DICEMBRE 2024
29/12
POLTIGLIA GRIGIASTRA
(non «giallastra»)
(da un mio post del 29/12/2024, qui)
Un errore di trascrizione in una testimonianza di Fellini
Desidero segnalare un errore di trascrizione scoperto nei giorni scorsi, e che si è trasmesso viralmente da un libro (e eventualmente articolo) all'altro, in un noto episodio testimoniato da Federico Fellini, quello dove il regista negli anni '60 vide una carta da gioco trasformarsi davanti ai suoi occhi. L'episodio originale venne raccolto e riferito per la prima volta da Dino Buzzati sul "Corriere della Sera" del 6 agosto 1965, p. 3. In esso, Fellini parla di «una poltiglia grigiastra e acquosa che si decomponeva palpitando». Venne riprodotto per la prima volta nel 1970, correttamente, da Nicola Riccardi nel suo libro Operazioni psichiche sulla materia (p. 106; i capitoli in cui parla di Rol sono stati riprodotti e commentati nel vol. V de L'Uomo dell'Impossibile, pp. 331-347, dove l'episodio di Fellini però l'avevo omesso perché già citato nello stesso volume a p. 78).
Invece in un articolo del giugno 1973, su Scienza e ignoto (riprodotto e commentato nel vol. VI, l'episodio di Fellini è a p. 118) l'autore Jacopo Comin trascrisse erroneamente «giallastra» invece di «grigiastra» e questa versione sbagliata venne ripresa nel 1986 da Renzo Allegri nel suo libro Rol l'incredibile (p. 32) e nella successiva edizione Rol il mistero (1993, p. 29), unico libro pubblicato quando Rol era in vita e da lui ripetutamente contestato (definito in una lettera del 1986 proprio a Fellini un «libro idiota» (cfr. "L'Uomo dell'Impossibile", vol. X, p. 118), per ragioni che ho spiegato nel dettaglio già nel mio primo libro Il simbolismo di Rol, cui ora deve aggiungersi anche questo errore).
Buona parte degli autori successivi ad Allegri, purtroppo me incluso, hanno riprodotto la sua versione sbagliata o perché non avevano a disposizione l'articolo orginale di Buzzati o, come purtroppo nel mio caso che l'articolo a un certo punto lo avevo avuto a disposizione così come altre fonti corrette, per non essersene proprio accorti.
Dopo Comin e Allegri troviamo l'errore, in ordine cronologico, in:
G. di Simone, Oltre l'umano. Gustavo Adolfo Rol, 1996, p. 59 (2a ed. 2009, p. 55), che cita direttamente Comin;
M. Ternavasio, Gustavo Rol, la vita, l'uomo, il mistero, 2002, p. 66
R. Allegri, Rol il grande veggente (edizione "riformulata" e ampliata delle 2 ediz. precedenti), 2003, p. 67
M. Tomatis, ROL. Realtà O Leggenda?, 2003, p. 92
M. Pincherle, Il segreto di Rol, 2005, p. 82 (da Ternavasio)
F. Rol, L'Uomo dell'Impossibile, vol. I, 2012, poi in vol. II, p. 520 (ep. XXXVI-4); vol. IV, 2022, p. 337; vol. V, 2022, p. 78; vol. VI, 2023, p. 118 (art. Comin)
F. Rol, Rol. L'Illuminato, 2024, p. 156
F. Rol, Enigma Rol. Una occasione mancata, 2024, p. 89 nota 134.
Purtroppo io trascrissi l'episodio da Allegri nei primi anni 2000, e così me lo sono portato avanti in archivio in seguito, riprodotto sempre da quella prima trascrizione.
Fece eccezione Remo Lugli nel 1995, che nel suo Gustavo Rol. Una vita di prodigi (p. 142, 3a ed.) aveva bypassato Allegri riproducendo direttamente Buzzati; da Lugli hanno poi preso per loro fortuna Aroldo Lattarulo nel 2014 (cit. in Indagine su Gustavo Rol, 2016, p. 104) e Paola Giovetti nel 2022 (cit. in Gustavo Adolfo Rol. L'uomo oltre l'uomo, p. 134), tutti libri da me ben conosciuti e letti, senza tuttavia accorgermi di quella parola diversa (devo ringraziare Silvio Grilli per avermi fatto notare le due versioni). Altri autori non hanno invece riprodotto l'episodio.
Suggerisco a chi abbia qualcuno dei libri menzionati, di tirare una riga sopra «giallastra» e scrivere a margine «grigiastra». Per quanto mi riguarda, la parola sarà corretta nelle successive ristampe o edizioni dei miei libri.
Qui intanto riporto l'episodio completo, sia in trascrizione – con la parola corretta in evidenza – che in immagine dall'articolo originale di Buzzati.
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La cosa orrenda
Per avere disobbedito, Fellini stette male, per due giorni non riuscì né a mangiare né a dormire.
«Mi fa scegliere una carta da un mazzo. Era, mi ricordo, il sei di fiori. Prendila in mano, mi dice, tienila stretta sul tuo petto e non guardarla: ora in che carta vuoi che la trasformi? Io scelgo a caso. Nel dieci di cuori, gli dico.
Mi raccomando, ripete lui, tienila bene stretta e non guardarla. Lo vedo concentrarsi, fissare con intensità spasmodica la mia mano che tiene la carta. Intanto io penso: perché mai non devo guardare? Sì, me lo ha proibito, ma il tono non era tanto severo. Che me lo abbia detto apposta per indurmi a trasgredire? Insomma, non resisto alla tentazione. Stacco un po’ la carta dal petto e guardo. E allora ho visto... ho visto una cosa orrenda che le parole non possono dire... la materia che si disgregava, una poltiglia GRIGIASTRA e acquosa che si decomponeva palpitando, un amalgama ributtante in cui i segni neri dei fiori si disfacevano e venivano su delle venature rosse... A questo punto ho sentito una mano che mi prendeva lo stomaco e me lo rovesciava come un guanto. Una inesprimibile nausea... E poi mi sono trovato nella mano il dieci di cuori».
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(nota: al di là dell'errore del colore, che non incide comunque sulla testimonianza, ho analizzato l'episodio soprattutto in riferimento alla sua natura "gelatinosa" (testimoniata anche da altri in fenomeni analoghi) in:
1) L'Uomo dell'Impossibile
- vol. III, 2022, ep. XXXIV-123/123bis (pp. 229-230) ed ep. XXXVI-10 (pp. 249-250), con le relative note a pp. 441-442; e 450;
- vol. IV, 2022, pp. 337-341;
- vol. IX, 2024, pp. 448-453;
2) Rol. L'Illuminato, 2024, pp. 153-161 )
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28/12
È stata aggiornata la bibliografia essenziale su Rol, con due liste ragionate e precise. Rispetto alla versione precedente di settembre, sono stati inseriti il volume di Valerio Gentile e la mia recensione-libro alla docufiction Enigma Rol, con riposizionamenti e ulteriori dettagli chiarificatori.
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26/12
(da un mio post del 26/12/2024, qui)
È in uscita in questi giorni un nuovo libro su G.A. Rol. Si tratta di una bella e dettagliata testimonianza di Valerio Gentile, tecnico di sistemi di sicurezza che conobbe Rol negli anni '70 per lavoro e lo incontrò a più riprese fino agli anni '90. Vi si trovano episodi che l'autore ha riferito negli anni passati in conferenze e lives o interviste, questa volta messi per iscritto con i particolari e integrati da riflessioni personali, con approccio razionale di chi è abituato ad affrontare problemi pratici e ad analizzare i fatti. Un documento significativo tra le testimonianze su Rol, con la collaborazione per la redazione da parte di Silvio Grilli – autore lo scorso anno di un bel lungometraggio su Rol (qui) – e Gabriella Gaudio, moglie di Valerio.
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22/12
GIOCHI DI PRESTIGIO DIALETTICI
(da un mio post del 22/12/2024, qui)
Nei giorni scorsi (...) il prof. Nicola Gragnani – che approfitto per ringraziare per le riflessioni acute e rilevanti dei suoi numerosi post – ha sollecitato alcuni utenti scettici a commentare una o più testimonianze su G.A. Rol. Dato che per combinazione (...) il 1º dicembre avevo fatto un post sulla pagina che amministro io, intitolato 5 testimonianze-chiave che gli scettici censurano (qui), sono intervenuto suggerendo di prenderle in considerazione, cominciando da quella che si preferisse. Uno dei membri del gruppo che ha mostrato posizioni chiaramente scettiche, L.T., mi ha chiesto da quale avrebbe dovuto cominciare, ho allora suggerito quella del prof. Gianluigi Marianini, perché un episodio da lui riferito è tra quelli più essenziali nella sua dinamica e perché ha per protagoniste le carte da gioco, ovvero il mezzo che era uno dei gradini di base, iniziali (quindi anche inizia-tici), più “semplici” – si fa per dire – della sperimentazione di Rol, e anche quello più sospettato di mistificazione perché se ne servono ampiamente gli illusionisti, tanto che chi non ha visto questi esperimenti o non ha approfondito la sua biografia, si chiede perché insistesse tanto a usare le carte e non fosse meglio rinunciarvi per allontanare questi ovvi sospetti di chiunque (...). Nel 2001 il prestigiatore Massimo Manca scriveva su un periodico del Cicap che Rol:
«eseguiva, provocatoriamente, molti giochi di carte, tradizionalmente avversati dai mentalisti poiché nel pubblico sono immediatamente associati all’idea del baro e alla destrezza manuale»
(cit. nel vol. VII del mio: L’Uomo dell’Impossibile, 2024, p. 23 (scaricabile gratuitamente insieme ad altri volumi, a partire da questo post)).
Già, provocatoriamente. Chissà perché... (domanda-riflessione retorica, naturalmente, alla quale ho già ampiamente risposto negli anni passati).
Ma veniamo subito alla testimonianza di Marianini dell’episodio specifico così come io l’ho presentata nel post del 24/11/2024 (qui) che riproduco:
«UN ESPERIMENTO DI CARTE “PARADIGMATICO”
Nella vasta casistica degli esperimenti e prodigi di G.A. Rol ce ne sono alcuni che sono più emblematici o “paradigmatici” di altri, vale a dire che per le loro caratteristiche sono eminentemente dimostrativi e indubbiamente autentici, “a prova di scettico”.
Tra questi – e nella classe più soggetta a scetticismo, quella delle “carte”, ovvero della sperimentazione “di base” di Rol – ce n’è in particolare uno che desidero segnalare e che è tra i miei preferiti, perché piuttosto inattaccabile (infatti fino ad oggi è stato sempre censurato dagli scettici, pur avendolo io divulgato a partire dal 2008). Non si tratta di un tipo di esperimento fatto una sola volta e testimoniato solo da un testimone, ma di uno di quelli “classici” di Rol, riferito da più persone in epoche, ambienti e variabili diverse, ciò che permette di fare anche dei confronti atti a confermarne la natura oggettiva ed autentica.
Me lo ha raccontato nel 2002 durante una conversazione telefonica il prof. Gianluigi Marianini (1918-2009), docente di filosofia, plurilaureato, diventato molto noto in Italia nel 1956 come concorrente e vincitore del famoso telequiz di Mike Bongiorno “Lascia o raddoppia?”.
Con lui mi aveva messo in contatto Elio Degrandi, in arte Alexander, tra i più noti illusionisti italiani soprattutto negli anni ’80 e uno di quelli che conobbero Rol. Alexander considerava infatti molto significativa la testimonianza di Marianini, in particolare uno o più esperimenti con le carte di cui diede un esempio durante una intervista filmata del 2005, dicendo:
«Come era la situazione quando Rol li faceva [gli esperimenti]? Quando senti però come avveniva in certe cose di Rol, tipo l’esperimento in cui lui non prendeva un mazzo di carte, cioè tu lo compravi – anche Marianini mi ha raccontato questo – cioè l’ha comprato lui, l’ha portato da Rol:
“Dimmi una carta”
“3 di picche”
“Apri il mazzo – io non l’ho mai toccato – che hai comprato” – l’unica carta capovolta è il tre di picche... Se la situazione è come sto dicendo io adesso, sfido qualunque collega a riprodurlo».
La situazione era precisamente questa e infatti nessun illusionista potrebbe riprodurre un esperimento del genere – che non è ovviamente un “gioco” – dove in nessun momento può toccare un mazzo di carte portato da altri (che ovviamente non sia un suo complice).
Quella che segue è la descrizione precisa che mi diede Marianini, forse dello stesso esperimento che Alexander aveva ricordato sommariamente in una diversa variante, parte della registrazione della telefonata che pubblicai in rete anni or sono, quindi testimonianza diretta non filtrata da nessuno e verificabile:
«Una volta d’estate (...) io andai [a trovarlo]. (...) Mi disse: “Prima di venire, compra... due mazzi di carte”. (...) Passai da un tabaccaio e presi due mazzi di carte, regolarmente sigillati. Poi sono andato da lui, e lui m’ha fermato... mi disse: “Fermati lì”... sulla porta di casa, e io pensavo ci fosse una bestiolina, non so una tartaruga, un gatto, un qualcosa che potessi pestare, e invece lui, molto opportunamente voleva che non m’avvicinassi, perché [in relazione a] quanto poi avvenne non avessi l’impressione che fosse una cosa di prestidigitazione. Allora dice: “Quale carta preferisci?”, e io per caso dissi: “Fante di fiori” e allora dice: “Apri i due mazzi”. Ed erano 52 fanti di fiori per ogni mazzo ...».
(trascritta per la prima volta, adattata, ne “Il simbolismo di Rol”, 2008, quindi in "L'Uomo dell'Impossibile", 2012, vol. I, ep. V-69 e anche in volumi successivi; per le testimonianze dirette a voce si veda [questo] video-post, nello specifico Alexander dal min. 1:50 e Marianini dal min. 11:17).
Nota: Marianini dice a braccio che erano 52 fanti di fiori per ogni mazzo, ovvero 104 carte uguali, ma è probabile che intendesse dire che TUTTE le carte dei due mazzi, essendo ancora sigillati, erano diventate fanti di fiori, quindi in totale 110, includendovi i 4 jolly e le 2 carte “false” (quelle dei punteggi: in volumi dove ho citato l’episodio ho ipotizzato che le carte fossero 108, senza considerare anche le due false); questo perché in genere Rol negli esperimenti di questo tipo e sue varianti (ad esempio a carte alternate) trasformava tutte le carte coinvolte nell’esperimento. Se i mazzi non erano nuovi e sigillati, i jolly e le carte false erano di norma messi da parte prima di iniziare. Forse per questo che Marianini ha detto 52. All’epoca non pensai di chiedergli conferma. Comunque sia, Rol trasformò a distanza oltre 100 carte da gioco istantaneamente. Nessun trucco è ipotizzabile così come nessun presunto errore della memoria (uno dei leitmotiv degli scettici) vista la semplicità e immediatiezza dell'esperimento. Il testimone non era certo in cerca di pubblicità, sia per chi era sia per la natura privata della conversazione. Né avrebbe avuto bisogno di inventare, tanto più qualcosa che anche altri hanno testimoniato e che anche un esperto come Alexander era disposto a prendere sul serio. Per questo, oltre al fatto di essere diretta e registrata, la considero una testimonianza «inattaccabile». »
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Fin qui il mio post [del 24/11]. Quando affermo che «la situazione era precisamente questa» lo faccio sia sulla base della mia testimonianza diretta, avendo io assistito a numerosi esperimenti di carte che Gustavo mi fece fare quando era ottuagenario (tra il 1987 e il 1992, ovvero tra i suoi 84/89 anni, non proprio una età ideale per essere “lesti di mano”...) sia sulla base di decine di altre testimonianze attendibili dove le carte non le toccava mai. L’esperimento di Marianini cioè non è un “unicum” di cui non ci siano degli analoghi che si possano comparare, ma è anzi la norma degli esperimenti con le carte di Rol. La norma cioè, e lo ribadisco, dove Rol non toccava assolutamente le carte e quando le toccava era l’eccezione, peraltro ininfluente come emerge chiaramente da molte descrizioni (li faceva persino per telefono, con amici o conoscenti ai quali diceva per esempio di prendere un mazzo – quasi tutti hanno un mazzo di carte in casa –, mescolarlo, pensare o dire una carta qualunque, e poi gettarlo sul tavolo dove quella carta risultava girata al contrario; oppure dopo che il mazzo era stato mescolato e la carta era stata scelta poteva chiedere di dire un numero qualunque di una o due cifre, l’altro rispondeva per esempio “12” e Rol gli diceva: togli 11 carte, la 12a dovrebbe essere la carta che hai pensato/detto; e così via). Queste cose io le ho già spiegate e all’occasione analizzate nel dettaglio nei miei libri (6 dei quali scaricabili gratis in rete) quindi non mi dilungo qui a snocciolare decine di esempi.
L’analisi comparata delle testimonianze è però uno dei cardini per una comprensione oggettiva del “caso Rol” (e ovviamente non solo di quello). Dovrebbe infatti essere evidente che se ci sono, poniamo, 10 testimonianze analoghe di un certo tipo di esperimento o prodigio, riferite magari da 10 persone diverse, di diversa estrazione culturale e sociale, in epoche diverse, che non si conoscevano o che se anche si conoscevano non sapevano di esperimenti analoghi fatti ad altri (non sono ipotesi, è precisamente ciò che da un quarto di secolo constato nella mia analisi del “caso Rol”), si presenta un quadro di oggettività che non può essere ignorato né scartato tanto facilmente come sarebbe il caso di una sola testimonianza singola, senza analoghi, alla quale si potrebbe anche non dare credito perché non se ne avrebbe nessun’altra con cui confrontarla o paragonarla, sarebbe cioè eminentemente soggettiva e quindi debole (il grado poi di questa soggettività dipenderebbe anche da altri fattori, ad esempio la credibilità, autorevolezza, ecc. del testimone, ciò che del resto ha un suo peso, benché minore, anche in tutte le altre testimonianze).
Se i testimoni invece dicono tutti essenzialmente le stesse cose, significa che stanno descrivendo dei fenomeni oggettivi e ricorrenti (modus operandi di Rol+dinamica del fenomeno), con patterns simili se non uguali. Abbiamo cioè delle regolarità che permettono una indagine di tipo scientifico, e che nella fase preliminare può ben configurarsi come indagine “di polizia”, dove si analizzano testimonianze, testimoni, moventi, indizi, scena del “crimine”, ecc.
Di qui l’importanza della raccolta di un gran numero di testimonianze – quale serio investigatore non ne desiderebbe quante più possibili per risolvere il suo caso? – che da un lato aumentano sempre di più questa base oggettiva, dall’altro possono contenere elementi nuovi e accessori che accrescono il quadro complessivo e permettono di avvicinarsi alla soluzione. Anzi, alle due soluzioni: quella di stabilire, in primo luogo, se la fenomenologia sia autentica; e in secondo luogo, dopo averne stabilita l’autenticità, quale sia la spiegazione diciamo pure scientifica dei fenomeni, pur mantenendosi in una cornice e in un inquadramento che possiamo definire “spirituale” (la scienza che “incontra” lo Spirito). È chiaro infatti che prima di avventurarsi in teorie esplicative, occorre avere ben presente la fenomenologia complessiva, e non solo del “caso Rol”. Nella scienza la teoria migliore è quella in grado di spiegare il maggior numero di fenomeni. Ad esempio, se io ipotizzo spiegazioni o comunque un inquadramento quantistico per la classe fenomenologica che nel 2012 ho chiamato “tunnelling”, termine preso appunto dalla MQ, ovvero quella in cui Rol lancia oggetti contro il muro che passano dall’altra parte (o persino lui stesso che passa attraverso), non significa che questa spiegazione o inquadramento vada poi bene per altre classi fenomenologiche (e meno ancora, per estensione, per il “paranormale” nel suo complesso), come ad esempio la resuscitazione di un morto, le guarigioni, gli “oggetti viventi”, il magnetismo, la xenoglossia, la biblioscopia, la telecinesi, le apparizioni e così via. Talvolta, in una stessa classe fenomenologica che assoceremmo a un determinata spiegazione, possono trovarsi casi (e parlo sempre di casi ragionevolmente attendibili e plausibili, ovviamente) che la falsificano, vale a dire che la spiegazione che pareva più probabile almeno per quella classe è invalidata da uno o più episodi dove quella spiegazione non riesce ad applicarsi e che quindi potrebbe essere la spiegazione sbagliata anche per tutti gli altri episodi. Ne consegue quindi che provare ad avventurarsi in teorizzazioni senza avere come base un corpus fenomenologico consistente – il che corrisponde all’investigatore che può contare su molte testimonianze per risolvere il suo caso – può essere azzardato, ed è quello che nei giorni scorsi ricordavo sul mio sito nella sezione delle “50 possibilità” la cui casistica (in rete) ho ampliato (qui), scrivendo tra l’altro:
«È anche opportuno avvertire gli scettici, o meglio gli scettico-negazionisti come li chiamo io, che si illuderebbero se pensassero di costruire teorie e dare interpretazioni solo sulla base di quanto pubblicato qui [246 testimonianze/episodi] – ciò che comunque vale in generale per tutti gli studiosi e ricercatori – cercando magari di isolare un episodio per mostrarne le lacune o come potrebbe essere spiegato eventualmente con un trucco; sia perché molti contorni e dettagli ulteriori di molti episodi, così come eventuali spiegazioni, sono forniti nei [miei] libri, sia perché per formulare teorie credibili (pro o contro che siano) occorre conoscere se non tutta, almeno gran parte della fenomenologia di Rol (e ovviamente anche il suo pensiero, soprattutto quello diretto degli scritti autografi e delle conversazioni registrate) di cui quella qui presentata per quanto già estesa non è che appunto una introduzione; e dopo averla ben presente, occorre anche una conoscenza sufficiente di fenomenologia analoga e comparata presente da millenni nei resoconti delle tradizioni spirituali così come nell’ambito della “ricerca psichica” degli ultimi 250 anni, fenomenologia sulla quale hanno già dibattuto insigni studiosi, accademici, premi Nobel... la cui opinione consiglio di cercare per non perdere tempo e finire in vicoli ciechi o trovarsi a scoprire l’acqua calda... Alle volte, un solo episodio attendibile e certo può far crollare uno scintillante ma illusorio castello (di carte) teorico che pretendeva di spiegare il “paranormale” (attualmente, il prezzemolo principale è rappresentato dalla meccanica quantistica, che è appunto solo uno dei prezzemoli su una pietanza di gran lunga più consistente e varia)».
In un commento dell’11/12 in questo gruppo menzionavo parte di questo scritto, poi specificavo ulteriormente che:
«provare a dare spiegazioni “normali” (o anche, viceversa, paranormali) solo basandosi su un episodio, senza tenere conto di testimonianze analoghe ovvero della “fenomenologia comparata”, è un approccio rischioso, e diciamo pure insufficiente, a causa dei limiti e delle lacune delle testimonianze prese singolarmente.
E quanto più la testimonianza è articolata nel suo svolgersi e magari nemmeno diretta, tanto più possono moltiplicarsi le speculazioni».
Il punto cruciale che ho inteso mettere in evidenza è come sia rischioso formulare delle ipotesi, ovvero tentare delle spiegazioni (pro o contro che siano) su come sia avvenuto un dato prodigio o esperimento, basandosi su una sola testimonianza. E questo proprio perché altre testimonianze potrebbero falsificare quelle spiegazioni.
Ad esempio per quanto riguarda le carte, se in un esperimento troviamo Rol che in un dato momento le tocca, non importa se in maniera determinante o meno, lo scettico può attaccarsi a questo dettaglio per sostenere che allora Rol poteva eventualmente manipolarle o forzare il “gioco”. Basandosi solo sulla testimonianza in cui le tocca, lo porterebbe a spiegazioni, che saranno poi mere speculazioni, del tutto sbagliate, dal momento che nella maggior parte degli esperimenti Rol le carte non le tocca, ovvero il trucco non è ipotizzabile (come ad esempio nell’episodio di Marianini). Ciò significa anche che se Rol era in grado di fare i suoi esperimenti senza toccare le carte, ovvero si trattava di una possibilità paranormale effettiva, in quei casi minoritari in cui per qualche ragione le tocca è assai poco logico e legittimo ipotizzare che invece ci potesse essere il trucco, e solo perché le ha toccate. Ecco quindi il rischio di isolare le testimonianze/episodi senza tener presente anche gli altri e la maggioranza degli stessi.
Nei miei commenti più sopra riferiti mi riferivo comunque soprattutto alla seconda delle due soluzioni di cui ho parlato (la spiegazione del fenomeno) meno alla prima (se sia o meno autentico). Un episodio infatti può, sulla base di una testimonianza netta e al tempo stesso semplice, essere chiaramente autentico – come quello di Marianini – ma potrebbe non essere possibile darne una spegazione adeguata o quella ipotizzata potrebbe essere sbagliata (pro o contro che sia). Mentre potrebbe trovarsi la spiegazione giusta avendo presente la complessità della fenomenologia. È indubbio che il Sole sembri girare intorno alla Terra, c’è forse qualcuno che lo nega? (“soluzione” 1) La spiegazione però non è quella che sembra, ma nel caso in questione il suo esatto contrario (soluzione 2). Siamo cioè a fatti (nudi e crudi) vs. interpretazioni/spiegazioni. È un fatto che il Sole sembri girare intorno alla Terra, come è un altro fatto che le pietre ogni tanto cadano dal cielo per quanto strano e “assurdo” ciò possa sembrare (soprattutto a un “primitivo”, o anche fino al XVII secolo), come è un fatto, in base alla sua testimonianza diretta, che Marianini abbia comprato dei mazzi di carte sigillati che in nessun momento sono passati dalle mani di Rol.
