DICEMBRE 2018

02/12

(da un mio post del 02/12/2018, qui)

A partire dal 2012 ho reso pubblici documenti inediti riguardanti alcuni esperimenti effettuati nei primi due decenni del secolo scorso a Bruxelles.

Questi esperimenti avevano come fulcro le "banali" carte da gioco. Essi hanno molto in comune con gli esperimenti che G.A. Rol compiva con le carte, e anzi ne sono gli analoghi, gli unici nella storia della Ricerca Psichica dei quali abbia trovato delle corrispondenze.

Ho fornito un esteso dossier su tale soggetto nel mio studio L'Uomo dell'Impossibile.

Gli scettici che sono sempre attenti a mettersi in mostra con loro articoli o interviste mediocri e fasulle su G.A. Rol hanno invece fatto finta, finora, di ignorare l'esistenza di queste pregnanti analogie, perché distruggono in un sol colpo il loro principale cavallo di battaglia, ovvero il fatto che, usando G.A. Rol in alcuni suoi esperimenti le carte da gioco, e siccome anche gli illusionisti le usano, ne consegue il sillogismo pavloviano che non poteva che trattarsi di giochi di prestigio (non è forse ovvio che il sole giri intorno alla Terra?) cosa peratro esclusa anche dagli illusionisti che hanno avuto occasione di vederli, così come da altre decine di testimoni attenti.

A titolo di mera citazione introduttiva, ecco cosa riferisce René Sudre nel suo Traité de parapsychologie, 1956 (trad. it. 1966)

«...riferiremo degli esperimenti che ebbero luogo a Bruxelles nel 1915, in una piccola cerchia in casa Poutet (...).
Il soggetto era un distinto avvocato, che non credeva agli spiriti, ma era capace di mettersi in leggera ipnosi liberando una personalità seconda, Stasia. Ecco due degli esperimenti. Ciascuno degli otto membri della cerchia prende una carta da un mazzo e la depone sul tavolo in fila. La prima carta è un asso di fiori, l’ultima un nove di picche. Dietro indicazioni di Stasia, si addizionano i numeri corrispondenti alla posizione di ogni lettera e vengono scritti di seguito, cosa che dà un numero di dodici cifre. Lo si divide per 125; dal quoziente si elimina una cifra su due dopo il 9, che dà 93189. Si elimina l’l e lo si sostituisce con 9. Il soggetto, battendo dei colpi, detta un numero di 19 cifre che viene moltiplicato per 93989. Il risultato, numero di 24 cifre, diviso in gruppi di 1 o 2 cifre rigorosamente di seguito, attribuendo a ogni gruppo la posizione di una lettera come nel primo caso (le prime 5 cifre restano inutilizzate) dà, miracolosamente, “nove picche stasia”, valore dell’ultima carta tirata a caso! Come qualificare questa aritmetica subcosciente improvvisata?
Altra impresa di Stasia. Poutet prende una carta, che tutti ignorano, da un mazzo e la chiude in un cassetto. Viene invitato a scrivere il suo nome di battesimo ‘Henri’ e a trasformarlo in cifre come prima. Il numero formato è moltiplicato per un numero dettato di 14 cifre (non senza che Stasia abbia rettificato un errore). Le 14 ultime cifre a destra del numero ottenuto, tradotte in lettere, danno ‘nove cuori’, che corrisponde appuno alla carta ignorata da tutti.
William Mackenzie, che fece esperimenti con lo stesso soggetto nel 1921, ottenne risultati non meno sbalorditivi (...).»

Nella immagine, due delle pagine dei quaderni originali di H. Poutet, quaderni che per strane "coincidenze" sono venuti ora ad essere sotto mia custodia.

Poutet Stasia quaderno


NOVEMBRE 2018

28/11

(da un mio post del 28/11/2018, qui)

Oltre ad incontrare Gustavo in occasioni di famiglia e nell’appuntamento fisso ogni anno alla messa in commemorazione di mio nonno Franco, morto nel 1977, ho avuto occasione nella tarda adolescenza e fino a poco dopo la maggiore età di andarlo a trovare a casa sua, di pomeriggio, solo io e lui. In tutto una decina di volte, tra il 1987 e il 1992 (gli ultimi due anni della sua vita, fino al 1994, ero all’estero per lavoro, e non lo vidi piú). Questi incontri erano all’insegna di conversazioni filosofiche ed esistenziali e ogni tanto Gustavo mi mostrava i suoi esperimenti di carte, che considerava l’ABC della sua fenomenologia (e sui quali io ho sempre insistito che hanno una importanza non indifferente, a discapito del mezzo apparentemente banale). Avevano tante varianti che non sarebbe possibile ricordarli nello specifico – ma quelli trascritti immediatamente da cronisti premurosi sono esattamente dello stesso tipo – e tuttavia due di essi, che coinvolgevano piú aspetti fenomenologici e che non volevo dimenticare, ebbi modo di trascriverli ancora in quegli anni. Sono i seguenti:

«Vidi l’ultimo esperimento nella primavera 1992, due anni prima della sua morte. Andò così: ci sediamo presso il tavolo ovale del “salotto degli esperimenti” a circa un metro e mezzo di distanza l’uno dall’altro. Si tenga presente che Gustavo ha quasi 90 anni, è stanco e provato fisicamente e si sostiene ad un bastone.
Mi dice: “Nella cassettiera qui dietro di me, nel primo cassetto, ci sono dei mazzi di carte. Prendine due”.
Io mi alzo, apro il cassetto, e scelgo due mazzi (ce n’erano sette o otto).
“Mettili sul tavolo. Ora scegline uno, controlla che ci siano tutte le carte, mescolalo e poi distendi le carte per lungo”.
Così faccio, poi mescolo e infine “stiro’ il mazzo di modo che tutte le carte siano l’una accostata all’altra.
“Adesso fai correre il tuo dito sopra le carte e fermati sulla carta che preferisci”.
Eseguo. Scelgo la carta.
“Ora prendila e girala”.
È una donna di cuori.
“Adesso metti da parte il mazzo disteso, prendi quel coperchio di porcellana (di una zuppiera che si trovava su di un mobile accanto) e posalo sul tavolo”.
“Prendi l’altro mazzo, mescolalo e poi mettilo sotto al coperchio”.
Faccio tutto, poi mi dice:
“Ora mi metterò in contatto con lo spirito intelligente di Einstein. Tu inizia a far ruotare lentamente il coperchio, mantenendolo sempre aderente al tappeto del tavolo. Faremo uscire da sotto il coperchio la donna di cuori”.
Io comincio a farlo ruotare, sentendo le carte che sotto cominciavano a sparpagliarsi, mentre lui dice alcune parole in francese, di cui capii solo l’esclamazione: “Je suis le numero cinq, je suis le numero cinq” (Io sono il numero cinque, io sono il numero cinque).
Mentre sto girando, lui mi incalza dicendo: “Più veloce, gira più veloce!”
Mi concentro sul coperchio e pochi istanti dopo una donna di cuori viene letteralmente sparata fuori, proiettata lungo una traiettoria dalla parte opposta a dove si trovava Gustavo, sorpassando il tavolo, volando per circa un metro al di là del tavolo stesso e infine posandosi per terra.
“Alza il coperchio e controlla se manca la donna di cuori”.
Nel mazzo sparpagliato sotto il coperchio quella carta mancava.
Gustavo era sempre rimasto immobile sulla sua sedia per tutto l’esperimento, quasi come un grande saggio in stato di quiete. Quel giorno vidi solo un’altro esperimento con le carte, poi si sentì affaticato e si scusò con me per non potermi mostrare qualcos’altro, perché le sue condizioni fisiche non glielo permettevano».
(in: L’Uomo dell’Impossibile, Vol. 1, 3a ed., 2015, p. 264-265)

