DICEMBRE 2014

18/12

(da un mio post del 18/12/2014, qui)

Qualche tempo fa abbiamo fatto cenno a una serie televisiva paradigmatica – "4400" – per quanto concerne un ipotetico mondo dove le persone comincino a manifestare varie "possibilità paranormali".
In omaggio all'articolo di ieri su La Stampa che riferisce alcuni retroscena di uno degli incontri tra Rol e Fellini, e in omaggio alla stessa serie, dove in una delle stagioni compare a più riprese il poster de La Dolce Vita (coincidenza?...), ne pubblichiamo un fotogramma...

4400 Dolce Vita Fellini


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17/01

(da un mio post del 17/01/2014, qui)

Un articolo su La Stampa di oggi (p. 51 ediz. di Torino) rivela una inedita previsione di Rol sul film Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore. Durante un incontro tra Rol, Fellini e Pietro Notarianni, direttore di produzione, per valutare se sarebbe stato possibile girare il film Il Viaggio di G. Mastorna, e dopo l’opposizione di Rol alla sua realizzazione (per ragioni legate al finale scelto da Fellini che Rol giudicava pessimistico, e che Fellini non voleva cambiare), Rol disse al deluso Notarianni:

«“Ci sono tanti altri film che si possono fare. Ad esempio: stavi leggendo un copione ieri a Roma, un copione che è contenuto in un fascicolo con la copertina azzurra. Bene, tu realizza quel copione, sono certo che sarà un grande successo”.
Notarianni era molto stupito.
In effetti il giorno prima Cristaldi gli aveva consegnato il copione di un giovane regista siciliano che aveva diretto un solo film, si intitolava “Nuovo cinema Paradiso”. La lettura fu accelerata, la storia gli parve buona e Notarianni lo propose a Cristaldi che si innamorò del progetto e lo realizzò. Fu una lavorazione difficile, ma il peggio doveva venire. Il film uscirà nelle sale italiane due volte, nel 1988 e, in versione molto ridotta e con un manifesto diverso, nel 1989. Entrambe le uscite furono un disastro, ma Cristaldi tenne duro. E dopo Cannes e l’Oscar, il suo sforzo fu premiato e il film diventerà un successo in tutto il mondo.»

[Articolo in pdf qui]

Rol Mastorna Tornatore Stampa 17.12.2014

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05/12

(da un mio post del 05/12/2014, qui)

Come certamente alcuni degli utenti di questa pagina Facebook sanno, esiste una pagina di Wikipedia dedicata a Gustavo Adolfo Rol sin dal 2005:
https://it.wikipedia.org/wiki/Gustavo_Adolfo_Rol

Wikipedia, la cosiddetta "enciclopedia libera" più grande del mondo, permette a chiunque di modificare le voci di cui è costituita, rendendola così interattiva e in costante crescita.
Quando si tratta di argomenti consolidati o fatti storici privi di ambiguità è molto utile.
Diventa problematica quando le voci riguardano argomenti recenti e molto dibattuti, come è il caso della biografia e della fenomenologia miracolistica di Rol.

Chi scrive ha dovuto fornire una versione palallela della pagina in questione, dal momento che quella ufficiale non è che una farsa ostaggio di "amministratori" che sposano le opinioni scettiche.
La pagina "Wikipedia alternativa" su Rol può essere letta qui:
https://gustavorol.org/index.php/wikipedia-alternativa

Pur avendola già segnalata in questa sede in passato, è occorso un ultimo fatto che merita di essere esposto qui, perché chi scrive intende fare appello agli estimatori di G.A. Rol per far sentire il parere della schiacciante maggioranza, che non è certo quello espresso dalla Wikipedia ufficiale.
Nei giorni scorsi ho voluto aggiungere, come utente anonimo, alcune righe che menzionavano l'opinione del mentalista Aroldo Lattarulo (si veda il suo libro Gustavo Adolfo Rol. Solo un mentalista? segnalato a novembre) che a differenza di quella dell'illusionista Mariano Tomatis – citato come un mantra dagli scettici – propende per l'autenticità di Rol. Una posizione decisamente scomoda, e infatti gli scettici hanno subito provveduto a cancellare le righe che lo riguardavano, scrivendo addirittura che della opinione di Lattarulo "ne facciamo volentieri a meno".
Ora, questo ha dimostrato una volta di più come si sia di fronte ad una specie di mafia, gestita da ignoranti inquisitori che non solo non consentono che questa enciclopedia – ormai importantissima come strumento comunicativo e riferimento di giornalisti e ricercatori – sia davvero "libera", ma decidono sulla base delle loro "non conoscenze" cosa sia opportuno scrivere e cosa no.
La pagina su Rol, lo ripeto, è una pura e semplice distorsione della verità oltre che un chiaro esempio di omissioni, insabbiamenti e censure di fatti o opinioni scomodi. Le cose non possono più andare avanti in questo modo.
Desidero quindi fare un appello a coloro che seguono questa pagina Facebook, a coloro che amano e hanno amato Rol, che lo abbiano o meno conosciuto, perché contribuiscano ad intervenire su Wikipedia in modo determinato, compatto e possibilmente preciso, contrastando gli abusi di pochi amministratori che fino ad oggi hanno avuto libero il campo (questo sì!) per la loro azione mistificatrice.
Rol merita molto di più. E chi lo conosce lo sa bene.


NOVEMBRE 2014

 20/11

(da un mio video del 20/11/2014, qui)

Roberto Gervaso su Gustavo A. Rol

Un video inedito tratto dalle interviste fatte da Nicolò Bongiorno nel 2005 per il suo documentario Rol. Un mondo dietro al mondo (2008). L'ho ritrovato solo ora nella mia documentazione. Quanto raccontato dallo scrittore è quindi rimasto fuori dalll'antologia L'Uomo dell'Impossibile (2a ed.), che raccoglie tutta la fenomenologia di G.A. Rol, specialmente quella frammentata in decine di articoli.

[p.s. Gli episodi sono poi stati inseriti nella terza edizione (2015) del vol. I (diviso in due volumi). Nel 2024 l'opera enciclopedica ha raggiunto i 10 volumi, di cui gli ultimi 4 scaricabili gratuitamente qui: bit.ly/Uomo_Impossibile_7-8-9-10]

[Pubblicato in seguito anche su facebook il 12/07/2017, qui]

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15/11

(da un mio video del 15/11/2014, qui)

Gustavo A. Rol e Franco Zeffirelli

Tratto da una trasmissione [Il senso della vita] del 24 marzo 2007.

[Pubblicato in seguito anche su facebook il 10/07/2017, qui]

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15/11

(da un mio post del 15/11/2014, qui)
33333 om Rol* * * * *

12/11

(da un mio post del 12/11/2014, qui)

33.333

È questo il numero dei giorni che Rol ha vissuto su questa Terra...
Dal 20 giugno 1903 al 22 settembre 1994.
Verificatelo voi stessi...
Davvero una strana "coincidenza"...
p.s.: Rol è nato il 20/06/1903 alle ore 12:00 del mattino, ed è morto il 22/09/1994 alle ore 10:30 del mattino. Tecnicamente sarebbero 33.332 giorni, tuttavia sarebbe anche corretto parlare di 33.333 giorni se consideriamo nel conteggio sia il giorno di nascita che quello di morte, ovvero il 20 giugno 1903 come "GIORNO 1", il 21 giugno come "GIORNO 2", ecc., fino al 22 settembre 1994 come "GIORNO 33.333".
p.s.2: Per essere ancora più precisi, si può dire in definitiva che Rol sia morto nel suo 33.333º giorno di vita.

[p.s. 3- 2025: L'avere definitivamente lasciato il corpo fisico il giorno 33.333 della sua vita, unito alle testimonianze del momento del suo trapasso (la più rilevante delle quali essendo quella della infermiera caposala Emma Ghioni, che vide una luce sprigionarsi da Rol) sono elementi che attestano l'assenza di casualità e indicano (ancora una volta, dopo una vita di dimostrazioni) che Rol – come poi avrebbe confermato anche in un noto episodio di apparizione post mortem riferito da Chiara Barbieri – era un "Illuminato"]

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09/11

È stata pubblicata una nuova monografia su G.A. Rol, scritta da un esperto di mentalismo, Aroldo Lattarulo.

