoli... La critica che viene fatta è davvero vergognosa, e chi scrive non può che difendere Bongiorno da tali eccessi egocentrici, anche perché sono presenti nel documentario alcuni audio dal nostro archivio e non specificati in quanto avevamo chiesto a Bongiorno che non occorreva mettere il "copyright" ogni volta che passavano, per non "sporcare" la grafica poetica del suo lavoro. Ma evidentemente, non sono queste le cose che interessano a questa giornalista...

04.03 – Incorporiamo qui di seguito il video del servizio su Gustavo A. Rol andato in onda a Mistero, con una introduzione di Daniele Bossari che non compare in quello disponibile sul sito Mediaset, e che non avevamo vista. Bossari afferma: "Gustavo Rol è considerato uno degli uomini più enigmatici e straordinari del secolo scorso, veniva chiamato "il grande veggente". Ma era davvero tale? oppure  solo un grande illusionista? Noi di Mistero siamo andati ad investigare attraverso testimonianze esclusive". Ho scritto nel commento al servizio che lo considero piuttosto positivo. Però questa affermazione la trovo deludente, e sarebbe stata accettabile se poi si fosse intervistato non Marco Berry, illusionista che non ha conosciuto Rol, ma uno dei prestigiatori che lo hanno conosciuto e visto i suoi esperimenti. Quanto poi al fatto che venisse chiamato "il grande veggente", non ci risulta, essendo questo solo il titolo di uno dei libri di Renzo Allegri, che a quanto pare Mistero prende - purtroppo - come consulente del "caso Rol".

FEBBRAIO 2014

28.02 Il 27.02 è stato trasmesso un servizio di 15 minuti su Gustavo Adolfo Rol, nell’ambito della trasmissione “Mistero” (Italia1), che può essere rivisto qui.

Sulla pagina di Facebook che sto sviluppando da un mese (www.facebook.com/Gustavo.A.Rol) ho fornito a fine serata un commento “a caldo”, positivo nel suo complesso.

Qui invece mi soffermerò in un commento “a freddo”, entrando in più particolari che come sempre, lungi dal costituire vana pignoleria, sono essenziali per la trasmissione corretta delle informazioni al pubblico così come agli studiosi che si interessano del “caso Rol”.

Devo fare però una premessa: chi scrive è sempre stato disponibile, sia con la propria conoscenza che con documenti originali e inediti, a contribuire alla buona riuscita di qualsiasi iniziativa riguardante Gustavo A. Rol, editoriale o televisiva che fosse. Purtroppo, salvo in rarissime circostanze, pare che pochi siano disposti a una “consulenza” un po’ più approfondita, costringendomi quasi in ogni occasione alla critica costruttiva, persino quando tra gli intervistati ci sono io (cosa che avviene raramente, e a ragion veduta).

Per “Mistero” ho accettato di comparire principalmente perché propostomi da uno degli autori, Ade Capone, persona seria che aveva pubblicato una mia intervista sulla omonima rivista del programma a settembre del 2013 (si veda qui) rispettando pienamente il mio pensiero. Avrei però preferito di gran lunga che fossero intervistate altre persone al mio posto e che ero disposto a segnalare, ovvero testimoni che mai erano comparsi in TV o la cui testimonianza ritengo sia essenziale. È quello che mi ero proposto anche nel 2013 per Voyager (non fui ascoltato, tranne che per Zeffirelli) ed è quello che cerco di fare quasi sempre quando mi cercano per interviste, e questo per due semplici ragioni: 1) la maggior parte dei testimoni sono anziani, e tra pochi anni non ce ne saranno quasi più; 2) io ho già occasione di raccontare nei miei libri la mia testimonianza e di esporre le mie analisi, così come su internet, quindi al momento per me il mezzo televisivo non è essenziale (e infatti la mia intervista televisiva non si può dire che lo sia stata, vista la brevità, anche se riconosco almeno il vantaggio di essere maggiormente conosciuto dal grande pubblico, che ha ora un più facile accesso a cosa scrivo su Gustavo A. Rol, unica cosa che ritengo importante).

