DICEMBRE 2021

21/12

(da un mio post del 21/12/2021, qui)

Tra coloro che conobbero Rol e che avevano una buona conoscenza della storia della fenomenologia indagata dalla "ricerca psichica", l'unico a intuire, parzialmente (quando Rol era ancora in vita) il collegamento tra i suoi esperimenti di base e quelli del gruppo di Bruxelles (H. Poutet e avvocato A.T) già menzionati nei post precedenti, fu Leo Talamonti, ufficiale dell'Aeronautica divenuto in seguito scrittore. Nel 1965 scriveva che «agli effetti pratici... non vi è alcuna sostanziale differenza tra gli esperimenti del dottor Rol e i giochi ricreativi dell’entità Stasia». Naturalmente anche lui cadeva nel tranello lessicale nel definirli "giochi" (e nel definire il soggetto "medium" nonostante, proprio come Rol, rigettasse il termine, non andasse in trance e non credesse allo spiritismo...) per quanto non sia del tutto inappropriato il titolo dato al capitolo dedicato a queste esperienze di Poutet/A.T. (La meccanica giocosa della medianità), da cui l'estratto seguente:

«S’immagini un gruppo di persone che pur non credendo allo spiritismo, credono tuttavia alla medianità, e ne fanno liberamente uso per il gusto di trastullarsi con l’ignoto. Dirige le sedute lo stesso medium, avvocato A.T., il quale non cade mai nella trance vera e propria, anche se assume a volte un aspetto sognante. Un collaboratore importante, per i contributi inconsci che fornisce, è il signor H. Poutet, che di professione fa l’assicuratore, ma che si occupa con maggior passione di un’insolita materia: l’aritmosofia. (...).
Che cosa può nascere da una consociazione medianica di questo tipo, se non una entità che sappia far di conto in maniera più rapida e precisa dello stesso Poutet? Ma questa è ancora una delle abilità minori di ‘Stasia’, com’essa si fa chiamare. I connotati di tale personificazione medianica sono a dir poco insoliti: in primo luogo perché tiene a far sapere che non è l’anima di un defunto; inoltre perché si direbbe che non abbia altra ambizione, all’infuori di quella di fare sfoggio delle sue capacità trascendenti. Gli strumenti ausiliari che le occorrono sono pochi e semplici: un tavolino (che serve per le comunicazioni sulla solita base tiptologica ); alcuni mazzi di carte spesso rinnovati (e non di rado intonsi) e una piccola roulette. (...).
Ed ecco uno dei più semplici giochi. La signora S. viene invitata, dall’entità, a scegliere a caso una carta, e a nasconderla. Stasia potrebbe indicare subito, e nella solita maniera, qual è la carta scelta, che nessuno dei presenti ha visto; ma ha bisogno di introdurre nel giuoco ogni possibile complicazione che dimostri le sue facoltà trascendenti. Obbliga quindi il medium a scrivere automaticamente un numero di quindici cifre (che per semplicità non trascriviamo); poi chiede che lo si moltiplichi per i valori numerici corrispondenti alla prima e all’ultima lettera della parola che si trova all’inizio di pagina 350 di un certo libro chiuso che sta sul tavolo, libro che era stato tolto in precedenza dallo scaffale da uno dei presenti, e per tutt’altre occorrenze.
Risulta che le due lettere in questione corrispondono ai numeri 12 e 5; si moltiplica dunque per 125 l’enorme numero scritto automaticamente dal medium e si passa dal prodotto risultante (che consta di ben 17 cifre) alle corrispondenti lettere dell’alfabeto. La frase che si ottiene è: “Valet Trèfle” (fante di fiori) che corrisponde appunto alla carta scelta a caso dalla signora S. Abbiamo descritto – ripetiamo – l’esempio più semplice, perché il resoconto di qualsiasi altra esperienza avrebbe richiesto pagine e pagine di descrizioni e considerazioni assai complesse; tuttavia anche da tale episodio elementarissimo risultano le seguenti interessanti circostanze: 1) che l’entità conosceva la carta scelta dalla signora S.; 2) che ha trovato l’equivalente numerico del nome di quella carta (e cioè il famoso prodotto di 17 cifre); 3) che ne ha fatto la scomposizione in due fattori interi, dettando al medium quello di quindici cifre; 4) e quanto all’altro, di tre sole cifre (125) ha cercato nel libro chiuso il riferimento alfabetico occorrente a determinarlo.
Un vero e proprio spreco di facoltà insolite di calcolo mentale e di chiaroveggenza, al servizio di un gioco di società, sia pure molto brillante. Di tali giochi Stasia ne fece a centinaia, durante i numerosi anni nei quali si esibì, puntualissima, ad ogni adunanza del circoletto medianico di Poutet. Stasia si produceva già prima ancora che quel circoletto si costituisse, e sempre per la medianità dell’avvocato A.T.; ma le sue abilità di calcolo si manifestarono solo dopo che l’aritmosofista Poutet cominciò a partecipare alle sedute (il che è molto significativo). Altre capacità dimostrate da Stasia, che risultano dai numerosi volumi di verbali delle sedute e dalle esperienze stesse a cui presenziò il Mackenzie, sono quelle precognitive, telecinetiche, di conoscenza del pensiero e di dominio esercitato sulla volontà dei presenti a loro insaputa. Una volta, tra le undici e mezzo e l’una di notte, si divertì a fare in modo che chiunque dei presenti alzasse a caso – dopo averlo ben mescolato – uno dei mazzi di carte disponibili sul tavolo, si trovasse invariabilmente a tagliarlo in corrispondenza di una medesima carta: il fante di fiori. Pensate quante volte sarà stato ripetuto quel gioco semplice e brillante, in un’ora e mezza di tentativi. (...).
Tuttavia l’apparente futilità di quei giochi non deve ingannare. Come osserva il Mackenzie, “Proprio qui si nasconde, secondo me, una certa ironia dell’entità in questione, che non parla mai di filosofia, ma con quattro minuscole operazioni psicofisiche pone all’osservatore i più difficili problemi generali: quasi che volesse richiamarlo alla valutazione propriamente ‘filosofica’ di quella realtà misteriosa ed occulta, che pur dietro le cose meno appariscenti opera e vive”».
(cit. in: F. Rol, L'Uomo dell'Impossibile, vol. I, 3a ed. 2015, pp. 23-24)