Se lo scettico non accetta questo fatto, è gia un negazionista: nega cioè che quanto il testimone sta affermando possa essere la verità e che stia dicendo la verità, nel pieno possesso delle sue facoltà mentali (Marianini era oggettivamente molto intelligente e non certo un ingenuo), una verità – nel caso specifico – netta e semplice su cui non è ammissibile né la confusione né tantomeno i conigli-tirati-fuori-dal-cilindro degli onnipresenti e comodissimi difetti della memoria, argomento onnipresente nelle argomentazioni scettiche per demolire a monte, preventivamente, qualunque testimonianza, insieme naturalmente ai tentativi di discredito del testimone, in genere mai troppo palesi ed espliciti, ma insinuanti, allusivi e “subliminali” (gli scettico-negazionisti sono in gran parte illusionisti, professionisti dell’inganno e del depistaggio, o ideologi che vanno a braccetto degli illusionisti, o persone superficiali accecate dai pregiudizi).
È infatti una delle molte ragioni per cui ho selezionato l’episodio prima di altri: la sua semplicità e chiarezza che non ammette tante speculazioni, che invece potrebbero moltiplicarsi con testimonianze articolate di esperimenti e prodigi complessi dove sono presenti numerosi elementi in gioco, che si sviluppano magari in un lasso di tempo lungo, come è il caso di molti esperimenti di Rol “strutturati”, con lui e altre persone sedute ad un tavolo magari per ore. Una testimonianza lunga presenta spesso dei buchi descrittivi inevitabili, perché i testimoni non sono robot che hanno riferito ogni fotogramma della loro esperienza, né hanno fatto una deposizione in un commissariato di polizia fornendo tutti i dettagli possibili.
Non è appunto il caso della testimonianza/episodio di Marianini, come per le altre 4 testimonianze/episodi che ho selezionato, dove una delle caratteristiche è appunto la chiarezza o semplicità del prodigio/esperimento riferito (ce ne sono ovviamente decine di altri e anche più eclatanti che rispondono allo stesso criterio, ma magari non assommano anche altri criteri che ho ritenuto opportuni per una valutazione il più possibile attendibile ed oggettiva, come ad esempio il fatto di essere testimonianza diretta e registrata, la peculiarità del testimone, le sue eventuali competenze illusionistiche, ecc.) e per quanto mi riguarda, la sua “inequivocabilità”.
Alcuni membri scettici di questo gruppo hanno tentato una critica, non fornendo però nessuna interpretazione/spiegazione credibile dell’episodio – la mia richiesta/sfida infatti sollecitava da loro una spiegazione “normale” plausibile che fosse alternativa a quella paranormale, ovvero: quale trucco Rol avrebbe usato? Come ha fatto a trasformare tutte le carte di due mazzi nuovi e sigillati in oltre 100 carte uguali, identiche alla carta scelta a caso seduta stante da Marianini, non da Rol, e senza che i due venissero a contatto?
Invece, nel classico modus operandi pseudoscientifico degli scettico-negazionisti, il focus si è rapidamente spostato (depistaggio/misdirection) dal fatto costituito dall’esperimento/prodigio nudo e crudo così come è stato riferito dal testimone, soprattutto ai relatori secondari di quel fatto (Alexander e il sottoscritto) tentando di sminuirne il senso critico e l’attendibilità. L’utente L.T., nel suo post del 20/12 si è speso in un inconsistente quanto prolisso gioco di prestigio dialettico in cui pretenderebbe criticare il mio metodo non avendone nemmeno comprese le basi, che qui sopra mi sono già prodigato di chiarire in maniera abbastanza sufficiente. Pretenderebbe anche sminuire il mio senso critico sulla base di un mero pre-giudizio, ritenendo di sapere quali siano le mie motivazioni per essere qui a parlare e scrivere di Rol e a difenderlo dagli scettico-negazionisti come lui (perché tale appare il suo modus operandi e forma mentis). In quanto parente, sarei automaticamente di parte – una accusa classica che ho già sentito molte volte, soprattutto quando lo scettico si ritrova a corto di argomentazioni e quindi “parla d’altro” cercando di chiudere in fretta il dibattito – quindi non oggettivo, ovvero essenzialmente ingenuo e stupido (la sostanza è quella). Sarei troppo coinvolto emotivamente/affettivamente per poter fare una qualunque analisi oggettiva. Ovviamente, se l’utente in questione conoscesse la mia attività divulgativa e cosa scrivo sin dall’anno 2000, capirebbe non solo di avere preso un “granchio” bello grosso, ma che quanto a zelo analitico-razionale arrivo talvolta fino alla pedanteria (quasi “più papista del papa”) tanto è vero che la mia prima critica agli scettici non è di essere scettici (ovvero di “non credere”) quanto di non avere un corretto approccio scientifico. Siamo cioè a un ribaltamento di prospettiva: mentre gli scettico-negazionisti trattano, senza argomenti davvero facts based, come pseudoscientifico il “caso Rol” (e pseudoscientifico tutto quello che i testimoni affermano), io considero pseudoscientifici tutti i maldestri e superficiali tentativi esplicativi degli scettici sin da quando hanno cominciato ad occuparsi di Rol, ovvero dall’anno 1978 quando Piero Angela fece insinuazioni infondate e speculazioni pregiudiziali su di lui (la testimonianza di Angela, che non era in buona fede come non lo sono la maggior parte dei suoi colleghi e accoliti, l’ho già demolita nel dettaglio soprattutto negli ultimi volumi della mia opera enciclopedica “L’Uomo dell’Impossibile”, tra quelli scaricabili gratuitamente in rete).
Se io non fossi stato un parente (e comunque un parente anche piuttosto lontano nell’albero genealogico, anche se sono pur sempre il familiare vivente che meglio lo ha conosciuto; uso in genere l’espressione “lontano cugino che lo ha conosciuto da vicino”) e mi fossi chiamato, per dire, Verdi, sarei stato esattamente qui allo stesso identico posto, oggi e a quest’ora. Perché la mia motivazione non è per nulla un banale “difendere un parente”, ma in primo luogo un difendere un uomo eccezionale che ha fatto del gran bene, gratuitamente e in molti modi diversi, a centinaia se non migliaia di persone, la cui onestà e lindura morale è stata ingiustamente messa in dubbio da superficiali, invidiosi o mistificatori che hanno voluto e continuano a volerlo portare al loro basso livello; in secondo luogo, un difendere ciò che rappresenta e ciò che ha mostrato e lasciato, una eredità scientifico-spirituale che è ancora ben lungi dall’essere compresa (ma lo sarà) e che “per coincidenza” (?) tocca corde che in me risuonano molto profondamente.
A differenza di quasi tutti gli altri testimoni, “me lo sono trovato in casa”, senza cercarlo e soprattutto senza avere idea di chi fosse davvero, né che fosse tanto famoso e apparentemente inaccessibile ai più (l’ho spiegato nei miei libri). Quando mi rese partecipe dei suoi esperimenti di base non sapevo “cosa” fossero né che altri vi avessero assistito, e non solo a quelli, né avevo su di lui alcuna idea preconfezionata. Per me era il cugino/“nonno” Gustavo, prodigo di consigli per i miei studi, che ogni tanto mi raccontava alcuni episodi della sua vita e mi impartiva degli insegnamenti filosofici e spirituali, mi raccontava barzellette e mi sottoponeva dei rebus; e che sapeva fare anche “delle cose strane”, ovvero gli esperimenti (che comunque faceva fare integralmente a me). Per anni non seppi cosa pensarne, né mi ero posto molte domande al riguardo, anche se Gustavo mi fornì delle indicazioni che sul momento non ero in grado di comprendere. All’epoca, e anche in seguito per molto tempo, non avevo nessun interesse per quello che viene chiamato “paranormale”; al contrario, l’interesse principale era per la scienza (in particolare astrofisica e cosmologia; registravo tra l’altro tutte le puntate di... Quark!) e poi l’arte, l’archeologia e i testi della spiritualità più elevata delle religioni (senza interesse per il miracolistico, l’occulto, ecc.). Ho cominciato a rendermi conto di chi Gustavo fosse davvero solo dopo la sua morte, negli anni ’90, come chi si ritrovi ad unire dei puntini che erano rimasti separati. Ed è da quel momento che ho cominciato a interessarmi di “fenomenologia comparata” cosiddetta paranormale ma con approccio rigorosamente scentifico, non per curiosità, fascino, interesse ad avere “poteri”, ecc., ma per poter non solo meglio inquadrare Rol, ma spiegarlo anche a coloro che non lo avevano conosciuto. L’inizio poi della mia divulgazione, nell’anno 2000, è stato “innescato” dalle critiche e insinuazioni gratuite degli scettici, a cominciare da Piero Angela (si veda su questo l’introduzione al vol. VII, pp. 54-55).
Sono tra l’altro spesso stupito e anche frustrato di vedere che purtroppo ben pochi testimoni – che di lui hanno peraltro detto meraviglie – si sono spesi per salvaguardarne la memoria (al netto di alcuni che lo hanno fatto parzialmente ma principalmente per cercare i riflettori), quegli stessi che poi lui, già amareggiato e deluso, criticava nel 1975 dicendo:
«...queste cose le conoscete, ormai le sapete, ve le ho mostrate, ve le ho dette... Ma voi rimanete immobili ed immoti anche se vi tendo le braccia, se vi grido col cuore lacerato la mia solitudine ed il vostro assenteismo. Dopo tanto tempo non ho costruito nulla in voi; ho soltanto colmato molte ore della vostra noia, vi ho dato spettacolo. La vostra attenzione è altamente peculiare, così come se foste di fronte ad un palcoscenico ove il mio spirito o la mia anima o solamente il mio corpo assumono, per voi, il ruolo di una ridicola marionetta. Le mie parole cadono nel vuoto del nulla, di tutto il nulla che nutre il vostro cervello condizionato dalle esigenze di una materialità alla quale, ammetto, non vi é dato sottrarvi. Ma almeno un piccolo tentativo avreste pur potuto farlo, quello di muovervi verso di me od almeno verso le cose altissime che mostro a voi ciechi, egoisti ed indifferenti di quel che succede».
Ma torniamo ora al punto. T. scrive che «chiunque può provare a dare spiegazioni “normali” dei prodigi di Rol», facendomi passare per uno che vorrebbe negare a chicchessia tale diritto (laddove invece ho accusato gli scettici di CENSURARE le testimonianze che per loro sono più scomode, che sono innumerevoli e non solo le 5 in questione) mentre invece è vero l’opposto: l’ho proprio sollecitato a farlo, e non lo ha fatto! In tutto il suo panegirico-depistaggio in gran parte superfluo rispetto a ciò di cui era oggetto di analisi, tale spiegazione “normale” non viene fuori, ma ci gira solo intorno, come si suole dire menando il can per l’aia, cercando di erodere – anzi di rodere, come un roditore che rosicchia qua e là – l’attendibilità della testimonianza e soprattutto i suoi contorni.
Uno di questi contorni e sul quale si sofferma prolissamente, è ciò che dice Alexander. È sorprendente quanto spazio gli dedichi e quanto poco allo stesso Marianini, e questo perché con Alexander può (illusoriamente) sbizzarrirsi nelle speculazioni, nelle presunte incongruenze, discrepanze, imprecisioni, ecc., mentre con Marianini – che è la testimonianza diretta – non ha nessun margine di manovra sull’episodio in questione, che è quello di cui io ho “sfidato” a una spiegazione “normale”.
Sorprende che questo scettico non comprenda un elemento essenziale e che fa crollare pressoché subito tutte le sue speculazioni su Alexander (che, di passaggio, conosco da oltre vent’anni e abbiamo parlato moltissime volte di Gustavo): l’illusionista sta infatti parlando a braccio in una intervista del 2005 dove a un certo punto fa un esempio di una delle numerose varianti degli esperimenti di Rol e mentre si appresta a fare l’esempio dice: «anche Marianini mi ha raccontato questo – cioè l’ha comprato lui, l’ha portato da Rol». Quello che poi Alexander dice non è lo stesso identico esperimento di cui parla Marianini ma appunto un esperimento-tipo a titolo di esempio – che potrebbe o meno essere un’altra variante che Marianini testimoniò in seguito o in altra occasione – e che ha anche parti in comune con quello svoltosi sulla porta di entrata; sono quelle parti che Alexander ha voluto mettere in risalto e che sono tipiche di molti esperimenti di Rol con le carte e di molte testimonianze:
1) «l’ha comprato lui»: il mazzo, nel nostro caso preciso i mazzi, sono stati comprati da Marianini, non sono stati messi a disposizione da Rol;
2) «Dimmi una carta»: non è Rol a decidere, né esiste il tempo per una qualunque forzatura, perché l’esperimento è istantaneo;
3) «Apri il mazzo che hai comprato»: i mazzi sono chiaramente ancora sigillati ed è il testimone/Marianini ad aprirli, ovvero a spacchettarli e togliere i due cellofan;
4) «io non l’ho mai toccato»: che Rol lo abbia detto o no, Alexander qui si limita a sottolineare questo dato di fatto, che è uno dei punti cruciali.
A questi 4 punti, si può tranquillamente aggiungere la distanza tra Rol e Marianini, che l’illusionista non menziona – ricordo che sta parlando a braccio e in maniera generica – ma che è implicita, dato che Marianini aveva detto a lui quello che poi disse anche a me (fu infatti Alexander a darmi nel 2002 il contatto telefonico di Marianini, considerando la sua testimonianza importante. E Alexander non era uno stupido e incompetente che non sapesse giudicare criticamente che cosa lo fosse; potrebbe pensarlo solo chi non lo conosce e chi ignora il suo curriculum professionale).
Certo, non sappiamo a quanti metri precisi si trovassero uno dall’altro (se avessi raccolto la testimonianza qualche anno dopo questa domanda l’avrei fatta – l’ho fatta in seguito a molti altri testimoni in situazioni analoghe e potrei snocciolare anche qui numerosi esempi – all’epoca non pensavo che avrei dovuto difendere Rol anche con le virgole e i puntini sulle i e “fare le pulci alle pulci”) né chi fu ad aprire la porta, se la donna di servizio o lo stesso Rol, lasciata evidentemente aperta (socchiusa o spalancata, ogni tanto lo faceva quando un ospite stava per salire) perché ci fossero le precise condizioni di cui Marianini ha riferito, vale a dire il «“Fermati lì”... sulla porta di casa (...) voleva che non m’avvicinassi».
Ora, anche se Marianini non ha fornito un resoconto fotogramma per fotogramma, non ci sono davvero molti dubbi su come le cose si siano svolte – sempre se vogliamo concedere a Marianini quel minimo di intelligenza che in genere gli scettico-negazionisti negano ai testimoni – ed è evidente che se Alexander citava Marianini prendeva la sua testimonianza molto sul serio. Al riguardo, per chi voglia approfondire la sua testimonianza integrale su Rol, contestualizzata e commentata, si veda il capitolo di 51 pagine «Testimonianza ed opinione di Elio Degrandi, in arte “Alexander”» nel vol. X del mio L’Uomo dell’Impossibile, pp. 338-387 (scaricabile gratuitamente dal link già citato: bit.ly/Uomo_Impossibile_7-8-9-10).
Va comunque sottolineato che Alexander oltre ad avere conosciuto Rol personalmente ed essere stato a casa sua più volte, al 2005 aveva sia parlato con molti testimoni diretti nei quasi trent’anni precedenti (conobbe Rol intorno al 1978), tra cui io, sia letto molte descrizioni scritte degli esperimenti, anche con le carte.
Per esempio quando venne alla conferenza da me organizzata per il centenario della nascita di Rol alla Galleria di Arte Moderna di Torino nel 2003, feci ascoltare in sala una registrazione all’epoca inedita di Rol durante uno di questi esperimenti (si veda sempre il vol. X, p. 158 nota 14). Elio si disse molto colpito, piacevolmente, di quella registrazione, dove la dinamica di scelta della carta, e l’assenza di forzature e quindi di trucchi, era piuttosto trasparente – soprattutto per un illusionista esperto che sapeva giudicare – e che confermava ancor più, questa volta “in presa diretta”, quello che già aveva sentito dai testimoni.
Anche se lui ha affermato di non avere mai visto veri e propri esperimenti fatti da Rol, ha però voluto testimoniare spesso un episodio di chiaroveggenza e precognizione, per lui indubitabile, anche’esso regolarmente censurato, integralmente o parzialmente, dagli scettico-negazionisti. Elio lo ha ripetuto molte volte – come ho mostrato nel lungo capitolo a lui dedicato – indice di quale importanza gli attribuisse.
Parlare comunque di lui più del necessario nell’ambito della testimonianza di Marianini finisce però per essere una distraction e un farsi sviare dai depistaggi degli scettici, come si è ben visto nelle speculazioni fittizie di L.T., basate su inesistenti incongruenze quando si sappiano mettere le cose al loro giusto posto.
Manteniamo quindi il focus ancora su Marianini. Un altro utente scettico, anche lui senza suggerire alcuna spiegazione credibile e plausibile – tranne la banalità inconsistente della eventuale combutta con il tabaccaio (ipotesi da elementari che poi coccia con numerosi elementi che la contraddicono e che già Gragnani ha messo bene in evidenza nei commenti di questi giorni) – mi ha essenzialmente attaccato per non aver sottoposto Marianini ad un interrogatorio serrato da processo giudiziario, e per non essermi fatto raccontare, come già detto, tutti i “fotogrammi” dell’episodio, inclusi antefatti e postfatti. Come ho già risposto,
«quando gli telefonai nel 2002 non bombardavo i testimoni assillandoli con mille domande. Ho cominciato a farlo solo anni dopo quando ho capito che gli scettici ... si attaccavano a qualunque virgola pur di screditare Rol. È qualcosa che ho scritto a più riprese nei miei ultimi libri (2022-2024), spesso rammaricandomi – ma non è il caso di Marianini – di non avere fatto più domande in un’epoca nella quale appunto non sentivo la necessità di farle, soprattutto non domande superflue come la marca delle carte... E questo anche perché, in quanto testimone diretto molto prima di essere “studioso”, sapevo bene di cosa era capace Gustavo, non avevo bisogno che qualcuno mi convincesse. Inoltre, ero giovane e Marianini era un “personaggio” e una persona molto seria, quindi sarebbe stato fuori luogo assillarlo con domande superflue».
Ho anche scritto che le carte
«Marianini le ha comprate da un tabaccaio qualunque, e anche in questo caso è irrilevante sapere quale fosse di preciso (...). È implicito che non fosse un tabaccaio vicino a casa di Rol (e anche lo fosse stato, ancora non dimostrerebbe nulla); Marianini lo avrebbe probabilmente detto, e di certo non era stupido, perché l'idea farlocca di combutta col tabaccaio viene in mente a chiunque, a maggior ragione al plurilaureato Marianini che un paio di domande era in grado di porsele»
«altre domande [come per esempio se i mazzi erano sigillati, se Marianini avesse controllato le carte prima, ecc.,] trovano risposta implicita in quello che Marianini dice: i mazzi erano sigillati ed è OVVIO che Marianini li ha aperti solo dopo aver scelto il fante di fiori dopo che Rol gli aveva chiesto quale carta preferisse. Del resto, nessuna persona sana di mente avrebbe aperto i due pacchetti strada facendo, non essendovi alcuna ragione e giustificazione plausibile per farlo. Marianini aveva le carte in tasca e pensava – come altre decine di persone che hanno testimoniate le stesse cose – che sarebbero state usate durante l'incontro con Rol, non poteva immaginare – nessuno lo immaginerebbe – che gli facesse un esperimento sulla porta di casa prima ancora di entrare. È quindi logica conseguenza che non poteva controllare le carte prima, visto che erano appunto ancora sigillate».
Prima di concludere, qualche breve contestazione ad altre affermazioni di T., il quale ha scritto per esempio che
«se una sola testimonianza dimostrasse a sufficienza che Rol ha, anche in una sola occasione, usato trucchi “normali” ciò invaliderebbe tutti i tentativi di sostenere la natura sovrannaturale delle facoltà di Rol».
Nessun ricercatore serio in questo ambito, così come nessuna persona di buon senso, potrebbe concordare con una affermazione del genere, che pare proprio una sorta di clausola preventiva e autoreferenziale dello scettico, fatta apposta, ancora una volta, per trovare il modo di chiudere il più in fretta possibile il “caso Rol” con una benedetta pistola fumante. Ammesso che possa essere dimostrato che «anche in una sola occasione» Rol abbia usato un trucco, e nel caso per quali motivazioni, in che modo questo invaliderebbe le altre migliaia di occasioni? Ben strano metodo scientifico questo... Anche perché dovremmo avere per esempio un testimone che fa una determinata affermazione, contro centinaia di altri testimoni – tra cui gente inizialmente scettica, esperti di illusionismo, o con curriculum professionali di tutto rispetto, anche di caratura internazionale, in ambiti molto pragmatici ben lontani dal “paranormale” – che fanno affermazioni opposte. Quante probabilità ci saranno che quell’unico testimone abbia visto bene ciò che crede di avere visto, e che sia attendibile e in definitiva onesto? Quante probabilità ci saranno che non stia raccontando una bugia o che al limite abbia preso lucciole per lanterne?
Piuttosto, l’affermazione si potrebbe benissimo ribaltare:
«se una sola testimonianza dimostrasse a sufficienza che Rol ha, anche in una sola occasione, usato “possibilità paranormali” ciò invaliderebbe tutti i tentativi di sostenere la natura mistificatoria delle facoltà di Rol»
Pur trattandosi in entrambi i casi di affermazioni estreme e iper-semplicitische, quale delle due, cari lettori, ritenete possa essere la più legittima?
Anche su questo ho comunque già fatto lunghe analisi nei miei libri, quindi non mi dilungo. Passiamo ad altre “chicche” del nostro utente scettico:
«Franco teme le testimonianze ricche di dettagli, che invece un ricercatore dovrebbe considerare come la manna»
Mi chiedo come faccia – uno che di Rol ha dichiarato nei commenti degli scorsi giorni di non saperne pressoché nulla e ripetutamente mi ha chiesto chi fossi senza fare nemmeno la fatica di cliccare sul mio profilo, dove avrebbe trovato velocemente una sintesi nella sezione “informazioni” – ad affermare che io «tem[a] le testimonianze ricche di dettagli» e poi, con la saccenza tipica dello scettico che crede di rappresentare il metodo scientifico e di conoscerlo solo lui, ci venga a spiegare ex cathedra «che invece un ricercatore dovrebbe considerare come la manna». Quelle ancora poche persone che hanno letto i miei libri ma comunque anche quelle che seguono da tempo i miei commenti in rete sanno che se c’è un biografo e testimone che da anni rompe letteralmente le scatole ai nuovi testimoni chiedendo loro una infinità di dettagli, quello sono proprio io, che posso legittimamente ed oggettivamente essere annoverato tra i ricercatori che li «considerano manna». Basta leggere soprattutto i miei ultimi volumi per prenderne atto. E se nel 2002 ancora non lo facevo, ne ho già spiegate le ragioni. Del resto, ribadisco, la testimonianza di Marianini non ne ha bisogno, nessuno dei dettagli richiesti di cui non siamo a conoscenza è davvero rilevante e potrebbe cambiare il quadro chiarissimo, nudo e crudo dell’episodio. Ha rilevanza in quale tabaccaio le comprò? No. Ha rilevanza quale fosse la marca delle carte? No. Ha rilevanza che le carte le abbia tenute? No. In merito a questo, non gli chiesi se le avesse tenute – in anni seguenti invece questa domanda l’ho fatta spesso e molti testimoni non solo mi hanno detto di averle tenute, ma me le hanno anche mostrate – ma non c’è ragione di credere che non fosse così: avrebbe senso che le avesse buttate via, per quanto – come dice nella testimonianza integrale – non fosse un giocatore di carte e non gli interessassero sotto questo aspetto? In fondo erano il ricordo di un esperimento eccezionale. Se non sono andate perse da quando Marianini è morto (2009), potrebbe avercele qualche suo parente (ma non ho idea chi abbia ereditato le sue cose).
Ma se si trovassero potrebbero dimostrare qualche cosa? Certamente no (e sfido scettici ed illusionisti a dimostrare il contrario). Comunque, degli esperimenti dove le carte sono rimaste ai testimoni si vedano a titolo di esempio le testimonianze di Roberto Sacco e Guido Lenzi nel vol. IX (scaricabile gratuitamente dal link già citato).
A tal proposito, quando T. parla della presunta «scientifica eliminazione di documenti o tracce fisiche da parte dell'autore stesso dei prodigi, in modo che l'unica testimonianza risieda nella memoria degli “eletti”» mi chiedo ancora una volta come faccia uno che ha affermato di conoscere Rol solo da poco tempo a fare affermazioni del genere come se di Rol sapesse già tutto; ma poi dimostra in ogni caso di non saperne infatti un bel niente e di aver fatto eventualmente copia-incolla dagli slogan degli altri scettici disinformati come lui. Sono infatti innumerevoli gli esperimenti rimasti, ancora custoditi da decine di testimoni (io stesso ne ho, sia fatti a me che fatti ad altri che li hanno lasciati a me). Non solo: nel 2009 proposi a uno degli “scettici in chief”, Massimo Polidoro – che aveva affermato falsamente che Rol «al termine di ogni esperimento, distruggeva sempre tutto» – di farli analizzare. Sono ancora qui che aspetto la risposta (su quella vicenda, si veda al link già citato il vol. IX. pp. 298-299 e gli altri rimandi collegati).
Un vero approccio scientifico preliminare al “caso Rol”, come a qualsiasi altro caso di questo genere (anche meno complesso), dovrebbe prendere in considerazione in maniera equa, spassionata e non pregiudiziale entrambe le strade o ipotesi: vero o falso? Senza trucco o con il trucco? Molto spesso io mi sono posto, nell’analizzare le testimonianze altrui (persino la mia, nel lontano 1999 prima della fase divulgativa) dalla parte dello scettico per vedere cosa ne venisse fuori e se le spiegazioni “normali” stessero in piedi, ma nella maggior parte dei casi tali spiegazioni naufragavano e continuano a naufragare, a meno di non stravolgere le testimonianze e colmare i buchi descrittivi con elementi indebiti e forzati, ciò che fanno di prassi gli scettico-negazionisti. Questi stessi scettici sono poi quelli che non prendono MAI in considerazione entrambe le strade, ma ne imboccano sempre e solo una, quella della contestazione sistematica, dell’insinuazione, del cavillo e della pagliuzza nell’occhio altrui, anche di fronte ad evidenze chiarissime che o finiscono per ignorare e censurare o affrontano con il loro sport preferito dell’arrampicarsi sugli specchi facendo talvolta ipotesi che sono così irrealistiche, ridicole, forzate e assurde da risultare più paranormali del paranormale stesso.