Questo il mio commento sulla pagina FB dedicata a Rol, il 9 novembre 2014:

«Da quando chi scrive (Franco Rol) si occupa pubblicamente del "caso Rol", ovvero dal 2000, ha dovuto in più occasioni controbattere alle pseudo-indagini illusionistiche della "fazione" scettica. Lo ha fatto nei ritagli di tempo, visto che non si può passare la vita dietro alle speculazioni dei superficiali o degli arroganti.
Ad oggi, un compendio di questi contributi è raccolto al link:
http://gustavorol.org/index.php/contro-gli-scettici
In attesa di pubblicare uno studio esauriente sulla questione, in preparazione da tempo, arriva in questi giorni, ed è il caso di dire come un fulmine a ciel sereno, un piccolo libretto che sulle prime mi aveva lasciato perplesso visti il titolo e l'occupazione dell'autore, un esperto di mentalismo – ovvero l'illusionismo che più si avvicina alla fenomenologia "paranormale" – ben conosciuto nel settore, ma che dopo una chiarificazione preliminare, ho già avuto occasione di leggere e di apprezzare.
In "Gustavo Adolfo Rol. Solo un mentalista?", Aroldo Lattarulo dimostra due cose che insieme raramente, anzi praticamente mai, ho viste tra i cosiddetti scettici che si sono occupati della questione, ovvero: competenza e obbiettività.
Deciso a capire davvero, e non a voler tentare di dimostrare un pregiudizio evitando tutti gli elementi incompatibili con l'ipotesi illusionistica, arriva a conclusioni degne di interesse, che finalmente spalancano le porte a un confronto un po' più serio sulla questione.
Pur essendo ancora, diciamo così, allo stadio di "aperitivo", le analisi dell'autore sono destinate a riaprire un dibattito che gli scettici speravano di aver sepolto (come gli struzzi) sotto la sabbia delle loro pseudo-indagini e del "abbiamo già smontato il mito di Rol". Il quale scrisse nel 1978 che "la Verità, pur di imporsi, possiede mezzi implacabili e presto o tardi li usa"».

Successive comunicazioni con l'autore mi hanno dimostrato ulteriormente la sua preparazione e i suoi chiari propositi, che sono quelli di mettere in evidenza come Rol NON possa essere considerato un mentalista o un illusionista, perché troppi elementi dimostrano l'autenticità sia della persona che dei prodigi che gli sono attribuiti.
Per me è la conferma di quanto ho sempre sostenuto, e non certo perché "credo" o perché "difendo un parente", come qualcuno ha già affermato sperando di liberarsi facilmente delle mie analisi approfondite e rigorose del "caso Rol".
Il testo di Lattarulo mi ha così positivamente colpito che nella nuova ristampa è stata aggiunta una mia breve prefazione.
Sarà ora interessante vedere cosa faranno gli scettici: lo ignoreranno o lo denigreranno? Probabilmente entrambe le cose, ma può anche darsi che qualche persona di buon senso rompa le file e si schieri dalla parte della verità dei fatti e dell'assenza di pregiudizi. Staremo a vedere.

[p.s. 12/01/2025: Quanto sopra è quello che scrivevo nel 2014. Fino ad ora gli scettico-negazionisti hanno scelto la strada della censura totale. In 11 anni Lattarulo non è mai stato nominato, come non esistesse. Nel 2016 aveva inoltre scritto un secondo libretto, e i due sono poi stati uniti insieme lo stesso anno in Indagine su Gustavo Rol volume 1 e 2 (si vedano le news di novembre 2016) dove per il secondo scrissi anche una postfazione, oltre alla prefazione del primo. Che gli scettici lo abbiano finora censurato non è che la dimostrazione che ha colto nel segno, visto che smentisce la loro narrativa fake.]

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01/11

Dopo aver pubblicato in anteprima mondiale sulla nostra pagina Facebook dedicata a Rol (qui e qui) alcune immagini tratte dalle relazioni del "gruppo Poutet" di Bruxelles risalenti agli anni '20 del secolo scorso, le riproduciamo anche in questa sede, vista la loro importanza

Nella fenomenologia di Rol, il primo gradino, quello più "semplice", da "prima elementare" come diceva lo stesso Rol, è costituito dagli esperimenti con le carte. Nel nostro L'Uomo dell'Impossibile li abbiamo riuniti in un unico capitolo [il V, nei volumi I e III], così da poter dare un'idea di qual'era il loro svolgimento e la loro struttura. Nello stesso libro [il volume I della 1a e 2a edizione, in seguito il vol. II] abbiamo allegato un dossier con esperimenti analoghi, gli unici che ci è dato sapere, che venivano effettuati in Belgio da un gruppo di studiosi riservato interessato ad alcune applicazioni "trascendenti" della matematica...

Abbiamo avuto la fortuna di rintracciare le relazioni originali. Nel libro [ibidem] ne forniamo alcune immagini in bianco e nero, mentre qui ne proponiamo due a colori.


OTTOBRE 2014

29/10

(da un mio post del 29/10/2014, qui)

È morto domenica [26] a Torino il giornalista e scrittore Remo Lugli, amico di Gustavo A. Rol e il biografo più fedele. Chi scrive lo ricorda con grande affetto e stima. Grazie di tutto Remo. Buon viaggio!

[Nell'immagine, un articolo da La Stampa del 29/10/2014, p. 31]

morte Lugli Stampa 29.10.2014 p.31
[Si vedano anche i due brevi articoli sulla Gazzetta di Modena del 29/10/2014 (Addio a Lugli, grande cronista) e del 30/10 (Addio al gentiluomo della scrittura)]

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27/10

(da un mio post del 27/10/2014, qui)

Il 23 ottobre è morto a Orbassano il fisico Tullio Regge, che conobbe Rol e assistette in due occasioni ai suoi esperimenti. Insieme a Piero Angela è stato uno dei rari testimoni a rimanere scettico sul suo operato, sostenendo che solo un prestigiatore e una sperimentazione controllata avrebbero potuto garantire l'autenticità dei fenomeni. Dal 1990 era diventato garante scientifico del CICAP. Nel 1993, e poi in pubblicazioni successive, la giornalista G. Dembech aveva pubblicato una dichiarazione di Rol su uno degli incontri avuti con lo scienziato. Nei 21 anni successivi Regge non l'ha mai smentita, pertanto può considerarsi a tutti gli effetti la versione ufficiale di quell'incontro, che riproponiamo:

«Tullio Regge è venuto da me, accompagnato da un professore famoso di medicina [Giovanni Sesia] con la moglie e con un’altra persona [Magda Olivetti], e hanno portato le carte, e mi hanno fatto stare con le mani dietro allo schienale, e lui le ha mescolate sotto il tavolo. E poi io gli ho detto:
“Pensi una carta. La pensi soltanto”.
Lui dice: “L’ho pensata”.
“Allora metta quel mazzo che ha mescolato sul tavolo”.
“Posso cambiare la carta?”.
“La cambi pure”. Allora ha pensato un’altra carta.
“Posso di nuovo mescolare?”
“Mescoli!”. Io avevo sempre le mani dietro lo schienale.
Bene, allora ha messo sul tavolo il mazzo che lui aveva mescolato.
“Lo tagli”. Lo taglia e salta fuori l’asso di fiori.
Dico: “Aveva pensato l’asso di fiori?”
“Sì, una combinazione... Lo rifaccia!”
“Non sono Dio! È venuto, ma non sono Dio da poterlo rifare, questo!”.
E lui mi ha detto: “Ma io non posso ammetterlo, perché bisognerebbe che ci venga un prestidigitatore a dirmi che noi non siamo tutti suggestionati, o che Lei ha fatto qualche cosa che noi non ce ne siamo accorti. Scientificamente, io non posso in laboratorio ammettere una cosa simile”».
(trascrizione letterale del brano n. 8 dal CD allegato al testo di G. Dembech Gustavo Adolfo Rol. Il grande precursore, 2005)

[p.s. 12/01/2025: Si veda l'esteso e dettagliato capitolo Rol e Tullio Regge nel vol. X de L'Uomo dell'Impossibile, 2024, pp. 13-80, scricabile gratuitamente qui]

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13/10

(da un mio post del 13/10/2014, qui)

Approfittiamo per segnalare anche l'eccellente serie televisiva "4400", andata in onda per 4 stagioni (2004-2007).
Si tratta forse del miglior contributo cinematografico/televisivo a tutte le possibili implicazioni di una società dove alcuni individui comincino a sviluppare "possibilità" analoghe a quelle di G.A.Rol. Vivamente consigliata.