«Un altro esperimento che ho visto con le carte consisteva nel far passare una carta attraverso il tavolo. Con lo stesso procedimento descritto in XVI-12, mescolo uno dei due mazzi, dopodichè lo stendo per lungo. Gustavo mi dice di fare correre il dito e di fermarmi su una carta. Lo faccio e quindi la giro: è il 3 di fiori. Quindi mi dice di mescolare l’altro mazzo e di riporlo sotto il coperchio di porcellana di una zuppiera che avevo preso da un mobile accanto. Mi dice: “Adesso proveremo a far passare il tre di fiori di questo mazzo attraverso il tavolo”. Dopo qualche secondo mi chiede: “E’ passata? Controlla un po’ sotto il tavolo”. Il tavolo era abbastanza alto, mi bastò chinarmi poco per constatare che a terra c’era un tre di fiori. Lo raccolsi. Gustavo mi dice: “Hai visto che bello? Ora guarda un po’ se trovi il tre di fiori nel mazzo che hai messo sotto il coperchio”. Preciso che il tre di fiori che avevo scelto precedentemente nell’altro mazzo era sempre rimasto al suo posto in bella vista, dove l’avevo collocato, cioè in cima al mazzo (rimesso in ordine), con semi e numeri ben in vista, di fronte a me. Controllo quindi il mazzo che era rimasto sotto il coperchio, ma non trovo il tre di fiori. Quindi quella carta era effettivamente passata attraverso il tavolo. Aggiungo, come “dettaglio ambientale”, che questi due esperimenti sono stati fatti di pomeriggio, intorno alle 16, con una normale luce pomeridiana di primavera (le persiane erano alzate).» (in: L’Uomo dell’Impossibile, Vol. 1, 3a ed., 2015, p. 291)

donna cuori

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27/11

(da un mio post del 27/11/2018, qui)

Un esperimento di G.A Rol – il primo di una serie – fatto a me nel 1987:

«La prima volta che mi mostrò le sue "possibilità" avevo 14 anni. Era ad un pranzo in occasione [del matrimonio di una mia cugina]. Verso la fine, Gustavo chiese ad un cameriere di portargli un block-notes e una matita. Arrivato il block-notes, strappò un foglio e rapidamente disegnò un cerchio. Poi con la mano sinistra coprì il cerchio e scarabocchiò qualcosa (con la destra). Mi guardò e disse: “Dimmi un numero di tre cifre” io ci pensai un istante e poi dissi: “128”. Lui tolse la mano mostrandomi il foglio: “Strano, lo avevo già scritto”. Era proprio così. Aggiunse poi una spiegazione: “Io non so se prevedo quello che tu dirai oppure sono io, con il mio pensiero, ad influire sulla tua scelta”.»

(da: L'Uomo dell'Impossibile, Vol. I, 3a ed., 2015, p. 211)

esperimento 128 Franco Rol

[p.s. Si può anche vedere il video che ho pubblicato nel 2023 con alcune sequenze filmate il 30 maggio 1987, dove si vede G.A. Rol in chiesa e poi al pranzo]

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25/11

(da un mio post del 25/11/2018, qui)

A partire dai primi anni 2000 ho reso disponibile registrazioni audio inedite di incontri con G.A. Rol avvenuti con suoi amici nel corso degli anni '70.
Si tratta del maggior archivio audio esistente della sua voce (circa 22 ore), che avevo provveduto a far digitalizzare da uno studio professionale.
Inizialmente ne pubblicai dei brevi estratti significativi sul sito che curo, quindi nel 2008 preparai un allegato audio al mio libro Il simbolismo di Rol, di circa un'ora, con una selezione di conversazioni attinenti ai contenuti del testo.
Alcuni di questi audio sono stati concessi gratuitamente agli autori dei due principali documentari su G.A. Rol: Rol. L'uomo, il mistero, la vita, di M. Bonfiglio (2005); e Rol. Un mondo dietro il mondo, di N. Bongiorno (2006/2008), quest'ultimo trasmesso da Rai 2 e da History Channel (tra l'altro alcuni audio sono stati attribuiti erroneamente alla giornalista G. Dembech, cosa che è stata opportunamente corretta nel breve documentario del 2016 Rol. La scienza e lo spirito, Bamboo Productions).
In anni recenti, ho cominciato a pubblicare in rete, sia su Facebook che su Youtube, registrazioni piú lunghe, di incontri di esperimenti – gli unici documenti di questo tipo, a quanto pare, in alcuni casi una "presa diretta" anche di un'ora continua, – montati in forma di video con la trascrizione precisa sia delle parole di Rol che dei presenti.
Sono documenti preziosi per rendersi conto di come agiva e parlava Rol, in particolare per chi non ebbe la fortuna di conoscerlo, e una risorsa importante per tutti gli studiosi.

Alcuni esempi di questi video:

1) https://www.facebook.com/Gustavo.A.Rol/videos/1450032598398632/

2) https://www.facebook.com/Gustavo.A.Rol/videos/1488342121234346/

3) https://www.facebook.com/Gustavo.A.Rol/videos/1518091791592712/

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17/11

(da un mio post del 17/11/2018, qui)

Tra le ragioni principali che mi hanno portato a diventare uno dei biografi di G.A. Rol e il principale "attivista" in sua difesa, c'è stata la necessità di controbattere alle speculazioni infondate e pregiudiziali degli scettici, che dietro alla maschera di un presunto ma per niente reale razionalismo e con una saccenza che nulla ha a che vedere con il vero spirito scientifico, hanno ignorato un vero confronto basato sui fatti e sulle fonti, hanno distorto i dati biografici e le testimonianze per farle inquadrare nelle loro teorie preconfezionate, hanno minimizzato le opinioni e i racconti dei testimoni, hanno cercato pseudo-giustificazioni psicologiche o neurologiche per non prenderli in considerazione, e cosí via. Del resto, questo tipo di vera e propria ideologia non è certo nata negli ultimi anni, ma è molto antica, e se oggi – negli ultimi due secoli – è una "inquisizione" nel nome di una "vera" scienza (che vera non è), ieri e l'altro ieri era una inquisizione teologica, la stessa che ha condannato a morte chi andava fuori da certi schemi prestabiliti decisi da uomini che non ammettevano potesse venire intaccato il loro potere mondano (ma questa prospettiva è ancora viva e vegeta oggi, in alcune religioni piú di altre). Nell'uno e nell'altro caso, comunque, si tratta della stessa forma mentis e della stessa presunzione. A titolo di mera introduzione "contro gli scettici", ho raccolto già da qualche tempo sul mio sito alcuni contributi, che segnalo a chi ancora non li avesse visti:
http://gustavorol.org/index.php/it/contro-gli-scettici

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13/11

(da un mio post del 13/11/2018, qui)

Ancora a proposito della rarità delle foto scattate a Gustavo Adolfo Rol, ecco per esempio una pagina dal settimanale Sette del Corriere della Sera (27/04/2000).

Milani Rol Sette Corriere 2000

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13/11

IN MERITO AI DIRITTI DI AUTORE SULLE FOTOGRAFIE CHE RITRAGGONO GUSTAVO A. ROL

(da un mio post del 13/11/2018, qui)

Gustavo Adolfo Rol non amava farsi fotografare. Le foto emerse in questi ultimi anni, dopo la sua morte, erano in gran parte sconosciute al pubblico quando era in vita. Ad esempio, nel 1973 lo studioso di parapsicologia Jacopo Comin scriveva a Giorgio di Simone, poi autore di una biografia su Rol: «Se da Rol puoi fare fotografie, fanne quante ti è possibile: sono preziosissime». Nel 2005 il giornalista e scrittore Remo Lugli ricordava: «Le foto personali di Rol di solito rappresentavano un ambito successo per chi aveva la macchina fotografica in mano davanti a lui e poteva scattare. Era sempre restio ad accettare di essere ripreso, cedeva dopo molte insistenze e sempre a condizioni: sarebbe stato lui a scegliere le foto eventualmente da pubblicare. Così fu per me nel 1972, quando ci conoscemmo per la prima intervista che sarebbe uscita su La Stampa. Altrettanto accadde per altri giornalisti e fotografi nel periodo successivo, quando si aprì alle pagine di riviste: dovevano sottostare al suo controllo e alla sua approvazione di testi e foto».

Il periodo successivo cui Lugli fa riferimento è la fine degli anni ’70, quando riuscirono a fotografare Rol, in pose carismatiche e di qualità, il fotografo di Gente Norberto Zini e quello del Corriere della Sera Gabriele Milani.