In conclusione, la testimonianza di Marianini è stata per il momento schivata astutamente e non è stata fornita nessuna ipotesi “normale” che possa essere davvero accolta e discussa.
Si potrebbe a questo punto chiedere allo scettico di turno: lascia o raddoppia?
Ma non sarebbe nemmeno corretto, dal momento che non ha ancora fatto alcun punteggio e non avrebbe quindi nulla che possa lasciare... se non eventualmente lasciare perdere di controbattere e ritirarsi dal “gioco” oppure tentare di raddoppiare (senza montepremi) commentando un’altra testimonianza delle 5 da me selezionate, nel qual caso suggerisco, sempre per una questione di “gradini”, quella di Magda Olivetti, laureata in fisica, allieva, amica e testimone di nozze del prof. Tullio Regge, noto fisico e scettico doc che conobbe Rol, già presidente del Cicap Piemonte. Anche in questo caso siamo ancora nel lontano 2002 e anche in questo caso sono stato io a raccogliere e registrare la testimonianza. E se il numero di telefono di Marianini me lo diede uno dei maggiori illusionisti italiani degli anni ’80, Alexander, il numero di Magda Olivetti, della famosa famiglia industrale, me lo diede proprio Tullio Regge, il quale nonostante avesse manifestato anche a me personalmente il suo scetticismo, non poteva negare in privato che Magda – e non solo lei –, della quale aveva stima e considerazione, fosse convinta che Rol alcune possibilità le avesse certamente. Regge non era in grado di contestare quello che Magda aveva testimoniato né di proporre soluzioni “normali”, per ragioni autoevidenti presenti nell’episodio riferito nell’ambito della sua testimonianza, anch’esso molto netto, semplice e preciso e sul quale non sono possibili tante speculazioni, a meno di non cominciare con i soliti depistaggi, forzature e arrampicate sugli specchi.
Per concludere, esiste un ultimo argomento, ovvero un’ultima spiaggia, che lo scettico usa come “carta” finale per chiudere spesso il dibattito quando vede che le strade che tenta di percorrere via via si chiudono una dietro l'altra trasformandosi in altrettanti vicoli ciechi dove di trova a non avere più margine di manovra. Allora dice, pregustando il suo trionfo argomentativo:
«Ma se quello che faceva Rol era davvero autentico, perché allora non si è fatto controllare e non lo ha dimostrato una volta per tutte? Invece non lo ha fatto (probabilmente perché non voleva essere scoperto) e ora che lui non c’è più il caso è chiuso».*
Giù il sipario, commedia finita. O così almeno credono “rassicurati” gli scettici, che non hanno compreso che era solo il primo atto.
[*nota: Per una risposta già piuttosto articolata, dettagliata e contestualizzata a questa domanda/affermazione-slogan, rimando alle 1.800 pagine dei già citati voll. VII-VIII-IX-X de L’Uomo dell’Impossibile, “dedicati” agli scettico-negazionisti, che si possono scaricare gratuitamente qui]
(...)
[p.s. 2. Ho trovato un post scriptum di T. al suo post, del 21/12, che ho visto solo dopo aver pubblicato il mio post, e dove egli si spinge finalmente a fare almeno qualche ipotesi "normale", però piuttosto deludente, perché – e anche questo è un classico degli scettici – quando non sanno come spiegare un esperimento tirano fuori la spiegazione-jolly dell'ipnosi, buona per tutte le stagioni, e che spiegherebbe "facilmente" pressoché tutto... Chi ha letto i miei libri sa che ho già fatto ampie considerazioni in merito, così come le hanno fatte numerosi esperti di ipnosi, che colà cito, e che hanno anche conosciuto Rol. Tutti la escludono. Questa del fare una ipotesi, nel caso l'ipnosi, basandosi solo su una testimonianza singola è precisamente il tipo di errore che ho voluto sottolineare all'inizio del post. Ci sono innumerevoli altre testimonianze che falsificano completamente questa ipotesi, al di là della stessa opinione degli esperti che hanno conosciuto Rol (e altri che anche non avendolo conosciuto la escludono tanto quanto)]
* * * * *
19/12
(da un mio post del 19/12/2024, qui)
«L’edizione brasiliana di Gusto per il mistero, pubblicata a Rio de Janeiro nel 1955. A differenza della copertina italiana, questa fa diretto riferimento agli esperimenti di Rol. La carta riunisce l’esperimento dell’asso di cuori e quello dei sei 6, il colore verde è preminente. Il volto femminile rappresenta forse l’attrice Luisa Ferida».
(didascalia e immagine pubblicate nel vol. IV de L’Uomo dell’Impossibile, 2022, p. 129 – qui a colori – dove sono anche riprodotti, contestualizzati e commentati nel dettaglio (pp. 111-128) i capitoli che Pitigrilli dedica a Rol nel suo libro Gusto per il mistero pubblicato in Italia nel 1954, collezione di articoli scritti negli anni precedenti in spagnolo sul quotidiano La Razón di Buenos Aires, dove lo scrittore viveva. Quelli su Rol erano del 1952, riferenti ad incontri dei primi anni '40).
Nota: il libro di Pitigrilli viene quasi sempre citato a sproposito, soprattutto nelle reti sociali, in relazione al racconto simbolico-iniziatico che Rol fece allo scrittore negli anni '40, di un presunto "Polacco" ateo che a Marsiglia gli avrebbe mostrato inorno al 1925 alcuni "esperimenti" di base e che poi dopo aver assistito a un miracolo a Lourdes (dove sarebbe andato con lo stesso Rol), si convertì e si ritirò in un convento.
In rete vi è una schiera di dietrologi – che non leggono a quanto pare i libri su Rol o comunque non quelli meglio documentati e precisi – che fa speculazioni su questa storiella (il che è un buon metro per stabilire la loro inattendibilità come commentatori, che magari la mettono al centro di video e posts speculativi e sensazionalistici) e che già il fratello di Gustavo, Carlo Rol – che viveva a Buenos Aires come Pitigrilli – aveva derubricato, come lo stesso Pitigrilli riferì in un articolo nel 1965, ovvero 11 anni dopo la pubblicazione del suo libro:
«Secondo il fratello di Rol, l’ingegnere Carlo – cervello fisico-matematico eminentemente oggettivo –, niente è vero in questa storia. Il misterioso Polacco farebbe parte delle affabulazioni di cui Rol si compiace»
(da: L'Uomo dell'Impossibile, vol. IV, p. 141, da un articolo pubblicato su una rivista francese nel maggio 1965)
Altri autori e testimoni che avevano letto il libro hanno poi ripetuto il racconto acriticamente fino ad oggi, basandosi sempre e solo su Pitigrilli (ignorando però cosa scrisse in seguito) mentre Rol in quei termini la raccontò solo a lui, in anni (i '40) in cui ancora non voleva rivelare la sua scoperta del 1927 della "tremenda legge” (verde-quinta-calore ed altri elementi) che poi avrebbe ripetuto molte volte a partire dagli anni '50, sia a conoscenti e amici che a giornalisti e scrittori. Quella storiella era cioè un modo per dare un contentino (e un indizio, multiplo) a chi voleva saperne di più, senza dover dare altre spiegazioni.
Rol non fu iniziato da nessuno, realtà che piace poco a chi ha bisogno di alimentare la fantasia, le speculazioni e magari video acchiappa likes/visualizzazioni.
C’è comunque l'idea che la spiegazione del “mistero Rol” debba essere cercata fuori o lontano da lui (non risolvendo però il "problema" ma spostandolo solo da un'altra parte); non si concepisce che potesse essere arrivato da solo a quella che chiamò “coscienza sublime”, grazie alla quale si manifestavano i suoi prodigi e miracoli così come si esplicitavano e sviluppavano i suoi esperimenti.
Eppure le cose stanno così, come ha spiegato ripetutamente per decenni tranne in saltuarie occasioni in cui ha fatto allusioni o lasciato indizi simbolici in qualche racconto ad hoc, come è appunto quello riferito da Pitigrilli (va in ogni caso corretta l'affermazione di Carlo Rol: "qualcosa" di vero c'è in questa storia, ma su un piano "diverso"; e la "pista-indizio polacca" più pertinente è quella del caso "Stasia", unico nella storia della parapsicologia che ha interessanti quanto significativi punti di contatto con la sperimentazione di base di Rol (si veda il post del 23/10/23: bit.ly/CARTE_Poutet-Stasia-ROL)).
Sulle “non-iniziazioni” di Rol, si veda invece il post del 14/05/2023: bit.ly/NON-INIZIAZIONI_di_ROL
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18/12
(da un mio post del 18/12/2024, qui)
SOSTEGNO DELLE NAZIONI UNITE AGLI STATI UNITI DEL MONDO
Su "II Mattino" di oggi 18/12, p. 26, una menzione di nota sulla strada degli Stati Uniti del Mondo auspicati da Rol nel 1987:
«Dalle Nazioni Unite plauso all'impegno di Capasso
Dall'Alto rappresentante delle Nazioni Unite per l’Alleanza delle Civilizzazioni (UNAOC), Miguel Angel Moratinos, un messaggio in cui, tra l'altro, afferma: “Esprimo tutto il mio sostegno e quello delle Nazioni Unite agli Stati Uniti del Mondo in particolare al Segretario generale Michele Capasso (nella foto). Il lavoro e l'impegno che da 37 anni portate avanti per consolidare questa vostra nobile azione meritano tutta la nostra approvazione. Siate certi che come Nazioni Unite e come Alto Rappresentante per l'Alleanza delle Civilizzazioni lavoreremo con voi, mano nella mano, per costruire un mondo migliore in cui la pace e la giustizia saranno i nostri principali obiettivi comuni”.
In precedenza due segretari delle Nazioni Unite avevano espresso pieno sostegno».
Su Michele Capasso, presidente della Fondazione Mediterraneo, e il Suo impegno che nasce dall’incontro con G.A. Rol nel 1987, si veda questo post del 23/03/2024.
Sugli Stati Uniti del Mondo auspicati da Rol, si veda il post del 20/04/2024 e gli ulteriori links menzionati.
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15/12
(da un mio post e video del 15/12/2024, su fb e yt)
In questo video inedito che pubblichiamo per la prima volta, un testimone che frequentò Rol negli anni ‘60 e ’70, l’avv. Pierlorenzo Rappelli, riferisce alcuni episodi da lui testimoniati ai casinò di Nizza e Saint Vincent.
Per un approfondimento si può vedere il cap. Rol e la roulette nel vol. X de L’Uomo dell’Impossibile, pp. 389-407 (scaricabile da questo post)
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11/12
(da un mio post e video del 11/12/2024, su fb o su yt)
In questo nuovo video viene pubblicata una nuova registrazione audio inedita con la voce di Gustavo A. Rol, parte dell’Archivio Franco Rol.
È la “presa diretta” da una serata di esperimenti che Rol fece il 23 maggio 1977 a casa di Giorgio e Nuccia Visca, presenti anche Remo Lugli con la moglie Else, il dottor Alfredo Gaito con la moglie Severina e il fisico e scrittore Alfredo Ferraro.
Di parte di questo incontro – un esperimento di materializzazione di un acquerello – avevamo già pubblicato un video nel 2017 (su fb; su yt).
Qui siamo in un momento precedente, nella fase introduttiva degli esperimenti dove protagoniste erano le carte da gioco, semplice strumento operativo per mostrare dinamiche relazioni di natura ipercomplessa.
Trascrizione completa è stata fornita nel volume IX de L’Uomo dell’Impossibile, 2024, pp. 120-124 (scaricabile in pdf da questo post: bit.ly/Uomo_Impossibile_7-8-9-10) nell’ambito della testimonianza integrale di Alfredo Ferraro corredata e integrata di ulteriori documenti inediti, il tutto commentato nel dettaglio.
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09/12
LE 50 POSSIBILITÀ - Aggiornamento della sezione relativa, qui.
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01/12
5 TESTIMONIANZE-CHIAVE CHE GLI SCETTICI CENSURANO
(e non solo queste)
(da un mio post del 01/12/2024, qui)
PAOLO PIETRANGELI - 2016
Regista, scettico. Non è mai riuscito a spiegarsi come Rol avesse fatto a trasportare seduta stante una zuccheriera da Roma a Torino. Si veda il post: bit.ly/Pietrangeli_zuccheriera_teletrasportata
GIANLUIGI MARIANINI - 2002
Filosofo, plurilaureato, campione nel 1956 del telequiz di Mike Bongiorno “Lascia o Raddoppia?”.
Ha raccontato un esperimento di carte dove il trucco è chiaramente impossibile. Si veda: bit.ly/Rol_esperimento_carte_Marianini
RINALDO SONCIN - 2006
Artigiano. La sua (vera e completa) testimonianza dell’esperimento del martello attaccato alla mano è la cartina al tornasole dell’incompetenza investigativa e analitica degli scettico-negazionisti e del loro pregiudizio di conferma. Si vedano:
– bit.ly/Paperinik_scettico_smascherato
– il capitolo: “Il Manuale di Paperinik”, in : “L’Uomo dell’Impossibile”, vol. X, marzo 2024, pp. 264-302, scaricabile in pdf a partire da questo post: bit.ly/Uomo_Impossibile_7-8-9-10
CARLO BUFFA DI PERRERO - dal 2002
Imprenditore, esperto di tecniche illusionistiche e giochi di prestigio, ha contribuito col padre Ermanno – che conobbe bene, anche lui, Rol – alla creazione del “Circolo Amici della magia” di Torino, una delle più note associazioni di illusionisti; ha cercato più volte di cogliere amichevolmente Rol in fallo, senza riuscirci.
Si vedano:
– in particolare, l’esperimento di biblioscopia (lettura in libro chiuso e/o a distanza) dove Buffa di Perrero modificò internamente un libro per cercare di “incastrare” Rol: bit.ly/Rol_lettura_libro_a_distanza
– il capitolo: “La testimonianza di Carlo Buffa di Perrero”, in : “L’Uomo dell’Impossibile”, vol. X, marzo 2024, pp. 153-176, pdf scaricabile dal post: bit.ly/Uomo_Impossibile_7-8-9-10
– il complemento di settembre 2024 in: “Enigma Rol. Una occasione mancata”, pp. 82-89, qui:https://gustavorol.org/images/bibliografia/Enigma-Rol_recensione-Franco-Rol_2024.pdf
– il video-post del 2022: bit.ly/Buffa_di_Perrero_su_Rol
MAGDA OLIVETTI - 2002
Membro della nota famiglia industriale, laureata in fisica, amica e testimone di nozze del prof. Tullio Regge (fisico, già presidente del Cicap Piemonte). È certa che Rol avesse “possibilità” paranormali per averne fatta esperienza diretta, soprattutto in un esperimento. Si veda: bit.ly/Olivetti_carta_come_sotto_acqua
Anche:
– bit.ly/Magda_Olivetti_su_Rol
– “Testimonianza di Magda Olivetti”, in : “L’Uomo dell’Impossibile”, vol. X, marzo 2024, pp. 14-21, pdf scaricabile dal post: bit.ly/Uomo_Impossibile_7-8-9-10
Questi 5 testimoni-chiave sono solo il vertice di una “piramide dimostrativa” – e al tempo stesso la proverbiale punta dell’iceberg – costituita da centinaia di altre testimonianze attendibili e significative di persone di ogni estrazione sociale, culturale e professionale (da quelle molto famose a quelle del tutto sconosciute e “comuni”) gran parte delle quali non aveva alcun particolare interesse per il cosiddetto “paranormale” (interesse emerso eventualmente dopo avere conosciuto Rol).
Gli scettico-negazionisti a dimostrazione della loro malafede, sfuggono il confronto e censurano tutte quelle testimonianze che smentiscono la loro narrativa – come le 5 qui segnalate –, continuando imperterriti in rete e sulla carta stampata con la disinformazione, i depistaggi e le bugie sistematiche.
Ma la semina di Rol durante la vita è stata ampia e silenziosa, ogni testimonianza attendibile è come un albero rigoglioso che cresce e va ad espandere una già estesissima foresta verde smeraldo.
(quando vi imbattete in qualche scettico che fa lo sbruffone lo potete reindirizzare al presente post, il cui link abbreviato e titolato è questo: bit.ly/Cinque_Testimonianze-Chiave_su_ROL
A complemento generale con ampi contributi “contro gli scettici” si può poi fare riferimento alla pagina: https://gustavorol.org/index.php/it/contro-gli-scettici )
NOVEMBRE 2024
19/11
(da un mio post e video del 19/11/2024, su fb e yt)
In questo nuovo video abbiamo una registrazione inedita della voce di G.A. Rol durante un esperimento del 1977, dove venne materializzata una lettera dell’attrice Eleonora Duse a Gabriele D’Annunzio. L’esperimento venne descritto nel dettaglio da Remo Lugli nel 1995, così come raccontato nel 1977 in un articolo sul settimanale Gente.
Nonostante il sonoro basso e di scarsa qualità – tranne l’ultimo minuto – si tratta di un documento importante in quanto presa diretta di un esperimento di Rol (il quale prende contatto con lo "spirito intelligente" di E. Duse e parla in sua vece).
La durata è la stessa della audiocassetta originale, con alcune interruzioni e riprese della registrazione, effettuata da uno dei presenti.
[Nota: la lettera mostrata al fondo, fotografata da Remo Lugli e pubblicata nel vol. VI de L’Uomo dell’Impossibile, non è l’originale, ma una trascrizione a mano che fece lo stesso Lugli nel 1977 – sulla quale Rol poi appose firma e data – prima che l’originale fosse distrutta]
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01/11
MAESTRI
(da un mio post del 01/11/2024, qui)
Così come il modo migliore, più razionale, per comprendere la fenomenologia di G.A. Rol è l'analisi comparata delle testimonianze (ormai migliaia), il modo migliore per comprendere il suo generale modus operandi come Maestro è l'analisi comparata con altri Maestri, ovvero del loro modo di essere, pensare e agire. L'Occidente purtroppo fornisce pochi esempi che si possano paragonare, non così l'Oriente, dove la figura del Maestro (in particolare nelle tradizioni indo-tibetane, zen e sufi) è ancora ben presente come lo è stata per millenni. La ragione per cui, anche su questa pagina, pubblico ogni tanto racconti e aneddoti che riguardano Maestri orientali, e non solo la loro filosofia, è per indicare dove guardare per comprendere meglio Rol, i cui abiti e vivere "occidentali" non devono distrarre.
Lo scorso anno mentre visitavo il Museo Nazionale di Tokyo mi trovai al cospetto di un'antica e pregevole scultura lignea del Maestro Zen Lanxi Daolong (1213-1278). L'associazione con G.A. Rol è stata immediata. Non tanto per la testa calva, quanto per l'espressione del viso, che "dice tutto". Una delle foto che ho scattato, che è quella di questo post, l'ho anche pubblicata nel vol. VII de "L'Uomo dell'Impossibile" (p. 56, marzo 2024).
OTTOBRE 2024
28/10
LA ZUCCHERIERA TELETRASPORTATA DA ROMA A TORINO
(da un mio post del 28/10/2024, qui)
Sono numerose le testimonianze attendibili e inequivocabili che gli scettici censurano perché contraddicono la loro narrativa che Rol dovesse essere un illusionista.
Tra queste, molto significativa quella del regista Paolo Pietrangeli (1945-2021) che conobbe Rol nel 1967-1968 quando andò a Torino con i genitori (il padre Antonio è stato anche lui un noto regista).
Abbiamo due interviste filmate in cui, in particolare, racconta di una zuccheriera che avevano a Roma, dove abitavano, materializzata di fronte a loro mentre erano a Torino da Rol.
Episodi del genere, ovvero smaterializzazioni e materializzazioni a distanza (o anche "teletrasporto") che non lasciano il minimo spazio all'ipotesi del trucco, ce ne sono numerosI, ma in questo caso la testimonianza è:
1) diretta e filmata;
2) ripetuta più volte;
3) di un testimone relativamente "famoso" che non cercava visibilità e che anzi avrebbe preferito nemmeno raccontare l'episodio;
4) perché era scettico e oltretutto avrebbe continuato ostinatamente a rimanere scettico.
La prima intervista filmata è del 2016, questa la trascrizione:
«La cosa che non mi pareva così tanto preparata fu quella di dire a mia madre che c’era una zuccheriera d’argento sul tavolo del salotto di casa a Roma – noi stavamo a Torino – e mia madre dice: “Sì è vero”, e di lì a qualche minuto questa stessa zuccheriera apparve sul tavolo dello studio a Torino. E questo fu un po’ più inquietante. Non mi chieda perché per come, perché io ho sempre avuto un atteggiamento molto critico nei confronti di queste pratiche di telecinesi, tele-non-so-che. Però, insomma, questa cosa fu fatta... ».
(trascrizione pubblicata e commentata in: L'Uomo dell'Impossibile, vol. III, p. 183; e vol. VII, p. 289 nota 13; l'estratto dell'intervista originale in video – realizzata da Ronin Film Production – può essere visto qui)
La seconda intervista filmata è del 2019:
«Io, mio padre e mia madre stavamo nel salotto di Rol. Evidentemente lui sentiva che qualcuno di noi – io – non credesse tanto alle cose che faceva (...) a un certo punto fece questa specie di dimostrazione, disse: “Ma voi avete una zuccheriera d’argento fatta così e così, a casa”, e io ho detto “Sì”. Ma nella descrizione son tutte simili le zuccheriere d’argento. In pochi minuti la zuccheriera che doveva stare sulla credenza a casa mia a Roma stava davanti a noi sul tavolo, e a Roma la zuccheriera non c’era più. Cioè, nemmeno a dire: “Ah, sta zuccheriera... è una uguale”. No era proprio quella perché a casa mia mancava, e la riportammo noi a casa».
(dalla docufiction Enigma Rol, 2023, trascrizione nella recensione di Franco Rol, Enigma Rol. Una occasione mancata, qui)
Lo sceneggiatore Filippo Ascione, già candidato al David di Donatello nel 1991 e Nastro d'argento nel 1993, ha inoltre raccontato:
«Io avevo conosciuto Paolo negli anni ‘80, il discorso era andato su Rol e mi disse che da giovane era andato a trovarlo a casa sua, con il padre e la madre. La famiglia Pietrangeli era una famiglia di comunisti “ortodossi”, anche atei, non credevano nello “spirito”, non credevano a niente. Sono andati a Torino perché il padre Antonio Pietrangeli doveva girare un film e fare dei sopralluoghi (...).
Gli fece allora un esperimento materializzandogli una zuccheriera che la moglie [di Antonio] riconobbe essere quella che avevano a Roma e che poi si è portata via quando hanno lasciato Rol. (...)
Però lui non credeva a queste cose e nonostante gli avesse materializzato quella zuccheriera era convinto che ci fosse il trucco. Chi è un ortodosso materialista, comunista, ecc., anche di fronte al più grande miracolo crede ci sia il trucco. Ma come ci può essere il trucco di una zuccheriera materializzata a Torino e che lui aveva nel salotto a Roma? È assurdo no? Ci sono dei paraocchi che non ti fanno andare oltre. Questa storia della zuccheriera la raccontava spesso però, anche se con scetticismo».
(dal capitolo: Testimonianza di Filippo Ascione su Antonio e Paolo Pietrangeli, L'Uomo dell'Impossibile, vol. VII, pp. 301-302; per ulteriori analisi e commenti sulla testimonianza di Pietrangeli, cfr. anche il vol. III, pp. 426-428).
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26/10
È stato venduto all'asta un lotto di due disegni/bozzetti di Rol e 1 esperimento di materializzazione di acquerello di Braque. Partito da una base di 3.000 euro, è stato battuto a 5.500 (cui aggiungere la commissione del 22%). Avevo segnalato l'asta in un post del 07/10:
«Il 26 ottobre andrà all'asta, presso la Galleria Sarno di Palermo, un esperimento di G.A. Rol e alcuni suoi disegni-schizzi, appartenuti al fisico e scrittore Alfredo Ferraro. (...) Per la contestualizzazione di questi documenti, si veda L'Uomo dell'Impossibile, vol. IX, 2024, p. 89 e sgg.»
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26/10
(da un mio post del 26/10/2024, qui)
È di nuovo in vendita l'appartamento che fu di G.A. Rol. Messo lo scorso anno sul mercato, non trovò nessun acquirente a causa del prezzo richiesto fuori mercato (ma fiorirono le speculazioni...). Ora è stato affidato al Coldwell Banker Gruppo Bodini, che ne ha fatto anche un video.
Nota: gli affreschi sui soffitti dell'entrata e prima sala non sono originali, così come non sono originali i papier peints bianco-nero alle pareti, simili a quelli che aveva messo Rol. Anche gli arredi interni e mobili non sono quelli originali, che furono venduti all'asta da Sotheby's nel 1995 (si veda il catalogo che avevamo pubblicato su questa pagina del 2022, qui)
p.s. Nota 2: il valore attuale non è stato comunicato pubblicamente, comunque non è 3 milioni, come era lo scorso anno, ma inferiore.
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14/10
ELNA E LE ALTRE
Chi era la moglie di Rol? Che rapporto c’era tra di loro? Perché non hanno avuto figli? Rol ha avuto relazioni con altre donne?
A queste domande è stata data una esauriente e necessaria risposta nella faq n. 42, qui.