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19/12

(da un mio post del 19/12/2021, qui)

Come segnalato nel post precedente, gli esperimenti di base di Rol hanno una stringente analogia con quelli del circolo Poutet di Bruxelles degli anni '10 e '20 del secolo scorso. Ecco cosa ne scrive ad esempio René Sudre nel suo Trattato di parapsicologia:

«...riferiremo degli esperimenti che ebbero luogo a Bruxelles nel 1915, in una piccola cerchia in casa Poutet (...).
Il soggetto era un distinto avvocato, che non credeva agli spiriti, ma era capace di mettersi in leggera ipnosi liberando una personalità seconda, Stasia. Ecco due degli esperimenti. Ciascuno degli otto membri della cerchia prende una carta da un mazzo e la depone sul tavolo in fila. La prima carta è un asso di fiori, l’ultima un nove di picche. Dietro indicazioni di Stasia, si addizionano i numeri corrispondenti alla posizione di ogni lettera e vengono scritti di seguito, cosa che dà un numero di dodici cifre. Lo si divide per 125; dal quoziente si elimina una cifra su due dopo il 9, che dà 93189. Si elimina l’l e lo si sostituisce con 9. Il soggetto, battendo dei colpi, detta un numero di 19 cifre che viene moltiplicato per 93989. Il risultato, numero di 24 cifre, diviso in gruppi di 1 o 2 cifre rigorosamente di seguito, attribuendo a ogni gruppo la posizione di una lettera come nel primo caso (le prime 5 cifre restano inutilizzate) dà, miracolosamente, “nove picche stasia”, valore dell’ultima carta tirata a caso! Come qualificare questa aritmetica subcosciente improvvisata?
Altra impresa di Stasia. Poutet prende una carta, che tutti ignorano, da un mazzo e la chiude in un cassetto. Viene invitato a scrivere il suo nome di battesimo ‘Henri’ e a trasformarlo in cifre come prima. Il numero formato è moltiplicato per un numero dettato di 14 cifre (non senza che Stasia abbia rettificato un errore). Le 14 ultime cifre a destra del numero ottenuto, tradotte in lettere, danno ‘nove cuori’, che corrisponde appuno alla carta ignorata da tutti.
William Mackenzie, che fece esperimenti con lo stesso soggetto nel 1921, ottenne risultati non meno sbalorditivi, dopo aver preso le precauzioni più accurate contro una possibile frode. Ogni volta sembrava che fosse il puro caso a regolare i dati di partenza dell’esperimento».
(Sudre, R., Trattato di parapsicologia, Astrolabio, 1966, pp. 365-366.)

