NOVEMBRE 2015

27/11

(da un mio post del 27/11/2015, qui)

Una delle caratteristiche di Rol era quella di essere, quando era di buon umore, un gran burlone, e poteva fare degli "scherzi" abbastanza impressionanti, con un fine dimostrativo per i presenti e una eventuale lezione (esplicita o implicita) per i destinatari dello scherzo.
Ad esempio, Giuditta Miscioscia ha raccontato quanto segue:

«Tornavamo da Savona verso Torino, in macchina sull’autostrada. Arrivati sul passo del Turchino ci fermammo all’autogrill a pranzare. Al tavolo accanto al nostro c’era una coppia. Lei, grossa, enorme. Erano già al gelato. Dovevano aver mangiato molto e la signora sorbiva il gelato lentamente, con difficoltà, perché era troppo sazia, ma si capiva che il gelato le piaceva molto. Rol la sbirciava da lontano e i suoi occhi scintillavano. Capii che voleva divertirsi.
Quando la signora ebbe finito il gelato, piegò la testa sulla spalla del marito e mormorò sfinita ma soddisfatta: “Ce l’ho proprio fatta, l’ho mangiato tutto”.
“Facciamogliene mangiare un altro”, mi sussurrò Rol.
“No, per carità, la fai morire”, supplicai, ma era tardi: Rol era già intervenuto, la coppa del gelato della signora era di nuovo misteriosamente colma. Il marito della donna, dopo aver sentito la frase “Ce l’ho proprio fatta”, aveva guardato la coppa che non era affatto vuota, ma piena e disse alla moglie: “E quello?”. Lei guardò e sbiancò. “Chi lo ha portato?”, chiese con un filo di voce. “È il tuo”, rispose il marito. “Impossibile, l’ho appena finito”, mormorò lei. “Ti sembrava di averlo finito”, disse l’uomo ridendo. La signora era smarrita. Si guardava intorno pallida. Riprese a mangiare adagio adagio, con fatica. Quando finalmente ebbe finito, sospirò verso il consorte tenendosi le mani sullo stomaco: “Non ne posso proprio più”.
“Ancora, ancora”, ripeté sottovoce Rol come se desse ordini a una presenza invisibile, e la coppa del gelato della signora apparve di nuovo piena. Questa volta fu il marito a sbiancare. “Non è possibile”, lo sentii mormorare desolato e si guardava intorno sospettoso. Poi prese la coppa di gelato e cominciò a ispezionarla attentamente. Alla fine disse alla moglie: “Questo te lo mangio io”. Sorbì il gelato in silenzio, era nervoso. Appena finito scattò in piedi, ma Rol velocissimo aveva di nuovo ripetuto “Ancora, ancora” e la coppa era di nuovo piena. “Andiamo via, qui ci sono cose che non vanno”, e spinse la moglie verso la cassa del ristorante. Rol rideva a crepapelle, come un ragazzino».

(tratto da: Allegri, R., Così ho viaggiato nel paranormale, rivista "Chi" del 25/07/2001, p. 139)


OTTOBRE 2015

30/10

(da un mio post del 30/10/2015, qui)

Nella maggior parte degli esperimenti in cui Rol si serviva di carte da gioco, non toccava mai i mazzi, che spesso erano ancora incelofanati e portati dai presenti, e solo da loro manipolati e/o mescolati.
Nelle poche occasioni in cui toccava le carte, invece, questa azione era in genere del tutto ininfluente per la realizzazione dell’esperimento, come ad esempio nell’episodio seguente raccontato da Remo Lugli:

«Sera del 9 marzo 1978, in casa Lugli, presenti Remo, Else, Bettina, il prof. Giovanni Guasta e la moglie Marisa.
(...) Rol chiede due libri che gli vengono portati. Ne sceglie uno: “Il significato dell’evoluzione” (...). Invita Else ad aprire una pagina e la scelta cade a 225. “Faccio un esperimento contrario a quelli soliti” dice Rol. Da un mazzo di carte estrae le prime tre: sono un due, un altro due e un cinque, cioè 225, il numero della pagina aperta. Poi prosegue: “Facciamo l’inverso”. Posa la mano sul libro chiuso e dice: “Cerchiamo la prova che questo sia lo stesso fenomeno”. Estrae tre carte: un uno, un sette, un altro sette: 177. E a pagina 177 si legge alla prima riga: ‘Ragionevole supporre che questo sia lo stesso fenomeno’. Su questa pagina Rol pone la sua sigla a matita e la data: 9-3-78».