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10/10
CONTRO GLI SCETTICO-NEGAZIONISTI
(da un mio post del 10/10/2024, qui)
Da anni sono all'opera censura e depistaggio crescenti (in maniera spesso subdola e strisciante come i tentacoli di un polipo) da parte di individui e gruppi ai quali il "caso Rol" dà molto fastidio. Il primo di questo gruppi, ma comunque non il solo, è costituito dagli scettico-negazionisti, vale a dire persone che non solo non credono che Rol fosse autentico, ma che negano e appunto censurano tutti quegli elementi che dimostrano invece che lo era, selezionando abilmente, scientemente e falsamente quelli che confermerebbero la tesi illusionistica. Siamo cioè di fronte a dei mistificatori di professione che vorrebbero (per proiezione psicologica?) far passare Rol come uno di loro. Nei loro libri, articoli, video, pagine web i nomi più censurati sono quelli di Carlo Buffa di Perrero, Giuseppe Vercelli, Franco Rol e Aroldo Lattarulo, così come sono censurate le numerosissime testimonianze-chiave che smontano la narrativa scettica (emblematiche, tra le altre, quelle di Paolo Pietrangeli e Gianluigi Marianini). Per un antidodo contro il veleno di questi mistificatori, si segnala l'unica pagina che raccoglie articoli e contributi estesi, precisi e fattuali, "contro gli scettici", sin dal 2003. [qui]
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06/10
L'ORGANETTO
(poesia dello "spirito intelligente" di un vivente, materializzata in un esperimento di Rol)
(da un mio post e video del 06/10/2024, su fb e yt)
Questo nuovo video contiene una registrazione inedita fatta da Remo Lugli nel 1975, divisa in tre momenti:
1) Dopo un esperimento Rol legge una poesia materializzata su un foglio e firmata "A. F.";
2) Lugli spiega di che cosa si tratta;
3) Lugli ne parla con Massimo Inardi, il supercampione di Rischiatutto nel 1972, ospite a casa sua il 1º giugno 1975, prima che inizi un incontro con Rol.
Di questo esperimento scrissero sia Lugli che quello che fu poi scoperto esserne l'autore (a sua insaputa e a distanza), il fisico e scrittore Alfredo Ferraro (la vicenda è riferita e commentata nel dettaglio nel vol. IX de L'Uomo dell'Impossibile, pp. 91-118).
p.s.: Si ricordi di attivare l'audio del video, presente a partire dall'immagine della poesia (tratta dal libro di Alfredo Ferraro Versi nell'ombra, di cui verso il fondo è stato pubblicato il frontespizio con la dedica di Ferraro a Rol, così come dell'altro libro di Ferraro Poesie).
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05/10
(da un mio post e video del 05/10/2024, su fb e yt)
In questo nuovo video vengono mostrati due estratti, con commento, da due trasmissioni televisive (Porta a Porta del 05/06/2003 e Uno Mattina del 01/10/2024) dove si ravvisa un probabile intervento post mortem di Rol tramite "segni" di disapprovazione manifestati "al momento giusto", ovvero con tempistica significativa.
Per trascrizioni e analisi, si vedano:
F. Rol, L'Uomo dell'Impossibile, vol. II, 2015, pp. 577-580
F. Rol, L'Uomo dell'Impossibile, vol. IX, 2024, pp. 230-236
F. Rol, Enigma Rol. Una occasione mancata, recensione critica alla docu-fiction del 2023.
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03/10
ENIGMA ROL. UNA OCCASIONE MANCATA
(da un mio post del 03/10/2024, qui)
È questo il titolo che ho dato a una recensione-libro (271 pagine nel formato della mia opera enciclopedica “L’Uomo dell’Impossibile”) della docufiction – che io non chiamo docufilm – “Enigma Rol” uscita nei cinema lo scorso anno e su Prime Video a settembre di quest’anno.
L’avrei scritta e pubblicata molto prima se non avessi avuto lavori pregressi piuttosto impegnativi (i 4 volumi (7-8-9-10) de L’Uomo dell’Impossibile pubblicati a marzo di quest’anno e il volume “Rol. L’Illuminato” pubblicato a settembre).
La ragione della sua lunghezza è dovuta al fatto che non mi limito mai alla sola analisi critica, ma approfitto delle lavagne nere per scriverci sopra, ovvero per fare approfondimenti complementari lungo il cammino conformemente a quello che incontro.
Pertanto anche in questo caso, a margine e integrazione della critica, ho colto l’occasione per dire molte cose inedite, correggerne altre e analizzare nuovi aspetti della biografia di Rol.
Testimonianze e opinioni che si trovano nella docufiction sono state commentate e messe in relazione con altre testimonianze simili, per mostrare che si tratta di fatti oggettivi e non soggettivi. Agli scettico-negazionisti non sono stati fatti sconti (non li faccio da oltre vent’anni). In appendice si troveranno analisi integrative, tra cui una alla puntata di Porta a Porta del 2 novembre 2023 dove un lungo segmento era stato dedicato al documentario.
Questo mio lavoro intende compensarne le lacune e le mancanze, nonché quello che giudico un danno alla memoria di Rol.
Il testo è scaricabile in pdf qui.
SETTEMBRE 2024
30/09
QUALCHE NOTA SULL'ILLUMINAZIONE
(da un mio post del 30/09/2024, qui)
Nel vol. IV de "L'Uomo dell'Impossibile" (2022), a margine della riproduzione del mio articolo del 2021 Rol, un Buddha occidentale del XX secolo, ho pubblicato materiale complementare come il seguente brano (pp. 392-393) del 1958 scritto da Mircea Eliade, uno dei maggiori storici delle religioni, tra gli autori che consiglio vivamente di leggere:
«L’istantaneità dell’illuminazione spirituale è stata paragonata in molte religioni al lampo. Non solo: la brusca luce della folgore che fende le tenebre è stata valorizzata come un mysterium tremendum che, trasfigurando il mondo, riempie l’anima di un sacro terrore. Le persone uccise dalla folgore sono valse come rapite al Cielo dagli dèi del temporale e i loro resti sono stati venerati come delle reliquie. Chi sopravvive all’esperienza della folgore è completamente trasformato: comincia una nuova esistenza, è un uomo nuovo. Uno Yakouto colpito dalla folgore senza esserne leso raccontò che il Dio era disceso dal Cielo, gli aveva smembrato il corpo e poi l’aveva risuscitato; in seguito a questa morte e a questa resurrezione iniziatica, egli era divenuto uno sciamano. E disse: “Ora, vedo tutto ciò che accade intorno a me fino a una distanza di trenta verste”. È da sottolineare che in questo esempio di iniziazione istantanea, il tema ben noto della morte e della resurrezione è accompagnato e completato dal motivo della illuminazione improvvisa; la luce accecante del lampo provoca la trasmutazione spirituale grazie alla quale l’uomo acquista il potere della visione. “Vedere a una distanza di trenta verste” è la formula tradizionale dello sciamanesimo siberiano per esprimere la chiaroveggenza.
Ora, questo tipo di chiaroveggenza presso gli Esquimesi è il risultato di un’esperienza mistica chiamata “lampo” o “illuminazione” (qaumanek), senza la quale non si può diventare sciamani. Secondo le informazioni degli sciamani esquimesi Iglulik raccolte da Rasmussen, il qaumanek consiste “in una luce misteriosa che lo sciamano percepisce improvvisamente nel suo corpo, nella testa, nel centro stesso del suo cervello, come un faro, inesplicabile, come un fuoco luminoso che lo rende capace di vedere nel buio, sia nel senso concreto che nel senso metaforico, perché ora, anche ad occhi chiusi, egli riesce a vedere attraverso le tenebre e a percepire cose e avvenimenti futuri, nascosti agli altri uomini; e così può conoscere tanto l’avvenire quanto i segreti degli altri”.
Quando il novizio sperimenta per la prima volta questa luce mistica, è “come se la capanna nella quale si trova si alzasse tutt’a un tratto; egli vede molto lontano dinanzi a sé, attraverso le montagne, proprio come se la terra fosse una grande pianura e il suo sguardo raggiungesse i confini della terra. Per lui non vi è più nulla di nascosto. Non solo è in grado di vedere molto lontano, ma può perfino scoprire le anime rubate, custodite e nascoste in strane e lontane regioni, oppure portate in alto o in basso nei paesi dei morti”.
Fissiamo gli aspetti più essenziali di questa esperienza di illuminazione mistica: a) essa è il risultato di una lunga preparazione, ma interviene sempre, all’improvviso, come un “lampo”; b) si tratta di una luce interiore, percepita in tutto il corpo e soprattutto nella testa; c) quando la si ha per la prima volta, essa è accompagnata da un’esperienza di ascesa; d) si tratta di visione a distanza e, nel contempo, di chiaroveggenza: lo sciamano vede dappertutto e molto lontano, ma percepisce anche entità invisibili (le anime dei malati, gli spiriti) e vede perfino gli avvenimenti futuri».
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29/09
In un post di questa data comunico due errori presenti nella prima stampa del mio libro e condivido anche la breve recensione che ne ha fatta il professore di filosofia Nicola Gragnani, che riproduco anche qui:
« Guardare ad Oriente per cogliere il Buddha d'Occidente.
È la prospettiva del testo di Franco Rol, "Rol L'Illuminato" .
Rol, dice Franco, è "effettivo pontefice", è colui che è "andato oltre i sensi, la materia, lo spazio, il tempo e la morte" (p.11). Un "illuminato", come le sue possibilità attestano (trattate per quasi 2/3 del testo; di fatto una sintesi dell'encicolopedia "L'uomo dell'impossibile" ) ; sì, perché già quelle provano l'illuminazione raggiunta, data una legge spirituale che Franco Rol ben condensa in questa formula:
"Certe possibilità sono di gran lunga più potenti presso il bene che presso il male, perché LA LORO POTENZA È INVERSAMENTE PROPORZIONALE ALLA PERCENTUALE DI EGO PRESENTE IN CHI LE MANIFESTA: quanto meno di ego, tanto più di possibilità" (p.18).
Un Illuminato con un suo compito specifico, tuttavia, non una mera ripetizione della stessa santità degli antichi, se è vero, come sottolinea l'autore, che
"con Rol si prefigura un doppio paradigma - nell'accezione di Thomas Kuhn - sia scientifico che spirituale", perciò con Gustavo Adolfo Rol, "o almeno partendo da lui, la rivoluzione si appresta ad essere sia spirituale che scientifica e potrebbe essere di dimensioni senza precedenti" (p17).
Chi ha già letto i testi di Franco Rol troverà poco di nuovo, ma in pochi li hanno letti davvero. Qui, nelle prime 100 pagine, sempre scorrevoli e chiare, si trova un sunto del suo punto di vista (senza sviluppo però della posizione neuroteologica, solo accennata) e nelle successive si lascia ampio spazio, come accennato, alle possibilità sovranormali del Nostro, qui narrate, credo a demolire ogni possibile reductio ad cartem di Rol (vecchio trucco scettico) a PARTIRE da oggetti che ballano, uomini che passano muri, si sdoppiano, si rimpiccioliscono ed allungano, viaggiano nel tempo, finiscono in Australia da Torino, incorporano spiriti.. in modo che lo scettico, trovando le carte solo alla fine, risulterà spiazzato e già confutato ancor prima di fiatare.
È un testo introduttivo a Rol, come già detto da Franco Rol stesso. Introduttivo ai due Rol: a Rol e al punto di vista del suo interprete principale (che lo conobbe bene e che tenne in mano lui le carte mentre Rol lo guidava negli esperimenti; uno che, insomma, ha potuto toccare la piaga con le mani).
E qualcuno dirà.. ma chi l'ha detto che Rol è stato un Illuminato?
Il libro risponde:
Rol, lo ha detto Rol.
Leggiamo..
"[...] mi apparve il dottor Rol con il solito impermeabile cachi e il cappellone, e puntandomi contro l'indice mi ripete: andai subito a leggere e vi trovai la parola "illuminato". Ebbene Rol dopo anni e dopo morto dava risposta a tutti i miei quesiti. Più volte infatti gli avevo chiesto di dirmi "chi" fosse realmente lui ed ora dopo 5 anni dalla sua morte mi aveva risposto!" (estratto della testimonianza di Chiara Barbieri, p. 232). »
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27/09
INCOMPETENTI o DISINFORMATORI?
(da un mio post e video del 27/09/2024, qui)
Con i trent'anni dalla "morte" di G.A. Rol, occorsi il 22 settembre, si sta tornando in questi giorni al clima dello scorso anno quando uscì nelle sale la docufiction Enigma Rol, di cui come anticipato sarà pubblicata a breve una dettagliata recensione.
Intanto dilagano articoli, libri, interviste, conferenze e naturalmente i soliti scettici che continuano imperterriti con la loro disinformazione, sia nel senso che sono ignoranti e disinformati, sia nel senso che disinformano scientemente, ovvero adottano il modus operandi degli illusionisti (infatti molti di loro lo sono) depistando, ingannando e censurando e ripetendo una narrativa identica da decenni, come se nel frattempo non fossero emersi innumerevoli elementi ulteriori che comprovano l'autenticità di Rol e la malafede dei suoi critici (o nel migliore dei casi, la loro superficialità e la loro incapacità investigativa, quindi in ultima analisi incapacità di corretto approccio scientifico, nonostante le loro bandiere di facciata). Non sarà quindi inutile segnalare di nuovo, visto che non pare venga recepito, qualcuno dei punti fermi fondamentali "contro gli scettici", che le persone che credono a Rol possono opporre tutte le volte che si sentono dire che "quello che faceva Rol lo fanno anche gli illusionisti" oppure che "l'esperimento/prodigio tal dei tali è un trucco banale" e così via. Tra questi punti fermi e ormai "storico" c'è il caso Manuale di Paperinik dove uno scettico-negazionista preso sempre come riferimento dai suoi "correligionari", nel 2003 aveva preso, come si suole dire, un bel granchione credendo di avere scoperto un "trucco" di Rol, mostrando in realtà come il suo pregiudizio di conferma ne avesse completamente annebbiato la capacità di giudizio critico corretto e oggettivo. Il caso non è solo importante, ma è fondamentale, perché lo stesso annebbiamento lo hanno altri scettici e altri illusionisti in merito ad altri prodigi/esperimenti di Rol, dove si illudono come stiano le cose mentre invece stanno in tutt'altro modo, una volta che si faccia una analisi precisa dei fatti.
Il video era già stato pubblicato lo scorso anno ad ottobre.
Si avvisa che termina con la testimonianza di Nadia Seghieri, non prima, e va visto fino al fondo senza saltare alcuna parte, per comprenderne il valore dimostrativo.
L’articolo del 2007 base del video, può essere letto in associazione e integrazione o nella pagina originale o con note e aggiornamenti nel vol. X de L'Uomo dell'Impossibile, 2024, pp. 264-295, scaricabile gratuitamente qui.
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26/09
IL CUORE DELLA RELIGIONE
(da un mio post del 26/09/2024, qui)
Il 20 giugno 2004 in occasione del 101º anniversario della nascita di G.A. Rol e nell’anno del 10º anniversario dalla sua “scomparsa” avevo pubblicato in rete un sito-manifesto di carattere simbolico-esoterico, neuroteologia.org (in 5 lingue: italiano, inglese, francese, spagnolo, portoghese) dove riunivo una selezione di pensieri e insegnamenti dalle principali Vie spirituali, inclusa una selezione molto estesa di quelli di Rol noti fino a quell'anno.
Questo corpus trasversale ma convergente lo chiamai “Il Cuore della Religione”.
È una sorta di mio primo libro (sarebbe lungo, nella sola versione italiana, circa 170 pagine del formato de “L’Uomo dell’Impossibile"), un “antefatto” rispetto alla mia produzione successiva.
All’epoca il sito era all’avanguardia dal punto di vista grafico e di programmazione, e faceva uso di un software chiamato “Flash Player”, che però nel 2020 venne dismesso dalla società che lo produceva e a partire dal 2021 non funziona più nei browsers e sistemi aggiornati.
Da allora il sito non è più navigabile con questo programma.
Tuttavia sono stati creati altri softwares in grado di simulare l’originale.
Ho quindi provveduto con una piccola modifica a rendere il sito di nuovo navigabile.
Nella pagina di entrata inizialmente si invitava a scaricare Flash Player, ora si invita scaricare un suo “emulator”, e in pratica non cambia nulla.
Ciò che occorre fare è scaricare prima il software, installarlo (come estensione) e poi riaprire il browser.
È tutto molto semplice. Il browser consigliato è Chrome, sugli altri potrebbe funzionare male o solo parzialmente.
Ecco come procedere, in 10 passi:
1) scaricare Flash Emulator, qui:
https://modernkit.one/flash-emulator/
2) installarlo
3) aprire Chrome
4) andare su: www.neuroteologia.org
5) apparirà una finestra con il simbolo del “play” e la scritta ”Click to Start Flash Emulator” (se non appare è perché il programma non è stato installato, o perché il browser non è stato riavviato)
6) alzare il volume
7) cliccare play
8 ) Intro - parte 1: con connessione buona, dura circa un minuto e mezzo.
Si vedrà una genesi animata del logo (e stemma) di questo mio profilo, che creai nel 2003. Lasciare che la sequenza arrivi alla fine, che corrisponde anche al termine del brano musicale associato.
Portare quindi il mouse sulla frase in latino, che cambierà dicitura e colore, poi cliccarla.
9) Intro - parte 2: dopo una sequenza animata di circa 9 secondi, comparirà una prima figura in rappresentanza della corrispondente Via, con il simbolo pertinente e alcuni pensieri associati, sia in italiano che nella lingua originale (come sanscrito, ebraico, cinese, arabo o greco). La sequenza si forma e completa in una decina di secondi. Si può poi cliccare sulla figura, per poter passare a quella successiva. Le figure con i relativi simboli e pensieri associati sono in tutto 10. L’ultima è un’aquila. Se tra una figura e l’altra non ci si ferma a leggere, e si clicca quasi subito la successiva, questa seconda parte di intro dura circa 2 minuti.
10) dopo aver cliccato sull’ultima figura, si arriva a una schermata d’insieme, con il quadro dal titolo “Neuroteologia” che ho realizzato nel 2004, pubblicato sulla rivista “Flash Art”; sotto di esso le stesse figure, in piccolo, viste nell’intro parte 2.
Cliccando su qualcuna di esse, nell’ordine che si preferisce, si accederà a un quadro diverso, o meglio a una cornice, all’interno della quale si potranno visualizzare i testi associati corrispondenti alla figura selezionata, di cui nell’intro è stato dato appena un esempio. Una barra laterale con frecce permette di scorrere il testo in tutta la sua estensione. E così per le altre figure.
(nota 1: il sito non è provvisto di certificato SSL – non strettamente necessario in assenza di dati comunicati dagli utenti – per cui potrebbe comparire il messaggio di “non sicuro”)
(nota 2: al momento è navigabile solo da computer, non da cellulare)
- link semplificato al presente post: bit.ly/NeuroTeologia_2004
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06/09
(da un mio post del 06/09/2024, qui)
È visibile in streaming la docu-fiction Enigma Rol, su Amazon Prime. Uscita nelle sale cinematografiche a novembre 2023, dopo un'anteprima alla Festa del Cinema di Roma, è un documentario con alcune ricostruzioni filmate di episodi della vita di Rol. Da un punto di vista cinematografico, è un prodotto gradevole che ha ottenuto nel marzo di quest'anno il "Nastro d'argento" nella sua categoria. Dal punto di vista dei contenuti, invece, lascia più di una perplessità. Si tratta infatti di una carrellata di testimonianze molte delle quali già note, che aggiungono poco di nuovo rispetto a quanto si sapeva in precedenza. Vi è poi una esposizione eccessiva di scettici assortiti, alcuni ben noti, che non hanno conosciuto Rol e ripropongono certi loro slogan superficiali, frutto non di approfondimento, analisi seria e conoscenza del personaggio, ma di mero pregiudizio (ci sono anche qua e là alcune ricostruzioni animate fuorvianti, e quasi "subliminali", con modalità che paiono alludere all'illusionismo e non sono conformi a come si svolgevano gli esperimenti di Rol). Ci sono infine altri intervistati che pare non sappiano nulla di Rol e che non si capisce perché siano stati inseriti. Ma soprattutto, questa docu-fiction è una occasione mancata per fare chiarezza – e l'"enigma" del titolo ne è infatti lo specchio (voluto?) – manca qualcuno che fornisca spiegazioni precise e che dia una direzione lasciando invece lo spettatore con più domande che risposte, così come manca tutta la profondità del pensiero di Rol e la sua filosofia. Una recensione dettagliata sarà presentata nei prossimi giorni. [qui]
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04/09
(da un mio post del 04/09/2024, qui)
Ho pubblicato nei giorni scorsi una testimonianza molto importante, rimasta dimenticata e praticamente inedita, del regista Franco Zeffirelli, in conversazione radiofonica con Pietro Cimatti nel 1988. La segnalo anche qui, con una selezione di alcuni passaggi:
Zeffirelli: “[Rol] È un uomo che è dotato di facoltà e di doni divini, inusitati (...). Ci sono degli uomini illuminati, i Grandi Illuminati... e lui è... superiore anche alle vette più alte, anche alle vette più eccelse”
Cimatti: “Perché non chiamarlo ‘mago’ se ha dei poteri così, quasi illimitati?”
Zeffirelli: “No perché i maghi sono... per me sono... prima di tutto sono creature demoniache...”
Cimatti: “E poi son da baraccone un po’, eh?”
Zeffirelli: “... sono creature demoniache mentre invece Rol è una forza del bene, è una forza bianca. (...) È un uomo che è in contatto con gli spiriti casti, gli spiriti puliti, gli spiriti positivi. È un uomo che ogni mattina va negli ospedali, nelle cliniche, a confortare i moribondi, a dar vita e vitalità a chi ancora spera di poter continuare ad esistere. È un uomo positivo..."
“....è un uomo di grandissima sensibilità, ma non intellettualizza mai le cose che deve dirti e che ti dice. Non ne fa mai argomento di grande dissertazione filosofica, mai. È sempre molto semplice, estremamente semplice, come un parroco di campagna...”
“...poi è un artista sublime... proprio come dipinge lui le nature morte, i fiori, le rose sfatte, sempre con questo alone intorno che le rende inquietanti. Eccezionale, ma quando parla delle cose che a noi ci sembrano così complicate e difficili, le rende talmente comprensibili, quotidiane, che poi dopo ripensandoci, ruminandotele, tu capisci quanto sia semplice l’Essere...”
Trascrizione integrale e commento.
[Video]
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01/09
a)
ROL. L’ILLUMINATO
(da un mio post del 01/09/2024, qui)
È in pubblicazione in questi giorni il mio 14º libro che ha come punto focale Gustavo Adolfo Rol.
Dopo un’attività di quasi un quarto di secolo e migliaia di pagine già pubblicate (tra cui le versioni ebook pdf di 5 volumi – solo questi 2.400 pagine – rese disponibili gratuitamente), con centinaia di testimonianze, documenti, analisi e spiegazioni inedite, questo volume oltre ad essere diverso da tutti gli altri, sia dai miei che da quelli di altri autori, era anche necessario da molto tempo.
Nessuno dei miei precedenti infatti è un inquadramento generale – biografico, fenomenologico, “dottrinale” – e relativamente sintetico (“solo” 280 pagine, è la prima volta che scendo sotto le 400) su chi fosse Rol, ma ciascuno è una porzione tematica o cronologica della sua biografia che ho trattato strada facendo, sistematicamente e cumulativamente, in conformità a ciò che il “caso” da una parte e la necessità di spiegazioni da fornire dall’altra mi sollecitavano a scrivere e analizzare, integrando anche moltissimo materiale nuovo e inedito emerso soprattutto negli ultimi anni (suggerisco a chi desideri leggere i miei libri di iniziare prima dagli ultimi, soprattutto per le spiegazioni e gli approfondimenti).
Questa è una delle ragioni per cui ho ritardato così tanto un volume di questo genere e per “coincidenza” esso è venuto in essere quest’anno, 30º anniversario dalla morte di Rol (l’ho scritto subito dopo aver terminato, a marzo 2024, il 10º volume de “L’Uomo dell’Impossibile”). È quindi anche stata l’occasione per fare un po’ il punto della situazione.
Intanto, finalmente ho potuto dargli un titolo al quale penso sin dall’anno 2000, ma che non sarebbe stato pertinente per i volumi precedenti.
Chi pensa che si tratti dell’“ennesimo” libro su Rol e si chieda cosa ancora ci sia da sapere, non ha probabilmente letto i miei libri. Il fatto è che prima della mia attività divulgativa e del mio primo libro “Il simbolismo di Rol” (2008), tutti i libri su di lui erano solo o aneddotici (testimonianze su fenomenologia, carattere e pensiero) o di scritti autografi. Nessuno spiegava nulla – tranne i maldestri tentativi di qualche mistificatore scettico che non aveva conosciuto Rol – anche perché per tutti Rol rimaneva un mistero. E così è stato anche in seguito fino ad oggi, tranne poche eccezioni e senza tenere conto di chi ha preso dai miei lavori riciclandone contenuti e spunti senza citare la fonte.
Io stesso non ho terminato di fornire spiegazioni, anzi. La verità è che quanto è stato scritto e detto su Rol fino ad oggi è appena una introduzione, e vi includo anche i miei studi che pur di questa introduzione sono la parte più consistente. Il “grosso” deve ancora venire!
Però posso dire che, per quanto mi riguarda, la fase 1.0 della mia divulgazione, con questo nuovo volume, giunge a conclusione e mi ritengo abbastanza soddisfatto.
Oltre a uno sguardo “panoramico”, fornisco come di consueto nuovi elementi e spiegazioni in aggiunta a quelle precedenti, come tessere del mosaico che vado componendo gradualmente.
Dopo aver quasi sempre consigliato libri di altri autori o altre pubblicazioni come “prime letture” per avvicinarsi alla storia di Rol e, solo dopo, leggere i miei più “specialistici”, da qui in avanti mi permetterò di consigliare questo come primo libro, anche perché comunque è l’unico che lo inquadri in maniera chiara e come ritengo debba essere inquadrato.