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17/12

(da un mio post del 17/12/2021, qui)

Nel 2012 Franco Rol ha raccolto e pubblicato nell'antologia L'Uomo dell'Impossibile una serie di relazioni su esperimenti condotti con carte da gioco negli anni '10 e '20 del secolo scorso a Bruxelles, in incontri organizzati da Henri Poutet e da un certo avvocato "A.T."
Ha mostrato che tali esperimenti sono analoghi a quelli di base (l'ABC) effettuati da Rol, anzi ne sono una precisa chiave di lettura, grazie ai rendiconti attendibili e dettagliati di alcuni testimoni dell'epoca. Alcuni di questi esperimenti sono stati talvolta menzionati nei decenni successivi anche da altri studiosi, ad esempio Massimo Inardi (il quale conobbe tra l'altro Rol, ma non intuì il collegamento con il gruppo Poutet), che ha riassunto il seguente:

«Nella seduta del 15 maggio 1915 la signora Poutet estrasse da un primo mazzo una carta ignota a tutti ed anche a lei e la pose sotto una statuetta di maiolica (chiamata confidenzialmente Stasia); il sig. V.D. mescolò un secondo mazzo di carte e lo mise sul tavolo: l’avv. T. prese la spilla della sua cravatta e la infilò a caso nel mazzo e pregò V.D. di togliere dallo stesso la carta toccata dalla spilla dal lato della figura e – senza guardarla – di porla sotto la statuetta accanto all'altra. Il sig. V. D. prese il terzo mazzo: l’avv. T. si bendò gli occhi con tela nera e poi, tenendo il suo orologio per la catena a mo’ di pendolo radiestesico con la mano destra, pregò V. D. di passare le carte del mazzo, una per una, col dorso in alto sotto il pendolo; al passare di una carta il «pendolo» ebbe una brusca eccitazione per contrazione muscolare involontaria del soggetto bendato. A richiesta di T. la carta venne tolta dal mazzo e messa sotto la statuetta con le altre due. L’avv. T. prese poi un quarto mazzo e procedette col sig. S., che aveva in mano un quinto mazzo, ad una serie di eliminazioni di carte (successive scopriture di carte dei due mazzi ed eliminazione di carte uguali) finché nella mano di ognuno dei due non restò che una carta coperta che venne messa sotto la statuetta insieme alle altre tre già ivi giacenti; infine l’avv. T. scrisse automaticamente su un foglio il nome di una carta – l'asso di quadri – che venne prelevata da un sesto mazzo e posta con le altre cinque sotto la statua.
Tra lo stupore dei presenti, le sei carte finite sotto la statua, prese da V.D. e voltate col seme visibile, risultarono altrettanti assi di quadri».
(da: Inardi, M., Il romanzo della parapsicologia, Sugarco, 1978, pp. 351-352)

Su questa pagina abbiamo pubblicato negli anni scorsi, in esclusiva, immagini inedite a colori dai quaderni originali di Poutet. Si veda ad es. [qui].