(Lugli, R., Gustavo Rol. Una vita di prodigi, Mediterranee, 2008, p. 92)

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27/10

(da un mio post del 27/10/2015, qui)

Gentile A.S., rifaccio qui le domande che Le ho fatto in alcuni posts (...).

1) Lei afferma di aver conosciuto Rol (non capisco tra l'altro perché lo chiama "professore", non ha insegnato in alcuna scuola, per tutti coloro che lo hanno conosciuto è o "dottor Rol" o Gustavo per i più intimi) nel 1988. Può raccontarci per favore i dettagli di questo incontro (dove, quando esattamente se se lo ricorda, per il tramite di chi (Inardi?), ecc.

2) Lei dice che Rol «sinceramente non mi diede alcuna spiegazione sia sulla malattia che sui fenomeni», se ne è chiesto il perché?

3) Lei scrive che è stato allievo di Cassoli e Inardi, ma nel suo post del 25 ottobre aveva scritto: «Nel 1999 contattai il professor Piero Cassoli che invano aveva cercato di contattare Rol per studiarne la sua fenomenologia». Quindi prima di allora non gli aveva mai parlato?

4) Sempre nella affermazione di cui sopra, dice che Cassoli «invano aveva cercato di contattare Rol», e mi chiedo come si possa affermare una cosa del genere, specialmente per chi, come lei afferma, è stato "allievo" di Cassoli. Come ho già scritto, «Cassoli incontrò Rol nel 1967 a casa di Franco Bona fuori Torino, ne scrisse una entusiastica relazione, insieme a Massimo Inardi, pur con la prudenza di chi non vuole ancora sbilanciarsi per cose che avrebbe voluto studiare... In seguito, solo Inardi potè proseguire la frequentazione (e ne scrisse infatti molto bene) mentre a Cassoli Rol diede, è il caso di dire, un bel 2 di picche. Il perché, anche in questo caso, lo analizzo nel mio libro. Ma lo riassumo in poche parole: Cassoli era un immaturo spirituale e un presuntuoso».

5) Per quale ragione Mariano Tomatis cita il suo nome e la sua indagine nel suo libro critico (imbecille) su Rol? Vedo che compare tra i suoi "amici". Siete amici da 13 anni o più?

6) Infine, perché mi ha chiesto pubblicamente quale fosse la mia parentela con Gustavo, se lo sapeva benissimo? E perché lo ha fatto proprio in questo momento, con nessuna relazione con quanto si stava discutendo?

Credo che capirà che ora sono io ad avere dei legittimi dubbi, che spero vorrà chiarire sia a me che agli altri utenti. Grazie.

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01/10

(da un mio post del 01/10/2015, qui)

Un articolo su Libero del 07/12/2007, in occasione della presentazione in anteprima al Festival Noir di Courmayeur del documentario di Nicolò Bongiorno Rol, Un mondo dietro al mondo, poi trasmesso da History Channel.

p.s. la definizione di "sensitivo" è evidentemente riduttiva, ma dai media – almeno fino ad ora – non ci si può aspettare più precisione.

Libero Rol 07.12.07

[p.s. al p.s., 2024: 17 anni dopo non è purtroppo cambiato nulla e in più ci sono i socials ad amplificare errori e travisamenti; nelle news del 2007 non avevo segnalato l'articolo – come non ne segnalo la maggior parte, visto che ben pochi sono passabili – e la ragione di averlo poi segnalato nel 2015 aveva a che vedere soprattutto col fatto che il quotidiano pubblicò anche la mia realizzazione grafica "Neurevolución" che fu pubblicata nel 2005 nella rivista di arte contemporanea Flash Art (cosa che però non scrissero, avendo preso l'immagine in rete e non capendo che si trattava di qualcosa di un po' di più che non una mera e pedissequa «elaborazione» da WaRhol...)]