1) Uno dei limiti quindi di questo servizio è che da un punto di vista biografico non c’era nulla di inedito. Gli inediti sono stati solo “televisivi”, ovvero la maniera in cui sono state riferite le informazioni e le testimonianze su Rol. E come prodotto solo divulgativo, come ho già detto, è stato piuttosto positivo. Ma a vent’anni dalla morte di Rol, sarebbe ora il caso di andare un po’ più in profondità, e superare inoltre quello che è certamente stato

2) il secondo limite del servizio: la sua durata. Almeno Voyager gli aveva dedicato mezz’ora. In 15 minuti non è davvero possibile fornire un quadro soddisfacente di una personalità così complessa come quella di Gustavo A. Rol. Anche chi vede ad esempio il documentario di Nicolò Bongiorno trasmesso da History Channel, che dura un’ora, vorrebbe vederne molto di più... Neanche un’ora basta! E infatti Bongiorno ha un archivio di interviste molto più esteso, che prima o poi radunerà e ne farà qualcosa (noi intanto abbiamo trascritto gli episodi più significativi ne L’Uomo dell’Impossibile). In programmi orientati specificatamente ai “misteri” quindi, mi sembra giusto che qualora si voglia dedicare uno spazio a Rol, questo debba essere almeno di mezz’ora, e preferibilmente 45 minuti, e dovrebbe contenere facce nuove e non sempre le solite persone, a meno che non abbiano qualcosa di nuovo da dire (incluso evidentemente anche chi scrive) e a patto che siano testimoni di comprovata frequentazione (e ce ne sono ancora a decine), magari con l’ausilio di studiosi competenti in storia delle religioni, epistemologia, scienze di frontiera, e aggiungeremmo anche di “esoterismo”, se non fosse che i veri esperti in materia sono rari e che tale vocabolo è completamente frainteso e distorto dai moderni.

3) A tal proposito, il conduttore Daniele Bossari dice infatti che Rol «non amava queste due parole: “magia” ed “esoterismo”», ma non lo trovo corretto, anche se capisco benissimo il senso che ha voluto dare a questa affermazione, ovvero che Rol si dichiarava estraneo allo spiritismo, alla parapsicologia, rifiutava di essere chiamato medium, mago, sensitivo, ecc.. Tuttavia sarebbe stato meglio dire “occultismo”, perché l’eso-terismo è una cosa seria, è il lato riposto, profondo, sapienziale delle tradizioni spirituali, ed è “il Cuore della Religione”, laddove invece l’exo-terismo è la parte esteriore, la superficie, quella più semplice e per ciò stesso popolare (quindi: le religioni), la scorza di un frutto che protegge la parte migliore, succosa e nutritiva che si trova al suo interno.

Questo è il vero esoterismo, e non ci sentiamo di rinunciare al suo significato solo perché i moderni lo hanno più o meno consapevolmente alterato o associato a pratiche che nulla hanno a che vedere con esso.

4) Sia all’inizio che nel corso del servizio compaiono a più riprese manipolazioni di carte, e questo non corrisponde a quanto accadeva negli esperimenti di Rol, il quale le carte non le toccava affatto, se non in circostanze del tutto irrilevanti che non occorre qui riferire. Inizialmente non ci aveva dato fastidio, ma a ripensarci viene trasmesso un messaggio fuorviante.

5) La parte selezionata della intervista allo scrivente è risultata molto breve, e il collegamento via skype non ha purtroppo contribuito a renderla più intelligibile. Quanto dico era in un contesto più allargato che lo avrebbe dotato di maggiore significato. Mi rendo conto che da questo tipo di comunicazioni mediatiche non ci si può attendere di più. Ci saranno forse occasioni più proficue.

6) All'inizio si dice che Rol aveva conosciuto “un monaco polacco che lo aveva iniziato a degli studi particolari...”. Ho pensato che fosse un errore degli autori. Poi mi sono invece ricordato chi era la (solita, sarebbe il caso di dire...) fonte: il giornalista Renzo Allegri (di cui dirò più avanti) che nell’edizione 2010 di “Mistero” era stato intervistato proprio per un altro servizio su Rol (di circa 9 minuti di sola intervista ad Allegri...), andato in onda l’8 gennaio (e da me nettamente stroncato nelle News di quell’anno, si veda: 2000-2013.gustavorol.org/news2010.html), e nel quale aveva dichiarato: «Lui aveva avuto un maestro, un Polacco... non si è mai capito chi fosse, sembra che fosse un monaco». Certo è incredibile ritrovarsi 4 anni più tardi lo stesso errore... Tra 4 anni verrà ripetuto da qualche altra parte? Speriamo di no, e che qualcuno ci legga, una buona volta!

Si tratta infatti di un fraintendimento, perché Rol in uno dei suoi racconti circa i suoi inizi riferì alla fine degli anni '40 o all’inizio dei ‘50 allo scrittore Pitigrilli di aver conosciuto a Marsiglia un personaggio originario della Polonia, ateo, che gli mostrò quelli che lui considerava "poteri della mente", e che successivamente si convertì al cattolicesimo e finì gli ultimi anni della sua vita in un convento dell'Alta Savoia, come fratello laico. Quindi: un Polacco che diventa fratello laico un certo tempo dopo aver conosciuto Rol. Allegri aveva fatto confusione, cosa che può sempre capitare, tuttavia chi scrive aveva già nel 2008 fornito gran parte delle spiegazioni su questa vicenda (ne Il simbolismo di Rol), la quale tra l’altro non va presa alla lettera. Per una sintesi degli inizi di Rol rimando alla pagina Wikipedia alternativa.