Nel 2001 acquistai i diritti esclusivi cosí come i negativi originali su tutte le foto scattate a G.A. Rol da Zini e Milani, e nel 2006 quelle di Lugli. Vale a dire, quasi tutte le foto in circolazione di Rol anziano, tranne alcune foto “domestiche” scattate da conoscenti, e varie foto di casa sua.

Le ragioni di questa scelta furono quattro:

1) Impedire un uso indebito di queste immagini da parte di persone non rispettose della memoria di Rol;
2) Evitare che, per una qualsiasi ragione, i negativi di foto ancora non pubblicate andassero persi o deteriorati nel corso del tempo;
3) Poter usare in libertà le immagini sia in mie pubblicazioni che in rete;
4) Farne un investimento.

Purtroppo in questi anni in piú di una occasione, nonostante i diritti di autore, alcuni editori se ne sono approfittati pubblicando senza autorizzazione, obbligandomi in qualche caso ad azioni legali.

Qui desideravo, per la prima volta del resto, mettere in chiaro questo aspetto e proprio per evitare abusi futuri.

In generale, in rete sono stato sempre tollerante per l’uso gratuito delle immagini, persino in qualche caso di articolo superficiale o mediocre.

Anche ad alcune persone amiche che hanno scritto di Rol ho avuto modo di concederle gratuitamente.

E per chi si spende in iniziative serie o fornisce contributi mediatici di qualità senza fini di lucro, la concessione sarà sempre gratuita.

Però per coloro che ne fanno un uso commerciale, editori di riviste e di libri, trasmissioni televisive su reti nazionali, ecc., tranne rari casi, l’uso non è gratuito ed è soggetto – quando possibile – anche ad un minimo grado di approvazione dei contenuti associati. Ovviamente, se non si accetta questo sistema (peraltro, a totale beneficio di chi pubblica o divulga, visto che il mio obbiettivo è solo prevenire la diffusione di stupidi errori), si può sempre, ad esempio, usare una foto giovanile di Rol.

Su quest’ultimo punto sono diventato piú rigoroso negli ultimi anni, perché in passato mi è capitato di concedere le foto senza prima aver letto i contenuti di un articolo o di un libro, pentendomi poi successivamente per aver riscontrato errori, travisamenti, ecc.
Un esempio che ancora faccio fatica a sopportare è la copertina del primo libro del giornalista M. Ternavasio (2002), la cui foto non avevo peraltro nemmeno concesso ma che l’editore si era preso la libertà di usare. Mi accontentai di un magro risarcimento, ma mi pentii di non aver fatto ritirare il libro, per le troppe inesattezze che vi si trovano, alcune anche piuttosto gravi (ne parlerò in un mio prossimo studio).

In conclusione, gli archivi fotografici di Remo Lugli, Norberto Zini e Gabriele Milani (nell’immagine, una piccola selezione) sono archivi di qualità, di professionisti seri. E Rol era una persona di tutto riguardo. Quindi è impensabile accettare che queste foto siano associate ad articoli o pubblicazioni di bassa qualità.

Editori e autori interessati all’uso di queste foto possono contattarmi in questa sede o attraverso il mio sito dedicato a G.A. Rol.

foto ARCHIVIO FRANCO ROL


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11/11

Creazione della pagina facebook Franco Rol Autore

pagina Franco Rol autore 2018


OTTOBRE 2018

10/10

(da un mio post del 10/10/2018, qui)

Gustavo A. Rol compare in un recente gioco di memoria per bambini insieme ad altre figure di rilievo della città di Torino.

Rol gioco Torino memo 2018


SETTEMBRE 2018

07/09

(da un mio post del 07/09/2018, qui)

Segnaliamo le interessanti riflessioni su Rol e i suoi esperimenti da parte del prof. Nicola Gragnani [in questo articolo].


AGOSTO 2018

24/08

(da un mio post del 24/08/2018, qui)

In un articolo di qualche giorno fa sul sito de Il Messaggero Roberto Giacobbo conferma il suo stupore per il prodigio post mortem cui assistette (insieme a un cameraman della Rai) nella casa di Aldo Provera (non in quella di G.A Rol, come scrive erroneamente il giornalista):

«[Giornalista]
"Nel 2005 ha detto di aver visto cose inspiegabili nella casa torinese del celebre sensitivo Gustavo Adolfo Rol: come fa a credere a queste cose?"

[Giacobbo]
"Ho visto un dipinto mutare espressione e non so come possa essere successo. Quello che si vedeva nella telecamera non era quello che era attaccato al muro. Non so che dire. Non ho trovato una spiegazione, nessuno me l'ha saputa dare"».

Una analisi dello scrivente era stata fatta 11 anni fa: https://2000-2013.gustavorol.org/teresa_rovere.html

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15/08

(da un mio post del 15/08/2018, qui)

Il necrologio per la morte di Franco Rol mandato da Gustavo Adolfo Rol al quotidiano La Stampa, il 4 luglio 1977.

necrologio Gustavo Rol Franco 1977


GIUGNO 2018

19/06

(da un mio post del 19/06/2018, qui)

Il breve capitolo dedicato ad Elda e Franco Rol, cugini (di alcuni gradi) di Gustavo Adolfo Rol, dal libro di Maria Luisa Giordano "Rol e l'altra dimensione" (Sonzogno, 2000).

Giordano dimensione 2000 Franco Elda Rol

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18/06

(mio post e video del 18/06/2018, su fb e yt)

Speciale su Gustavo Adolfo Rol andato in onda sul canale regionale "50 canale" (Toscana) il 27/05/2018. In studio il fisico prof. Luigi Maxmilian Caligiuri, direttore del Foundation of Physics Research Center, autore di articoli e monografie scientifiche, e in collegamento esterno Franco Rol, lontano cugino di G.A. Rol e autore di alcune pubblicazioni su di lui.

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09/06

Creazione della pagina facebook Franco Rol - Industriale e Pilota

pagina Franco Rol Industriale Pilota
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03/06

(da un mio post del 03/06/2018, qui)

In rete si trovano spesso persone che affermano di avere "poteri" e percezioni eclatanti di qualche tipo. Questi individui sono caratterizzati dal volersi mettere in mostra ma difficilmente accetterebbero dei controlli veri. Un metodo facile e veloce per smascherarli (o accreditarli) è quello di pregarli cortesemente di iscriversi a uno dei migliori siti per la dimostrazione immediata di certe affermazioni, quello sviluppato dall'Institute of Noetic Sciences di Dean Radin, che segnalai nel 2016.

[p.s. Nei commenti al post del 2016 si troveranno altre considerazioni che dispensano dal dover ripetere le stesse cose qui.]


MAGGIO 2018

30/05

(da un mio post e video del 30/05/2018, su fb e yt)

A proposito dei viaggi nel tempo

Pierlorenzo Rappelli, amico di G.A. Rol negli anni '60 e '70, racconta brevemente come avvenivano gli esperimenti di viaggi nel tempo. Estratto inedito da una intervista di Nicolò Bongiorno (2005).

[p.s. È necessario chiarire una affermazione del testimone sulla sua partecipazione alla battaglia di Waterloo "in una vita passata". Come prevedibile, emerge la questione "reincarnazione". Di fatto, occorre fare bene attenzione a non confondere l'interpretazione del testimone con la realtà effettiva. Come sempre dico, non è perché il sole sembra girare intorno alla Terra che le cose stanno effettivamente cosí. Non ripeterò qui analisi già fatte nel libro Il simbolismo di Rol, e rimando come al solito al testo essenziale di René Guénon Errore dello spiritismo. Basti dire due cose: 1) Il viaggio nel tempo, per sua stessa natura, non ha bisogno che si sia vissuto in una epoca passata per poter "vedere" quell'epoca; 2) Il "viaggio nel futuro" esclude, anche qui per sua stessa natura, qualsiasi speculazione reincarnazionista, a meno di non volersi inventare una teoria ad hoc in cui lo "spirito" sappia già dove sarà e in quale corpo sarà (teoria assurda che contraddirebbe la logica stessa della ipotesi reincarnazionista). Al di là del caso specifico, comunque, i ricordi di vite passati sono reali. Ciò che è sbagliata è l'interpretazione popolare che se ne vuole dare.]

