Le 50 Possibilità: XXII - Bilocazione (di Rol)
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Vittorio Mondini, 2000 (1-XXII-1):
«Circa 37 anni fa [nel 1963], ero andato in Val di Tenda. Mentre viaggiavo lungo una stradina, con la mia Cinquecento, mi fermò un uomo dall’aria assai strana, chiedendomi un passaggio. Lo feci salire e lui cominciò a parlarmi del tesoro di Napoleone: “Vede la fortezza sulla Rocca dell’Abisso? Mio padre, che è stato lì dentro, mi ha detto che, nei sotterranei, alla sesta rampa di scale, sono nascoste le armi dell’Imperatore”. Poco dopo volle scendere: mia moglie ed io lo vedemmo sparire, come inghiottito dal nulla».
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Gianni Minà (Federico Fellini), 1984 (1-XXII-2):
Minà: «[Fellini] ha detto che l’ha vista improvvisamente apparire, e poi ha sentito il telefono che trillava ed era Lei». Rol: «Mah, può succedere, possono succedere tante cose...».
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Renato Balsamo, 2005 (1-XXII-3):
«Spesso veniva a trovarmi nello studio. Lui aveva la facoltà di sdoppiarsi, aveva la bilocazione, ma lui veniva anche così senza mostrarsi, perché non era detto che dovesse sempre mostrare il suo fisico... veniva e l’indomani mattina mi raccontava cosa io avevo fatto la notte nello studio. Quindi io ho delle conferme, delle prove di queste cose che sono delle verità pure».
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Lorenzo Ostuni, 2007 (3-XXII-8):
«Fellini in una delle tante volte – questo doveva essere il ‘75/ ‘76 – aveva deciso di andare a Torino, e una certa mattina, mi ricordo di un venerdì, doveva partire per Torino presto, per passare tutto il venerdì e tutto il sabato con Rol, ed eventualmente tutta la domenica. Lui abitava a via Margutta 110, la mattina esce con la sua borsa, col suo trench, perché il taxi lo sta aspettando, saluta Giulietta Masina, apre e chiude la porta e sul pianerottolo trova Rol. E lui rimane sbalordito. “Ma... Gustavo come... come mai qui? sto venendo lì a Torino da te”. E Rol gli dice: “Ti ho precorso”. “Come mi hai precorso?” Fellini dice “Va beh, è una delle tante superesperienze che fa Rol”. Scendono insieme le scale, due piani, arrivano giù, entrano tutti e due nel taxi che li aspettava per andare all’aeroporto, uno entra da destra, uno entra da sinistra, Fellini si accomoda sulla destra – poniamo – sul retro della macchina, e Rol sulla [sinistra] scompare, non c’è più».
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Giando Baston, 2019 (3-XXII-10):
«Lo incontrai per caso, ero in zona Piazza Statuto [a Torino] con le stampelle, ero uscito da pochissimo tempo da un incidente stradale, ero stato in coma e non sapevo chi fosse questo uomo, non ne avevo mai sentito parlare (...). Ero rimasto fuori dal bar ad aspettare [i] miei amici. Lui si avvicinò, e iniziò a fissarmi. Io lo guardai e dentro di me dissi: “Ma questo sguardo – occhi di ghiaccio – è strano, uno sguardo fortissimo, penetrante”, mi si è avvicinato, mi mise una mano sulla spalla e mi disse testuali parole:
“Non ti preoccupare, passerà tutto, loro ti saranno vicini, non avere paura se li vedrai”, e io gli dissi:
“Scusi, ma chi è che si deve avvicinare a me?”
“Non ti preoccupare, sei un ragazzo fortunato, e io in questo momento non sono qui”.
Io mi son girato per guardarmi attorno e lui in un attimo non c’era più. (...) Da lì iniziai a chiedermi: “Ma chi è quest’uomo?” non riuscivo a capire chi era. Poi dopo svariato tempo ero in una libreria e vidi un libro con una copertina col [suo] viso, dissi: “Ma... è quello che ho incontrato a Torino!”».
[Si veda un commento e il link al video con la testimonianza diretta nelle news di luglio 2019] -
Caterina Merlo, 2021 (3-XXIX-25):
«Quando eravamo su a Paesana, una sera mia figlia Liliana [Merlo] è arrivata a casa e dietro di lei ha trovato Rol, cioè si è trovata dietro di lei lo spirito di Rol. È venuta dentro dicendo: “Mamma, mamma, c’era Rol qui dietro, c’era Rol!”. Le era apparso».