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b)
ROL. L'ILLUMINATO
(il primo libro di sintesi che inquadra correttamente G.A. Rol)
Dopo quasi un quarto di secolo di attività divulgativa e oltre 6.000 pagine pubblicate, Franco Rol (biografo, testimone e lontano cugino di Gustavo Adolfo) pubblica un nuovo volume questa volta di sintesi e inquadramento, con numerose ulteriori spiegazioni inedite del “mistero” Rol, che per l’autore mistero non è mai stato.
Nei corposi volumi precedenti (13) ha trattato, progressivamente e sistematicamente, porzioni mirate della sua biografia, entrando nei dettagli della sua vita, del suo pensiero e dei suoi esperimenti/prodigi, col supporto di documentazione inedita e fonti bibliografiche imponenti frutto di una ricerca e uno studio pluridecennali.
Con questo volume relativamente “light” fa il punto a 30 anni dalla sua “scomparsa”, mettendo a fuoco e inquadrando correttamente una figura rimasta fin troppo sfuocata a causa di persone incompetenti o poco informate che ne hanno parlato in maniera inappropriata, quando non superficialmente scettica.
(dalla presentazione del 01/09/2024 sulla pagina: facebook.com/Gustavo.A.Rol)

AGOSTO 2024
31/08
UNA NUOVA TESTIMONIANZA DI FRANCO ZEFFIRELLI SU ROL
(da un mio post e video del 31/08/2024, su fb o su yt)
Un importante documento rimasto dimenticato e che riproponiamo ora per la prima volta dopo 36 anni. Il 9 settembre 1988 il regista Franco Zeffirelli parlò di Rol durante una trasmissione radiofonica con il poeta, scrittore e pittore Pietro Cimatti.
Trascrizione e commento dettagliato a cura di Franco Rol possono essere letti nel documento pdf a [questo] link.
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20/08
(da un mio post del 20/08/2024, qui)
Dato che è stato fatto in precedenza un post con una citazione dalla pagina di Wikipedia su Rol, segnalo (...) che detta pagina non è una fonte attendibile, anzi è una delle meno attendibili e la più insinuosa perché rivestita di ufficialità e perché chi cerca in rete finisce quasi sempre per incontrarla.
La creai io nel 2005 ma da allora è stata a più riprese aggredita dagli scettico-negazionisti fino ad essere da loro “presa in ostaggio”, tanto da costringermi nel 2014 a creare sul mio sito dedicato a Rol, in rete dal 2000, una pagina di “Wikipedia alternativa”. Questo è il link.
LUGLIO 2024
20/07
(dal mio post del 20/07, qui)
Simbolo-logo che creai nel 2000 sulla base del monogramma (R/croce) con cui Gustavo Adolfo Rol firmava i suoi dipinti (a destra una selezione).
Al monogramma ho accennato per esempio in un post del 2022 (bit.ly/nuvole_Rol).
(cfr. anche L'Uomo dell'Impossibile, 2024, vol. X, p. 89 - pdf scaricabile qui: bit.ly/Uomo_Impossibile_7-8-9-10).
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11/07
(da un mio post del 11/07/2024, qui)
Pare che la “legge” che Rol disse di aver scoperto nel 1927 svolga regolarmente la funzione di specchietto per le allodole. La cosa ha un suo lato positivo: spinge lettori, curiosi, studiosi sia ad interessarsi a Rol, sia a cercare delle spiegazioni. Il lato negativo però è l’illusione che tale “legge”, in se stessa, possa essere sufficiente per capire Rol – e non solo lui – e la sua complessità, e ancor più l’illusione che basti sapere di che cosa si tratti per avere la chiave immediata per arrivare a fare le stesse cose che faceva lui, manifestando le stesse possibilità. È la solita ricercata scorciatoia, esistente dalla notte dei tempi, delle “formulette magiche”, che in realtà non esistono nei modi creduti dall’immaginario popolare.
Altra illusione è quella di voler spiegare le possibilità di Rol con ipotesi “ristrette”, vuoi con la sola meccanica quantistica, vuoi con i soli sistemi complessi, con i meccanismi dell’ipnosi o con altre branche della scienza. Qualcuno ha anche intuizioni felici, riesce a unire qualche puntino, e la cosa è sempre più facile considerando quante informazioni si trovano oggi, sia in rete che in libri, e quante associazioni è possibile fare, ovvero quanti puntini si possano unire, o quante tessere si possano aggiungere al mosaico.
In rete e anche in alcuni libri però si trovano anche molte informazioni superficiali quando proprio non sbagliate che possono portare fuori strada.
Sulla “legge” di Rol ho fornito indicazioni pubbliche sin dal 2003. Essa è molto più semplice di quanto qualcuno vorrebbe fare credere, e senza tante cortine fumogene. Nei miei scritti e libri – molti resi fruibili gratuitamente in pdf – ne ho, all’occasione e nel corso del tempo, analizzato vari aspetti. Numerosi ancora li devo trattare. Se infatti è relativamente semplice inquadrarla – quando si abbia sufficiente conoscenza della storia delle religioni (fino al 2003 nessuno però l’aveva ancora inquadrata) – è invece un lavoro piuttosto articolato fornire i giusti agganci, con le fonti precise, sia teorici che fenomenologici, così come darne una spiegazione “scientifica” che parta da dati solidi, vale a dire su cosa davvero abbia detto e scritto Rol al riguardo, in più circostanze. Soprattutto, essa è solo una parte del “problema da risolvere”.
Anche sul perché Rol l’abbia definita “tremenda” ho dato numerose indicazioni e sempre nello stesso quadro di riferimento. Mistici e grandi Maestri, di tutte le Vie spirituali, hanno dovuto affrontare ostacoli e perturbazioni psichiche prima di superare determinate soglie. Questo perché l’accesso a uno stato di coscienza che va molto oltre l’individuo, presuppone di fatto la “morte” di gran parte dell’individuo stesso. Nessuna “legge” o presunta formuletta magica funzionerà – per arrivare al livello di Rol o a quello di un Maestro di pari grado – fintanto che ci sarà un ego che vincola l’individuo alle consuete spinte biologiche primarie.
Mi permetto di segnalare a chi non lo abbia ancora letto, e ricordarlo a chi già lo abbia letto, un mio articolo del 2021 dove riassumo l’inquadramento di cui sopra. Il link al pdf integrale è il seguente: https://gustavorol.org/images/biografia/Mistero_agosto_2021_Rol-Buddha.pdf
GIUGNO 2024
26/06
(da un mio post del 26/06/2024, qui)
Pubblico qui inedito un documento importante che ho rintracciato di recente, successivamente alla pubblicazione degli ultimi 4 volumi (7-8-9-10) de L’Uomo dell’Impossibile, che ruotano intorno all’”anno critico” 1978.
Lo avrei inserito, se lo avessi scoperto prima, nel vol. VIII a margine di un importante articolo critico scritto da Gian Marco Rinaldi (di cui riproduco una lunga selezione alle pp. 101-115) su Piero Angela e la sua televisiva (pseudo) indagine sulla parapsicologia prima e il suo libro "Viaggio nel mondo del paranormale" poi, e al quale il giornalista in seguito rispose (si veda in merito la nota 20 a p. 115 del vol. VIII).
Entrambi gli articoli (quello di Rinaldi in due parti) furono pubblicati sul periodico Luce e Ombra nel 1978 e 1979.
La pagina che pubblico è l’inizio di quello di Angela, in una copia del periodico che si trovava nella biblioteca di Rol, il quale scrisse a margine quanto segue:
«Mentitore emerito, ha relazionato nel suo libro certi miei esperimenti *eseguiti in presenza sua e di altre persone, alterandone la forma, la sostanza e la realtà. GAR 1979»
Un giudizio senza appello conforme ad altri dello stesso genere che Rol dal 1978 riservò al divulgatore "scientifico".
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16/06
(da un mio post del 16/06/2024, qui)
Una dedica a Rol dell'attrice Giulietta Masina, moglie di Federico Fellini, nel suo libro Il diario degli altri, 1975, inviato a Rol.
«A Gustavo con Tutto, Tutto quello che ho dentro, e non so esprimergli davvero! Giulietta»
(foto © Franco Rol – Archivio Storico del Comune di Torino)
Questo ed altri documenti inediti sono appena stati pubblicati in una seconda edizione aumentata del volume V de L'Uomo dell'Impossibile (15 pagine aggiunte al fondo). Per venire incontro a chi abbia già la prima edizione, il capitolo extra può essere scaricato qui.
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14/06
"GIOCHETTI"...
(da un mio post del 14/06/2024, qui)
Si è visto in un post precedente come a persone disinformate capiti di riferirisi a ciò che faceva Rol come a «giochetti». Costoro hanno in genere letto o sentito parlare – di certo non visto – solo degli esperimenti di base di Rol, il suo ABC, dove protagoniste sono le carte, che i più considerano già pregiudizialmente un mezzo "banale", e non invece un mezzo accessibile a tutti in grado di trasformare un panno verde su un tavolo nel proprio laboratorio scientifico personale...
Tra le centinaia di esperimenti che si potrebbero citare, eccone uno semplice riferito per iscritto da Leo Talamonti avvenuto il 26 maggio 1963, quando Talamonti aveva incontrato a Torino Rol insieme a Fellini e ad altri convenuti.
Dopo un primo incontro pomeridiano nella hall dell'hotel Principi di Piemonte, alla sera in una abitazione privata Rol
«acconsentì gentilmente a mostrarci parecchie altre “cosette da niente”; e la dimostrazione durò alcune ore. Protagonisti di quelle avventure magiche erano dei nuovissimi mazzi di carte francesi che a volte obbedivano ai suoi cenni lontani e distaccati, altre volte si comportavano come se avessero discernimento, volontà, gusti estetici propri. Per lo più il nostro ospite preferiva che a manipolare i mazzi fosse qualcuno di noi: di solito il regista Fellini, a volte il dottor M. [Mancusi], o qualcun altro dei presenti (eravamo in undici).
Uno degli esperimenti più belli ebbe luogo quando Rol – che sedeva a qualche metro di distanza da me, all’estremità opposta del grande tavolo – mi invitò ad allargare a ventaglio uno di quei mazzi: e potemmo vedere chiaramente che le carte erano tutte disposte a dorso in su. Dopo di che fui pregato di ricomporre il mazzo e poi di allargarlo ancora come prima: e in tutto saranno trascorsi appena tre secondi. Questa volta, le 52 carte francesi non erano più tutte col dorso in su; risultavano invece disposte – regolarmente – una col dorso in su, e l’altra in maniera opposta: una sistemazione che avrebbe richiesto parecchi minuti, ad eseguirla manualmente. Queste cose il dottor Rol le chiama modestamente “esperimenti”».
(da: Universo proibito, 1966; riprodotto in: L'Uomo dell'Impossibile, vol. I, pp. 132-133 e vol. V, p. 122)
Questo esperimento potrebbe apparire semplice solo se non ci si fermi un attimo a riflettere. Come in molti altri esperimenti di Rol lui non tocca nulla, tanto che sono praticamente i presenti a farli, talvolta anche molti di seguito, e non lui.
Talamonti dice che Rol «sedeva a qualche metro di distanza da me, all’estremità opposta del grande tavolo», e che fu solo lui ad operare. Quindi, le carte che pochi istanti prima erano disposte in una maniera, avevano cambiato disposizione da sole (per azione a distanza di Rol). Queste trasmutazioni istantanee erano la norma di questi esperimenti. Per fare un paragone, si pensi per esempio a quanto raccontato dall'ing. Roberto Sacco:
«Principalmente con me si dedicava agli esperimenti di carte.
Lo schema era sempre lo stesso: lui si sedeva a circa due metri di distanza dal tavolo, il mazzo di carte, che ovviamente era ogni volta nuovo ed impacchettato, lo toccavo solo io per tutta la durata degli esperimenti.
Ho visto di tutto con le carte: Gustavo mi chiedeva ‘come le vuoi questa volta’, ed io indicavo un certo ordine (per esempio prima le cuori, le quadri, poi le picche e poi le fiori), le mescolavo per un bel po’, e quando le scoprivo erano esattamente come le avevo chieste io.
A volte dicevo una carta, la cercavo nel mazzo e non la trovavo, e Gustavo mi consigliava di andare a vedere nella stanza accanto sotto un soprammobile, dove immancabilmente trovavo la carta mancante.
Una volta il mazzo era posato sul tavolo di fronte a me, ed io gli ho detto che avrei voluto vedere le carte una scoperta ed una coperta in modo alternato. Il mazzo si è alzato da solo leggermente ... ma dopo pochi secondi tutte le carte erano disposte come avevo chiesto io, una scoperta ed una coperta... tutto il mazzo. L’esperimento che mi ha colpito di più però, per via della sua scenografia, è stato il seguente.
Mazzo di carte in mano mia, scelgo una carta a caso, e Gustavo mi dice di sbattere con forza il mazzo sul tavolo... ebbene... tutte le carte si sono sparse sul tavolo ma sono rimaste coperte, una sola ha rimbalzato e si è girata... era quella che avevo scelto io.... Abbiamo ripetuto almeno dieci volte l’esperimento ed è sempre riuscito (ogni volta io sceglievo una carta differente, e si girava sempre quella scelta da me)».
(da un suo scritto del giugno 2023 pubblicato in: L'Uomo dell'Impossibile, vol. IX, 2024, pp. 380-381)
Per esperimenti con molti punti di contatto con quelli di Rol con le carte, utile termine di paragone, studio e riflessione, si veda il post seguente del 2023: bit.ly/CARTE_Poutet-Stasia-ROL
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13/06
(da un mio post del 13/06/2024, qui)
Nella trasmissione Porta a Porta del 12 giugno, nel segmento della seconda parte il tema è stato “maghi, cartomanti & C”.
Come ormai capita regolarmente con argomenti del genere, è stato a un certo punto citato/tirato in ballo anche Rol, in più di un momento. Sorvoliamo sulle solite vuote parole dell’illusionista Massimo Polidoro, dallo scrivente smentito già più volte con precisione e che non hanno nessun valore. Si è invece distinta per superficialità e disinformazione la giornalista Concita Borrelli (moglie di Fulco Ruffo di Calabria che conobbe, poco, Rol) che se ne è venuta fuori con la classica frase infelice, di chi non ha la minima idea di che cosa stia parlando e ripete certe distorsioni di altri disinformati come lei:
«Da Rol andava una classe sociale annoiata, ricca, agiata, che si divertiva perché Rol faceva questi giochetti»
Per fortuna che quantomeno in studio era presente anche l’attore, regista e produttore Luca Barbareschi, che Rol un po’ lo ha conosciuto, e che l’ha infatti subito contestata con un opportuno: «Lei non sa nulla di Rol».
La puntata non meriterebbe nemmeno essere segnalata, ma siccome lo faranno comunque altri, tanto vale approfittarne per stigmatizzare questa continua spazzatura su Rol, del quale si parla quasi sempre solo a sproposito.
Si può rivedere, per chi ha voglia di buttare via del tempo, su Raiplay (dal min. 46).
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12/06
MIEI SCRITTI E ARTICOLI SU G.A. ROL
(pubblicati in libri e periodici, 2003-2024)
Scritti contenuti in volumi di altri autori:
– Gustavo Rol: un Uomo di Luce per il XX secolo (dicembre 2003) capitolo in: AA.VV., L’Uomo e il Mistero / 12, Mediterranee, 2004, pp. 29-33 (qui)
– Gustavo Rol, un maestro spirituale del XX secolo (luglio 2005) appendice a: Vincenzo Mercante, Il Mistero e la Fede. Gustavo Rol e Padre Pio da Pietrelcina, Il Segno, 2006, pp. 66-87 (volume integrale qui)
– Postfazione (agosto 2008) a: Giorgio Di Simone, Oltre l’umano. Gustavo Adolfo Rol, Reverdito Editore, 2a ediz. 2009, pp. 146-159 (qui)
– L’”esperimento clou” di Giorgio di Simone: controcritica alle illazioni di uno scettico (agosto 2008) appendice n. II a: Giorgio Di Simone, Oltre l’umano. Gustavo Adolfo Rol, cit., pp. 167-191 (qui)
- Alle soglie di un nuovo paradigma? Il “caso Rol” (2009) in: Capra, A., Dubbiosamente. Tra scienza e ideologia: elucubrazioni sulla natura umana, pp. 350-368, 2010 (qui)
– Prefazione (novembre 2014) a: Aroldo Lattarulo, Indagine su Gustavo Rol. Vol. 1 & 2, Lulu Press, pp. 9-12.
– Postfazione (novembre 2016) a: Aroldo Lattarulo, Indagine su Gustavo Rol. Vol. 1 & 2, cit., pp. 213-230.
– Presentazione (settembre 2021) a: Nico Ivaldi, Rol il prodigioso, Editrice Il Punto – Piemonte in Bancarella, Torino, 2021, pp. 7-8.
– Il Bene di G.A. Rol (febbraio 2022) postfazione a: Paola Giovetti, Gustavo Adolfo Rol. L’uomo oltre l’uomo, Edizioni Mediterranee, 2022, pp. 185-192 (breve estratto qui)
– Introduzione (aprile 2024) a: Michele Capasso, “Stati Uniti del Mondo”, Edizioni Magma, Fondazione Stati Uniti del Mondo ETS, Napoli, 2024
Articoli pubblicati su periodici o quotidiani:
– Rol, solo chi non lo conosce è scettico, La Stampa, 06/06/2003, p. 29 (titolo scelto dal quotidiano, articolo riprodotto, contestualizzato e commentato nel vol. X de L’Uomo dell’Impossibile, 2024, pp. 123-128, volume integrale scaricabile da questo post: bit.ly/Uomo_Impossibile_7-8-9-10)
– Al cospetto del Gioco Cosmico: gli esperimenti di Gustavo Adolfo Rol (giugno 2009), Il Giornale dei Misteri, n. 452, ago.-set. 2009, pp. 17-21 (bit.ly/Rol_Gioco_Cosmico)
– Rol, le possibilità dell’Infinito, Voce pinerolese, maggio 2019, p. 2 (qui)
– Il ‘segreto’ di Gustavo Rol: la Coscienza Sublime, Voce pinerolese, giugno 2019, p. 2 (qui)
– Fellini nel paese delle meraviglie. L’amicizia con Gustavo A. Rol (settembre 2019), Luce e Ombra, vol. 119, fasc. 4, ottobre-dicembre 2019, pp. 291-299.
– Fellini e il suo Mago Merlino: G.A. Rol (novembre 2019), Luce e Ombra, vol. 120, fasc. 1, gennaio-marzo 2020 pp. 7-17 (questo e il precedente possono essere scaricati qui; sono stati anche riprodotti e completati con tutte le fonti nel vol. IV de L’Uomo dell’Impossibile, 2022, pp. 327-344)
– Fellini e Rol. Un’Amicizia ai confini della realtà (gennaio 2021), Fellini Magazine (periodico on line diretto da Francesca Fabbri Fellini), 20/01/2021 (qui)
– Rol, un Buddha occidentale del XX secolo (giugno 2021), Mistero Magazine, Edizioni Fivestore-RTI, Cologno Monzese, n. 100, agosto 2021, pp. 35-46 (bit.ly/Rol_Buddha_kundalini; riprodotto con note e considerazioni aggiuntive nel vol. IV de “L’Uomo dell’Impossibile, 2022, pp. 383-393);
– Resuscitati e resuscitatori (marzo 2023), Mistero Magazine, Edizioni Fivestore-RTI, Cologno Monzese, n. 120, luglio 2023, pp. 8-17 (qui)
Altri contributi scritti:
Web:
www.gustavorol.org (dal 2000), in particolare le pagine:
- FAQ
- Contro gli scettici, dove si trovano numerosi articoli scritti inizialmente per il web.
Gustavo Adolfo Rol (pagina facebook di "personaggio pubblico", dal 2013)
Libri:
Il simbolismo di Rol, Lulu Press, 2008 (2012 3a edizione quasi invariata)
L’Uomo dell’Impossibile, Lulu Press, 2012-2024 (10 volumi)
Fellini & Rol. Una realtà magica, Reverdito Editore, 2022
Resuscitazioni. Da Lazzaro a Rol, L’Età dell’Acquario, 2023
[p.s.] Rol. L'Illuminato, L’Età dell’Acquario, 2024
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12/06
È stato venduto all'asta da Bolaffi il pianoforte bianco a coda che era di Rol (apparteneva a un privato che lo possedeva dagli anni '90). Partito da una base di 8.000 euro, è stato battuto a 14.000 (valore finale con la commissione: 17.000 euro).
Avevo segnalato l'asta in un post del 22/05/2024, condividendo anche articoli da quotidiani.
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05/06
LA TESTIMONIANZA DEL PROF. GIOVANNI SESIA
(da un mio post e video del 05/06/2024, qui (fb) e qui (yt))
Il prof. Giovanni Sesia (1926-2014), Primario emerito di Urologia all'Ospedale Molinette di Torino, conobbe bene Rol e dopo la sua morte ha parlato di lui in programmi televisivi e in conferenze. In questo nuovo video sono stati raccolti 4 suoi interventi che si completano a vicenda. Le trascrizioni (con analisi) si possono leggere nel vol. X de L'Uomo dell'Impossibile (pdf scaricabile gratuitamente da questo post).
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02/06
IL PARADIGMA ROL
(da un mio post del 02/06/2024, qui)
Rol è una sfida sia al materialismo che a troppe illusioni a buon mercato del mondo “new age”. Ha dimostrato, grazie alle sue “possibilità” attestate spontaneamente da centinaia di persone, anche scettiche, di essere in grado di andare oltre i sensi, la materia, lo spazio, il tempo e la morte, senza trance o rituali di sorta, e con coscienza apparentemente normale, pur essendo interiormente “diverso” (ovvero in stato di “coscienza sublime”).
Ha detto che chiunque, seguendo le sue orme, potrebbe arrivare a fare le cose che lui faceva, e quindi a comprendere e ad accedere a una “realtà spirituale” autentica.
Ha affermato che, per coloro che si elevano spiritualmente, ovvero per i “puri di cuore”, dopo la morte c’è subito un’altra vita, nel mondo dello spirito, in una dimensione che non è quella terrena.
Ma ha anche detto che in merito a tutte le cosiddette manifestazioni “medianiche”, chi crede di entrare in comunicazione con i defunti veri e propri si illude (cfr. per es. questo post), e ha invece coniato la definizione di “spirito intelligente” per qualificare ciò con cui si prende contatto in tali manifestazioni.
Lo “spirito intelligente”, già presente durante la vita, dopo di essa costituisce, per semplificare, la “fotocopia” di quello che la persona è stata, come il personaggio di un film registrato. Quando si manifesta, non può fare nulla di diverso di quello che ha fatto in vita. Pare reale, eppure non lo è.
La definizione di “spirito intelligente” è originale di Rol, tuttavia ciò che identifica è ben conosciuto dalla tradizione esoterica seria. Vale a dire, Rol ha riformulato ciò che si conosce da millenni, confermandolo con la sua esperienza e dandone dimostrazione con i suoi esperimenti.
Studiosi qualificati, sia in campo esoterico che della “ricerca psichica”, hanno portato evidenze che concordano con le affermazioni di Rol. Riuniamo qui alcune citazioni che già abbiamo segnalato separatamente in precedenza.
Il prof. Diego de Castro, giá fondatore e direttore dell'Istituto di Statistica di Torino e presidente dell'Istituto Italiano di Antropologia, che abbiamo visto anche su questa pagina come testimone di Rol (post del 06/05/2024), autore dell’importante volume Lo spiritismo non è un mistero (1944, si veda qui), ben documentato e con approccio investigativo e scientifico, ha scritto:
«I fenomeni medianici sono quelli che, per la gran massa, vanno sotto il nome di fenomeni spiritici. Vorrei dire che di spiritico, in questi fenomeni, vi è solo il fatto che chi li interpreta li crede dovuti agli spiriti, in quanto agli spiriti crede, non in quanto gli spiriti esistano o, comunque, abbiano mai dimostrato la loro possibilità di entrare in contatto con gli esseri viventi. Coloro che, come chi scrive, vedono, invece, nei fenomeni in questione una emanazione di forze che provengono dagli esseri viventi, cercano di studiare i fenomeni stessi indagando quale parte di essi possa essere spiegata con le leggi naturali fisiche, chimiche, biologiche, fisiologiche, patologiche o psicologiche a noi note, sforzandosi di spiegare con ipotesi analoghe alle leggi naturali già note, quella parte dei fenomeni che contraddice queste leggi o le evade. (...)
Non è raro il caso che chi comincia lo studio dei fenomeni medianici, lo cominci sotto l’impulso di quella “grande speranza” che anima noi tutti: la sopravvivenza dell’anima. In genere, lo studio si inizia sotto la spinta di qualche grande dolore, per la perdita di una persona estremamente cara: e questo, purtroppo, è stato il caso di chi scrive. Anche l’autore di questo libro ha iniziato così; ma, poi, attraverso lunghe letture, attraverso lunghi studi, attraverso esperienze di sedute medianiche, anche con qualche medium di valore, è dovuto venire alla conclusione che, per spiegare i misteriosi fenomeni, non occorre affatto scomodare gli spiriti.
Sia ben chiara, però, una cosa e che cioè la negazione dell’intervento degli spiriti non significa la negazione dei fenomeni; i fenomeni esistono, ma sono prodotti da forze emananti dai viventi e non dai morti o disincarnati come si dice con bella parola spiritica» (cit. e commentato in: “L’Uomo dell’Impossibile”, vol. IX, 2024, pp. 358-359).
René Sudre nel suo classico Trattato di parapsicologia ha scritto (Astrolabio, 1966, pp. 313-315):
«Lo spiritismo è una religione fondata su una interpretazione non giustificata di alcuni fatti metapsichici».