7) Chi conosce gli studi dello scrivente sa che sono in genere critico verso certe affermazioni della giornalista Giuditta Dembech (come del su accennato Renzo Allegri). La sua intervista è stata invece in questo caso piacevole e ben sintetizzata dagli autori del programma. Non posso però non fare due precisazioni:

a) la Dembech parla a un certo punto di «vibrazione della temperatura», uno dei presunti elementi della “legge” scoperta da Rol, e ne parla come se si trattasse solo di interazione fisico-chimica con gli altri due elementi (colore verde e quinta musicale). La precisazione è in primo luogo che Rol parla di “calore” e non di “temperatura”, che non sono la stessa cosa; in secondo luogo è quantomento curioso che una persona che si presenta come esperta di new age e paranormale ancora nel 2014 non abbia fatto alcuna riflessione esoterica vera su questi elementi, perché è forse più facile partire dalla tradizione metafisica per arrivare alla fisica che non il contrario: chi scrive è almeno dal 2004 che indica nel “prana” della tradizione indù così come nel “tum-no” di quella tibetana le analogie opportune con la nozione di “calore”, quindi parliamo di calore psicofisico, che è generato dall’interazione durante uno stato di concentrazione prima e di meditazione poi degli altri due elementi...

b) la giornalista parla poi di «procedimento esclusivamente suo», una opinione che ho peraltro riscontrato più volte in vari blog, ma mi permetto di discordare e per due ragioni principali: 1) se convertiamo gli elementi della legge di Rol in quelli della tradizione metafisica si possono trovare delle indicazioni abbastanza precise, e mi limito qui a due soli esempi schematici di facile comprensione: Verde-Quinta-Calore = Smeraldo-OM-Prana, oppure Al-Khidr-OM-tum-no. Ho volutamente ripreso i due termini di cui sopra per non mettere troppa carne al fuoco, ma ogni tradizione autentica possiede analoghe nozioni;  2) dal momento che Rol ha dato a questa formulazione una veste scientifica, e ha affermato che i suoi esperimenti saranno spiegati anche da un punto di vista scientifico, ne consegue che non può trattarsi di formulazione soggettiva, ma oggettiva, quindi riscontrabile anche da altri negli stessi termini. D’altronde non l’avrebbe chiamata “legge”!

8) Arriviamo quindi all’intervista a Marco Berry, uno dei conduttori di “Mistero” e illusionista di lunga data. Ci era stato detto che Berry era aperto su certe questioni, ma la notizia si è rivelata infondata. Anche lui, come tutti gli illusionisti che NON hanno conosciuto Rol, crede di riscontrare nelle descrizioni dei testimoni alcune tecniche di illusionismo. Siccome è inutile ripeterci qui su tale argomento, rimandiamo alla nostra pagina Contro gli scettici, dove sono analizzate sinteticamente le questioni principali. Però nello specifico di quanto ha detto Berry possiamo soffermarci un attimo.

Secondo lui, Rol: «usava l’illusione, e usava tra virgolette i “giochi”, le “tecniche” per raccontare delle cose in più, ma ha aiutato anche molte persone con le parole a... sai, l’effetto Placebo: “starai bene” oppure “fai attenzione, c’è qualcuno che ti vuole male”... Nella nostra vita c’è sempre qualcuno che ci vuole male. Per il fatto che qualcuno te lo dica, tu alzi il livello di attenzione.»

Daniele Bossari: «Chi sostiene l’autenticità dei fenomeni di Rol, dice: “quale motivo aveva di portare avanti un gioco così per...”».

Berry: «Però vedi, lui diceva: “Io non faccio giochi, il mio è uno scopo molto più alto e spirituale”».

Segue una registrazione con la voce di Rol, che vorrebbe essere attinente con quanto Berry sta dicendo, ma che in realtà è fuori contesto.

Berry poi dice: «Sai Baba. Sai Baba che tira fuori vitubi [vibuti], la polvere... Perché aveva bisogno... attraverso le maniche di produrre la sabbia? Perché quello... era il primo segnale... il primo meccanismo che ti faceva credere delle possibilità che probabilmente lui avrebbe avuto per aiutarti in altri modi».