NOVEMBRE 2021

18/11

(da un mio post del 18/11/2021, qui)

Viene pubblicato in questi giorni Rol, il prodigioso, di Nico Ivaldi, biografia di Gustavo Adolfo Rol strutturata in forma di romanzo. Per la prima volta è possibile avere una panoramica della sua vita con tutti i fatti salienti noti fino ad oggi, andati accumulandosi soprattutto negli ultimi due decenni frammentati in pubblicazioni e articoli, qui riproposti con taglio narrativo originale (ma fedeli, per quanto possibile, ai fatti reali) e una lettura scorrevole e piacevole.

Nico Ivaldi è un giornalista e scrittore torinese, direttore del periodico Piemonte Mese, autore con quest'ultimo di 12 libri (romanzi, saggi e storia locale).
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Nota:
Il libro contiene anche una breve presentazione dello scrivente (...) che ha potuto leggerne la bozza, tranne le didascalie delle immagini (che contengono qualche imprecisione).

Ivaldi Rol prodigioso


OTTOBRE 2021

25/10

ROL E LA SCIENZA

(da un mio post e video del 25/10/2021, qui)

Rol ha sempre avuto molta considerazione per la scienza e i suoi metodi di indagine. Ha avvicinato grandi scienziati come Einstein e Fermi e cercato per tutta la vita qualcuno che potesse affiancarlo, con pazienza e umiltà, in un percorso di collaborazione e comprensione, stando ad ascoltare invece che a pretendere. Il problema non è mai stato "la scienza", ma i limiti degli esseri umani non in grado di andare oltre la "scienza normale" di cui parlava Thomas Kuhn. In ambito medico Rol dava la priorità alla medicina e ai medici (aveva anche fatto studi di biologia) prima di intervenire in casi critici dove occorreva il suo aiuto extra. Ha fatto appello a divulgatori e giornalisti perché la comunità scientifica si interessasse a lui, e ha preconizzato che la scienza in futuro avrebbe spiegato i suoi esperimenti. I disinformati-disinformatori hanno messo in giro l'idea che per Rol «la scienza non può analizzare lo spirito», ma è falso. Nel 1978, una lettera di Rol pubblicata su "La Stampa" ne riassumeva nel titolo i contenuti: «La scienza non può ANCORA analizzare lo spirito». L'avverbio «ancora» fa tutta la differenza di prospettiva.
Era solo troppo presto. Pochi mesi dopo in una intervista sul "Corriere della Sera", Roberto Gervaso chiedeva a Rol:

“Potrà mai la scienza analizzare lo spirito?”
Rol: “Sì, nell’istante stesso in cui perverrà a identificarlo".

Ribadirà in varie occasioni questa prospettiva:

«I miei modesti esperimenti fanno parte della scienza. Sono cose che in un futuro tutti gli uomini potranno realizzare».

«Quello che faccio ha una sua precisa spiegazione logica, conseguenza di principi che tutti possono conoscere».

«...sarà la Scienza stessa a rivelare queste facoltà e promuoverle in tutti gli uomini...»

«...la conoscenza che ho raggiunta e che è già patrimonio della Scienza di Domani...»
(citazioni da: F. Rol, Il simbolismo di Rol, p. 201)

Qui condividiamo di nuovo una importante intervista che Remo Lugli, in seguito il piú serio biografo di Rol e suo amico, aveva fatto al prof. Carlo Castagnoli, le cui qualifiche di scienziato sono tra le piú significative. Lugli aveva conosciuto Rol solo il giorno prima, non lo aveva ancora frequentato, e ne chiedeva notizie a Castagnoli che invece lo conosceva abbastanza bene.