«La critica, fatta dal 1880 dai rari ingegni scientifici che hanno creato la metapsichica, ha costretto gli spiritisti intelligenti ad abbandonare sempre più le posizioni dogmatiche e ad accettare il punto di vista animista, cioè a riferire al medium gran parte dei fenomeni attribuiti agli spiriti.
Si è incominciato con l'accettare come parole dall'oltretomba tutto quello che gli usciva dalla bocca e tre quarti degli spiritisti sono rimasti a questo stadio; poi si è ammesso che poteva esserci una collaborazione tra lo spirito e il medium, senza però cercare di risolvere la contraddizione di un invasamento dello stesso corpo da parte di due spiriti; infine si è riconosciuto che gli spiriti potevano non aver niente a che fare con le comunicazioni del medium, neanche gli 'spiriti ingannatori'. Una mente illuminata come [Gustav] Geley era arrivato a dire che i nove decimi delle comunicazioni sono illusorie; d'altro canto non offriva alcun criterio per il decimo che rimaneva, tanto che attualmente ogni messaggio dall'Al di là deve essere ritenuto sospetto.
Al tempo di [Daniel Dunglas] Home si accordava solo una semi-fiducia a queste incarnazioni verbali dello stato di trance; ma, se i messaggi erano battuti con l'alfabeto a distanza, si dichiarava che ciò costituiva una prova sicura della loro origine spiritica. Si pensava che questi fenomeni fisici, a causa del loro carattere meraviglioso, non potevano essere stati prodotti altro che da spiriti. Si credeva alla lettura del pensiero tra viventi; ma, quando c'era chiaroveggenza, cioè quando il medium rivelava qualche cosa ignota a tutte le persone che lo circondavano, e specialmente il futuro, si era convinti che tutto questo non poteva provenire altro che dall'Al di là.
Al giorno d'oggi gli spiritisti sono stati costretti a riconoscere, da una parte, che la metagnomia, la telergia, la teleplastia possono esercitarsi senza far intervenire i morti; dall'altra, che il fenomeno spiritico è sempre mescolato ad animismo, cioè a elementi attinti al subcosciente dei vivi. Allora disputano su alcune categorie di fenomeni, nei quali si sono trincerati e che dichiarano inspiegabili con la teoria metapsichica; oppure si appoggiano arditamente sull'animismo per provare lo spiritismo, senza essere in grado di far distinzione tra i due. Ma gli spiritisti non accecati da fanatismo, che posseggono una cultura scientifica sufficiente, rinunziano a trovare prove cruciali nei fatti. Sanno che le loro presunzioni saranno accettate come prove, secondo il senso che si dà « alle probabilità drammatiche della natura », per riprendere l'originale espressione di William James. Come Myers, come Geley, essi domandano l'atto di fede necessario a un sistema metafisico, edificato su scienze diverse dalla metafisica, oppure su postulati morali. Così lo spiritismo detto 'scientifico', inaugurato da [Gabriel] Delanne, sembra che abbia fatto fallimento e per le masse non resta altro che il vecchio spiritismo morale di Allan Kardec, che del resto in se stesso non è cattivo perché fornisce illusioni consolatorie agli afflitti, ma porta troppa gente alla camicia di forza».
Il testo di riferimento fondamentale è poi Errore dello spiritismo di René Guénon (1923), da cui le seguenti citazioni (Luni editrice, 1998):
«lo spiritismo consiste essenzialmente nell'ammettere la possibilità di comunicare coi morti», «nel modo in cui gli spiritisti la intendono, è una impossibilità pura e semplice» (p. 15).
«Noi non contestiamo assolutamente la realtà delle facoltà chiamate “medianiche”, e la nostra critica si riferisce unicamente all'interpretazione che ne danno gli spiritisti».
«...le pratiche evocatorie sono quelle che, presso gli antichi, furono l'oggetto delle interdizioni più categoriche; era tuttavia noto, allora, che quelli che si potevano evocare realmente non erano “spiriti” nel senso moderno, e che i risultati a cui si poteva aspirare erano in definitiva di un'importanza molto inferiore. Come sarebbe dunque stato giudicato lo spiritismo, nella supposizione, del resto falsa, che le sue affermazioni corrispondano a qualche possibilità? Era ben noto – intendiamo dire – che quel che può essere evocato non rappresenta l'essere reale e personale, ormai non più raggiungibile, poiché passato a un altro stato di esistenza (...), ma soltanto il complesso degli elementi inferiori che l'essere ha in qualche modo lasciato dietro di sé – nel piano dell'esistenza terrestre – in seguito a quella dissoluzione del composto umano che noi chiamiamo morte. Si tratta, come abbiamo già detto, di quelli che gli antichi latini chiamavano i “mani” e a cui gli ebrei davano il nome di ob, nome sempre usato nei testi biblici quando si tratta di evocazioni, e da alcuni scambiato a torto per la denominazione di una entità demoniaca. In realtà, la concezione ebraica della costituzione dell'uomo concorda perfettamente con tutte le altre; e servendoci, per spiegarci meglio su questo punto, di corrispondenze prese dalla terminologia aristotelica, diremo che non solamente l'ob non è lo spirito o l'”anima razionale” (neshamah), ma neanche l'”anima sensitiva” (ruahh), e neppure l'”anima vegetativa” (nephesh). (...)
... ciò di cui si tratta non assomiglia per nulla al “perispirito” degli spiritisti, né al “corpo astrale” degli occultisti, che si suppone rivestano lo spirito stesso del morto; d'altronde esiste un'altra differenza fondamentale, non trattandosi assolutamente di un corpo: esso consiste, se vogliamo, in una forma sottile, che può solamente assumere un'apparenza corporea illusoria manifestandosi in certe condizioni, da cui il nome di “doppio” che gli diedero a suo tempo gli egizi. Del resto si tratta effettivamente solo di un'apparenza sotto tutti i punti di vista: (...) tale elemento non può essere cosciente nel vero senso della parola, ma possiede nondimeno una parvenza di coscienza, immagine virtuale, per così dire, di quella che era la coscienza vivente» (pp. 20 e 60-61).
«non crediamo che lo spiritismo sia meno pernicioso del materialismo, quantunque i suoi pericoli siano del tutto diversi»
«fra tutte le dottrine “neospiritualistiche”, lo spiritismo è certamente la più diffusa e la più popolare, e ciò si comprende facilmente, poiché è la forma più “semplicistica”, diremmo volentieri la più grossolana, di tali dottrine: esso è alla portata di tutte le intelligenze, anche le più mediocri, e i fenomeni su cui si appoggia, o almeno i più comuni di essi, possono per giunta essere facilmente ottenuti da tutti. È quindi lo spiritismo a fare il più gran numero di vittime, e le devastazioni da esso causate si sono ulteriormente accresciute in questi ultimi anni [a causa della 1a guerra mondiale]. Quando parliamo di devastazioni e di vittime, non si tratta affatto di semplici metafore; le cose di questo genere, e lo spiritismo più di tutte le altre, hanno come risultato di squilibrare e rovinare in modo irrimediabile una quantità di sventurati che, se non le avessero incontrate sulla loro strada, avrebbero potuto continuare a condurre una vita normale» (pp. 36, 9-10).
MAGGIO 2024
29/05
FONTI SU GUSTAVO A. ROL - Sull'attendibilità
(da un mio post del 29/05/2024, qui)
Come in tutti i campi dello scibile, anche con Rol esistono gradi di attendibilità differente in merito alle fonti che lo riguardano.
Per quanto concerne specificatamente il suo pensiero, l'ordine di attendibilità è il seguente:
1) scritti autografi
2) registrazioni della sua voce
3) annotazioni da parte di testimoni
4) frasi ricordate da testimoni
Quando ci sia un eventuale conflitto tra idee di Rol che paiono in contraddizione, e in caso di dubbio, fa testo sempre il grado superiore. Se ad esempio in uno scritto autografo Rol dice una cosa, e poi arriva un testimone e ne dice un'altra che non si concilia col testo di Rol, quanto dice il testimone deve essere considerato non attendibile.
Lo scritto autografo ha di norma un grado di attendibilità superiore alle registrazioni perché nellle conversazioni a braccio Rol, come chiunque altro, può essere stato meno preciso o anche aver fatto qualche inconsapevole errore o lapsus.
Altro elemento importante è poi la "concordanza delle fonti": su certe questioni Rol è ritornato spesso e il succo del suo pensiero lo si ritrova in genere uguale in tutti i gradi.
A margine, non si può non menzionare anche quanto segue: esistono ormai dilaganti come virus le presunte "comunicazioni medianiche" post mortem di Rol, "canalizzato" da presunti/pretesi medium/sensitivi, magari per vendere qualche conferenza o qualche "libro" o usare il brand Rol per attirare le allodole.
Tali pseudo-comunicazioni non solo non hanno nessun valore e nessun grado di attendibilità, ma anzi danneggiano Rol, facendogli dire cose che mai avrebbe detto, oppure riciclando in maniera goffa il suo pensiero. Lo diciamo con fermezza, per l'ennesima volta: questo "materiale" è destituito di qualunque fondamento, valore e attendibilità. E se trovate chi cavalca l'onda-Rol spacciando queste comunicazioni come provenienti da lui, potete scartarle di default, e invece in alternativa procurarvi uno dei suoi libri di scritti autografi (qui la lista).
Diverso il caso dove qualcuno affermasse di «aver preso contatto con lo "spirito intelligente" di Rol», ben sapendo – e dichiarandolo senza ambiguità – che non si tratta del "vero" Rol ma della sua "copia", ovvero del suo "archivio esistenziale". Naturalmente, non basta affermarlo, occorre poi anche fornire delle evidenze chiare.
Rimandiamo al post del 2021 più approfondito (...): Le presunte "comunicazioni" post mortem di Rol (bit.ly/presunte_comunicazioni_post_mortem_Rol).
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17/05
ROL NON ERA UN “SENSITIVO”
(da un mio post del 17/05/2024, qui)
Rol ha sempre respinto la definizione di “sensitivo” (su questa pagina vi abbiamo insistito spesso – scrivere “sensitivo” nella stringa di ricerca per vedere i post passati – visto che i giornalisti e commentatori superficiali pare conoscano solo questo termine) e il perché si può riassumere in due sole citazioni di sue affermazioni.
Nel 1977 volle
«smentire che io sia nato con delle particolari facoltà sensorie, per le quali, oggi, mi si vorrebbe indicare quale “sensitivo”» (da uno degli articoli scritti per Gente, cit. in L’Uomo dell’Impossibile, vol. VI, p. 361).
Quindi, Rol NON È NATO CON PARTICOLARI FACOLTÀ SENSORIE. Invece:
«Tutti possono arrivare a fare quello che faccio io in quanto ognuno di noi detiene le mie stesse “possibilità”. Bisogna volerlo. A me e a tutti coloro che si mettono con fiducia assoluta su questa strada è dato di giungere alla conoscenza di quell’equilibrio perfetto che governa l’universo» (da: Lugli, R., Gustavo Rol. Una vita di prodigi, 2008, p. 26).
p.s. Va aggiunto che, in ogni caso, le "possibilità" di Rol trascendono le «facoltà sensorie» (perché "bypassate" dallo Spirito) quindi "sensitivo" è una definizione comunque sbagliata.
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03/05
NIENTE DI VERO NELLE TEORIE SPIRITISTE
(da un mio post e video del 03/05/2024, qui)
In una registrazione degli anni '70 – che abbiamo già pubblicato in passato e che è opportuno segnalare di nuovo – Rol afferma che le teorie spiritiste "non hanno dimostrato niente di vero". Questo suo pensiero è in accordo con numerosi altri dello stesso tipo che riproporremo nei prossimi giorni, visto che stanno aumentando i millantatori di pseudo-comunicazioni post mortem di Rol, dove pur di avallare le teorie spiritiche si fa "parlare" un Rol che smentisce quello che ha detto tutta la vita contro le stesse... Anticipiamo che si tratta, senza eccezioni, di spazzatura destituita di qualunque fondamento, proveniente da fonti non difficili da identificare e che inquina e distorce il VERO pensiero di Rol, che è quello che ha espresso in scritti autografi e audio molto chiari al riguardo, gli unici che fanno testo. Quando Rol agisce, molto raramente, post mortem – come altri Maestri – non lo fa di certo in "canalizzazioni".
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01/05
LA CARTA EVANESCENTE COME TREMOLANTE SOTT’ACQUA
(da un mio post del 01/05/2024, qui)
Tra le testimonianze chiave che dimostrano l’autenticità di quello che faceva Rol oltre ogni dubbio, c’è quella di Magda Olivetti (1935-2020), laureata in fisica, allieva del fisico scettico Tullio Regge e sua testimone di nozze, traduttrice rinomata vincitrice del Premio Grinzane Cavour per la traduzione.
Non si tratta di una testimonianza “eclatante”, tuttavia la sua apparente semplicità non deve ingannare: è qualcosa che nessun illusionista saprebbe riprodurre, ed è anche un indizio per arrivare alla comprensione di parte della fenomenologia di Rol.
Essa è “chiave” sia per la dinamica dell’esperimento, sia per l’autorevolezza della testimone, sia perché è diretta senza filtri, registrata in una conversazione telefonica nel 2002:
«[Rol] mi disse di indovinare qual’era la carta in mano alla signora davanti a me. Questa signora aveva tirato su delle carte, ne aveva presa una in mano, io non le vedevo. E devo dire, testimoniare che effettivamente io vidi come davanti agli occhi una certa carta, in una forma ingrandita, un po’ più evanescente, come una figura sott’acqua. La dissi ed era quella.
(...) Lui mi ha fatto indovinare una carta specifica che lui mi ha dettato col pensiero, non c è dubbio su questo. (...)
Lui mi disse, dopo aver parlato a lungo, eccettera: “Può indovinare la carta che ha in mano questa signora?” E io vidi la carta, la vidi confusa, sfumata, però la vidi e la dissi. (...)
Come un’immagine sott’acqua, tremolante, sott’acqua, una cosa così».
(trascritto e commentato in: F. Rol, L’Uomo dell’Impossibile, vol. X, 2024, pp. 15-16; video con la testimonianza estesa, registrata, qui: bit.ly/Magda_Olivetti_su_Rol).
APRILE 2024
25/04
IL MAZZO DI CARTE STRAPPATO
(da un mio post del 25/04/2024, qui)
Carlo Buffa di Perrero, imprenditore e prestigiatore dilettante, ha più volte raccontato di aver provato bonariamente ad “incastrare” Rol senza mai riuscirci, ed ha escluso categoricamente che si servisse di trucchi. Un episodio che ha spesso riferito è il seguente:
«uno degli esperimenti che mi lasciò di stucco... non avvenne a casa sua, ma avvenne in casa di sua sorella, in Corso Galileo Ferraris... eravamo in un salotto, e lui cominciò a fare i soliti esperimenti... comunque... abbastanza importanti, carte mescolate poi messe tutte in ordine eccetera...
...a un certo punto... disse: “Come vuoi le carte?”. Io le avrei potute chiedere girate, mescolate, messe in ordine dal “come quando... fuori [piove]”, cioè quadri cuori [fiori picche], potevo dirgli ottomila cose e io gli dissi la cosa più impossibile – “così stavolta lo frego” – gli dissi: “Le voglio spezzate, strappate”.
Voi sapete che strappare una carta, già una sola, è una fatica. Lui mi guardò con un sorriso sornione, io aprii questo mazzo di carte, ed erano tutte strappate. Il mazzo ce l’ho ancora a casa, me lo tengo per ricordo, perché è una cosa impossibile da fare».
Qualche dettaglio aggiuntivo fornito in altre occasioni:
«dopo qualche istante, Gustavo ha preso il mazzo sigillato che aveva davanti a sé e me lo ha consegnato ancora chiuso all’interno della sua scatola originale affinché lo aprissi: ebbene, tutte le carte erano strappate a metà»
«è impossibile strappare un mazzo di carte in una volta sola, le carte son molto rigide, per strapparle bisognerebbe addirittura piegarle. E lui mi ha guardato come se fosse una cosa banalissima»
«Ricordo che le carte, strappate come fossero a mano, erano per me “impressionanti” perchè erano tutte separate di pochi millimetri l’una dall’altra».
«non c’era forzatura... non c’era nessuna servente, non poteva manipolare un mazzo di carte, eravamo seduti intorno a un tavolino, tra l’altro un tavolino ovale della sorella»
«Gustavo era seduto su di una sedia con i braccioli abbastanza alta, alcuni erano su sedie uguali ed altri su di un sofà un po’ più lontani e noi eravamo seduti attorno ad un tavolo ovale (che aveva prima una tovaglia con sopra delle cornici con foto di famiglia, ecc.). Tutte queste cose sono state tolte dal tavolo per averlo libero mentre Gustavo non era lì vicino ma seduto a un buon due metri e mezzo di distanza, tra la porta ed il sofà. Dunque non poteva in nessun modo toccare, o eseguire dei comandi, oppure tirare dei fili... con quanto poi abbiamo visto “eseguire” sul tavolo ovale».
(da: F. Rol, L’Uomo dell’Impossibile, vol. X, 2024, pp. 160-161, 154, 175)
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23/04
(da un mio post del 23/04/2024, qui)
Se Rol manifestava i suoi prodigi e persino miracoli in qualunque ambiente e situazione, faceva invece i suoi esperimenti "strutturati" – intorno a un tavolo e con una procedura – prevalentemente in ambienti diversi da casa sua, spesso a casa di amici con i quali si sentiva a suo agio. Ad esempio, qui era a casa di Giorgio Visca e Domenica Schierano (Nuccia Visca), in una delle rare immagini in cui venne fotografato durante gli esperimenti. Alla sua destra la pediatra Rita Jacob, mentre la persona con i fogli in mano è il giornalista della Domenica del Corriere Luigi Bazzoli. Siamo nell'aprile 1978. Foto scattata da Gabriele Milani (© Archivio Franco Rol, pubblicata in L'Uomo dell'Impossibile, vol. VII, 2024, p. 277).
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20/04
IL RISCHIO DI GUERRA NUCLEARE e GLI STATI UNITI DEL MONDO
(da un mio post del 20/04/2024, qui)
Su questa pagina abbiamo fatto in passato alcuni post sull'auspicio di Rol che prima o poi vengano realizzati gli "Stati Uniti del Mondo", sorta di federazione mondiale (non "governo" mondiale) per evitare che il mondo arrivi all'autodistruzione. Rol aveva questa idea sin dagli anni '30, e dopo la Seconda Guerra Mondiale vi ha insistito in modo crescente, arrivando all'accorato appello del 1987 in televisione.
Lo scrivente ha spesso insistito, soprattutto viste certe superficiali speculazioni, che è importante comprendere anche il contesto in cui Rol faceva quell'appello, gli anni '80 della Guerra Fredda, e menzionava come riferimento principale di quel clima il film televisivo del 1983 "The Day After" (cfr. ns. post e video del 14/08/2017: bit.ly/ROL_appello_STATI_UNITI_DEL_MONDO_1987 - si legga anche il commento integrale).
Sappiamo bene quali siano gli attuali pericolosi sviluppi internazionali. Sarà allora opportuno tornare sulla questione nucleare senza maschere, con un articolo molto pertinente di oggi 20/04/2024, a firma Elena Tebano sul Corriere della Sera. Crediamo che, forse, quell'appello di Rol lo si potrà capire molto meglio.
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« – La guerra nucleare e gli ultimi 72 minuti prima della fine del mondo –
«La guerra nucleare è una follia. Se un’arma nucleare venisse lanciata contro gli Stati Uniti, anche da una nazione canaglia dotata di armi nucleari come la Corea del Nord, la politica americana impone un contrattacco nucleare. Questa risposta darebbe quasi certamente il via a una serie di eventi che andrebbero rapidamente fuori controllo. “Il mondo potrebbe finire nelle prossime due ore”, mi ha detto in un’intervista il generale Robert Kehler, ex comandante del Comando strategico degli Stati Uniti». Annie Jacobsen, giornalista investigativa americana, già finalista per il premio Pulitzer, in un intervento sul sito 'Mother Jones' descrive così i rischi delle armi nucleari. L’articolo è un estratto del suo nuovo libro, appena pubblicato negli Stati Uniti e in Germania, 'Nuclear War: A Scenario' («Guerra nucleare. Uno scenario». Il titolo tedesco, '72 minuti all’annientamento', è più inquietante) e ha dato vita a un ampio dibattito sui rischi della deterrenza nucleare. Cioè di quella strategia militare che «consiste nel predisporre misure tali per cui il nemico, in vista delle conseguenze di un suo attacco, sia dissuaso dal metterlo in opera. In tal senso essa si lega alla corsa agli armamenti iniziata nel secondo dopoguerra, e ne costituisce l’impalcatura concettuale e la giustificazione ideologica» (la definizione è della Treccani).
Negli anni 80, quando si è registrato il picco di 70.481 armi nucleari al mondo, i rischi di una guerra atomica erano ben presenti e ampiamente discussi dall’opinione pubblica. Con la fine della guerra fredda, il disgelo e la riduzione degli armamenti (oggi al mondo ci sono circa 12.500 armi nucleari divise tra nove Paesi) il pericolo di un conflitto nucleare è iniziato a sembrare sempre più remoto. Oggi non è più così: la guerra russa in Europa contro l’Ucraina e la minaccia di un conflitto tra Israele e Iran hanno reso quel rischio tremendamente più attuale. Anche se finora la deterrenza ha funzionato contro la Russia.
La cosa interessante e spaventosa del libro di Jacobsen è che mostra che basterebbe la decisione di una singola persona per scatenare l’apocalisse nucleare, non importa se è un dittatore imprevedibile e paranoico come Kim Jong-un, o dedito alle prove di forza come Vladimir Putin, o un presidente democraticamente eletto. È un fatto ben noto agli addetti ai lavori: «Durante la crisi del Watergate, il Segretario alla Difesa James Schlesinger, preoccupato che un Richard Nixon ubriaco e pensieroso potesse decidere di lanciare un attacco nucleare, avrebbe detto ai dirigenti del Pentagono di consultare lui o il Segretario di Stato Henry Kissinger prima di seguire una direttiva della Casa Bianca» ricorda il New York Times nella sua recensione del libro. Jacobsen dal canto suo è convinta che molti esperti militari le abbiano parlato perché pensano che l’opinione pubblica debba sapere che una cosa del genere può accadere.
«Gli Stati Uniti mantengono una politica di lancio nucleare chiamata “Launch on Warning”. Ciò significa che se un satellite militare indica che la nazione è sotto attacco nucleare e un secondo radar di preallarme conferma tale informazione, il presidente lancia missili nucleari in risposta. L’ex segretario alla Difesa William Perry mi ha detto: “Una volta che siamo avvertiti di un attacco nucleare, ci prepariamo a lanciare. Questa è la politica. Non aspettiamo”. Il Presidente degli Stati Uniti ha l’autorità esclusiva di lanciare armi nucleari. Non chiede il permesso a nessuno. Né il segretario alla Difesa, né il presidente del capo di stato maggiore congiunto, né il Congresso degli Stati Uniti», spiega Jacobsen in un intervento su 'The New Scientist'.
«Quando il Presidente viene a sapere che deve rispondere a un attacco nucleare, ha solo 6 minuti per farlo. Sei minuti sono un tempo irrazionale per “decidere se scatenare l’Armageddon”, lamentava il presidente Ronald Reagan nelle sue memorie. “Sei minuti per decidere come rispondere a un segnale di disturbo su un radar... Come si può applicare la ragione in un momento come quello?”. Eppure, il Presidente deve rispondere. Perché un missile balistico intercontinentale impiega circa 30 minuti per arrivare da una rampa di lancio in Russia, Corea del Nord o Cina a qualsiasi città degli Stati Uniti, e viceversa. I sottomarini con armamento nucleare possono ridurre il tempo di lancio al bersaglio a 10 minuti o meno. Oggi ci sono nove potenze nucleari, con un totale di oltre 12.500 armi nucleari pronte per essere utilizzate. Gli Stati Uniti e la Russia hanno circa 1.700 armi nucleari ciascuno: armi che possono essere lanciate in pochi secondi o minuti dopo che i rispettivi presidenti hanno dato il comando», dice ancora Jacobsen. Gli Stati Uniti però hanno solo 44 missili per intercettare e far esplodere le testate nemiche. E il prossimo presidente americano potrebbe essere Donald Trump.
«Ho fatto una serie di interviste con il fisico Richard Garwin, che ora ha 95 anni. È probabilmente la persona più esperta di armi nucleari del pianeta, e probabilmente ne sa di più sulla politica nel lungo arco della storia, perché aveva 23 o 24 anni quando progettò la prima bomba termonucleare. Nel test “Ivy Mike”, la bomba esplose con una potenza di 10,4 megatoni, circa 1.000 Hiroshima. Garwin mi disse che la sua più grande paura era, ed era sempre stata, la teoria del pazzo. Ha usato l’espressione francese 'Après moi, le déluge' - dopo di me, il diluvio - riferendosi all’idea che un leader pazzo, maniacale, egoista e narcisista possa lanciare un’arma nucleare per ragioni che nessuno potrà mai conoscere» dice ancora Jacobsen a Mother Jones.
Nel 1983 gli Stati Uniti hanno fatto una simulazione dei possibili scenari di guerra in un gioco chiamato Proud Prophet, a cui hanno partecipato vari esperti. Tra questi c’era un professore di Yale Paul Bracken che, racconta Jacobsen, è stato autorizzato a parlarne in termini generali: «Ha scritto nel suo libro che tutti se ne sono andati molto depressi, perché non importa come inizia lo scenario nucleare — se la Nato è coinvolta o meno, se la Cina è coinvolta o meno — finisce sempre allo stesso modo, il modo più terribile, perché l’America ha una politica di “lancio su allarme”. Non aspettiamo di assorbire un colpo nucleare. Una volta che un missile è in arrivo e c’è una conferma secondaria dai radar di terra, al presidente viene chiesto di lanciare un contrattacco».