SETTEMBRE 2015

05/09

(da un mio post del 05/09/2015, qui)

È stata pubblicata – in due volumi – la terza edizione ampliata del libro L'Uomo dell'Impossibile. Esperimenti, prodigi, miracoli di Gustavo Adolfo Rol, con oltre 200 pagine in più rispetto alla prima edizione e 160 rispetto alla seconda, per un totale di quasi 900 pagine.

Oltre a numerosi nuovi episodi, contiene anche due nuove appendici sul possibile ruolo dell'ipnosi nella fenomenologia di Rol e un dossier di oltre 50 pagine su un controverso miracolo del 1999 attribuito a una suora spagnola ma che potrebbe essere invece opera dello stesso Rol.

Per coloro che già fossero in possesso di una delle edizioni precedenti, è disponibile in alternativa un volume integrativo con tutte le aggiunte presenti nella seconda e terza edizione.

Maggiori dettagli qui.

Franco Rol Uomo Impossibile vol1 2 2015

INTEGRAZIONI


AGOSTO 2015

21/08

(da un mio video del 21/08/2015, qui)

Rol: la missione di aiutare il prossimo

Breve estratto inedito da una intervista di N. Bongiorno (2005) all'avvocato Pierlorenzo Rappelli, amico di Rol negli anni '60 e '70.

[Pubblicato in seguito anche su facebook il 03/10/2017, qui]

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11/08

(da un mio video del 11/08/2015, qui)

Il mazzo di chiavi attraversa il muro

Fugace intervista via cellulare al sig. Mario De Rossi, commerciante di Torino, fatta dalla guida turistica Micaela Martini (ottobre 2015). Il testimone racconta vari aneddoti "impossibili", e riferisce poi (confermando quanto già noto e da chi scrive ben evidenziato ne Il simbolismo di Rol) della disapprovazione di Rol per il primo e unico libro publicato su di lui quando era in vita (Rol l'incredibile, di Renzo Allegri, 1986)

[Pubblicato in seguito anche su facebook il 16/07/2017, qui]


MAGGIO 2015

20/05

(da un mio post del 20/05/2015, su fb)

Ci è stato appena segnalato che durante la trasmissione La strada dei Miracoli di ieri 19 maggio (Rete 4) una signora ha raccontato di aver incontrato in un parco un uomo misterioso, dagli occhi azzurri molto particolari, che sapeva tutto di lei e di suo figlio.
Chi ci ha segnalato il video ha avuto l'impressione che potesse trattarsi di Gustavo A. Rol, e chi scrive concorda pienamente.
È possibile rivedere il programma qui [link aggiornato nel 2024] (l'episodio inizia intorno al minuto 38 fino al 44).

[Nelle due settimane successive iniziai a indagare il caso e feci una serie di post preliminari al riguardo. Tre mesi dopo all'inizio di settembre, ho pubblicato una lunga analisi e approfondimento nel vol. II de L’Uomo dell’Impossibile, pp. 594-646, dal titolo Un miracolo “conteso”: Madre Speranza o Gustavo Adolfo Rol? arrivando alla conclusione che, quanto all'uomo misterioso incontrato dalla testimone nel 1999 (5 anni dopo la morte di Rol) «tutto quanto abbiamo visto combacia quindi perfettamente con il modo di apparire, di fare, di parlare e di essere di Gustavo Adolfo Rol. Non mi risulta che vi possa essere qualcun altro, né in Italia né nel mondo intero, che possa corrispondere a questo identikit. (...) Ora spetta alla Chiesa analizzare nuovamente il caso e fornire il suo parere» (ib., pp. 644-645)]


APRILE 2015

30/04

(da un mio post del 30/04/2015, qui)

Su Radio 24, Enrico Ruggeri ha raccontato oggi 30 aprile la vita di Gustavo A. Rol, seguendo la traccia del documentario di N. Bongiorno Rol. Un mondo dietro al mondo (2008). È stato un riassunto abbastanza fedele, anche se ancora incompleto e non esente da errori. Ruggeri si era già in altre occasioni interessato di Rol (nei programmi Mistero e Il bivio).

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21/04

(da un mio post del 21/04/2015, qui)

Un articolo del 2000 in occasione dell'inaugurazione del [mio] sito dedicato a G.A. Rol.