4400 Rol

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01/10

Nell'introduzione [al vol. I] de L'Uomo dell'Impossibile [2012] ho scritto quanto segue:

«[G.A. Rol] che abbiamo definito “l’uomo dell’impossibile” (...) Non siamo stati i primi a definire Rol in questo modo, lo aveva già fatto il giornalista Renzo Allegri nel 1978 nel titolo di un capitolo di un suo libro. Non gli siamo tuttavia debitori perché lo spunto lo abbiamo preso dalla citazione all’inizio dell’introduzione: "l’impossibile, sulla Terra, non esiste", affermazione tratta dal nostro archivio audio, una registrazione degli anni ’70.»

Mi sono tuttavia reso conto di recente che non è esatto. Infatti, non fu in realtà il giornalista a definire Rol in quel modo, bensì fu lo stesso Rol in terza persona nel 1977, in uno degli articoli che aveva scritto proprio per Allegri, che aveva solo apposto la firma al fondo.

Ecco il brano:

«Rol non è soltanto l’”uomo dell’impossibile” (...). Sfruttando le sue capacità eccezionali, potrebbe essere un uomo straricco e potrebbe condurre un’esistenza da nababbo; invece lavora e si dedica continuamente al prossimo. L’attività principale della sua esistenza è diventata appunto l’aiuto al prossimo.» (Mentre è a Torino lo fotografano in America, Gente, 05/03/1977, p. 11)

Per quanto ne sappiamo, questa è la prima volta che Rol definisce se stesso, seppur in terza persona (e abbiamo dovuto aspettare il 2014 per rendercene conto!). 

L'anno successivo, in una lettera inviata al quotidiano La Stampa (03/09/1978), dava invece una definizione "ufficiale" e diretta, con spiegazione annessa:

«Io debbo necessariamente agire con ‘spontaneità’, quasi “sotto l'impulso di un ordine ignoto” come disse Goethe. Mi sono definito “la grondaia che convoglia l'acqua che cade dal tetto”. Non é quindi la grondaia che va analizzata, bensì l'acqua e le ragioni per le quali “quella Pioggia” si manifesta. Non é studiando questi fenomeni a valle che si può giungere a stabilirne l'essenza, bensì più in alto dove ha sede lo “spirito intelligente” che già fa parte di quel Meraviglioso che non é necessario identificare con Dio per riconoscerne l'esistenza. Nel Meraviglioso c'é l'Armonia riassunta del Tutto e questa definizione é valida tanto per chi ammette quanto per chi nega Dio.»

Alla fine degli anni '80 suggerirà infine alla giornalista G. Dembech di usare in un libro che parlasse di lui il titolo: "Gustavo Adolfo Rol. Il grande precursore", con questo volendo sottolineare una funzione precisa in una prospettiva storica.

Riassumendo, allo stato attuale della ricerca, possiamo quindi dire che Rol si definiì l'uomo dell'impossibile, il grande precursore e la grondaia che convoglia l'acqua che cade dal tetto.

Giova ricordare anche che negò decisamente (e a ragione) tutti gli appellativi imprecisi, se non proprio fuori luogo, che gli diedero i giornalisti: sensitivo, mago, medium, spiritista, ecc.

Io l'ho definito "Maestro spirituale illuminato", cosa che evidentemente lui non poteva dire apertamente di se stesso, pur essendo ben cosciente di esserlo.


SETTEMBRE 2014

28/09

Dopo aver pubblicato la versione inglese e spagnola de L'Uomo dell'Impossibile, rendo ora disponibile la versione in francese, con il titolo: Un être exceptionnel. Gustavo Adolfo Rol. Maggiori dettagli qui.

Franco Rol exceptionnel 2014

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22/09

a) Il 22 settembre, in occasione del ventennale della scomparsa fisica di G.A. Rol, è stata apposta una targa commemorativa in marmo presso l'entrata del palazzo dove visse a Torino, in Via Silvio Pellico 31. La targa – finanziata e fatta preparare da un gruppo di parenti (tra cui io) e amici con la coordinazione della dott.ssa Chiara Barbieri – reca tuttavia il nome incompleto (senza "Adolfo") per un "errore di comunicazione"... Non è esclusa una rettifica nelle prossime settimane.

b) (da un mio post del 22/09/2014, qui)

Siamo appena venuti a sapere, e lo anticipiamo rispetto all'ora della presentazione della Targa, che è stato messo il nome abbreviato "Gustavo Rol" invece di "Gustavo Adolfo Rol", a causa di un certa superficialità di alcuni promotori* (esclusa la dott.ssa Barbieri, che ha dovuto cedere alle loro "idee").
Purtroppo chi scrive non ha potuto seguire la cosa da vicino, risiedendo all'estero, e avrebbe fatto in modo che questo non accadesse, perché si tratta di un errore molto grossolano.
Sulla tomba di San Secondo così come in tutti i documenti, Rol è "Gustavo Adolfo", e non solo "Gustavo", una abbreviazione comoda ma che non è esatta, specialmente quando parliamo di cose importanti e formali come una targa commemorativa!
Rol peraltro si firmava sempre col nome completo, magari abbreviando il secondo nome con una "A.".
"Gustavo Adolfo" è inoltre un nome unico, e si ispira a Gustavo Adolfo di Svezia (il cognome Rol è d'altronde di origine svedese).
Per fare una analogia di nomi compositi, si pensi ad esempio a Carl Gustav Jung.
Ci teniamo inoltre a far sapere che anche la dott.ssa Catterina Ferrari, co-esecutrice testamentaria di G.A. Rol, ha disapprovato l'uso parziale del nome. A questo punto, meglio prevedere una futura sostituzione, a onor del vero e del giusto. Per ora si commemori, ma dopo si cambi! Siamo certi che Rol avrebbe preferito così.

[p.s. 2025: Infatti su mia sollecitazione e grazie alla premura e impegno di Chiara Barbieri la targa venne poi sostituita poco più di 5 mesi dopo, all'inizio di marzo 2015]

[* Nel vol. III, 2022, ho rivelato (p. 414 nota 38) che fu in particolare M.L. Giordano a non volere "Adolfo" perché le ricordava il nome di Hitler]

[Qui di seguito alcune fotografie dell'evento e un breve articolo su La Stampa del 23/09/2014, p. 49 (Torino). Nella foto in alto a destra, sotto alla targa ci sono Chiara Barbieri (a sinistra in giacca blu e foulard) e Maria Luisa Giordano, con gli occhiali]

immagini targa Rol 2014 sbagliata


 

AGOSTO 2014

16/08

(da un mio post del 16/08/2014, qui)

Vogliamo segnalare una piccola "scoperta" appena fatta dall'amministratore di questa pagina in merito a un importante aforisma generalmente attribuito a G.A. Rol. Non si tratta di un aforisma qualsiasi, ma di uno che è stato per 14 anni il "benvenuto" di apertura del sito a lui dedicato, ovvero:

« Ogni giorno di più mi convinco che lo sperpero della nostra esistenza risiede nell'amore che non abbiamo donato. L'amore che doniamo è la sola ricchezza che conserveremo per l'eternità »

Originariamente compare nel libro di M.L. Giordano "Rol e l'altra dimensione" (2000, p. 134), e sarebbe parte di una trascrizione fatta dall'autrice di una conversazione avuta con Rol.
Chi scrive ha in più occasioni messo in guardia dagli scritti della Giordano, per la mancanza di precisione, di fonti e per certi travisamenti del pensiero di Rol. E una sua consuetudine è quella di citarne pensieri che in realtà non sono propriamente suoi, ma trascrizioni di citazioni da lui riferite, magari con l'aggiunta di un corollario o completamento personale.