Il punto è che non è possibile sapere se il missile contiene una testata nucleare. Ma il presidente deve comunque decidere subito se rispondere. E se decide di farlo con le testate nucleari l’apocalisse atomica diventa inevitabile. Partendo da questo assunto 'Nuclear War: A Scenario' racconta nel dettaglio e momento per momento cosa succederebbe se la Corea del Nord lanciasse un missile contro gli Stati Uniti.
«Il libro lascia aperta la questione di cosa abbia spinto la Corea del Nord a commettere questo atto di follia. Il dittatore Kim Jong-un sarebbe davvero così pazzo da attaccare gli Stati Uniti? Sta forse immaginando di sopravvivere all’inevitabile contrattacco? Secondo i servizi segreti americani, la Corea del Nord ha costruito per decenni il più grande sistema di bunker sotterranei del mondo. Si presume che la leadership del Paese abbia cibo, acqua e medicine sufficienti per trincerarsi sottoterra per anni. Oppure è solo un malinteso, un terribile incidente? Si tratta di un test missilistico sfuggito al controllo? In questo scenario fittizio, non è chiaro perché il missile sia stato lanciato. Pyongyang rimane in silenzio, proprio come nella realtà. Tra il gennaio 2022 e il maggio 2023, la Corea del Nord ha effettuato circa 100 test missilistici. Il Paese non ne ha annunciato nemmeno uno in anticipo. La cosa sconvolgente: per il resto dello scenario, non importa se il lancio sia stato intenzionale o accidentale» nota lo Spiegel.
Uno dei punti più problematici è che i leader hanno solo pochi minuti di tempo per decidere in caso che venga rilevato un potenziale attacco. È una responsabilità così gravosa che sia George W. Bush, che Barack Obama, che Joe Biden volevano cambiare la politica di «lancio su allarme». Ma non lo hanno fatto perché nessuno ha mai trovato un’alternativa alla politica di deterrenza nucleare. Un altro elemento problematico è il «sistema di allerta precoce» russo che è «inaffidabile»: secondo gli esperti americani c’è il pericolo che segnali come reali attacchi inesistenti, innescando una reazione a catena (un problema aggravato dal fatto che i presidenti degli Stati Uniti e la Russia attualmente non comunicano).
La descrizione della reazione a catena della deterrenza nucleare fatta da Jacobsen è così terrificante che Denis Villeneuve, il regista di 'Dune', ha comprato i diritti per farne un film. Paradossalmente potrebbe essere l’unica buona notizia portata dal libro. Il perché lo racconta Jacobsen, sempre nell’intervista a 'Mother Jones': ha a che fare con il più famoso film di sempre sull’apocalisse nucleare, 'The Day After', che - uscito nel 1983, ha fatto capire a tutto il mondo i rischi della guerra nucleare. «Si tratta di una storia fittizia di una guerra nucleare tra l’America e la Russia sovietica, e metà del Paese lo guardò. È interessante notare che, dietro le quinte, la Abc ricevette molte pressioni per non mandarlo in onda — ricorda Jacobsen —. Ebbene, un americano molto importante lo guardò: Reagan assistette a una proiezione privata a Camp David. Il suo capo di gabinetto cercò di suggerirgli di non guardarlo, ma lo fece. Nel suo diario scrisse di essere “molto depresso”, prese il telefono e chiamò l’allora presidente sovietico Mikhail Gorbaciov, e i due leader si parlarono, il che è davvero l’unica soluzione a tutto questo. Grazie a quelle comunicazioni, alla loro conferenza e al trattato, l’arsenale nucleare folle è stato ridotto ai circa 12.500 esemplari attuali, una riduzione considerevole. Il Presidente prima di vedere “The Day After” aveva un approccio molto più duro e aggressivo. Ha cambiato posizione ed è diventato molto più prudente». (fonte)
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Sugli Stati Uniti del Mondo auspicati da Rol, si vedano, oltre al link già segnalato all'inizio, anche i seguenti post, sempre sulla ns. pagina (links abbreviati):
1) bit.ly/3Q7VIXe (lettera di Rol pubblicata su La Stampa il 27/01/1987)
2) bit.ly/4b3QKTC (lettera di Rol del 15/02/1987)
3) bit.ly/4aOOGiE (lettera di Rol del 1951)
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09/04
(da un mio post del 09/04/2024, qui)
In questi giorni si sono visti alcuni pietosi articoli su grandi quotidiani, che dimostrano sul “caso Rol” una persistente ignoranza, mancanza di rispetto, incompetenza e pregiudizio manifesti.
Non sarà che le 1800 pagine “contro gli scettici” (4 volumi) pubblicate il 22 marzo hanno spinto qualcuno dietro le quinte a contrattaccare con le solite diffamazioni preconfezionate, prendendo spunto da un romanzo ispirato a Rol in uscita in questi giorni e dal titolo infelice (L’ultimo mago)?
Nessuno dal 1978 aveva preso di punta Piero Angela e la sua pseudo-indagine contro la parapsicologia (e contro Rol) come viene fatto in questi volumi. Magari è solo una coincidenza. Ad ogni modo, è un film già visto (e che segnaliamo da anni, anzi decenni):
«E si faceva sommessamente un gran parlare di lui tra la folla; gli uni infatti dicevano: "È buono!". Altri invece: "No, inganna la gente!"».
(Gv 7, 12)
«Voi dite che io scaccio i demòni in nome di Beelzebùl» (Lc 11, 18)
«Non abbiamo forse ragione di dire che tu sei... un indemoniato?».
«Io non sono indemoniato» (Gv 8, 48-49)
C’è ancora chi non capisce chi fosse davvero G.A. Rol e quale sia stata la sua funzione nell’occidente cristiano del XX secolo.
«Ma alla sapienza è stata resa giustizia dalle sue opere» (Mt 11, 19)
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05/04
1800 PAGINE CONTRO GLI SCETTICI
(da un mio post del 05/04/2024, qui)
È ora disponibile la versione cartacea dei nuovi volumi de L'Uomo dell'Impossibile (VII, VIII, IX, X) che ruotano attorno all'"anno critico" 1978, quello in cui Rol e la parapsicologia in generale vennero presi di mira dal giornalista Piero Angela e da altri scientisti incompetenti.
I volumi mostrano il boom della parapsicologia iniziato nel 1972 grazie alla partecipazione di Massimo Inardi al Rischiatutto di Mike Bongiorno, quindi la genesi collegata e che viene spiegata per la prima volta, del mito della "Torino magica" al seguito di alcuni articoli su "La Stampa", fino ad arrivare all'inchiesta di Angela e alla polemica che ne è seguita.
Sono analizzati e commentati nel dettaglio anche gli incontri tra Rol e Angela, tra Rol e il fisico scettico Tullio Regge, la sfida televisiva di Silvan a Rol; sono riprodotte integralmente le testimonianze e opinioni degli esperti di illusionismo che conobbero Rol e che contraddicono in maniera evidente la narrativa degli scettico-negazionisti, le cui argomentazioni sono messe all'angolo così come le loro molte bugie messe a nudo. L'opera contiene anche innumerevoli documenti, fonti e analisi inedite, oltreché spiegazioni del "mistero" Rol che per l'autore mistero non è mai stato.
In precedenza erano già state anticipate le versioni ebook in pdf, rese disponibili gratuitamente. Possono essere scaricate nel post del 22 marzo: bit.ly/Uomo_Impossibile_7-8-9-10
MARZO 2024
28/03
(da un mio post del 28/03/2024, qui)
In un post del 9 marzo si segnalava un errore di trascrizione di un pensiero di Rol divulgato in un documentario, dove la parola corretta era "evoluzione". Qui di seguito, a complemento e chiarificazione, quanto Rol disse al giornalista Luigi Bazzoli nel 1978, o quanto Bazzoli riassunse da una intervista a Rol di Roberto Gervaso, su indicazione di Rol stesso:
«La natura è energia, movimento, travagliata evoluzione: tutta la materia, proprio perché è energia, risponde a leggi che ne regolano l'evolversi. Al vertice di questa evoluzione c'è l'uomo, il cui istinto si sublima nello spirito intelligente. L'uomo in ciò riconosce la propria natura divina; e perciò può compiere qualsiasi prodigio» (G.A. Rol, 1978)
(cit. in: F. Rol, L'Uomo dell'Impossibile. 1978 L'anno critico, parte 1, vol. VII, 2024, p. 245)
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26/03
L’ULTIMA BUGIA DI PIERO ANGELA SU ROL (2022)
(dal mio post del 26/03/2024, qui)
Nel libro La meraviglia del tutto appena uscito per Mondadori (febbraio 2024), che raccoglie dialoghi tra Piero Angela e il suo “delfino” Massimo Polidoro, illusionista del Cicap, avvenuti nei mesi precedenti alla morte del giornalista (13 agosto 2022), ci sono alcuni paragrafi su Rol, che sono stati anche citati e commentati dettagliatamente nel volume VIII de L’Uomo dell’Impossibile (“1978 L’anno critico, parte 2”, p. 380 e sgg.), pubblicato nei giorni scorsi e scaricabile su questa pagina, con le fonti precise. A un certo punto Angela afferma che:
«[Il] “dottor” Rol... nemmeno si era mai laureato»
affermazione che è l’ennesima bugia di una serie, iniziata nel 1978 (ogni volta Angela ne ha detta qualcuna diversa) e fortunatamente non soggetta a dibattito perché facilmente verificabile.
Rol si è infatti laureato in Giurisprudenza all’Università di Torino, nel 1933. Si è detto che avesse anche altre due lauree o diplomi universitari, a Londra in scienze commerciali e a Parigi in biologia clinico-medica, ma di queste per ora non ci sono ancora riscontri, non conoscendosi i dettagli di dove e quando.
Già nel 2012 lo scrivente aveva pubblicato nel primo volume de L’Uomo dell’Impossibile (ora nel vol. II, appendice V), inedita, la trascrizione della Tesi di Laurea di Rol, dal titolo:
«La funzione giuridica economica e sociale degli istituti di credito nel momento attuale»
relatore di tesi fu il prof. Pasquale Jannaccone (cfr. vol. IX pp. 378-379).
Nel vol. VI (2023, appendice III) è poi stato pubblicato il dettaglio degli esami di Rol, con le fotografie dei registri universitari. Approfittiamo di questo post per condividere ora anche l’originale integrale della tesi di laurea, in pdf, che può essere scaricato qui.
Questa ed altre bugie di Piero Angela su Rol sono facili da identificare. Il problema maggiore però, non solo di Angela ma anche dei suoi "affiliati", sono i depistaggi e le censure, molto più difficili da individuare, proprio come è difficile scoprire il trucco di un illusionista.
I volumi pubblicati nei giorni scorsi fanno comunque una buona luce al riguardo.
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23/03
PROGETTI SERI E CHIACCHIERE AL VENTO
(da un mio post del 23/03/2024, qui)
Negli ultimi mesi sono aumentate le intenzioni e i progetti, da più parti, di fare nuove docu-fictions, docu-films, docu-serie, ecc. su Rol. Se ne parla dall’anno 2000, in verità all’epoca era più “fiction” e film, format ancora oggi mancante. Nel 2003 avevo io stesso scritto una bozza di sceneggiatura per un possibile film che avrebbe girato Nicolò Bongiorno, poi lui decise di fare solo il documentario “Rol un mondo dietro al mondo”.
La cosa fondamentale però non sono le intenzioni, e nemmeno certi proclami altisonanti e irrealistici di alcuni (c’è chi “vende” ormai quotidianamente progetti iperbolici di ogni genere come se fossero già cosa fatta, e in realtà non è per niente vero, solo specchietti per le allodole, magari usando abusivamente anche immagini di Rol protette da copyright e non autorizzate nemmeno informalmente).
Ciò che è importante, come sempre, è la competenza, la serietà, l’onestà e il rispetto dello “spirito” di Rol, lontano da certi sensazionalismi e mercificazioni anche piuttosto vergognose o pacchiane (in uno dei miei ultimi volumi li ho chamati i “brandizzatori incompetenti”, che vorrebbero mettere il brand di Rol su qualunque cosa o prodotto commerciale) e schiamazzi che, almeno in rete, sono sempre più frequenti.
Chi si appresti a progetti veramente seri su Rol deve essere preparato. E per fare qualcosa di serio non basta qualche settimana o mese, né basta aver visto qualche video su youtube, letto qualche post, sfogliato in fretta qualche libro a casaccio.
Rol è un personaggio gigantesco, per tutti o quasi ancora un mistero o un enigma (non per me, come credo di aver già dimostrato con il mio lavoro, ben lungi dall’essere concluso).
Se si prendono le fonti sbagliate (e ce ne sono molte, di testimoni o autori poco o male informati) e le si ripropongono, si fa un danno alla memoria di Rol, alle sue intenzioni, al suo pensiero e a quanto ci ha lasciato, base per una vera scienza spirituale.
Lasciare questi progetti in mano a incompetenti, o peggio ad approfittatori, vuol dire non essere a favore di Rol, nonostante la facciata.
La mia competenza informale l’ho sempre offerta con la maggiore disponibilità (lo faccio da quasi un quarto di secolo) senza mai aspettarmi nulla in cambio che non fosse il rispetto della memoria di Rol.
Chi pensasse di non servirsene, dovrebbe come minimo leggere i miei libri (13), gli unici che approfondiscono e spiegano Rol in modo sistematico e correggono anche errori, travisamenti e superficialità di altri autori.
Leggendoli si scoprirà piano piano che non c’è più nessun mistero od “enigma”... ma una scienza spirituale da studiare prima e realizzare poi.
Rol non è un personaggio da baraccone da usare secondo i propri comodi. In una recente intervista ad una autrice che ha scritto su di lui un romanzo, costei affermava che Rol
«sosteneva che la scienza non sarebbe mai stata in grado di spiegare i fenomeni che produceva»
Ciò è precisamente quel genere di ignoranza, deleteria e corrosiva, sulla VERA biografia di Rol che arriva a ribaltare completamente la verità (potrei fare una lunga lista di affermazioni dirette di Rol che afferma proprio il contrario, e lo scrivo in maiuscolo: PER ROL LA SCIENZA SPIEGHERÀ I FENOMENI che avvenivano per suo tramite). Nei miei libri non sarà difficile trovare questi riferimenti, ce ne sono ora in rete ben 5 gratuiti in pdf, da me divulgati, basta cercare per parola chiave.
Ora, passi se queste affermazioni le fanno commentatori in rete, sviati dagli autori da cui provengono. Non passi invece, proprio per niente, se tali affermazioni arrivano da chi addirittura scrive nuovi libri (o crea altri prodotti mediatici) che hanno Rol come punto focale, senza avere fatto uno straccio di approfondimento.
Per poter scrivere “Fellini & Rol” (2022), oltre alla mia competenza specifica su Rol, sono diventato competente anche su Fellini, non solo naturalmente vedendo più volte i suoi film e le sue interviste in video o radiofoniche, ma leggendo qualcosa come 50 volumi su e di lui. C-i-n-q-u-a-n-ta. E Fellini non era un personaggio così complesso da spiegare e capire come è invece Rol. Peraltro, sono persino riuscito a svelare e correggere non poche cose della biografia conosciuta di Fellini, tanto che ho ricevuto attestati di grande apprezzamento dai competenti in materia, primo tra tutti il principale biografo Gianfranco Angelucci (sue recensioni al mio libro su questa pagina).
Pare invece che chi si occupa di Rol si ritenga dispensato dallo studiare e prepararsi sul serio e proprio con Rol che di studio e approfondimento ne meriterebbe il doppio o triplo del consueto.
Pertanto, mi auguro che tutti coloro che si vogliano cimentare in qualche progetto di qualche tipo, SI INFORMINO DEBITAMENTE E CORRETTAMENTE e che poi l'eventuale promozione e divulgazione avvenga NEL RISPETTO DELLO SPIRITO DI ROL, lontano dai sensazionalismi a buon mercato.
Faranno un servizio in primo luogo a Rol, in secondo luogo al loro curriculum.
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23/03
Un bell’articolo su Rol, a firma Giorgio Cattaneo, sulla rivista trimestrale del Nord-ovest Passaggi e sconfini, appena uscita in edicola (numero di marzo) [qui il pdf, condiviso nel mese di luglio].
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22/03
L’UOMO DELL’IMPOSSIBILE
1978 – L’ANNO CRITICO
(volumi VII-VIII-IX-X)
(dal mio post del 22/03/2024, qui)
Nel 1978 il giornalista Piero Angela sferrò un attacco pianificato e coordinato contro la parapsicologia e in generale contro il paranormale, prima con una trasmissione televisiva in cinque puntate su Rai 1, poi con un libro dove riproponeva più o meno gli stessi contenuti con identico punto di vista.
Angela non risparmiava nessuno, e nel libro parlava anche dei suoi incontri con Rol, in maniera insinuante e dubitativa, sostenendo che senza il controllo di un prestigiatore ciò che faceva Rol, così come anche altri, poteva non essere altro che illusionismo e fornendo una versione dei fatti contestata in seguito sia da Rol che dai presenti.
Il grande problema dell’approccio di Angela non era il fatto di essere scettico, quanto di non essere – nonostante le apparenze e le dichiarazioni di intenti – davvero “scientifico”, vale a dire oggettivo, bene informato e soprattutto, onesto.
Nel 1978 ci fu una levata di scudi da parte di tutti gli esperti, quelli veri, che si occupavano di studiare scientificamente il paranormale, ovvero i parapsicologi, d’accordo nel condannare non tanto lo scetticismo, ma il metodo anti-scientifico, pregiudiziale e unilaterale di Angela, da molti giudicato anche in malafede.
Iniziarono dibattiti soprattutto sulla carta stampata con articoli in botta e risposta tra i parapsicologi e studiosi di questi argomenti da un lato e dall’altro Piero Angela e i suoi “correligionari” che condividevano gli stessi pregiudizi ma che erano incompetenti più di lui sull’argomento in questione, e che il giornalista aveva riunito in un proto comitato che poi anni dopo sarebbe diventato il Cicap, Comitato Italiano per il Controllo della Affermazioni sul Paranormale (in seguito Pseudoscienze).
A un certo punto Rol divenne il centro del dibattito, attraverso il quotidiano "La Stampa", torinese come lui e come Angela.
L’anno della critica si trasformò in anno critico per Rol, che cercò sia di difendersi dalle insinuazioni gratuite che di fornire alcune spiegazioni dei suoi esperimenti, nei limiti consentiti dalle parole.
Per affrontare questa fase fondamentale della vita di Rol e al tempo stesso inscriverla in un orizzonte più ampio, che include anche la controversia sull’esistenza o meno dei cosiddetti fenomeni paranormali, su cui si dibatte da secoli senza che ancora ci sia stata una effettiva ed accettata dimostrazione scientifica, sono stati necessari 4 volumi di oltre 1.800 pagine complessive, che si aggiungono alle 2.700 dei 6 precedenti (i primi 3 sulla fenomenologia di Rol classificata e commentata, gli altri 3 su testi e scritti soprattutto inediti o poco noti e analisi contestuale, dagli anni ’40 fino al 1977).
Questi nuovi volumi raccolgono una ingente quantità di informazioni e analisi inedite, materiale documentale su Rol e non solo. Si analizza anche la genesi del mito, perché di mito si tratta, della “Torino magica”, che nessuno in precedenza ha studiato con attenzione e che è sorto all’inizio degli anni ’70 sull’onda del boom della parapsicologia e del paranormale al seguito della partecipazione di Massimo Inardi, che aveva conosciuto Rol e ne aveva grande stima, al “Rischiatutto” di Mike Bongiorno.
Nelle intenzioni dell’autore e scrivente Franco Rol questi volumi saranno una prima grande pietra tombale sul sepolcro degli scettici, o meglio, degli scettico-negazionisti, con una CRITICA ALLA CRITICA sul piano non della fede o della credenza, ma su quello della ragione e di un corretto approccio investigativo e in ultima analisi scientifico.
Il “caso Rol” rappresenta un formidabile paradigma nel punto preciso di convergenza tra scienza e religione, ragione e intuizione, intelletto e cuore.
In considerazione della tematica cruciale per la difesa della memoria di G.A Rol, la versione ebook in pdf di questi 4 volumi è resa disponibile gratuitamente da subito ai seguenti link, dal sito dell’autore:
- VOLUME VII (7):
- VOLUME VIII (8):
- VOLUME IX (9):
- VOLUME X (10):
Le versioni cartacee seguiranno.
(p.s. inevitabili refusi ed errori di battitura saranno corretti in versioni successive)
p.s.2: le versioni cartacee sono disponibili dal 5 aprile 2024, si veda [questo] post.
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09/03
(mio post del 09/03/2024, qui)
In un post anteriore (qui) abbiamo pubblicato, come già fatto altre volte in passato, questo pensiero di Rol:
«Nel miracolo, una legge naturale non è sospesa ma superata, nella natura tutto essendo energia, movimento ed evoluzione»
Si è poi dovuto precisare che l'ultima parola era precisamente «evoluzione» e non «illusione», come consta per un errore di trascrizione nel documentario di Nicolò Bongiorno Rol un mondo dietro al mondo (dal min 57:33 al min 57:43, qui).
Nel documentario si trova anche l'audio con la voce di Rol che può essere ascoltato contestualmente.
La frase è una delle risposte che Rol diede al giornalista e scrittore Roberto Gervaso per l'intervista che gli fece nel 1978, pubblicata sul Corriere della Sera il 31 dicembre (si veda pagina intera qui), poi riprodotta con le altre anche in suoi libri.
Rol lesse anche alcune di quelle risposte, che furono registrate.
Le aveva scritte a mano nel dattiloscritto che Gervaso gli aveva mandato.
Per evitare che si continui a citare la frase sbagliata così come si trova nel documentario che a suo tempo venne trasmesso anche da History Channel, si è ritenuto opportuno pubblicare una immagine esplicativa e definitiva, cui far riferimento ogni volta in caso di dubbi.
In essa si trovano riuniti, dall'alto in basso, uno screenshot dal documentario (corretto), uno zoom dall'articolo del 1978 sul Corriere (che comunque non è precisissimo), la domanda e risposta manoscritta di Rol integrali originali che fanno fede e lo zoom sulla parola «evoluzione».
(si ringrazia Federico Ferrari per aver fornito l'immagine del documento manoscritto originale)
(p.s. 28/03/2024: si veda a complemento questo post, che conferma il senso preciso del pensiero di Rol)
FEBBRAIO 2024
25/02
LA “TREMENDA LEGGE” NON FUNZIONA SENZA MATURITÀ INTERIORE
(da un mio post del 25/02/2024, qui)
Quando ci si imbatte nella storia di Rol una delle prime cose che attira l’attenzione è la sua cosiddetta “tremenda legge”, fu lui a definirla in questi termini per l’impatto psichico e psicologico che gli procurò nel 1927 quando la scoprì (a 24 anni), tanto da avere poi bisogno di anni per raggiungere un certo equilibrio.
Le speculazioni su questo argomento si sprecano, ma la Scienza dello Yoga, come lo scrivente spiega sin dal 2003, rende perfettamente conto di cosa questa legge sia (una precisa chiave di meditazione – verde+quinta e non solo – che risveglia il calore di kuṇḍalinī e apre la porta alla potenza dell’illuminazione, si veda: bit.ly/Rol_Buddha_kundalini) e perché abbia avuto quell’impatto (se si spalanca una porta su una immensa luce abbagliante davanti a chi prima era recluso nel buio pesto di una angusta stanza, ne rimarrà accecato).
Ma il sapere quale sia il contesto corretto per comprendere questa legge non è sufficiente, anzi è solo l’inizio, la base. Proprio la Scienza dello Yoga mostra come non basti conoscere delle tecniche per raggiungere il samādhi, il satori, il nirvāṇa, che sono poi corrispondenti, al di là delle sfumature, della “coscienza sublime” di Rol. Si potrebbe tentare per anni senza arrivare a nessun risultato effettivo.
Non basta cioè una “formuletta” ed ecco che magicamente si arrivano ad avere le stesse possibilità di Rol o di Maestri come lui. Tali possibilità sono solo una conseguenza dello stato di “coscienza sublime” per raggiungere la quale occorre, a monte, un certo grado di “purezza interiore”, sia etica che psicologica. Qualsiasi intenzione o interesse “materiale”, vale a dire il voler ottenere queste possibilità fini a se stesse e per alimentare in una qualsiasi forma l’ego, è già garanzia per non arrivare a nulla e perdersi in un vicolo cieco.
Solo sul terreno giusto la semina dà frutti. E quel terreno è la purezza interiore, ovvero la purezza di cuore i cui ingredienti principali sono la semplicità, la spontaneità, l’umiltà, il disinteresse, e l’amore incondizionato (per il prossimo, l’umanità e la Creazione).
«Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio» (Mt 5, 8 )
«Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso» (Mc 10, 15)
«...per vedere Dio è necessario essere puri di cuore e morire. E ciò perché nella purezza di cuore si è già morti nei riguardi della materia o meglio nei riguardi delle leggi che la materia crea e noi applichiamo» (G.A. Rol, 1951)
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12/02
LA STIMA DI GIULIETTO CHIESA PER ROL
(da un mio post e video del 12/02/2024, qui)
Lorenzo Chiesa, figlio del giornalista Giulietto Chiesa (1940-2020), ha raccontato il 3 settembre 2023 del cambiamento occorso a un certo punto nella vita del padre – ovvero da una visione materialistica e atea a una più «olistica» – a partire da quando si interessò della figura di Gustavo Adolfo Rol alla fine degli anni ’80, grazie anche a quanto riferitogli da persone che lo avevano conosciuto.
Chiesa era corrispondente da Mosca, lo era stato per L’Unità e La Stampa e in seguito per alcuni tg nazionali. Già dirigente del Partito Comunista Italiano, aveva posizioni filo-sovietiche.