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28/05

(da un mio post e video del 28/05/2018, su fb e yt)

Corpo anima e spirito (1977)

Riflessioni e considerazioni di G.A. Rol durante un incontro a casa di amici nel 1977. Tratto dall'allegato audio al testo di Franco Rol Il simbolismo di Rol (2008).

[Come per tutte le registrazioni dell'Archivio Franco Rol, per un miglior ascolto si consiglia l'uso di auricolari. La registrazione originale, su audiocassetta, è già stata trattata digitalmente. Il basso volume è dovuto alla distanza del registratore dalla fonte]

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14/05

(da un mio post del 14/05/2018, qui)

Nei giorni scorsi lo scrivente ha avuto occasione su vari gruppi dedicati a G.A. Rol di difendere il regista Nicolò Bongiorno e poi il sottoscritto da alcuni commenti diffamatori della giornalista Giuditta Dembech. Non tornerei sull’argomento – e lo faccio solo qui per essere meno invadente possibile – se non avessi ricevuto con un po’ di ritardo un articolo pubblicato sul settimanale Linus nel mese di marzo, nel quale viene riassunto quanto detto durante un convegno su Rol organizzato dalla suddetta giornalista a febbraio (e sul quale segnalai il lucro evidente e ingiustificato, in antitesi etica con la filosofia e il comportamento di G.A. Rol). L’articolo si intitola L’oro di Rol, e ironicamente si adatta bene alle circostanze (“L’oro [guadagnato facendo convegni su] Rol"). Non vi si trova nulla che già non si sapesse, ma la cosa significativa e che valeva la pena segnalare è il paragrafo finale che qui riproduciamo.

Linus marzo 2018 dettaglio Clay Dembech
Invitiamo l’autore dell’articolo a contattarci, cosí da potergli fornire risposte esaurienti a tutte e tre le domande....

p.s. Per chi desideri una risposta non polemica alla prima e seconda domanda, rimandiamo alla FAQ n. 13 sul nostro sito gustavorol.org . Bastava in fondo che il “conferenziere” si leggesse anche solo quello per sapere un po’ di piú su Gustavo... Qualcuno pensa di poter fare convegni solo per averlo incontrato qualche volta, e questo è il risultato. Nel corso degli anni sono venuto in contatto con persone che pur non avendo avuto la fortuna di conoscere Rol, lo hanno compreso, o hanno un’ampia conoscenza della sua biografia e dei suoi insegnamenti, assai meglio di tanti testimoni occasionali. Non esiste alcuna equazione, come qualcuno vorrebbe fare credere, CONOSCIUTO ROL = COMPRESO ROL, e nemmeno CONOSCIUTO ROL = ESSERE DEGNI DELLA MEMORIA DI ROL. Non sarebbe molto diverso dal dire che solo chi abbia conosciuto personalmente Gesú o il Buddha lo abbia compreso, ne abbia compreso l’insegnamento o ne sia un degno testimone o divulgatore. Del resto, quando mai tutti i semi seminati hanno dato frutto o hanno dato frutti della stessa qualità?

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13/05

(da n mio post del 13/05/2018, qui)

Nel 1987 la rivista Astra dedicò alcuni articoli a Gustavo A. Rol, in 4 puntate, curati dalla giornalista Paola Giovetti, e con contributi di altri autori. Come spesso capitato anche in altre occasioni, Rol ebbe motivi per non esserne soddisfatto, e mandò una lettera al periodico (diretto allora da Luigi Bazzoli, già giornalista del Corriere della Sera e successivamente direttore di Corriere salute) chiedendo che si sospendessero i servizi su di lui, facendo le dovute precisazioni e ribadendo ciò che pensava di altri giornalisti che si erano occupati di lui negli anni precedenti.
La lettera venne pubblicata sul numero del 01/08/1987, p. 89.


Rol lettera Astra 1987


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11/05

(da un mio post del 11/05/2018, qui)

A partire dal giugno 1978 fino al giugno 1994, Gustavo Adolfo Rol ogni anno è stato presente alla messa commemorativa in ricordo del suo grande amico e cugino (di qualche grado) Franco Rol, industriale e pilota di automobilismo, che si tolse la vita nel giugno del 1977 nel mare di fronte a Rapallo.
Sin da bambino sono andato a quelle commemorazioni con mia nonna e mia mamma, ovvero la vedova di Franco, Elda Rol, e sua figlia Raffaella.
Negli anni ’90 Gustavo A. Rol, è stato anche accompagnato da altre persone, che ho qui riunite in un'unica immagine, fotografie scattate all’uscita della chiesa di Santa Margherita sulla collina di Torino, dove avveniva la funzione.
In alto a sinistra Rol è insieme a Catterina Ferrari e a destra con Maria Luisa Giordano, in basso a sinistra con Giuditta Miscioscia e a destra con mia mamma Raffaella Rol. Nel mezzo il necrologio che Rol aveva inviato al quotidiano La Stampa nel 1977.

chiesa santa Margheria Rol Giordano Miscioscia Ferrari necrologio Franco Rol

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09/05

(da un mio post del 09/05/2018, qui)