Ci sembra che l'aforisma di cui sopra, purtroppo, faccia parte di questa categoria. In particolare, sarebbe la prima frase a non essere di Rol, ma della scrittrice inglese Mary Cholmondeley (1859-1925), mentre il proseguio ne è probabilmente il corollario personale di Rol.
Riproduciamo qui l'originale integrale del brano inglese (il primo periodo è quello cui qui si fa riferimento):

«Every year I live I am more convinced that the waste of life lies in the love we have not given, the powers we have not used, the selfish prudence that will risk nothing, and which shirking pain, misses happiness as well. »

Va da sé comunque, che pur essendo in parte una citazione, l'identificazione di Rol con questo pensiero è indubitabile.


LUGLIO 2014

28/07

(da un mio post del 28/07/2014, qui)

Rol, pur essendo un maestro spirituale illuminato, era anche un uomo semplice. Ciò non è per nulla strano, ma in accordo con la Tradizione Metafisica. Nel Tao te ching troviamo ad esempio che...

«Il perfetto sapiente comprende la Via
E in essa saldamente si stabilisce
L'imperfetto sapiente comprende la Via
E ora la segue, ora la perde
Il sapiente d'infimo rango sentendo parlare della Via
Ride di essa
Se costui non ne ridesse la Via non sarebbe la Via
Perciò valse come un detto antico:
Chi è illuminato grazie al Principio sembra oscuro
Chi progredisce nel Principio sembra retrocedere
Chi è stato reso grande dal Principio sembra un uomo semplice»


GIUGNO 2014

17/06

Ho pubblicato una seconda edizione riveduta ed ampliata del mio studio L'Uomo dell'Impossibile. Esperimenti, prodigi, miracoli di Gustavo Adolfo Rol, che ora presenta 123 casi "paranormali" inediti rispetto alla bibliografia anteriore (ovvero il 13% di tutta la fenomenologia rolliana mai pubblicata), per un totale di 1063, 720 pagine di sfida all'attuale paradigma scientifico. Sono anche state ampliate le note ed è stato creato un nuovo breve capitolo ("Xenoglossia") rimanendo però invariate le 49 classi di possibilità di Rol, avendone accorpate due molto simili.

[Nota 2025: Il libro in questione era la seconda edizione del vol. I. La terza edizione sarebbe stata pubblicata l'anno successivo, 2015, in due volumi. Tra il 2022 e il 2024 ho pubblicato, di questa opera enciclopedica, altri 8 volumi (solo il III di pura fenomenologia, come i primi due), per un quadro di sintesi si veda qui]

Franco Rol Uomo Impossibile 2a ed 2014


 

MAGGIO 2014

22/05

(da un mio post del 22/05/2014, qui)

È stato pubblicato il libro I Misteri di Mistero (Fivestore), che raccoglie una selezione degli articoli usciti sulla rivista Mistero Magazine, versione cartacea del programma televisivo di Italia 1.
Tra questi, viene riproposto anche quello dedicato a Rol con una intervista fattami da Ade Capone nel 2013 (Rol, l'Uomo dell'Impossibile, pp. 28-33).
Lo potete leggere qui: https://2000-2013.gustavorol.org/MISTERO-ROL.pdf

Rol Franco settembre 2013 Mistero Magazine Capone
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15/05

Vogliamo segnalare quella che costituisce una informazione fuorviante per coloro che desiderano avere notizie di Gustavo Adolfo Rol cercando su internet. Se si va su Google e si digita "Gustavo Rol" compaiono sulla sinistra i risultati principali, dove i primi due della lista sono il presente sito e la pagina di Wikipedia dedicata a Rol.

A destra invece compare, ben in evidenza, una versione con immagini che fa capo soltanto a Wikipedia (dove le immagini non sono presenti), e in basso compaiono le "Ricerche correlate", vale a dire persone che in qualche modo sono collegate a Gustavo A. Rol. 

Ora, se il punto di partenza di questo quadro riassuntivo è Wikipedia, ne consegue che quello che appare vi è strettamente collegato. Chi scrive ha dovuto pubblicare una Wikipedia alternativa su questo sito per denunciare la partigianeria della pagina dedicata a Rol, ostaggio di amministratori filo-scettici. Non sorpende quindi di trovare su Google una prevalenza del punto di vista scettico e illusionistico, comparendo due prestigiatori (Silvan, che non ha conosciuto Rol e Binarelli, che lo ha incontrato una volta) e il giornalista Piero Angela, che incontrò Rol in due occasioni e ne mise in dubbio l'autenticità, fondando successivamente il CICAP. Uniche persone pertinenti sono Franco Rol, cugino di Gustavo e nonno di chi scrive, e il romanziere Pitigrilli. Di certo al posto dei tre prima summenzionati avrebbero avuto molto più diritto di "apparizione" per esempio Federico Fellini, Dino Buzzati, Cesare Romiti, Guido Ceronetti, Valentina Cortese e molti altri che lo conobbero bene e che certo non sono personaggi di secondo ordine. Andando ancora un po' più a fondo, ovvero cliccando su "Visualizza più altri 10 elementi" compare la striscia seguente:

Troviamo almeno Fellini, e per fortuna Franco Zeffirelli e Massimo Inardi. Tutti gli altri c'entrano poco o niente, ovvero: Mario Pincherle ha incontrato Rol una sola volta e ha scritto su di lui un libro romanzato che fa più danno che altro; Massimo Polidoro, Arturo Brachetti e Raul Cremona sono tre illusionisti che non hanno conosciuto Rol ma che hanno espresso qualche commento scettico su di lui; Giancarlo Magalli ha parlato di Rol in qualche sua trasmissione, ma certo il conduttore che più avrebbe senso in questa lista sarebbe Roberto Giacobbo di Voyager; Corrado Augias ha parlato di Rol nella sua trasmissione Enigma ed è uno scettico doc; Uri Geller è un uomo di spettacolo che ha voluto farsi passare per sensitivo piegando cucchiaini... Insomma, il Circo Barnum... E tutto questo grazie alla pseudo-fonte autorevole "Wikipedia". Si conferma quindi ancor più necessaria la NOSTRA pagina di Wikipedia alternativa, alla quale caldamente rimandiamo.


 

MARZO 2014

09/03

(da un mio video del 09/03/2014, qui)

Rol: appello al disarmo e all'unione dei popoli.

L'11 gennaio 1987 Gustavo Adolfo Rol, su sollecitazione del regista suo amico Franco Zeffirelli, intervenne telefonicamente alla trasmissione Domenica In (Rai Uno) condotta da Raffaella Carrà.

Rol, che non è mai apparso in TV e solo in un altra occasione era intervenuto telefonicamente (a "Blitz" di Gianni Minà nel 1984), colse l'occasione per fare un appello ai giovani in studio e in generale ai giovani di tutto il mondo, perché sollecitassero con cortei gli allora leaders di USA e Unione Sovietica a creare gli "Stati Uniti del Mondo",

«una garanzia per i loro popoli e per tutti i popoli della Terra ... massimo strumento di difesa che gli uomini possono offrirsi reciprocamente. (...) Tutte le abitudini di vita legate alle razze e alle loro origini, tutte le filosofie che abbiano un fondamento etico potranno coesistere e collaborare pacificamente. Una simile coesistenza consentirà all’uomo di essere sostenuto nei suoi diritti e nelle sue aspirazioni. Non più eserciti armati di missili ma schiere di tecnici dotati di strumenti di ricerca.
In un mondo di Stati uniti fra di loro, diviene naturale la ripartizione dei beni e delle risorse che la natura offre abbondantemente. Non si parlerà più di un Primo, di un Secondo, di un Terzo Mondo.»

Questo appello, 30 anni dopo, continua a essere valido oggi, e purtroppo non sembra che le cose siano molto cambiate, viste le divisioni ideologiche e culturali tra i popoli e i venti di guerra atomica che continuano a spirare senza tregua.
[Nel video è stata aggiunta al fondo, solo in audio, la conclusione dei commenti di Zeffirelli – una ventina di secondi –, mancanti nel filmato di archivio a nostra disposizone].