Non risulta che si siano mai incontrati, forse non c’era stata l’occasione giusta o forse perché Rol era decisamente anticomunista (in piena Guerra Fredda, negli anni ’70, aveva previsto che il comunismo non avrebbe prevalso e sarebbe stato sconfitto, e anche per questo venne osteggiato da buona parte dell’intellighenzia dell’epoca che invece era ampiamente orientata in direzione opposta).
Lorenzo Chiesa ha detto (trascrizione):
«Ero piccolo, ancora me lo ricordo. Qualcuno di voi forse ha già sentito nominare Gustavo Rol. ... Gustavo Rol era assolutamente un mistero per mio padre, perché sfidava la sua visione materialista del mondo, però lui non aveva il coraggio di rifiutare la verità della sua esistenza e di quello che fece, perché aveva un amico, molto stretto, che era stato a contatto, era stato a casa di Gustavo Rol e aveva assistito agli esperimenti. Per chi non sa chi sia, faccio un breve preambolo, Gustavo Rol è quello che potrebbe essere definito oggi un Santo, cioè un uomo che ha scoperto di avere delle potenzialità, di avere una connessione con un livello impercettibile della realtà, a noi impercettibile, ma era in grado di fare alcune cose che alcuni chiamerebbero miracoli, miracolose, cioè scriveva a distanza, vedeva il futuro, spostava oggetti... ce ne sono anche su di lui di storie da raccontare. E papà era estremamente affascinato da questo personaggio, mi ricordo che ne abbiamo parlato per ore e ore e ore, e lui non riusciva a raccapezzarsi di come fosse possibile che esistesse una cosa del genere. E questo forse è stato, neanche il primo, ma il primo passo veramente importante in quella direzione» (ovvero, «verso una visione più olistica»).
Naturalmente, occorre puntualizzare che l’impressione di Rol come “Santo”, condivisa anche da altri (in senso ampio, come status di purezza spirituale) include aspetti molto più profondi e complessi non limitati a quelle poche possibilità riferite qui appena in sintesi, ma a “tutto l’insieme” dell’Uomo Rol, dalla sua dedizione al prossimo, dalla sua Bontà, ai suoi insegnamenti elevati e fino alle possibilità-vertice che trascendevano completamente i sensi, la materia, il tempo, lo spazio e la morte.
p.s. l'amico del padre di cui Lorenzo Chiesa parla potrebbe essere un collega giornalista forse de La Stampa (interpellato dallo scrivente, Lorenzo non ha potuto stabilirlo)
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12/02
PRIMEDONNE
(da un mio post del 12/02/2024, qui)
In un recente servizio RAI dove si è parlato di Rol, due ospiti che lo avevano conosciuto si sono autoproclamate "le prescelte" (una è stata in didascalia definita l'"amica fedele"). Tutto questo, lo diciamo senza mezzi termini, è ridicolo. Sono sempre alcune delle stesse persone che da anni cercano i riflettori e dicono sempre le stesse identiche cose, autoreferenziali. È un "fenomeno" che osserviamo da decenni: quello delle "primedonne". A novembre 2023 era stata anche aggiunta una FAQ specifica nel sito dedicato a Rol, che segnaliamo anche qui:
« 39) Essere testimoni di Rol costituisce automaticamente una qualifica per parlare di lui? Garantisce che lo si sia capito? È realistico il numero di anni che certe testimoni, quasi sempre di genere femminile, affermano essere state “amiche” di Rol?
Uno dei fenomeni che è emerso a partire dalla morte di Rol è quello delle “testimoni-che-diventano-VIP” e delle “primedonne”...
Rol è stato un uomo dal grande fascino da tutti i punti di vista, quando era in vita c’era la gara ad essere la sua “amica” o “favorita”. Dopo morto, la gara è continuata sul piano delle interviste concesse a giornali di gossip, libri in serie, articoli e conferenze-fotocopia, talvolta fatte anche pagare a peso d’oro, fino ad arrivare all’epoca dei socials con post autoreferenziali promuovendo magari sempre se stesse, o facendosi intervistare dovunque e a ripetizione dicendo sempre le stesse identiche cose... I nomi non occorre farli perché non sarà difficile identificare queste prezzemoline in cerca di riflettori e brillanti di luce riflessa.
È indubbio che ci sia un “caso primedonne” – lo segnalavo già nel 2008 ne "Il simbolismo di Rol" e il trend è continuato – e la cosa lascerebbe il tempo che trova se non fosse che queste testimoni, alcune persino volendo farsi passare per “allieve”, altre addirittura "eredi spirituali" (quali sarebbero i "frutti"?) hanno anche diffuso informazioni sbagliate piuttosto rilevanti, a detrimento soprattutto del pensiero di Rol, o hanno reso pubbliche sue conversazioni private in contesti completamente inadatti e “urlati”, come in certe trasmissioni televisive.
Spesso hanno anche millantato periodi di frequentazione inesistenti e completamente gonfiati (una va ancora in giro a dire che ne è stata amica «per oltre 40 anni» – facendo due conti, dall’età di 12 anni quando neanche sapeva chi fosse Rol – e certi ingenui poco informati le credono); anche altre che magari lo avranno visto non più di una decina di volte nell’arco di una decina di anni, di colpo diventano frequentatrici di periodi raddoppiati o persino triplicati. E sono tutti casi di donne.
Aver conosciuto Rol non garantisce che lo si sia compreso. Anzi, capita sempre più spesso che ci siano persone che non lo hanno conosciuto ma che lo hanno capito molto meglio di tanti testimoni. Infatti, si sono informate a 360º, hanno approfondito il suo pensiero direttamente sui suoi scritti autografi, hanno magari parlato con decine di testimoni ognuno dei quali ha trasmesso un frammento e una angolatura o sfumatura di Rol, riuscendo ad averne un quadro più globale. Ci sono testimoni che sanno di Rol appena quello che hanno sperimentato personalmente, magari in pochi incontri. Troppo poco per capire qualcosa, al massimo si possono comunicare impressioni. In genere, nessuno ha spiegazioni, per tutti Rol era ed è un “mistero” o un “enigma”».
(fonte: www.gustavorol.org)
Nota per questo post: di "prescelte/i", nel "caso Rol", non ne esistono e quando qualcuno lo afferma è probabilmente vero il contrario, nonostante le apparenze. Esistono invece persone che hanno dimostrato, nei fatti, di difendere la sua memoria con contributi concreti e seri. Una certa giornalista new age inclusa nella categoria delle "primedonne" di cui sopra, anni fa discriminava costantemente tra "noi che abbiamo conosciuto Rol" e "gli altri che non lo hanno conosciuto", che in pratica dovevano più o meno solo stare zitti perché la verità – a suo dire – ce l'avevano in tasca solo i testimoni, anzi solo lei. Chi scrive è un testimone, ma la pensa in modo diametralmente opposto: Rol lo capisce chi lo approfondisce seriamente – e questo perché ci sono sufficienti documenti autografi (scritti e audio) e resoconti attendibili – quindi la separazione di cui sopra, autoreferenziale come tutto il resto, è infondata.
In merito agli «amici» va anche puntualizzato quanto segue: è un termine che si presta a fraintendimenti – anche chi scrive lo ha usato in passato per parlare del rapporto generico con i testimoni – perché dà l'errata impressione che Rol e queste persone fossero più o meno sullo stesso piano, come si è appunto tra amici. E come si è visto, c'è subito chi se ne approfitta. Parlare di "conoscenti e/o frequentatori" sarebbe più preciso e corretto. Alcune eccezioni, ovvero persone che sicuramente potevano essere definite "amiche", sono ad esempio le seguenti: Aldo Provera, Enrico Vecchia (padre di Carla Perotti), Giacinto Pinna, Franco Rol (indutriale e pilota), Lorenzo Rappelli, Nuccia Visca, Silvia e Clara Dotti, Luciana Frassati, Alfredo Gaito, Gianfelice Ponti, Remo Lugli.
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10/02
ELÉMIRE ZOLLA E GUSTAVO ADOLFO ROL
(da un mio post del 07/02/2024, qui)
Elémire Zolla (1926-2002) è stato uno dei maggiori storici delle religioni del XX secolo. Nel 2021 la prof.ssa Silvia Ronchey, docente di Civiltà bizantina, filologa, saggista, giornalista, che conobbe bene Zolla e lo frequentò negli ultimi cinque anni della sua vita, ha riferito che Zolla aveva di Rol «una stima completa»:
«sentii parlare di lui [di Rol] e dei suoi esperimenti... soprattutto da Elémire Zolla e Guido Ceronetti, che si dicevano amici di Rol. Soprattutto Zolla, che era molto interessato a queste cose, ne aveva una stima completa, ne parlava come di una incarnazione reale, presente, che testimoniava con la sua esistenza, con il suo lavoro, con quello che faceva, tutta una serie di cose che lui aveva studiato».
(in: Rol, F., L'Uomo dell'Impossibile, vol. III, 2022, p. 208)
Prima della testimonianza di Silvia Ronchey, l’opinione di Zolla su Rol, riferita da due giornalisti in un periodo precedente all’amicizia con Ronchey, pareva ambigua se non addirittura scettica, ciò che era sembrato molto strano.
Il caso è stato analizzato in profondità dallo scrivente Franco Rol nel 2022 e l’estratto corrispondente (22 pagine) è stato ora aggiunto alla pagina “contro gli scettici” del sito dedicato a Rol, e può essere letto e scaricato al seguente link.
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04/02
RESUSCITAZIONE: MA È DAVVERO POSSIBILE?
(da un mio post del 04/02/2024, qui)
Nel post precedente del 02/02/2024 (qui), come già accaduto con altri post in passato da quando è stata resa nota nel 2020 la testimonianza sulla resuscitazione che avrebbe compiuto G.A. Rol nel 1953, alcuni utenti hanno espresso dubbi e perplessità sia sul fatto che Rol possa aver resuscitato qualcuno, sia sul fatto che questo miracolo sia davvero possibile o che questa “possibilità” esista davvero.
Certo è comprensibile avere dubbi e perplessità, tuttavia chi li esprime lo fa spesso senza neanche aver letto l’articolo segnalato che spiega, seppur in sintesi, la questione. È tipico di questa epoca: prima reagire e poi informarsi... (e talvolta neanche questo).
È così che quindi si hanno – una ristretta minoranza, ma probabilmente perché si tratta di una pagina su Rol, altrimenti non sarebbe così – da una parte bigotti religiosi (se-dicenti “Cristiani”) che, ignoranti della loro stessa religione – ciò che è sottolineato anche nell’articolo che non hanno letto – affermano con il piglio classico degli inquisitori che «solo Gesù può resuscitare i morti», e che chiunque affermi il contrario (ovvero che anche altri hanno potuto fare questo) o sta mentendo o si sta sbagliando o, eventualmente, parla di cose che, se non è Gesù, allora è Satana.
Dall’altro ci sono gli scettici che naturalmente vedono una possibilità del genere come, se non il paradigma di tutte le bufale, una di quelle più grandi (alcuni peraltro non credono nemmeno che Gesù sia esistito e che sia solo un “mito” costruito più o meno a tavolino).
Entrambi questi “estremisti” si sbagliano ed è la storia e scienza delle religioni – vale a dire la storia comparata delle Tradizioni, delle Vie spirituali, delle idee, delle pratiche e dei resoconti di tutti i continenti in epoche diverse – ad attestare che il fenomeno o la possibilità della resuscitazione è sempre esistito, sin dagli antichi Egizi (per quanto concerne la storia nota) e che la tradizione cristiana, per avere come suo capostipite un Maestro che l’ha platealmente mostrata – e il cui racconto è stato elevato ad uno degli episodi principali della vicenda evangelica – è quella che l’ha più frequentemente espressa nel corso dei secoli attraverso individui che, per la loro purezza, la loro fede ( = fiducia incrollabile) e la loro conoscenza, furono considerati santi e in seguito istituzionalizzati come tali.
Sono infatti numerosi i Santi cristiani – a partire già da alcuni degli apostoli – ai quali sono attribuite resuscitazioni, sia di esseri umani che di animali.
Chi conosce bene la vita di Rol (carismi – o “doni dello spirito” –, pensiero, opere e azioni) non può davvero essere sorpreso che abbia potuto esprimere anche questa possibilità-vertice, oltre alle altre decine per cui è conosciuto. Lo stesso Gesù aveva detto una cosa fondamentale, che molti bigotti e inquisitori regolarmente dimenticano:
«Chi crede in me, compirà le opere che io compio e ne farà di più grandi» (Gv 14, 12)
Rol del resto può inscriversi principalmente nella tradizione cristiana, per quanto sia comunque in grado di abbracciare anche le altre religioni, che del resto conosceva molto bene.
Quanto agli scettici-negazionisti, «se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi» (Lc 16, 31). Oggi comunque è possibile anche una analisi razionale comparata dei casi conosciuti – inclusi quelli di “morte apparente”, di cui si fa cenno nell’articolo e nel libro collegato – quindi si può arrivare a “credere” partendo dalla ragione e dalla corretta informazione.
In questo post non ripubblichiamo immagini dell’articolo, visto che alcuni, sviati da “nome e forma” (nāmā rūpa) hanno criticato la scelta del periodico – che aveva invitato l'autore a scrivere un articolo – su cui è stato pubblicato (senza dare alcuna importanza al contenuto), come se fosse facile avere tanto spazio su altri periodici (ci stiamo comunque attrezzando per arrivare anche su “Nature”, ancora un po’ di pazienza...). Ci limitiamo a segnalare di nuovo il link:
https://gustavorol.org/images/biografia/Franco_Rol_Mistero_120_Luglio-2023-Resuscitati_Resuscitatori.pdf
GENNAIO 2024
29/01
JE SUIS LE NUMÉRO CINQ
(da un mio post del 29/01/2024, qui)
«[Fellini] mi venne a trovare, covava un film. Volle che interpellassi tre persone forse destinate a esserne protagoniste. Prendemmo tre fogli di carta bianca e li disponemmo sul tavolo, come se qualcuno fosse seduto di fronte ad essi. Pronunciai le seguenti parole: “Je suis le numéro cinq, je désire l’aide de monsieur Ravier” [Io sono il numero cinque, desidero l’aiuto del signor Ravier]. Improvvisamente i tre fogli si distaccarono dal tavolo e si misero a svolazzare, tornando poco dopo al loro posto. “Ho capito – disse allora Fellini – ciò che ho in mente non va”» (G.A. Rol, 1993)
«Avevo notato in un arcobaleno a Marsiglia, dove lavoravo, che il colore verde... è il colore di metà dell’arcobaleno (...). Come nei nove numeri, io ho scelto il numero cinque, perché ce n’è quattro da una parte e quattro dall’altra. In medio stat virtus» (G.A. Rol, 1989)
Il primario dott. prof. Pierantonio Milone aveva riferito: «Su invito di Rol mi fu fatto scegliere uno dei fogli, e riporre nella tasca interna della giacca. Dopo un attimo di concentrazione Rol esclamò: “Je suis le numéro cinq”. Trasformato in volto, in preda a un’intensa agitazione, dialogava in francese con un invisibile interlocutore».
(da: L'Uomo dell'Impossibile, vol. I, pp. 259-260 (3a ed.); vol. VI, 2023, p. 63; vol. II, p. 430)
[nota: a proposito di numeri e di gente... che li dà, c'è chi cavalcando l'onda mediatica di attenzione su Rol e volendo brillare di luce riflessa, fa affermazioni fantasiose senza alcuna base nel suo pensiero e nella sua scienza. Una recente ad esempio era che per Rol non era il n. 5 quello fondamentale, o che altri numeri avessero rilevanza (che invece non avevano: gli unici altri due numeri con un significato, per Rol, comunque secondario rispetto al 5, sono il 6 e il 9, si veda per questo il capitolo Date e numeri ne Il simbolismo di Rol, 2008). Sono gli "incompetenti all'arrembaggio", che fanno post o video pieni di strafalcioni, magari ultimi arrivati che pontificano come se avessero capito tutto di Rol. Ci sono poi quelli che, non sapendo più quale strategia adottare, affermano che queste fantasie gliele avrebbe comunicate Rol stesso post mortem, in sogno o visione. Inutile dire che si tratta di farneticazioni, in buona o cattiva fede. Di questo lo scrivente aveva già fornito una serie di precise coordinate nel 2021, nel post Le presunte comunicazioni post mortem di Rol, qui]
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26/01
(da un mio post del 26/01/2024, qui)
Documentari su Rol visibili in rete (ordine consigliato):
1) Rol. Un mondo dietro al mondo, di Nicolò Bongiorno (2006-2008)
2) Gustavo Adolfo Rol, di Silvio Grilli (2023)
3) Rol. La scienza e lo spirito, Bamboo Productions (2016)
4) Rol. L'uomo il mistero la vita, di Maurizio Bonfiglio (2005)
5) Gustavo Rol e lo spirito intelligente, di Giovanni Villa (2019-2020): parte 1 / parte 2
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15/01
L'OPERA ENCICLOPEDICA "L'UOMO DELL'IMPOSSIBILE" (2012-2023)
(come è nata e che cos'è)
(da un mio post del 15/01/2024, qui)
Dopo aver raccolto, trascritto e classificato, a partire dall'anno 2000, tutti i prodigi, gli esperimenti, i miracoli di Gustavo Adolfo Rol – reperiti da libri, articoli, relazioni sparse sin dagli anni ’40 – nel novembre 2012 decisi di rendere questo materiale disponibile trasformandolo nel primo volume de L’Uomo dell’Impossibile, che constava di 640 pagine. Lo spunto mi era stato dato anche dalla scoperta di esperimenti fatti negli anni ’10 e ’20 del secolo scorso in Belgio, analoghi a quelli di base di Rol e molto utili come termine di paragone per comprendere sia gli uni che gli altri.
Nel giugno 2013 ne pubblicai la versione inglese, The Unbelievable Gustavo Rol e a settembre 2013 la versione in spagnolo, El Extraordinario Gustavo Rol.
Nel 2014 intanto avevo accumulato nuovo materiale, così pubblicai a giugno la seconda edizione italiana del primo volume, di 720 pagine.
Sempre nel 2014, a settembre, pubblicai la versione francese, Un être exceptionnel. Gustavo Adolfo Rol, basata sulla seconda edizione e nello stesso periodo l’aggiornamento di quella inglese, col titolo modificato The Unbelievable Gustavo Adolfo Rol.
Nel settembre 2015 pubblicai la terza edizione in italiano, ma avendo raggiunto quasi le 900 pagine decisi di suddividerla in due volumi, mantenendo però il numero di pagina come fosse un volume unico (e così andrebbero considerati).
A gennaio 2016 pubblicai la versione in portoghese brasiliano, “O extraordinário Gustavo Adolfo Rol”, basata sulla terza edizione italiana.
Nelle versioni in lingua straniera non sono state tradotte le appendici-dossier, tranne quella dell’incidente aereo del conte Giorgio Cini.
I primi due volumi, che all’epoca chiamavo antologia, divennero la prima opera organica ed esauriente su G.A. Rol, potendosi avere finalmente una panoramica completa di quali fossero le sue possibilità, quantificate, qualificate e suddivise per classi (49 nel 2012, che sarebbero poi divenute 50 nel 2020) e con una estesa bibliografia (20 pagine), peraltro già anticipata nel mio primo libro Il simbolismo di Rol (2008).
Divennero un utilissimo strumento di lavoro, consultazione, comparazione e studio, anche per me, visto che fu l’occasione per mettere ordine “sulla scrivania”, così come per correggere errori di autori precedenti e fornire spiegazioni aggiuntive.
Negli anni successivi raccolsi altro materiale sia da nuovi articoli o libri poco conosciuti del passato dove Rol veniva menzionato, che dalle crescenti testimonianze che emergevano dalle mie indagini o direttamente sui socials.
Nell’aprile 2022 si rese necessaria la pubblicazione di un terzo volume (516 pagine), che riuniva sempre in maniera ragionata ed organica il materiale raccolto nei sette anni precedenti, con nuovi approfondimenti, analisi, correzioni, aggiornamento bibliografico.
Questi primi 3 volumi contenevano quindi tutta la fenomenologia emersa dal 1949 al 2022, ad eccezione di molti degli esperimenti del libro di Remo Lugli – quello che, prima del mio lavoro, era il testo che ne conteneva di più, testimoniati soprattutto direttamente dall’autore – e che ovviamente non ho riprodotto integralmente, limitandomi a citarne alcuni e a registrare l’esistenza degli altri, che comunque sono segnalati.
Nel frattempo però la “scrivania” era ancora stracolma di altro materiale di tipo diverso che avevo solo messo di lato e che da tempo avevo in mente di radunare anche qui organicamente, sia per me che per gli studiosi e i lettori in generale.
L’idea era quella di riunire in ordine cronologico gli articoli, le relazioni, i capitoli sciolti o i paragrafi in libri sparsi, rari o difficile da reperire, ed altri documenti inediti su Rol, in un unico volume, contestualizzandoli, commentandoli, spiegandoli e dove fosse il caso anche correggendoli, fornendo contestualmente fonti incrociate e riferimenti precisi, come sono solito fare.
È importante tenere presente che al di là dei libri su Rol pubblicati dopo la sua morte (solo quello di Renzo Allegri, da Rol peraltro contestato, fu pubblicato quando era in vita, nel 1986), con attendibilità e precisioni molto variabili, lui ha concesso interviste mirate o è stato oggetto di relazioni anche dettagliate soprattutto tra gli anni ’50 e gli anni ’70, da cronisti o studiosi che spesso mettevano nero su bianco i resoconti dei loro incontri con lui poche ore o giorni dopo, con memoria ancora fresca. E in questo materiale non si trova naturalmente solo l’aneddotica dei prodigi, ma anche tutti i contorni come le descrizioni date dai cronisti, le loro opinioni, la personalità di Rol in quel particolare anno, le conversazioni avvenute, ecc.
In più dal 2021 è stato possibile fare l’inventario della documentazione lasciata da Catterina Ferrari, co-esecutrice testamentaria di Rol, al Comune di Torino, con numerosi scritti e lettere inedite sia di Rol, da quando era giovane, che di persone che a Rol scrivevano, importanti e non. Questo mi ha permesso di colmare i “vuoti” sia cronologici che biografici tra gli articoli, le relazioni, ecc, che già avevo a disposizione, sapendo cosa e in che anni cercare, per arrivare ad integrare tutto insieme, inclusi documenti inediti dal mio archivio cartaceo o trascrizioni dalle registrazioni sia inedite che già divulgate dal mio archivio audio.
Ma la quantità di materiale, corredato poi dalle mie estese spiegazioni, non poteva starci in un solo volume, assolutamente.
E così tra il 2022 e il 2023 ho pubblicato 3 nuovi volumi: il 4º (IV, 402 pagine) riunisce la documentazione degli anni ’40 e ’50; il 5º (V, 438 pagine) quella degli anni ’60 e ’70; il 6º (VI, 448 pagine) ancora gli anni ’70, fino al 1977.
Il lavoro non è ancora terminato e a breve ci saranno delle novità.
Quanto ho pubblicato fino ad ora è semplicemente imprescindibile per compredere Rol. Nessuno che abbia letto questi volumi potrebbe più dire che “nessuno ha spiegato Rol” o che “Rol in vita non ha spiegato nulla” ed altre affermazioni del genere.
Le spiegazioni che fornisco a margine di tutto questo materiale, sono innumerevoli, dettagliate, precise, attendibili.
Qui non è il caso dell’oste che dice che il suo vino è buono. È un dato oggettivo, e se lo sottolineo è perché continuo a vedere una incredibile superficialità di commentatori, autori, giornalisti, testimoni che parlano di Rol a sproposito o dicono sempre le stesse cose in loop, che lo considerano un “enigma” solo perché non si sono bene informati e perché lo hanno capito poco, o che lo definiscono in maniere fuorvianti che lui stesso ha rigettato tutta la vita.
Siccome non avevo ancora fatto un post "d'insieme" su questa opera che è divenuta enciclopedica nel corso degli anni (che non è stata pianificata all'inizio, e che è in tutti i sensi "emergente") ho pensato che per maggiore chiarezza fosse opportuno farlo.
Segnalo qui, per ogni volume, un link a un post relativo, sulle mie pagine.
VOLL. I & II: bit.ly/Uomo_Impossibile_1-2
VOL. III: bit.ly/Uomo_Impossibile_3
VOL. IV: bit.ly/Uomo_Impossibile_4
VOL. V: bit.ly/Uomo_Impossibile_5
VOL. VI: bit.ly/Uomo_Impossibile_6
Oltre agli attuali 6 volumi de L’Uomo dell’Impossibile e loro parziali traduzioni, ho pubblicato anche i 3 volumi seguenti:
Il simbolismo di Rol (2008)
Fellini & Rol. Una realtà magica (2022)
Resuscitazioni. Da Lazzaro a Rol (2023)
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- Post scriptum -
Per chi avesse già la 1a o 2a edizione del primo volume (2012/2014), nel 2015 in concomitanza con i due volumi della 3a edizione ampliata avevo realizzato anche un altro volume speciale a parte, intitolato: L'Uomo dell'Impossibile. Integrazioni alla 1a e 2a edizione, che dispensava dall'acquisto del secondo volume e che ne era una sostituzione.
Infatti, chi avesse il primo volume nelle prime due edizioni e comprasse poi il secondo volume, troverebbe sia delle sovrapposizioni, sia delle parti mancanti, dal momento che il secondo volume è un proseguimento diretto del primo, e che molti dei capitoli erano stati ampliati.
Per questo era stato pensato un volume integrativo che dispensava dall'acquisto ex novo della terza edizione dei primi due volumi.
Tale testo è reperibile a questo link.
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Post scriptum 2:
Il 22 marzo 2024 sono stati pubblicati 4 nuovi volumi che ruotano intorno all'anno critico 1978, prima in versione ebook pdf gratuita, quindi in cartaceo. Si vedano i due post seguenti (...):
22/03/2024
05/04/2024
[p.s. 3: a settembre 2024 è stato pubblicato Rol. L'Illuminato]