Stampa 22.09.2000 inaugurato sito internet Rol

[Nota dicembre 2024: Il sito venne inaugurato il 22/09/2000 quando in rete non esisteva quasi nulla su Rol e il poco che c'era era molto approssimativo. L'articolo era della stessa data, io avevo preannunciato l'inaugurazione nei giorni precedenti e il giornalista Bruno Quaranta, che già aveva scritto aritcoli su Rol e altri ne avrebbe scritti, mi aveva contattato per saperne di più.
Aveva però scritto erroneamente – ed è per questo che ho qui tagliato l'articolo, per non reiterare errori – che ero il nipote invece che un lontano cugino, forse confondendo il fatto che ero nipote di mio nonno Franco Rol, cugino già di alcuni gradi e amico fraterno di Gustavo Adolfo. Scriveva inoltre sbagliato anche il mio cognome, che proprio in quei mesi diventava inoltre ufficialmente doppio (Debiasi Rol) dopo una lunga trafila legale (mi sono firmato così in una lettera pubblicata sempre su "La Stampa" nel 2003) e di cui avrei mantenuto legalmente solo il secondo, quello materno, a partire dal 2009 (per quanto lo avessi sempre già usato da solo sin da bambino, mi chiamavano anche "Franchino Rol") come ho segnalato nella seconda edizione del mio primo libro "Il simbolismo di Rol" (2010, p. 17 nota 14) e come ho poi spiegato nei dettagli nel vol. X de "L'Uomo dell'Impossibile", 2024, p. 82 e sgg.. Naturalmente ci sono state persone superficiali e ignoranti, in malafede, che hanno voluto vedere in questo uso del solo cognome materno un interesse qualsigvoglia, ignorando del tutto la storia della mia famiglia così come le difficoltà che esistevano in passato (superate in Italia solo a partire dal 2022, laddove in altri Paesi era già prassi da decenni) per ottenere questo cambio, per il quale si richiedevano ragioni più che valide e convincenti. Rimando comunque al vol. X a chi sia interessato a conoscere i particolari]

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08/04

(da un mio video del 08/04/2015, qui)

Catterina Ferrari racconta Gustavo A. Rol (2)

Estratto inedito da una intervista di N. Bongiorno del 2006 alla dott.ssa Catterina Ferrari, amica ed esecutrice testamentaria di Gustavo A. Rol.

[Pubblicato in seguito anche su facebook il 28/09/2017, qui]


MARZO 2015

30/03

(da un mio post del 30/03/2015. qui)

È in corso una parziale traduzione, in 4 lingue, del sito dedicato a Gustavo A. Rol:

English: https://gustavorol.org/index.php/en/faq

Français: https://gustavorol.org/index.php/fr/faq

Español: https://gustavorol.org/index.php/es/faq

Português: https://gustavorol.org/index.php/pt/faq


enlightened sito inglese Rol
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17/03

(da un mio post del 17/03/2015, su fb)

Un recente e valido commento all'intervento in TV di G.A. Rol del 1987, quando fece appello perché si costituissero al più presto gli "Stati Uniti del Mondo", quale garanzia di pace e prosperità.

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08/03

È stata sostituita la targa commemorativa di Gustavo Adolfo Rol presso l'edificio dove ha vissuto gran parte della sua vita, in Via Silvio Pellico 31 a Torino. La nuova targa reca il nome completo corretto (Gustavo Adolfo, nome doppio) in luogo del solo primo nome (Gustavo).

targa Rol bs

È un atto dovuto verso Rol, il quale amava il suo doppio nome (di origine scandinava) col quale in genere si firmava e che compariva anche nella sua carta intestata. Per semplicità, giornalisti e conoscenti lo chiamavano "Gustavo Rol", tuttavia così come Jung era "Carl Gustav Jung", così Rol era "Gustavo Adolfo Rol", soprattutto in una targa commemorativa.

targa Rol portone bs


 

GENNAIO 2015

28/01

(da un mio post del 28/01/2015, qui)