– – POST SCRIPTUM – –
Questo appello di Rol suscita sempre dibattiti accesi e speculazioni superficiali che assimilano il suo auspicio a un mondo unito di popoli e senza armi nucleari alla visione di un fantomatico NWO dalle innumerevoli propaggini orwelliane. Ma per capire il discorso di Rol, occorre mettersi in primo luogo nei suoi panni (e quindi conoscere un minimo della sua storia e del suo pensiero) e in secondo luogo nei panni di qualunque persona elevata spiritualmente che vede le cose in un senso positivo a fin di bene, senza dietrologie fantasiose e materialistiche come capita alla maggior parte degli esseri umani.
Rol era nato in una Europa divisa, ed era passato per due guerre mondiali, la seconda terminando con le atomiche in Giappone. Il suo appello è quindi prima di tutto pragmatico: dal 1945 il mondo è appeso a un filo, l'umanità potrebbe autodistruggersi completamente. È questo IL problema per antonomasia della società moderna, non essendocene alcuno di piú importante.
Sempre dal 1945, si è avviato il processo di unire l'Europa, e nonostante gli inevitabili limiti o difetti di questo progetto, l'Europa ha finalmente eliminato le guerre tra gli stati che la compongono, e oggi è una delle regioni del mondo piú ricche, piú libere, con maggiori opportunità e piú protettrice di basilari diritti civili. Chi non riconosce questo, evidentemente conosce ben poco le altre regioni del mondo e la storia.
E cosí come oggi sarebbe impensabile una guerra tra Italia e Francia, o tra Germania o Inghilterra, con eserciti che invadono uno stato europeo per appropriarsi delle sue risorse o dei suoi territori, cosí potrebbe essere in un mondo unito, nel rispetto ovviamente delle peculiarità di ogni regione.
In secondo luogo quindi, il discorso di Rol è di civiltà e di spiritualità, auspicando che «tutte le abitudini di vita legate alle razze e alle loro origini, tutte le filosofie che abbiano un fondamento etico potranno coesistere e collaborare pacificamente».
Quindi, ribadiamolo: le fisime di voler associare questo discorso di Rol a uno spettrale e tentacolare "governo mondiale plutocratico" sono infondate e ridicole, e non meritano alcuna considerazione. Che le due cose possano avere qualche somiglianza, non le rende equivalenti, come non sono equivalenti un manichino e una persona reale.

– – POST SCRIPTUM 2 – –:
l'ambiente psicologico per contestualizzare il messaggio di Rol del 1987, è quello del film del 1983 The Day After.

[Pubblicato in seguito anche su facebook il 14/08/2017, qui]

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08/03

Pochi giorni dopo il servizio del 27/02/2014 a Mistero, il 03.03, la giornalista Giuditta Dembech ha commentato brevemente la propria intervista durante una trasmissione radiofonica. La potete ascoltare qui. Per l'ennesima volta, ha reiterato le sue pretese sulle registrazioni audio della voce di Gustavo Adolfo Rol, preoccupandosi soltanto che il suo nome sia sempre ben in evidenza ogni volta che passano da qualche parte. Alcune di queste registrazioni, telefoniche, sono manifestatamente abusive e non autorizzate da Rol (come dimostrato da chi scrive ne Il simbolismo di Rol), e la cosa sarebbe accettabile se la giornalista non affermasse il contrario (sulla base di una dichiarazione di Rol che ha a che vedere solo con alcune registrazioni, ma non con tutte) e se non sbandierasse queste registrazioni ad ogni pie' sospinto per volersi accreditare come frequentatrice "speciale" di G.R.. In questo audio però se la prende ancora una volta con Nicolò Bongiorno, il figlio di Mike che ha ideato, diretto e prodotto il bel documentario Rol. Un mondo dietro al mondo, il quale non specificò per tutti gli audio di sua "proprietà" il suo nome nei sottotitoli... La critica che viene fatta è davvero vergognosa, e chi scrive non può che difendere Bongiorno da tali eccessi egocentrici, anche perché sono presenti nel documentario alcuni audio dal mio archivio e non specificati in quanto avevo chiesto a Bongiorno che non occorreva mettere il "copyright" ogni volta che passavano, per non "sporcare" la grafica poetica del suo lavoro. Ma evidentemente, non sono queste le cose che interessano a questa giornalista...

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04/03

Incorporiamo qui di seguito* il video del servizio su Gustavo A. Rol andato in onda a Mistero il 27/02/2014, con una introduzione di Daniele Bossari che non compare in quello disponibile sul sito Mediaset, e che non avevamo vista. Bossari afferma:

«Gustavo Rol è considerato uno degli uomini più enigmatici e straordinari del secolo scorso, veniva chiamato "il grande veggente". Ma era davvero tale? oppure solo un grande illusionista? Noi di Mistero siamo andati ad investigare attraverso testimonianze esclusive».

Ho scritto nel commento al servizio che lo considero piuttosto positivo. Però questa affermazione la trovo deludente, e sarebbe stata accettabile se poi si fosse intervistato non Marco Berry, illusionista che non ha conosciuto Rol, ma uno dei prestigiatori che lo hanno conosciuto e visto i suoi esperimenti. Quanto poi al fatto che venisse chiamato "il grande veggente", non mi risulta, essendo questo solo il titolo di uno dei libri di Renzo Allegri, che a quanto pare Mistero prende - purtroppo - come consulente del "caso Rol".

[* Il video venne in seguito rimosso, l'ho ripubblicato nel 2015 qui]

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02/03

(da un mio post del 02/03/2014, qui)

Raffaella Rol, figlia di Franco ed Elda Rol, cugina di Gustavo e madre dello scrivente F.R., lo conobbe sin da bambina. Ecco un suo racconto inedito (p.s. incluso successivamente nella seconda edizione de L'Uomo dell'Impossibile), che proponiamo prendendo spunto da uno simile presentato a Mistero nei giorni scorsi:

«Era il 1968 e i miei genitori avevano organizzato una cena per il mio diciottesimo compleanno al ristorante San Giorgio, nel borgo in stile medievale del Parco del Valentino.
Eravamo a una tavolata di una quindicina di persone, proprio vicino alla vetrata che si affaccia sul Po. A un capo del tavolo sedevo io, all’altro capo Gustavo, e di fianco a lui, alla sua destra e alla sua sinistra, mia mamma e mio papà. Poi tutti i miei amici. Gustavo mi aveva regalato uno splendido mazzo di fiori e una collana di corniola. A metà della cena mio papà mi ha invitata a ballare un valzer, sia a me che a lui all’epoca piaceva “Fascination” del film “Arianna” (con Audrey Hepburn), e poco prima che finisse la musica Gustavo si è alzato per venire a ballare con me, ha dato un buffetto a mio papà, mi ha preso la mano e ha chiesto all’orchestra di mettere un valzer di Strauss, non ricordo quale. Non era un gran ballerino, ma era molto galante. Nella sala c’erano una decina di tavoli di altri clienti, che in seguito sono stati un po’ coinvolti nella mia festa. Dopo un po’ che stavamo ballando, Gustavo mi dice: “C’è una sorpresa al tavolo per te”, quindi cede il posto al mio ragazzo di allora, Beppe, e intanto lui torna al tavolo. Quando vi faccio ritorno anch’io, trovo un tovagliolo sul mio piatto ancora arrotolato con una fascetta di legno e non usato. Lo apro e trovo una scritta a matita che purtroppo non ricordo con precisione (perchè è andato perso!) mi pare fosse “Buon compleanno Raffy!”. Ho avuto un’esclamazione di sorpresa e di gioia, attirando anche gli sguardi degli altri tavoli, poi sono subito andata da Gustavo, l’ho abbracciato e gli ho dato un bacio. Poco dopo mia mamma ha rimproverato bonariamente il fotografo, un collaboratore di mio padre imprestato per l’occasione, che non ha avuto la prontezza di spirito per immortalare l’evento. Non che la cosa oggi mi sorprenda: Gustavo riusciva quasi sempre a non farsi fotografare, non amava le fotografie, come del resto non le amavano i miei genitori, e questo ha fatto sì che non ci siano foto di lui con me (tranne una foto presa casualmente all’uscita dalla chiesa di Santa Margherita a Torino, poco prima che mancasse) o di lui con mia mamma o mio papà, al quale voleva un gran bene. Un vero peccato. Comunque, dopo la mia “sorpresa”, ha fatto trovare anche ad altre due o tre persone sul loro tovagliolo delle scritte, se non sbaglio i loro nomi. Terminata la serata, i mie genitori lo hanno accompagnato a casa.
Una ventina di anni più tardi, ad un pranzo in occasione del [matrimonio di mia cugina Elena Belluso], si è verificata una situazione molto simile: eravamo di nuovo al San Giorgio, questa volta non c’era l’orchestra ma solo un musicista che suonava la fisarmonica, non c’era mio papà che era mancato dieci anni prima, c’erano mia mamma, i miei zii e altri parenti. Anche in quella occasione Gustavo aveva danzato con me, ma poi anche con mia mamma Elda e mi pare con un’altra signora. L’esperimento in quella occasione era già avvenuto prima, quando ci eravamo seduti al tavolo ancora apparecchiato e Gustavo mi aveva detto di aprire il tovagliolo che avevo davanti, ancora piegato e non usato da nessuno. A matita nel centro c’era scritto: “sei splendida”! E noi tutti eravamo appena arrivati, quindi di sicuro Gustavo non avrebbe potuto scrivere prima su quel tovagliolo, né sapere che io mi sarei seduta in quel posto, visto che era stata mia mamma ad assegnare i posti. Me lo ha poi chiesto, ha tirato fuori dal taschino una matita con un rivestimento di bambù che si portava spesso dietro, e ha aggiunto “a Raffaella 30.5.87” e la sua sigla.
Dopo il pranzo Gustavo si è intrattenuto per quasi mezz’ora a parlarmi faccia a faccia, in merito alla mia vita e all’educazione di mio figlio, facendo anche delle previsioni (ma non era e non fu l’unica volta) tra cui l’età fino alla quale sarei vissuta, e che preferisco tenere personali.»

[Pubblicato di nuovo il 27/11/2017 (qui) con la foto del tovaliolo, che pubblico anche qui di seguito]

esperimento tovagliolo Raffaella Rol splendida 30.05.1987


 

FEBBRAIO 2014

28/02

Il 27.02 è stato trasmesso un servizio di 15 minuti su Gustavo Adolfo Rol, nell’ambito della trasmissione “Mistero” (Italia1), che può essere rivisto qui [link aggiornato].

Sulla pagina di Facebook che sto sviluppando da un mese (www.facebook.com/Gustavo.A.Rol) ho fornito a fine serata un commento “a caldo”, positivo nel suo complesso.

Qui invece mi soffermerò in un commento “a freddo”, entrando in più particolari che come sempre, lungi dal costituire vana pignoleria, sono essenziali per la trasmissione corretta delle informazioni al pubblico così come agli studiosi che si interessano del “caso Rol”.

Devo fare però una premessa: chi scrive è sempre stato disponibile, sia con la propria conoscenza che con documenti originali e inediti, a contribuire alla buona riuscita di qualsiasi iniziativa riguardante Gustavo A. Rol, editoriale o televisiva che fosse. Purtroppo, salvo in rarissime circostanze, pare che pochi siano disposti a una “consulenza” un po’ più approfondita, costringendomi quasi in ogni occasione alla critica costruttiva, persino quando tra gli intervistati ci sono io (cosa che avviene raramente, e a ragion veduta).

Per “Mistero” ho accettato di comparire principalmente perché propostomi da uno degli autori, Ade Capone, persona seria che aveva pubblicato una mia intervista sulla omonima rivista del programma a settembre del 2013 (si veda qui) rispettando pienamente il mio pensiero. Avrei però preferito di gran lunga che fossero intervistate altre persone al mio posto e che ero disposto a segnalare, ovvero testimoni che mai erano comparsi in TV o la cui testimonianza ritengo sia essenziale. È quello che mi ero proposto anche nel 2013 per Voyager (non fui ascoltato, tranne che per Zeffirelli) ed è quello che cerco di fare quasi sempre quando mi cercano per interviste, e questo per due semplici ragioni: 1) la maggior parte dei testimoni sono anziani, e tra pochi anni non ce ne saranno quasi più; 2) io ho già occasione di raccontare nei miei libri la mia testimonianza e di esporre le mie analisi, così come su internet, quindi al momento per me il mezzo televisivo non è essenziale (e infatti la mia intervista televisiva non si può dire che lo sia stata, vista la brevità, anche se riconosco almeno il vantaggio di essere maggiormente conosciuto dal grande pubblico, che ha ora un più facile accesso a cosa scrivo su Gustavo A. Rol, unica cosa che ritengo importante).

1) Uno dei limiti quindi di questo servizio è che da un punto di vista biografico non c’era nulla di inedito. Gli inediti sono stati solo “televisivi”, ovvero la maniera in cui sono state riferite le informazioni e le testimonianze su Rol. E come prodotto solo divulgativo, come ho già detto, è stato piuttosto positivo. Ma a vent’anni dalla morte di Rol, sarebbe ora il caso di andare un po’ più in profondità, e superare inoltre quello che è certamente stato

2) il secondo limite del servizio: la sua durata. Almeno Voyager gli aveva dedicato mezz’ora. In 15 minuti non è davvero possibile fornire un quadro soddisfacente di una personalità così complessa come quella di Gustavo A. Rol. Anche chi vede ad esempio il documentario di Nicolò Bongiorno trasmesso da History Channel, che dura un’ora, vorrebbe vederne molto di più... Neanche un’ora basta! E infatti Bongiorno ha un archivio di interviste molto più esteso, che prima o poi radunerà e ne farà qualcosa (noi intanto abbiamo trascritto gli episodi più significativi ne L’Uomo dell’Impossibile). In programmi orientati specificatamente ai “misteri” quindi, mi sembra giusto che qualora si voglia dedicare uno spazio a Rol, questo debba essere almeno di mezz’ora, e preferibilmente 45 minuti, e dovrebbe contenere facce nuove e non sempre le solite persone, a meno che non abbiano qualcosa di nuovo da dire (incluso evidentemente anche chi scrive) e a patto che siano testimoni di comprovata frequentazione (e ce ne sono ancora a decine), magari con l’ausilio di studiosi competenti in storia delle religioni, epistemologia, scienze di frontiera, e aggiungeremmo anche di “esoterismo”, se non fosse che i veri esperti in materia sono rari e che tale vocabolo è completamente frainteso e distorto dai moderni.

3) A tal proposito, il conduttore Daniele Bossari dice infatti che Rol «non amava queste due parole: “magia” ed “esoterismo”», ma non lo trovo corretto, anche se capisco benissimo il senso che ha voluto dare a questa affermazione, ovvero che Rol si dichiarava estraneo allo spiritismo, alla parapsicologia, rifiutava di essere chiamato medium, mago, sensitivo, ecc.. Tuttavia sarebbe stato meglio dire “occultismo”, perché l’eso-terismo è una cosa seria, è il lato riposto, profondo, sapienziale delle tradizioni spirituali, ed è “il Cuore della Religione”, laddove invece l’exo-terismo è la parte esteriore, la superficie, quella più semplice e per ciò stesso popolare (quindi: le religioni), la scorza di un frutto che protegge la parte migliore, succosa e nutritiva che si trova al suo interno.

Questo è il vero esoterismo, e non ci sentiamo di rinunciare al suo significato solo perché i moderni lo hanno più o meno consapevolmente alterato o associato a pratiche che nulla hanno a che vedere con esso.

4) Sia all’inizio che nel corso del servizio compaiono a più riprese manipolazioni di carte, e questo non corrisponde a quanto accadeva negli esperimenti di Rol, il quale le carte non le toccava affatto, se non in circostanze del tutto irrilevanti che non occorre qui riferire. Inizialmente non ci aveva dato fastidio, ma a ripensarci viene trasmesso un messaggio fuorviante.