(...) Ho avuto occasione ieri di postare su vari gruppi cosa penso della giornalista Giuditta Dembech.
Siccome una utente di [uno di questi gruppi] è andata a “riferire”, ne è venuto il “simpatico” post di cui allego l’immagine...
Nel post di ieri prendevo le difese di Nico Bongiorno, oggi devo necessariamente prendere le mie.
La giornalista, oltre ad aver scritto, in generale, cose decisamente idiote su G.A Rol, ad aver abusato della sua fiducia registrando conversazioni intime e divulgandole senza alcuna responsabilità (si pensi a quella divulgata a Porta a Porta, dove Rol le dice "Ti dico una cosa che non oserei ancora scriverla... che se tu lo scrivessi ti bruciano il libro, ti ridono dietro e mi fai rider dietro a me" – lei l’ha fatta ascoltare a milioni di persone...), a volersi fare passare come una specie di prescelta solo perché Rol non ha visto cosa lei ha scritto e come si è comportata dopo la sua morte, a farsi pagare profumatamente i suoi convegni fotocopia, per non parlare della connection con gli altrettanto lucrativi tours della “Torino magica”, che con Rol nulla hanno a che vedere se non nella testa dei disinformati o dei superficiali, ha spesso denigrato – senza mai ammettere un contradditorio – gente per bene che parlava di Rol solo perché in qualche modo lei non era messa in evidenza o non la si riconosceva come primadonna, e altri patetici personalismi del genere (da me analizzati in profondità da almeno un decennio, invito chi non lo sappia ad informarsi bene).
Tutte queste diffamazioni io le ho registrate, e posso tirarle fuori in bella vista e lista se fosse il caso, per mostrare di quali meschinerie verbali è capace questa persona.
Ma questa volta ha proprio passato il segno. Nel suo post pubblico di oggi ha scritto: «Quello che sparla tanto, ha addirittura cambiato il suo cognome, guarda che onestà ... Sapendo da che pulpito viene la predica, non mi disturbo neanche di andare a leggere. Tu discuteresti con uno scarafaggio? Io no...»
Anche Hitler si esprimeva in termini simili... Il suo insulto già basterebbe per qualificarla. Ad ogni modo.
È tipico di chi non ha argomenti fare critiche “ad personam”, ovvero insultare, sminuire, gettare cattiva luce, fare insinuazioni personali, ecc. È quello che la Dembech ha sempre fatto, anche, e forse proprio soprattutto con me. Lo fa regolarmente nelle sue conferenze, tentando di gettare discredito su di me (io non ci sono, ma mi viene regolarmente riferito). Lo fa in trasmissioni radiofoniche. La tattica è sempre la stessa: “Franco Rol, quello che ha cambiato il cognome”, volendo insinuare che il sottoscritto è una persona non degna di fede, perché “ha preso il cognome della madre”. Questo è l’argomento principe contro di me. Se poi vuole girare il coltello nella piaga, aggiunge che mia madre era stata adottata, ergo non era davvero nemmeno una “Rol”. Già per questo la potremmo querelare, per discriminazione e annessi e connessi.
L’uditorio rimane spesso perplesso, alcuni si stupiscono perfino. Il successivo passaggio logico nella mente di chi ascolta è che io sia o possa essere una specie di impostore, e lei, la Dembech, la vera e unica detentrice del “volere” di Rol. Lui lo ha detto nella registrazione telefonica. Non vorrete mica dubitarne! Ed ecco che il suo gioco di prestigio ottiene l’effetto voluto.
Fortunatamente però, solo coloro che conoscono poco la biografia di Rol possono farsi abbindolare (nonostante nel loro portafogli ci siano 35 euro in meno). Coloro invece che hanno letto i miei libri o le appendici scritte in altri libri su Rol e conoscono in generale la mia attività divulgativa (ormai da 18 anni a questa parte, quando nel 2000 creai il sito gustavorol.org) sanno anche, come ho ben dimostrato nei dettagli, perché giudico questa giornalista indegna della memoria di Rol. E sanno anche chi sono. Sanno – come dichiarato esplicitamente a partire dalla seconda edizione del mio libro “Il simbolismo di Rol” (2010) (nota 14 p. 17 della 3a edizione attualmente in rete, da chiunque consultabile) –che fino al 2009 avevo il doppio cognome Debiasi Rol, e che nel 2009, per decreto del Ministero dell’Interno (come pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale), mi è stato concesso l’uso legale solo del secondo. Su tutti i miei documenti da allora sono Franco Rol, che era anche come si chiamava mio nonno materno, industriale, Cavaliere del Lavoro, pilota di automobilismo e il migliore amico di Gustavo. Questo dal punto di vista legale. Tuttavia sin da piccolo sono sempre stato Franchino Rol, perché sono stato cresciuto e ho sempre frequentato gli ambienti dei miei nonni materni e della “famiglia Rol”. Quindi lo ero anche prima, anche se non legalmente.
Sempre in quel libro, specificavo (nota 17, stessa pagina) che mia mamma venne adottata, e che tra di me e Gustavo «non c’è alcun legame di sangue.» Quindi, massima trasparenza, anche in previsione di cose come quelle di cui mi devo occupare oggi.
Evidentemente, non dovrebbe aver alcuna importanza come io mi chiami, alla luce della mia attività divulgativa. Anzi, forse sarebbe stato meglio mi fossi chiamato “Rossi”, cosí la Dembech non avrebbe avuto alcun argomento. E tuttavia mi chiamo Rol. Posso forse negare che mi chiamo cosí? E qualcuno, può lecitamente pensare che il Ministero degli Interni conceda a chiunque ne faccia richiesta di poter cambiare il cognome a piacimento? Magari per motivi di vanità? Questo di fatto è ciò che insinua la giornalista. Forse vive su Marte. Peccato che Oliver Sacks sia morto, avrebbe dovuto conoscerla...
Le ragioni per cui io ho deciso di avere il cognome di mia madre sono molto serie, e il fatto di aver avuto due grandissimi personaggi nella mia famiglia (Franco Rol e Gustavo Adolfo Rol) ha certamente avuto una sua influenza, ma assai minoritaria. Solo una ragione in piú. Ma non intendo dare ora spiegazioni ulteriori di natura personale, credo di averne diritto. Aggiungo solo che l’anno in cui feci la richiesta di cambio di cognome, nel 2004, corrisponde anche all’anno in cui iniziò la mia emigrazione verso il Brasile (effettiva dal 2009), e le due cose sono collegate. Tra l’altro in Brasile i genitori possono scegliere quale cognome dare ai figli. Vista da qui, quindi, sarebbe una discussione persino ridicola.
Che alla Dembech piaccia o meno, io mi chiamo Rol. Ma non sono un Rol qualunque, perché Gustavo Adolfo è stato presente nella mia vita sin dal mio battesimo, e mi ha accompagnato nel corso degli anni. Sono un “lontano cugino” come sempre mi definisco, perché è esattamente cosí, anche se siamo dell’ordine del 7º grado, quindi oltre un riconoscimento “formale”. Ma il grado di parentela è diametralmente opposto al grado di legame reale che ho avuto con lui, che ha avuto mia mamma Raffaella, che hanno avuto i miei nonni Franco ed Elda Rol. I parenti argentini di G.A. Rol, destinatari del suo lascito ereditario, figli e nipoti di suo fratello Carlo emigrato in Argentina negli anni ’20 del secolo scorso, pur essendo parenti “vicini” legalmente, sono stati in realtà molto “lontani” sia in termini geografici che di amicizia e frequentazione. Potrei fare citazioni a non finire al riguardo, e, ripeto, chiunque sia un minimo informato, sa che è cosí. Chi vuole saperne di piú ha solo da contattarmi, e gli fornisco i link dove trovarle.
L’esecutore testamentario di Gustavo, Aldo Provera, suo amico per 30 anni, e poi anche mio amico, col quale facevo appassionate partite di golf alla Mandria, ha voluto me ad aprire le interviste fatte da Roberto Giacobbo a Stargate nel 2002 a casa sua (il video è in rete).
Questo è solo un esempio. La Dembech può star sicura che mi opporrò sempre tenacemente a tutto ciò che potrà ledere la memoria di G.A. Rol, ed è responsabile ad oggi dello scempio maggiore fatto nei suoi confronti, ovvero il suo intervento irresponsabile alla trasmissione Porta a Porta nel 2003.

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08/05

(da un mio post del 08/05/2018, qui)

Le bugie e diffamazioni seriali di Giuditta Dembech.