Segue il breve commento di Bossari su Sathya Sai Baba, un noto Guru indiano morto nel 2011, mostrato mentre fa uscire un uovo d’oro dalla bocca. Continua Berry: «Io sono convinto che Rol usasse la magia, usasse i trucchi per aiutare».

Questa tesi di Berry era a suo tempo già stata espressa da altri prestigiatori, e non è quindi nuova. È indubbio che si tratta di ciò che Berry vuole credere, visto che lui stesso usa l’illusionismo anche in iniziative solidali, quindi abbiamo un perfetto caso di proiezione psicologica. Peccato che non abbia alcuna attinenza coi fatti e sia una razionalizzazione del tutto abusiva, e oltre a rimandare alla pagina di cui sopra, ci limitiamo a una smentita dello stesso Rol risalente a quasi 30 anni fa e che abbiamo anche pubblicata subito su FB:

«Nell'illusione di agire per fini altruistici, l'uomo potrebbe anche ricorrere al trucco, ma poi non saprebbe servirsene perché nulla è disponibile se non è reale. In nessun caso, quindi, si può manomettere la verità.» (da una lettera di Rol al fisico Tullio Regge, pubblicata sul quotidiano La Stampa l’11/07/1986, p. 3)

9) Quanto alla associazione Rol-Sai Baba, non è del tutto infondata, ma entrare nei particolari ci porterebbe ora troppo lontano. D’altronde qualcosa abbiamo già detto nella pagina Treccani 2050.

10) Bossari poi afferma giustamente che Rol «a sé non attribuiva poteri, ma possibilità, rifiutando inoltre la definizione di medium o di sensitivo».

11) Si arriva quindi alla nuova intervista al giornalista Renzo Allegri, anch’essa piacevole e sulla quale non abbiamo nulla da eccepire; è tuttavia opportuno segnalare che quella che viene presentata da Bossari come “la prima biografia della storia” di Rol, ovvero Rol l’incredibile del 1986, e senza comunque toglierle il suo valore relativo, era stata da lui nettamente rigettata in più occasioni (a Torino tutti ne erano al corrente) e credo basti citare quanto Rol scrisse a Federico Fellini in una lettera del 20/10/1986:

«Sono stupito della quantità di copie vendute di quell’orribile cosa che è “L’incredibile Rol” – libro idiota che non ho voluto né approvato, perché non dà il minimo cenno alla mia Dottrina» (e non solo per questo: cfr. Il simbolismo di Rol, p. 33 e sgg).

12) Bella ed essenziale la testimonianza del dott. Piergiorgio Manera, raccontata a sua tempo in altre interviste e confermata anche dal primario di Medicina Generale delle Molinette Prof. Pierantonio Milone, così come dalla caposala Emma Ghion di cui chi scrive raccolse anni or sono il racconto:

«Quando Rol è morto ho visto una luce sprigionarsi dal suo petto, dalla regione del cuore. Una luce che andava verso l’alto. Questa luce aveva un colore strano, non classificabile. Era presente anche un’altra persona, che ha detto di aver provato una grande, incredibile pace nel momento in cui è avvenuto il fenomeno» (L’Uomo dell’Impossibile, p. 412)

13) Bossari nel finale afferma: «Gustavo Rol non chiedeva mai soldi per i suoi esperimenti, né tantomeno per i suoi quadri, che regalava». L’affermazione è corretta nella prima parte, ma non nella seconda. Infatti i quadri li poteva sì regalare in certe occasioni, ma a noi risulta che si trattava di una minoranza, perché in genere li vendeva, e gli amici non costituivano eccezione (e la cosa del resto è assolutamente normale).

In conclusione: un buon servizio exoterico, ovvero una introduzione a Rol buona soprattutto per chi non ha mai sentito parlare di lui; dal punto di vista invece esoterico, col quale qui intendiamo l’impressione di coloro che già lo conoscevano (e con questo ci facciamo portavoce anche della comunità di Facebook), un servizio con qualche imprecisione, troppo breve per un personaggio come Rol e con l’opinione inopportuna di un illusionista che non l’ha conosciuto, al posto di quella di uno che lo abbia conosciuto.

Detto tutto ciò, occorre aggiungere comunque che si stanno facendo dei passi avanti nel modo in cui questo personaggio viene proposto, ed è per questo che in definitiva il servizio ci è piaciuto.

*******

13.02 - Dopo 14 anni il sito dedicato a Gustavo Adolfo Rol rinnova completamente la sua grafica ed i suoi contenuti. Il vecchio sito può comunque ancora essere visitato all'inirizzo: 2000-2013.gustavorol.org

 


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