5) La parte selezionata della intervista allo scrivente è risultata molto breve, e il collegamento via skype non ha purtroppo contribuito a renderla più intelligibile. Quanto dico era in un contesto più allargato che lo avrebbe dotato di maggiore significato. Mi rendo conto che da questo tipo di comunicazioni mediatiche non ci si può attendere di più. Ci saranno forse occasioni più proficue.

6) All'inizio si dice che Rol aveva conosciuto “un monaco polacco che lo aveva iniziato a degli studi particolari...”. Ho pensato che fosse un errore degli autori. Poi mi sono invece ricordato chi era la (solita, sarebbe il caso di dire...) fonte: il giornalista Renzo Allegri (di cui dirò più avanti) che nell’edizione 2010 di “Mistero” era stato intervistato proprio per un altro servizio su Rol (di circa 9 minuti di sola intervista ad Allegri...), andato in onda l’8 gennaio (e da me nettamente stroncato nelle News di quell’anno, si veda: 2000-2013.gustavorol.org/news2010.html), e nel quale aveva dichiarato: «Lui aveva avuto un maestro, un Polacco... non si è mai capito chi fosse, sembra che fosse un monaco». Certo è incredibile ritrovarsi 4 anni più tardi lo stesso errore... Tra 4 anni verrà ripetuto da qualche altra parte? Speriamo di no, e che qualcuno ci legga, una buona volta!

Si tratta infatti di un fraintendimento, perché Rol in uno dei suoi racconti circa i suoi inizi riferì alla fine degli anni '40 o all’inizio dei ‘50 allo scrittore Pitigrilli di aver conosciuto a Marsiglia un personaggio originario della Polonia, ateo, che gli mostrò quelli che lui considerava "poteri della mente", e che successivamente si convertì al cattolicesimo e finì gli ultimi anni della sua vita in un convento dell'Alta Savoia, come fratello laico. Quindi: un Polacco che diventa fratello laico un certo tempo dopo aver conosciuto Rol. Allegri aveva fatto confusione, cosa che può sempre capitare, tuttavia chi scrive aveva già nel 2008 fornito gran parte delle spiegazioni su questa vicenda (ne Il simbolismo di Rol), la quale tra l’altro non va presa alla lettera. Per una sintesi degli inizi di Rol rimando alla pagina Wikipedia alternativa.

7) Chi conosce gli studi dello scrivente sa che sono in genere critico verso certe affermazioni della giornalista Giuditta Dembech (come del su accennato Renzo Allegri). La sua intervista è stata invece in questo caso piacevole e ben sintetizzata dagli autori del programma. Non posso però non fare due precisazioni:

a) la Dembech parla a un certo punto di «vibrazione della temperatura», uno dei presunti elementi della “legge” scoperta da Rol, e ne parla come se si trattasse solo di interazione fisico-chimica con gli altri due elementi (colore verde e quinta musicale). La precisazione è in primo luogo che Rol parla di “calore” e non di “temperatura”, che non sono la stessa cosa; in secondo luogo è quantomento curioso che una persona che si presenta come esperta di new age e paranormale ancora nel 2014 non abbia fatto alcuna riflessione esoterica vera su questi elementi, perché è forse più facile partire dalla tradizione metafisica per arrivare alla fisica che non il contrario: chi scrive è almeno dal 2004 che indica nel “prana” della tradizione indù così come nel “tum-no” di quella tibetana le analogie opportune con la nozione di “calore”, quindi parliamo di calore psicofisico, che è generato dall’interazione durante uno stato di concentrazione prima e di meditazione poi degli altri due elementi...

b) la giornalista parla poi di «procedimento esclusivamente suo», una opinione che ho peraltro riscontrato più volte in vari blog, ma mi permetto di discordare e per due ragioni principali: 1) se convertiamo gli elementi della legge di Rol in quelli della tradizione metafisica si possono trovare delle indicazioni abbastanza precise, e mi limito qui a due soli esempi schematici di facile comprensione: Verde-Quinta-Calore = Smeraldo-OM-Prana, oppure Al-Khidr-OM-tum-no. Ho volutamente ripreso i due termini di cui sopra per non mettere troppa carne al fuoco, ma ogni tradizione autentica possiede analoghe nozioni;  2) dal momento che Rol ha dato a questa formulazione una veste scientifica, e ha affermato che i suoi esperimenti saranno spiegati anche da un punto di vista scientifico, ne consegue che non può trattarsi di formulazione soggettiva, ma oggettiva, quindi riscontrabile anche da altri negli stessi termini. D’altronde non l’avrebbe chiamata “legge”!

8) Arriviamo quindi all’intervista a Marco Berry, uno dei conduttori di “Mistero” e illusionista di lunga data. Ci era stato detto che Berry era aperto su certe questioni, ma la notizia si è rivelata infondata. Anche lui, come tutti gli illusionisti che NON hanno conosciuto Rol, crede di riscontrare nelle descrizioni dei testimoni alcune tecniche di illusionismo. Siccome è inutile ripeterci qui su tale argomento, rimandiamo alla nostra pagina Contro gli scettici, dove sono analizzate sinteticamente le questioni principali. Però nello specifico di quanto ha detto Berry possiamo soffermarci un attimo.

Secondo lui, Rol: «usava l’illusione, e usava tra virgolette i “giochi”, le “tecniche” per raccontare delle cose in più, ma ha aiutato anche molte persone con le parole a... sai, l’effetto Placebo: “starai bene” oppure “fai attenzione, c’è qualcuno che ti vuole male”... Nella nostra vita c’è sempre qualcuno che ci vuole male. Per il fatto che qualcuno te lo dica, tu alzi il livello di attenzione.»

Daniele Bossari: «Chi sostiene l’autenticità dei fenomeni di Rol, dice: “quale motivo aveva di portare avanti un gioco così per...”».

Berry: «Però vedi, lui diceva: “Io non faccio giochi, il mio è uno scopo molto più alto e spirituale”».

Segue una registrazione con la voce di Rol, che vorrebbe essere attinente con quanto Berry sta dicendo, ma che in realtà è fuori contesto.

Berry poi dice: «Sai Baba. Sai Baba che tira fuori vitubi [vibuti], la polvere... Perché aveva bisogno... attraverso le maniche di produrre la sabbia? Perché quello... era il primo segnale... il primo meccanismo che ti faceva credere delle possibilità che probabilmente lui avrebbe avuto per aiutarti in altri modi».

Segue il breve commento di Bossari su Sathya Sai Baba, un noto Guru indiano morto nel 2011, mostrato mentre fa uscire un uovo d’oro dalla bocca. Continua Berry: «Io sono convinto che Rol usasse la magia, usasse i trucchi per aiutare».

Questa tesi di Berry era a suo tempo già stata espressa da altri prestigiatori, e non è quindi nuova. È indubbio che si tratta di ciò che Berry vuole credere, visto che lui stesso usa l’illusionismo anche in iniziative solidali, quindi abbiamo un perfetto caso di proiezione psicologica. Peccato che non abbia alcuna attinenza coi fatti e sia una razionalizzazione del tutto abusiva, e oltre a rimandare alla pagina di cui sopra, ci limitiamo a una smentita dello stesso Rol risalente a quasi 30 anni fa e che abbiamo anche pubblicata subito su FB:

«Nell'illusione di agire per fini altruistici, l'uomo potrebbe anche ricorrere al trucco, ma poi non saprebbe servirsene perché nulla è disponibile se non è reale. In nessun caso, quindi, si può manomettere la verità.» (da una lettera di Rol al fisico Tullio Regge, pubblicata sul quotidiano La Stampa l’11/07/1986, p. 3)

9) Quanto alla associazione Rol-Sai Baba, non è del tutto infondata, ma entrare nei particolari ci porterebbe ora troppo lontano. D’altronde qualcosa abbiamo già detto nella pagina Treccani 2050.

10) Bossari poi afferma giustamente che Rol «a sé non attribuiva poteri, ma possibilità, rifiutando inoltre la definizione di medium o di sensitivo».