Pubblichiamo il suo commento di ieri in una delle sue pagine FB, dove una utente chiedeva se Nicolò Bongiorno era presente al suo lucroso convegno di domenica scorsa. Bongiorno, figlio di Mike, artista sensibile e persona seria e onesta, che conosco molto bene personalmente, ha realizzato tra il 2003 e il 2006 il bel documentario su Rol trasmesso poi da History Channel nel 2008. Sia la Dembech che io abbiamo dato del materiale audio a Bongiorno (io ho contribuito anche con altre cose). Ci sono alcuni audio che sono tra l'altro erroneamente attribuiti alla Dembech nelle didascalie, mentre sono miei. Ma non me la sono certo presa per un piccolo errore. Chiesi inoltre a Bongiorno di inserire il mio accredito solo nei titoli di coda, ritenendo graficamente disturbante metterli a ogni audio. Non così la giornalista, che invece voleva ben mettersi in mostra, e che poi comunque insoddisfatta ha criticato sul suo sito in mondo indecente Bongiorno. Ora scrive che Bongiorno si è "impossessato da tempo del suo materiale su Rol, come se fosse suo". Una critica assurda e fasulla, dal momento che Bongiorno non ha nulla del materiale originale e in ogni caso quegli audio sono da allora di dominio pubblico, quindi non si capisce a quale “possesso” possa mai riferirsi.
Nel suo commento ovviamente si guarda bene dal dire che ci sono altri audio miei (lei detesta il fatto che io possa avere un archivio audio, e ben piú esteso del suo, e di cui ho messo in rete gratuitamente già molte ore inedite). Ho del resto abbondantemente criticato l’uso irresponsabile e spesso abusivo di questi suoi audio in un mio libro, cosí come altre “chicche” ridicole del suo comportamento e delle sue chiamiamole “riflessioni” su G.A. Rol. In ultimo, i suoi lauti guadagni, del tutto ingiustificati come già dimostrato, dei convegni fotocopia su Rol.
In varie trasmissioni radiofoniche ha avuto inoltre occasione di diffamare il sottoscritto, diffamare Vittorio Messori dicendo una falsità sul suo conto (da me verificata e non vera), diffamare Alexander non avendo alcuna idea del suo rapporto con Rol, diffamare Nicoló Bongiorno in piú occasioni, questa essendo solo l’ultima. Quanto piú lei continua su questa linea, tanto piú noi alzeremo la voce e denunceremo il suo comportamento assolutamente indegno della memoria di Rol e insultante nei confronti di molte persone per bene.
Le poesie di Rol ad “Alda”, con le quali fece un libercolo nel 1999, vennero successivamente donate dalla stessa “Alda” al sottoscritto, nella speranza che ne potessi fare qualcosa di meglio. “Alda” era stata delusa dalla giornalista, sia per il libro, che per aver trattenuto delle cose originali di Rol che Alda le aveva dato... (qui sì che “qualcuno” si era “impossessato” di qualcosa di cui non aveva alcun diritto...).
Una di quelle poesie originali tra l’altro io l’ho poi donata proprio a Bongiorno, per ringraziarlo del suo documentario.
In un suo libro su Rol del 2005 la Dembech scrive che «mi sono sentita scoraggiata dalla quantità di libri insignificanti usciti a raffica su di Lui.(...). Non avevo nessuna intenzione di mettermi nella cesta, assieme ai tanti carciofi...», e guardandosi bene dal fare eventualmente critiche oggettive e circostanziate, cosa che invece ha poi fatto il sottoscritto, e anche per i suoi libri, che sono certo di avere scorto nella cesta dei carciofi...
Occorre poi segnalare qualcosa che già ho avuto occasione di dire, ma che ripeto qui, così da avere tutti insieme i punti salienti di questo giornalismo da mercato del pesce.
La Dembech sbandiera a ogni pie’ sospinto – perché entri bene nella testa del suo uditorio ignaro – un audio nel quale Rol le dice che le vuole bene e che la stima molto. A parte il fatto che si tratta di un momento intimo che Rol mai avrebbe permesso che fosse registrato e divulgato, esso testimonia solo di quel momento e del passato di quell’audio, ovvero gli anni ’80 e la seconda metà degli anni ’70. La Dembech ancora non aveva scritto la maggior parte dei suoi libri né aveva scritto alcun libro su Rol, ma solo brevi capitoli dove però lo stesso Rol aveva fatto la sua parte, dettandole cosa scrivere.
Rol avrebbe avuto la stessa stima dopo le pubblicazioni della Dembech? Io ritengo assolutamente di no, e il perché l’ho spiegato in dettaglio in un mio libro. Comunque una persona che negli anni ’90 aveva registrato una conversazione telefonica con Rol, ha fatto sapere che in questa Rol si lamenta della Dembech. Noi speriamo che questo audio venga divulgato. In ogni caso, chi pensa che Rol non potesse ritrattare la sua stima nei confronti di chi lo conobbe si sbaglia di grosso. È stato deluso da moltissime persone alle quali inizialmente aveva accordato la sua amicizia e fiducia, e in particolar modo dai giornalisti, ed è ampiamente dimostrabile. I piú noti sono Piero Angela e Renzo Allegri, sui quali abbiamo i pareri di Rol sia prima (positivi) che dopo (negativi) le loro pubblicazioni.
Su tutto questo si potrebbe anche soprassedere, e alcuni possono pensare che siano solo beghe personali. In realtà, il problema principale è che la giornalista vuole accreditarsi a tutti i costi quasi fosse la “prescelta” da Rol, e quindi chi si fa abbindolare da lei compra i suoi libri e finisce per farsi sviare dalle numerose idiozie teosofistiche e new age di terza mano di cui sono intrisi, per non parlare del complottismo della domenica di cui è strenua sostenitrice.
Ora, sia l’esoterismo serio, sia la storia e scienza delle religioni, sia la ricerca scientifica seria e preparata, sono lontani anni luce dall’approccio di questa persona, che ha già danneggiato la memoria di Rol (anche questo, ho avuto occasione di spiegarlo nei dettagli) e continua a danneggiarla. E per finire, trovo penoso vedere persone per bene come Catterina Ferrari e Valerio Gentile non accorgersi di essere anche loro abbindolati da lei, che li coinvolge nei suoi convegni per darsi un’aria di accredito e continuare a lucrare. Detto tra parentesi, nessuno di coloro che hanno scritto libri su Rol, né coloro che hanno prodotto documentari su di lui (Bongiorno, Bonfiglio), ha davvero guadagnato qualcosa. Lo dico perché lo so con precisione. L’unica a fare cassa, in tutti questi anni, è stata G. Dembech, con convegni da 16.000 euro netti alla volta. Noi abbiamo dimostrato come si possa fare invece una bella conferenza gratuita e inedita in una location prestigiosa poche settimane fa. Nel vero spirito di Rol, che ha sempre agito gratuitamente per il bene del prossimo.
[p.s. questo post sarà condiviso anche in altri gruppi su Rol, affinché il messaggio arrivi forte e chiaro...]


APRILE 2018

27/04

(da un mio post e video del 27/04/2018, qui)

Il dott. Gianfranco Marinari – che ringraziamo – ci ha chiesto di pubblicare (...) una registrazione inedita, risalente agli anni '70, di un incontro tra G.A Rol e il prof. Wilhelm Tenhaeff (1894-1981), noto studioso di parapsicologia, la segretaria di questi e Lelio Galateri di Genola, autore di pubblicazioni sullo stesso tema. La registrazione venne fatta dallo stesso Galateri col consenso di Rol, e poi lasciata al sig. Marinari. Per ora questa è la versione grezza, che successivamente correderemo eventualmente di foto e didascalie. Nell'incontro, Rol fa ascoltare varie marce dell'epoca napoleonica, inclusa una Marsigliese "come non la fanno piú". I momenti di conversazione sono pochi. Di interesse, oltre al documento nel suo insieme, il modo in cui Rol parlava in francese, una previsione sull'età che avrebbe raggiunto Tenhaeff che non è dato sapere, per mancanza di dettagli, se sia stata giusta o sbagliata, e il racconto di un prodigio riguardante un disco, sul quale torneremo, perché altri lo hanno riferito ma con alcuni dettagli diversi.

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27/04

(da un mio post del 27/04/2018, qui)

Qualcuno pensa, a torto, che anche gli esperimenti piú semplici non avessero per G.A. Rol la loro importanza. Confondono il fatto che lui stesso, a volte, sminuiva certe cose per apparire il piú possibile normale (anche se non è l'unica ragione). Ma l'importanza da lui data alla sua fenomenologia (che non va mai giudicata fine a se stessa ma subordinata a un ordine di cose piú profondo) emerge benissimo in quello che il giornalista Remo Lugli chiamò "testamento spirituale" di Rol, cosí come emerge l'accusa a coloro che gli stavano intorno. È un testo scritto da Rol in "scrittura automatica", tramite il suo "spirito intelligente", che riproponiamo:

«Ma che cosa volete mai che io faccia, che vi mostri, che vi dica: esperimenti, rivelazioni, racconti trascendentali, apporti, dialoghi con spiriti intelligenti, pitture, confidenze, ecc. ecc. Insomma tutta la gamma delle mie sofferenze... Eppure queste cose le conoscete, oramai le sapete, ve le ho mostrate, ve le ho dette... Ma voi rimanete immobili ed immoti anche se vi tendo le braccia, se vi grido col cuore lacerato la mia solitudine ed il vostro assenteismo. Dopo tanto tempo non ho costruito nulla in voi; ho soltanto colmato molte ore della vostra noia, vi ho dato spettacolo. La vostra attenzione è altamente peculiare, così come se foste di fronte ad un palcoscenico ove il mio spirito o la mia anima o solamente il mio corpo assumono, per voi, il ruolo di una ridicola marionetta. Le mie parole cadono nel vuoto del nulla, di tutto il nulla che nutre il vostro cervello condizionato dalle esigenze di una materialità alla quale, ammetto, non vi é dato sottrarvi. Ma almeno un piccolo tentativo avreste pur potuto farlo, quello di muovervi verso di me od almeno verso le cose altissime che mostro a voi ciechi, egoisti ed indifferenti a quel che succede. Poiché dentro di me i sogni, le tempeste, i timori e le speranze urgono ad ogni istante... Povero me, nessuno di voi se ne accorge. Poveri voi, che camminate sul bordo del nulla e rischiate di caderci ad ogni istante. Qualche volta mi consolo pensando che forse, quando si tacerà la mia voce, il ricordo di me vi aiuterà a vivere il tempo che vi resterà, viverlo meglio; ossia viverlo con la consapevolezza che tutto quanto fu mia intenzione apprendervi era ad un ordine che obbedivo, ad un istinto che rispondevo. Io, morente, offrivo la vita a coloro che già erano, come me, prossimi a scomparire nel nulla. Su cento milioni di uomini ce ne è uno solo che saprà tramandare la ragione che non è segreta della Creazione. Sono Rol, nel 1975».