Negli anni '60 e '70 vari studiosi di paraspicologia ebbero occasione di incontrare Rol. Per quanto egli si dichiarasse estraneo alle loro ricerche, molti cercarono di portarlo in "laboratorio", ma senza successo.
Rol non intenteva prestarsi a cavia, né d'altro canto lo riteneva adeguato da un punto di vista iniziatico.
Studiare infatti i fenomeni a prescindere dalla loro relazione con una dimensione "altra" e da una adeguata preparazione psichica e spirituale di chi vi si accosta, non può essere accettato da nessun autentico maestro spirituale.
Tutti i parapsicologi hanno comunque scritto di Rol in modo entusiasta.
Solo uno, il dott. Piero Cassoli, rimase piccato per non essere stato più ricevuto, e come conseguenza, passati vent'anni dall'unico incontro, ne scrisse in modo critico in una sua relazione, sostenendo che il suo mancato accondiscendere a una sperimentazione "controllata" faceva sorgere dei dubbi sull'autenticità della fenomenologia.
Abbiamo commentato in altra sede la superficialità di questo atteggiamento.
Qui riproduciamo un breve estratto di quella relazione (1988):

«...i fenomeni che Rol sembra produrre superano in qualità e quantità quelli offerti dagli altri medium “storici". (...)
...sono tanto vari e complessi da assommare in sé ogni tipo di fenomeno psi (...).
Senza alcuna ironia il dire che Rol riassume in sé i concetti che abbiamo dell’onnipotenza, non sarebbe una imperdonabile esagerazione. Se poi aggiungiamo che questi fenomeni sono costanti nell’arco di almeno 40 anni c’è di che pensare che non solo Rol abbia poteri che non furono dati a nessun altro medium o sensitivo, ma che stia contraddicendo ad uno dei punti su cui quasi tutti concordiamo, in quanto a fenomenologia fisica: che cioè essa è temporanea e tende a scomparire con il passare dei mesi (poltergeist) o degli anni (grande medianità). (...)
Aggiungo amaramente che a Torino non ci sono mai più tornato, perché i miei reiterati tentativi di continuare una ricerca che avrebbe potuto diventare per me e per altri fondamentale fu sistematicamente vanificata dallo stesso Rol. Dopo qualche tempo smisi di inviargli direttamente o indirettamente i miei segnali di richiesta (...)».
(Cassoli, P., La ‘Medianità’ di G.A. Rol: fatti e commenti da un libro di Renzo Allegri, Quaderni di Parapsicologia, 1988; p. 9-19)

[p.s. 2024: L'altra sede cui mi riferivo era Il simbolismo di Rol, 2008. L'analsi però completa e dettagliata di quanto Cassoli ha detto e scritto su Rol nel corso degli anni l'ho poi fornita nel vol. X de L'Uomo dell'Impossible, 2024, pp. 223-253; si veda anche, ma non solo, il vol. V, 2022, pp. 191-205]

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20/01

(da un mio video del 20/01/2015, qui)

La scienza e lo Spirito secondo Gustavo Adolfo Rol

Nel 1989 G.A. Rol lesse al telefono a Giuditta Dembech un brano autobiografico, in terza persona, destinato ad essere pubblicato nel libro della giornalista Quinta dimensione. Si tratta di un riassunto molto importante del pensiero di Rol, che allora aveva già 86 anni, e del profilo che lui intendeva dare di sé. Nel finale, un accusa diretta al giornalista Piero Angela per aver "deliberatamente mentito" su quanto da lui scritto in merito ai loro due incontri (avvenuti negli anni '70). Come anche riferito all'inizio del video, questa registrazione fa parte di altre contenute in un CD allegato al libro di G. Dembech Gustavo Adolfo Rol. Il grande precursore (2005). La ragione per cui la riproponiamo qui in veste diversa, è perché la giornalista non l'ha trascritta precisa, né in questo libro, né in Quinta dimensione, e siccome si tratta di un documento molto importante, era necessario prendere questa iniziativa. Il testo correttamente trascritto, in pdf, può inoltre essere scaricato [qui].

[Pubblicato in seguito anche su facebook il 16/07/2017, qui]

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04/01

(da un mio post del 04/01/2015, qui)

Agenda Rol 28.07.1927

L'agenda di lavoro di G.A. Rol, aperta alla pagina del 28 luglio 1927 – quando si trovava a Parigi – dove scrisse:

«Ho scoperto una tremenda legge che lega il colore verde, la V [quinta] musicale ed il calore. Ho perduto la gioia di vivere. La potenza mi fa paura»

È il momento del "Risveglio"...