11) Si arriva quindi alla nuova intervista al giornalista Renzo Allegri, anch’essa piacevole e sulla quale non abbiamo nulla da eccepire; è tuttavia opportuno segnalare che quella che viene presentata da Bossari come “la prima biografia della storia” di Rol, ovvero Rol l’incredibile del 1986, e senza comunque toglierle il suo valore relativo, era stata da lui nettamente rigettata in più occasioni (a Torino tutti ne erano al corrente) e credo basti citare quanto Rol scrisse a Federico Fellini in una lettera del 20/10/1986:

«Sono stupito della quantità di copie vendute di quell’orribile cosa che è “L’incredibile Rol” – libro idiota che non ho voluto né approvato, perché non dà il minimo cenno alla mia Dottrina» (e non solo per questo: cfr. Il simbolismo di Rol, p. 33 e sgg).

12) Bella ed essenziale la testimonianza del dott. Piergiorgio Manera, raccontata a sua tempo in altre interviste e confermata anche dal primario di Medicina Generale delle Molinette Prof. Pierantonio Milone, così come dalla caposala Emma Ghioni di cui chi scrive raccolse anni or sono il racconto:

«Quando Rol è morto ho visto una luce sprigionarsi dal suo petto, dalla regione del cuore. Una luce che andava verso l’alto. Questa luce aveva un colore strano, non classificabile. Era presente anche un’altra persona, che ha detto di aver provato una grande, incredibile pace nel momento in cui è avvenuto il fenomeno» (L’Uomo dell’Impossibile, p. 412)

13) Bossari nel finale afferma: «Gustavo Rol non chiedeva mai soldi per i suoi esperimenti, né tantomeno per i suoi quadri, che regalava». L’affermazione è corretta nella prima parte, ma non nella seconda. Infatti i quadri li poteva sì regalare in certe occasioni, ma a noi risulta che si trattava di una minoranza, perché in genere li vendeva, e gli amici non costituivano eccezione (e la cosa del resto è assolutamente normale).

In conclusione: un buon servizio exoterico, ovvero una introduzione a Rol buona soprattutto per chi non ha mai sentito parlare di lui; dal punto di vista invece esoterico, col quale qui intendiamo l’impressione di coloro che già lo conoscevano (e con questo ci facciamo portavoce anche della comunità di Facebook), un servizio con qualche imprecisione, troppo breve per un personaggio come Rol e con l’opinione inopportuna di un illusionista che non l’ha conosciuto, al posto di quella di uno che lo abbia conosciuto.

Detto tutto ciò, occorre aggiungere comunque che si stanno facendo dei passi avanti nel modo in cui questo personaggio viene proposto, ed è per questo che in definitiva il servizio mi è piaciuto.

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22/02

(da un mio post del 22/02/2014, qui)

A coloro che sono rimasti interdetti su alcune affermazioni nette di Gustavo A. Rol circa spiritismo e reincarnazione, chi scrive desidera rimandare innanzitutto all’insuperato saggio di René Guénon Errore dello spiritismo (1923), dove spiega perfettamente – da un punto di vista eminentemente logico – le ragioni della falsità della teoria reincarnazionista così come di quella spiritista. Intanto però vorremmo far riflettere su un problema (ed è solo uno di molti) che non sembra mai essere considerato da coloro che amano questa teoria: assumendo come valore rotondo la cifra di 7 miliardi l’attuale popolazione umana, e quella di 1 milione la popolazione umana nel 10.000 a.C. (secondo stime delle Nazioni Unite), come si spiega la vertiginosa “moltiplicazione di anime” che dovremmo dedurne logicamente, nella fatispecie 6 miliardi e 999 milioni in più rispetto al 10.000 a.C.? Ovviamente si può andare ancora più indietro nel tempo ad un ideale Paradiso Terrestre con soli due esseri umani, dai quali sarebbero “geneticamente” scaturite 7 miliardi di anime... Certo sarebbe sempre possibile sostenere che quei 6.999.000.000 in realtà erano animali che nel corso del tempo sono diventati umani... ma sembra davvero poco credibile.

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07/02

(da un mio video del 07/02/2014, qui)

"Rallegratevi! Non esiste la morte!"
Brano tratto dal file audio Conversazioni con Gustavo A. Rol, allegato al testo di Franco Rol Il simbolismo di Rol (2008).

[Pubblicato in seguito anche su facebook l’11/11/2017, qui]

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05/02

(da un mio video del 05/02/2014, qui)

"Nulla si crea e nulla si distrugge"
Estratto da una conversazione a casa di amici, anni '70.

[Pubblicato in seguito anche su facebook l’11/02/2018, qui]

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04/02

(da un mio post del 04/02/2014, qui)

Catterina Ferrari racconta Gustavo Adolfo Rol
Estratto dagli "Extra" del documentario di N. Bongiorno Rol. Un mondo dietro al mondo (intervista del 2005).

[Pubblicato in seguito anche su facebook il 26/09/2017, qui]

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03/02

(da un mio post del 03/02/2014, qui)

Gustavo Adolfo Rol raramente accettava di farsi intervistare. Una delle rare eccezioni la fece per il giornalista e scrittore Roberto Gervaso sul Corriere della Sera del 31 dicembre 1978. Si tratta di un documento molto importante, perché in una sola pagina si trova concentrata tutta la filosofia di Rol. Il testo fu poi pubblicato da Gervaso in altri articoli e libri successivi (l'ultimo in Ve li racconto io, Mondadori, 2006, p. 364-367) e riprodotto anche da Remo Lugli nella sua biografia e da Franco Rol nel prologo de L'Uomo dell'Impossibile.

Gervaso Rol Fellini Corriere 1978


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02/02

(da un mio video del 02/02/2014, qui)

Gustavo Adolfo Rol e Piero Angela
Il giornalista de La Stampa Nevio Boni, oggi in pensione, racconta quanto gli disse Rol in merito ad uno degli incontri avuti col giornalista Piero Angela alla fine degli anni '70. Estratto da una conversazione avuta con Franco Rol nel 2002.

[Pubblicato in seguito anche su facebook il 31/08/2017, qui]


 

GENNAIO 2014

30/01

(da un mio video del 30/01/2014, qui)

"L'impossibile sulla Terra non esiste" (1976 c.ca)
Registrazione della voce di Gustavo Adolfo Rol durante una serata a casa di amici.

[Pubblicato in seguito anche su facebook il 19/11/2017, qui]

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28/01

Inizio di una lettera di Gustavo Rol a Barberina Horber – con la quale ebbe una breve storia d'amore in un momento di crisi del suo matrimonio – del 01/11/1937 (© Archivio Franco Rol)

Rol a Barberina 01.11.1937 Archivio Franco Rol
(© Archivio Franco Rol)


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01/01

Dopo 14 anni il sito dedicato a Gustavo Adolfo Rol rinnova completamente la sua grafica ed i suoi contenuti. Il vecchio sito può comunque ancora essere visitato all'inirizzo: https://2000-2013.gustavorol.org


INTEGRAZIONI AL 2013

– La pagina facebook di "personaggio pubblico" che ho dedicato a G.A. Rol l'ho creata nel 2011 e resa davvero operativa nel gennaio 2014. Nel 2013 ho pubblicato solo due post, qui e qui.

– Nelle news di ottobre 2013 ho segnalato di aver cominciato a caricare sul mio canale youtube, creato a giugno, i primi video. Qui l’indice di quelli pubblicati tra ottobre e dicembre 2013:

10/12
Rol. L'opinione dei testimoni-prestigiatori. 1) G. Vercelli

06/11
Commenti del prof. P. Quaini su Gustavo Adolfo Rol (2002)

28/10
Commenti della signora F. Pinto su Gustavo A. Rol (2002)

27/10
Carla Perotti commenta il suo libro (2013)

25/10
Gianni Minà telefona a Gustavo A. Rol durante il programma Blitz (1984)

24/10
Gustavo Adolfo Rol - Testimonianze di amici (2004)

21/10
Conferenza di alcuni testimoni (Ceva, 10/02/2013)