[p.s. Si vedano anche l'originale manoscritto e l'audio dove Rol lo legge]

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13/04

(da un mio post del 13/04/2018, qui)

Una intervista appena pubblicata allo sceneggiatore Filippo Ascione, che già in passato in altre occasioni aveva raccontato alcuni aneddoti della sua frequentazione con G.A. Rol. Tra le informazioni inedite, spicca quella del filmato girato dalla troupe RAI di Piero Angela negli anni '70 e "insabbiato". Lo aveva riferito anche allo scrivente lo scorso anno, ed è una conferma di quanto altri a suo tempo ci avevano riferito, seppur in maniera vaga, ovvero che in RAI ci fosse una intervista a Rol mai mandata in onda. Qui abbiamo però anche il contesto, che risulta perfettamente plausibile... Qualcuno forse dovrebbe emettere un mandato di perquisizione a casa degli Angela, considerando quale importanza storica e scientifica potrebbe avere questo documento...

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07/04

(da un mio post del 07/04/2018, qui)

Un cassettone settecentesco di G.A. Rol messo all'asta da Bolaffi l'11 aprile (da La Stampa del 08/04/2018, p. 54, ediz. di Torino)

asta bolaffi Rol 2018 Stampa 08.04.2018.p.54


MARZO 2018

29/03

(da un mio post del 29/03/2018, qui)

Il 20 aprile presso la sala conferenze della GAM, Galleria d'Arte Moderna di Torino, si terrà una conferenza su Gustavo A. Rol, con alcuni amici e testimoni che lo conobbero.

Promotrice dell'evento l'associazione culturale no profit "The Club" di Torino, con l'ausilio dello scrivente Franco Rol.

Finalmente dopo almeno 15 anni, quando si tenne una conferenza in occasione del centenario della nascita di Rol nel 2003 sempre alla GAM e da me organizzata, posso pubblicizzare senza reticenze questa nuova iniziativa che non abbia i due grandi limiti di quanto abbiamo visto negli ultimi tempi, ovvero la presenza sempre degli stessi relatori che finiscono di dire sempre le stesse cose, ormai stranote e reperibili sia nelle biografie che in rete – e che quindi dal nostro punto di vista hanno pochissima utilità – e l'indegno sfruttamento economico da parte di altri ben identificabili speculatori new age... che fanno pagare le loro conferenze-fotocopia su Rol a peso d'oro, senza alcuna plausibile giustificazione.

L'iniziativa alla GAM ha invece i due criteri che per noi sono conditio sine qua non di una conferenza su Rol: la gratuità, ovvero l'entrata libera, e la presenza di persone che conobbero Rol e la cui testimonianza sia integralmente o almeno parzialmente inedita.

Terzo elemento di valore, una location adeguata, come è la sala conferenze della GAM.

Ed è sulla base di queste premesse che abbiamo deciso di ausiliare "The Club" nel coinvolgimento di testimoni che avessero le qualifiche per parlare di Rol.

Va detto che i relatori avrebbero potuto essere molti di piú, e ci auguriamo in futuro che questo possa accadere.

Come abbiamo accennato in altre occasioni, tra i testimoni ci sono infatti persone che non se la sentono di parlare in pubblico, altre troppo anziane, altre che non amano attirare l'attenzione su di loro.

Per questo desidero ringraziare sin d'ora i relatori per aver accettato il nostro invito.

Come specificato nella locandina, occorre prenotare via email, e avvisiamo che i posti saranno probabilmente esauriti in brevissimo tempo.

Chi scrive non sarà fisicamente presente, perché residente all'estero, ma probabilmente farà un breve intervento via facebook.

Tranne il prof. Laviano, invitato da The Club per offrire un punto di vista scientifico, conosco personalmente, direttamente o indirettamente, tutti gli Amici di Rol che parteciperanno, persone serie e autentiche ben disponibili a riferire aneddoti e riflessioni su quel grande Uomo che fu Gustavo Adolfo Rol.

Ringrazio The Club e il dott. Alberto Casale in qualità di suo rappresentante per aver reso possibile l'evento.


Rol conferenza GAM 2018 locandina
[Si veda il video della conferenza]


FEBBRAIO 2018

 28/02

(da due miei post del 28/02/2018, qui e qui)

Eco del Chisone del 28/02/2018, p. 1 e 11

Eco del Chisone 28.02.2018 p1

Eco del Chisone 28.02.2018 p11

L'ammiraglio Umberto Cagni venne a far parte tra l'altro della famiglia Rol, perché sua figlia, Vivina Cagni, sposò Carlo Rol, il fratello di Gustavo poi emigrato in Argentina negli anni '20.

[Si veda anche il post del 23/02/2018, qui]

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21/02

(da un mio post del 21/02/2018, qui)

Alcuni pensano che Rol, nella sua "lungimiranza", non potesse sbagliarsi in merito alle persone cui dava credito o non potesse essere ingannato. Abbiamo già detto piú volte che questo non è vero, e che poteva anche essere ingenuo come un bambino e fidarsi di chi non lo meritava. A tal proposito, visto che in questi giorni abbiamo insistito su questo punto, pubblichiamo un episodio inedito raccontatoci dal sig. Cesare Derossi:

«Il figlio di un mio caro amico mi ha raccontato che uno che lavorava per Rol l’aveva truffato. Questo qui aveva in cucina una piattaia, un mobile che sotto ha due ante, due cassetti, e che poi diventa piatto e si appendono i piatti, e su un piano si possono anche appoggiare i piatti impilati. A mezzanotte in punto – quando suonava una pendola – si aprivano le ante, i piatti volavano, e questo mobile si spostava, si aprivano le porte della cucina, il mobile girava, andava verso la camera da letto buttando piatti, entrava in camera da letto e finiva di buttare giú gli ultimi piatti, tremando.
Questo era accaduto piú di una volta, sempre a mezzanotte, e la persona era terrorizzata.
Fino a quando il figlio di questo mio amico gli disse: “Tu vai da Rol, gli chiedi perdono e vedi che finisce tutto”, e cosí è avvenuto».

[p.s. Episodio poi incluso nel vol. III de L'Uomo dell'Impossibile, p. 139 (3-XVI-44)]

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19/02

(da un mio post del 19/02/2018, qui)

Abbiamo voluto fare i conti in tasca a una certa giornalista che ha di recente fatto un convegno su Rol e che replicherà in fotocopia il 6 maggio.
Chi ci segue sa che su questa persona non abbiamo risparmiato critiche ben precise e fondate, in merito a quanto ha detto, fatto e scritto su G.A. Rol.
Ci siamo quindi lamentati dell’incomprensibile prezzo alto per assistere a testimonianze che – oltre ad essere stranote – dovrebbero quantomeno essere rese gratuitamente dai fortunati che ebbero l’occasione di conoscere Rol, come accaduto per altre conferenze tenute in passato.
Invece ne viene fatto commercio. E non è la prima volta. E questo per noi è scandaloso.
Il costo dell’entrata era di 35 euro. Sconto di 5 euro per chi si fosse iscritto entro dicembre. La capienza massima della sala dell’Hotel Royal è di 600 persone sedute. Considerando che la maggior parte della gente si iscrive all’ultimo, stimeremo 400 ingressi a 35 euro e 200 ingressi a 30 euro. La giornalista a un certo punto aveva informato che i posti erano esauriti.
Quindi:

35 x 400 = 14.000
30 x 200 = 6.000
Totale: 20.000 Euro

L’affitto della sala costa 1.450 euro + iva 22%, ovvero 1.769 Euro (piuttosto cara: ci sono altre pregevoli location che costano 1/3 o sono persino gratis)

Al convegno è stato dato un CD-ROM – per fare un po’ di fumo, bisogna pur dare qualcosa – al quale possiamo dare un costo per eccesso di 2 euro l’uno ovvero 1.200 euro per tutte le persone in sala.

Aggiungiamo, sempre per eccesso, altre spesucole per 1000 Euro (quali, non sappiamo) e arrotondiamo il totale delle spese:

1.769+
1.200+
1.000
--------
4.000

Crediamo di essere stati piuttosto abbondanti. Ciò che resta, sono 16.000 Euro.