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22/10

I LIBRI DI MARIA LUISA GIORDANO:
LIRISMO, PLAGIO, RICICLO
(con 1 eccezione e mezza)

(da un mio post del 22/10/2021, qui)

Pubblico qui questo post dal momento che in questo gruppo è già stata fatta una recensione all’ultimo libro, postumo, della Giordano: Il pensiero di Rol (2021).

Da 21 anni faccio recensioni dei libri su Rol, sul mio sito www.gustavorol.org. Siccome con quest’ultimo libro si è passato il segno, farò qualcosa di piú di una recensione.

Lo sport principale praticato da questa autrice, che frequentò Rol per un decennio, gli anni ‘80 (e non «amica di sempre» come in modo distorto viene presentata dall’editore), è purtroppo quello del plagio e del riciclo. Infatti ad eccezione del primo libro del 1995 (Rol oltre il prodigio), e in parte del secondo del 1999 (Rol mi parla ancora) in seguito – siccome il materiale autobiografico era già pressoché finito – quasi ogni libro è stata una riedizione del precedente con contenuti riciclati e ripetuti (inclusi gli errori) e con qualche minima aggiunta inedita. Una mia critica dettagliata, argomentata, l'ho già fatta nel 2008 nel mio libro Il simbolismo di Rol, la cui versione eBook è accessibile gratuitamente sulle mie pagine e a cui rimando per contestualizzare quanto sto dicendo qui e perché lo dico.
Negli anni successivi mi sarei augurato che Giordano si fermasse e invece no: nel 2014, nel 2020 e ora nel 2021 ha pubblicato ancora tre libretti (rispettivamente: Gustavo Rol. Arte e prodigio, Il salotto di Rol, Il pensiero di Rol) che sono chiaramente, indiscutibilmente, operazioni commerciali e che non aggiungono quasi nulla a quanto aveva detto in precedenza. Ma questo è il problema minore.
L'inondare il mercato editoriale di libri inutili ha l'effetto di limitare la lettura di quelli invece che davvero abbiano un valore e una originalità, soprattutto di quelli che presentano materiale autografo, inedito o di approfondimento. Le monografie dedicate a Rol ad oggi, con quest’ultima, sono 29 (!), senza contare alcune traduzioni in lingua straniera, e altre sono in arrivo ancora quest’anno. Quasi nessuno si dà la pena di leggerle tutte, in genere se ne leggono un paio o poco di piú. Quali scegliere? Da anni fornisco un “decalogo” dei primi 10 libri che consiglio di leggere, e in un determinato ordine, scelto con il proposito di accompagnare il lettore e lo studioso gradualmente nel mondo di Rol per la strada giusta (il primo è quello di Remo Lugli, Gustavo Rol. Una vita di prodigi 1995/2008, in grado di dare un quadro corretto e ad ampio raggio di chi fosse Rol, il secondo, imprescindibile, è “Io sono la grondaia”, 2000, dove è Rol stesso a parlare attraverso i suoi scritti autografi). Solo dopo questi 10, eventualmente, ci si può avventurare in libri ulteriori, se se ne ha il tempo. Dei libri della Giordano in questo decalogo ce n’è solo uno (Rol mi parla ancora, 1999) da leggere però dopo il mio “Il simbolismo di Rol” per evitare di prendere per oro colato ogni riga (i plagi infatti iniziano già con questo libro).
Chi non conosce nulla di Rol è portato a pensare che la Giordano sia stata LA biografa sulla base della quantità dei libri scritti, e invece i contenuti ripetuti e riciclati provano che non è vero.
Ad oggi, l'unico che ha scritto un libro piú vicino a una biografia è Lugli. Ne ha scritto solo uno, ma vale 10 di quelli della Giordano. Col libro precedente dell’autrice, del 2020, mi ero per la prima volta rifiutato di farne una recensione e una pubblicità gratuita nella pagina bibliografica del sito. Avevo ancora recensito quello del 2014, e vale la pena riportare quanto avevo scritto perché considerazioni simili valgono anche per i due libretti successivi:

«Questo libro è una specie di riassunto dei libri precedenti dell'autrice, senza quasi nulla di nuovo. Si tratta pertanto di una pubblicazione inutile e dispersiva. Il sottotitolo “Testimonianze dall'aldilà dopo la sua morte” è fuorviante, si riferisce a poche pagine alla fine del libro dove sono raccolti alcuni aneddoti per la verità piuttosto inconsistenti, che potrebbero essere considerati – fatte poche eccezioni – semplici coincidenze. Si è persa l'occasione di ricordare Rol nel ventennale dalla scomparsa, con una mera operazione commerciale priva di interesse».

La consistenza di un libro – ovvero la quantità di parole, e quindi di lavoro per scriverlo – e senza ancora parlare della qualità, originalità, onestà intellettuale, è dato molto meglio dal numero di parole e caratteri che non dalle pagine, considerato che alcuni testi sono fitti e di grande formato e altri radi e di piccolo formato. Ad esempio, Il simbolismo di Rol possiede 248.000 parole per 1.304.000 caratteri (spazi esclusi). Il pensiero di Rol possiede 12.300 parole per 64.000 caratteri. Occorre impilare 20 copie del libro della Giordano per avere la quantità corrispondente del mio.
Il testo è stato poi “riempito” con molte immagini riciclate dai libri precedenti, incluse 10 mie di cui nessuno mi ha chiesto autorizzazione (e l'editore ha già avuto mie notizie). Il plagio più diffuso è quello tratto da lettere scritte da Rol negli anni ’40 alla contessa Elda Trolli Ferraris, presentate tutte (e ce ne sono davvero molte, qui di seguito segnaleremo solo qualche caso) senza fonte e in un modo che chi non ne è al corrente (praticamente tutti i lettori) pensa trattarsi di pensieri di Rol rivolti alla Giordano (che non è contessa, per inciso). È il sistema solito, che l'autrice ha adottato sin dal 1999. Ciò alla lunga crea seri problemi di attribuzione e si giunge ad attribuire a Rol pensieri degli anni’ 80 alla Giordano mentre sono pensieri degli anni ’40 alla Ferraris (citata nel libro una sola volta a p. 90, mentre a p. 97, la chiama, e non si capisce il perché, «una sua conoscente», quasi a voler far di tutto pur di impedire di identificare le fonti; ciò che è confermato piú avanti, citata come «una donna alla quale [Rol] porgeva pillole di saggezza». Assurdo non citare la destinataria! E l’epoca! E il contesto!). Tra l'altro, queste lettere originali erano state raggruppate e pubblicate nel 2006 nel libro La Coscienza Sublime. L'incontro con la poetessa Elda Trolli Ferraris, molto valido perché, come “Io sono la grondaia”, si tratta di scritti autografi di Rol (e infatti è il libro n. 4 della mia “classifica”).

PLAGIO n. 1
Il titolo. Nel 2003 Maurizio Bonfiglio ha pubblicato Il pensiero di Rol. La teoria dello spririto intelligente.
Non è molto rispettoso del lavoro altrui pubblicare testi con lo stesso titolo. E poi, un libro che si intitolasse cosí, per me dovrebbe essere un tomo platonico, non un libricino molto parziale.

PLAGIO o BUGIA n. 2
Se volete fare venire un infarto a Giuditta Dembech, fatele pervenire l'immagine, che pubblico nei commenti, dove comparo una nota frase detta da Rol a lei al telefono (che lei spiattella ai 4 venti – l'audio è in rete – a ogni pie’ sospinto, e che ho spesso commentato ridimensionandola) e di cui la Giordano con nonchalance si appropria e fa sua, proprio verso l'inizio del testo, p. 12. Se ci fosse un Oscar del plagio, questo sarebbe il caso. Già immagino la Dembech rossa come un peperone telefonare furibonda all’editore e far ritirare il libro... (opportuno)