Cercando di mascherare questo scandaloso guadagno, viene poi anche detto che «una parte del ricavato verrà impiegato per l'acquisto di generi di prima necessità» per una data Associazione (naturalmente, ci si è ben guardati dal dire in che percentuale, ma in ogni caso è irrilevante)

In profittevole collegamento a tutto questo, ci sono poi i ben remunerati tours della Torino “magica”, con i quali G.A. Rol non ha nulla a che vedere, se non nell’immaginazione dei superficiali.
È forse necessario qualche altro commento?

p.s. Avevamo dimenticato di dire che la giornalista ha inoltre colto l'occasione – nell'ambito del convegno – di vendere anche i suoi mediocri libri...

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12/02

(da un mio post del 12/02/2018, qui)

Non avevamo ancora pubblicato su questa pagina l'immagine del libro Il simbolismo di Rol, uno studio pubblicato dallo scrivente Franco Rol nel 2008. Ci pare ora il momento di farlo, sia perché ricorre un ideale decimo anniversario, sia perché – a fronte delle affermazioni di certi testimoni e giornalisti – continua a rimanere indispensabile per collocare certe idee e certe persone al loro giusto posto...

Di recente una giornalista che ha conosciuto Rol ha voluto far passare una immagine distorta di un uomo esclusivamente orientato alle élites e che mai rispondeva al telefono... Ora, ciò non è per niente vero, e tali affermazioni denotano soltanto la superficialità della relazione avuta con lui, nonostante le molteplici pretese prive di fondamento che ormai riscontriamo da due decadi a questa parte.

Ma ci limitiamo nella presente sede solo a questo, visto che nel libro in questione tali cose venivano analizzate e contestate in modo particolareggiato già un decennio fa (nulla purtroppo è cambiato, anzi...).

Ci è sembrato inoltre opportuno, per l'anno in corso, rendere fruibile gratuitamente la versione eBook di questo nostro lavoro, che può essere ora scaricato al link seguente [qui].

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11/02

(da un mio post e video del 11/02/2018, su fb e yt)

Il "caso Rol". L'opinione di un esperto di mentalismo.

Brevi considerazioni sul "caso Rol" da parte di Aroldo Lattarulo, scrittore esperto di mentalismo (2017).

[p.s. Si veda il post sul suo libro su Rol, qui]

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10/02

(da un mio post del 10/02/2018, qui)

Dopo aver ricordato qualche ora fa un esempio positivo di persona e testimone di G.A. Rol – degna della sua memoria – ovvero Carla Perotti, non posso non pubblicare qualcosa di tutt'altro genere, e direi senza mezzi termini antitetico, ovvero questo commento tratto da una pagina di G. Dembech. Alle giuste perplessità del sig. Viotto, segue una classica risposta arrogante della giornalista, nota per fare da decenni conferenze sensazionalistiche fotocopia ben pagate, occasione per vendere i propri libri new age pieni di speculazioni superficiali e in associazione a tours "magici", presentandosi sempre quasi fosse l'unica ad aver conosciuto Rol e guardandosi bene dal menzionare qualsiasi cosa che lo riguardi che non abbia sempre, sempre, sempre un eventuale riferimento a lei e infischiandosene di tutto il resto. Come se non bastasse, il suo convegno sarà replicato di nuovo a maggio, e via a fare cassa e grancassa. Chi scrive nel 2003 ha organizzato un evento alla GAM (Galleria d'Arte Moderna) di Torino, in occasione del centenario della nascita di G.A. Rol. Una location prestigiosa e con sufficiente capienza (parteciparono circa 500 persone), e l'entrata era rigorosamente GRATIS. Insieme a me, c'erano Catterina Ferrari (mi spiace sinceramente che abbia accettato l'invito di questa giornalista), il prof. Giovanni Sesia, il dott. Piergiorgio Manera e il dott. Carlo Buffa di Perrero, e in platea altri testimoni "storici" che hanno aggiunto interessanti ricordi. Al pubblico interessa in primo luogo che si parli di Rol, un uomo che ha dedicato la vita al prossimo gratuitamente, e non c'è bisogno degli effetti speciali e di una pseudo-grandeur a pagamento per farlo... Sicuramente non apriva casa sua a tutti perché se no avrebbe avuto file chilometriche fuori di casa (ma l'analogia che lei fa per giustificare il suo convegno è del tutto fuori luogo), tuttavia l'immagine che ne dá la giornalista è l'indice di come in realtà l'abbia frequentato molto meno di quello che vuole fare credere, perché è assurdo affermare che "il suo compito era risvegliare l'èlite del suo tempo", quasi che avesse frequentato solo l'élite, mentre invece la porta di casa sua si apriva a chi egli riteneva degno (in qualche caso pentendosene successivamente) indipendentemente dalla sua condizione sociale e a persone con le quali si sentiva a suo agio. I "Vip" ogni tanto c'erano, ma erano l'eccezione, non la regola. Senza contare che assai spesso le riunioni di esperimenti non erano a casa sua, ma a casa di suoi amici, persone non certo dell'élite, persone normalissime che spesso invitavano altre persone normalissime ovviamente se Rol accondiscendeva (e non certo sulla base dello "status"!). E senza menzionare gli innumerevoli interventi "fuori porta", dai ristoranti agli ospedali e per le vie urbane, dove di certo non andava al seguito dell'élite! Scrivere poi che "non rispondeva al telefono" dà una immagine distorta di Rol, quasi fosse chiuso nella sua torre d'avorio. Ovviamente, anche qui, non poteva rispondere a tutti, se no non avrebbe vissuto, ma a molti rispondeva (un esempio di questi giorni, la testimonianza della signora Azzolini) ed evidentemente alla giornalista questo dà molto fastidio, visto che vuole a tutti i costi essere la "primadonna", e tra l'altro usando e abusando delle sue registrazioni telefoniche (che in altra sede ho avuto occasione di dimostrare non essere state tutte autorizzate da G.A Rol come invece lei vorrebbe far credere, e che non solo non sono le "uniche", ma non sono neanche le piú consistenti o interessanti, esistendo molte altre registrazioni fatte da altre persone, che col tempo veranno fuori) senza le quali, probabilmente, nelle conferenze non avrebbe nulla di cui parlare, visto che dice sempre le stesse cose e in 30 anni non ha fatto alcun progresso in merito alla conoscenza di G.A. Rol.

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10/02

(da un mio post del 10/02/2018, qui)

I testimoni piano piano se ne vanno. Mancata Carla Perotti, autrice del bel libro Gustavo Rol il mio primo maestro.
Articolo su La Stampa del 10/02/2018.

morte Carla Perotti Stampa 10.02.2018 p55
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05/02

(da un mio post del 05/02/2018, qui)

Un articolo del 3 febbraio su un quotidiano locale piemontese, breve intervista all'illusionista Alexander (che, ci ha fatto sapere, non ha gradito il titolo sensazionalistico, e neanche noi, ça va sans dire...), che riferisce quanto già detto in passato in altre occasioni e conferma la sua stima per G.A. Rol. Un po' inedito invece il commento sull'ipnosi:

«La capacità allucinatoria di vedere ciò che non c’è può venire con l’ipnosi, ma è una capacità soggettiva: c’è una percentuale bassissima di persone che possono essere soggette. Con Rol, però, vedevano tutti la stessa cosa».

Questo conferma quanto già un esperto di ipnosi e conoscente di Rol aveva riferito nello scritto Discussione sull’eventuale uso
di tecniche ipnotiche da parte del dott. Gustavo Adolfo Rol, appendice al Vol. II de L'Uomo dell'Impossibile (3a ed. 2015, pp. 784-793)

[p.s. La testimonianza completa di Alexander è stata raccolta nel vol. X, 2024, pp. 338-388]

CronacaQui 03.02.2018 Alexander Rol

 

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04/02

(da un mio post e video del 04/02/2018, su fb e yt)

Estratti da incontri con G.A. Rol - 1977

Estratti da registrazioni audio di incontri con G.A. Rol avvenuti nel 1977 a casa di suoi amici. I presenti rievocano alcuni esperimenti passati.


GENNAIO 2018

30/01

(da un mio post e video del 30/01/2018, su fb e yt)

Rol: un nesso fra tutte le cose (1977)

Spiegazioni di G.A. Rol dopo alcuni esperimenti – 23 maggio 1977