PLAGIO o BUGIA n. 3
A p. 23 troviamo che Rol «Ci raccontò di come fossero apparsi, in lui, quei fenomeni».
Uno si aspetta di leggere nel seguito qualcosa che Rol raccontò a Giordano negli anni ’80. Invece troviamo materiale espunto da una lettera di Rol del 01/09/1940 (pubblicato nel testo già citato La Coscienza Sublime a p. 28) e ovviamente senza dirlo. E la Giordano ha scritto: «Ci raccontò» (questo è stato peraltro anche lo sport di Renzo Allegri (copiare brani da altri e far credere che erano stati raccontati a lui) il cui libro Rol l'incredibile, uscito quando Rol era in vita, Rol giudicò “idiota”)

PLAGIO n. 4
Tra p. 49 e p. 50 c’è un lungo passaggio che siamo, come sempre, portati ad attribuire a Rol che li avrebbe comunicati a M.L. Giordano. Il problema di questo passaggio in particolare, è che è un collage di tre brani diversi, uno dei quali neanche di Rol ma della stessa Giordano (ma chi legge crede sia di Rol). Gli altri due sono rispettivamente di due lettere alla contessa Ferraris del 05/09/1942 e 18/03/1944 (pp. 9, 56 e 80-81 de La Coscienza Sublime)
Sono pasticci terribili che a me personalmente danno voglia di gettare il libro subito nel cestino. Si pensi solo a quanto Rol teneva alla precisione, alle imposizioni ad esempio ad Allegri per gli articoli di Gente. Come al solito, la Giordano si appropria di tutto e ci dà un Rol deformato e fuori contesto. La pezza del lirismo non è sufficiente per tappare i buchi del plagio e del riciclo.

PLAGIO n. 5:
a p. 89 si trova un noto racconto che aveva fatto Allegri già nel 1986 di Rol che aveva litigato con una persona e aveva fatto sparire una dedica da un quadro che le aveva regalato. La Giordano si appropria del racconto e lo introduce cosí:
«Un giorno mi trovavo a casa di un comune conoscente, il quale mi mostrò un quadro dipinto da Rol...» segue poi, cambiando solo qualche parola, lo stesso racconto di Allegri, che l'autore aveva riproposto anche nei libri successivi, ad esempio a p. 101 di Rol il grande veggente, 2003). Una vera e propria appropriazione indebita.

PLAGIO n. 6:
a pp. 105-107 c’è il racconto dello spostamento di un’acquasantiera che aveva raccontato su Chi nel 2001 Giuditta Miscioscia, protagonista e referente del prodigio (anche questo poi pubblicato in Allegri, R., Rol il grande veggente, pp. 214-215). Ora diventa, “magicamente” è il caso di dire, della Giordano, è lei in prima persona la protagonista che sposta con Rol l'acquasantiera. Non sarà che l'autrice è tornata indietro nel tempo e ha cambiato gli eventi originali? Tutto può essere in Rol’s world...

Infine,
- Giordano parla alcune volte di “Scienza Sacra” sostenendo che Rol ne parlasse mentre sono stato io a parlarne ne Il simbolismo di Rol identificando come inquadrare la “sua” scienza e collegandola al passato remoto (la Giordano ha mai parlato di “scienza sacra” prima del mio libro) e a certe nozioni metafisiche tradizionali. È abbastanza trasparente anche il plagio a p. 112 da cose che io ho scritto e dico regolarmente ormai da decenni, usando le stesse parole.
- a p. 115 scrive «quella stessa fama lo ha ingabbiato in definizioni grossolane, che vanno dal “sensitivo” al “mago”, formule che lui stesso ha cercato di combattere senza mai riuscirci del tutto». Meglio tardi che mai: se c’è qualcuno che ha usato sempre la definizione di «sensitivo» (a partire da Rol mi parla ancora, dove per es. a p. 189 lo chiama «famoso sensitivo» e cosí nelle molteplici interviste a riviste di gossip nel corso degli anni) questa è proprio la Giordano, per non parlare che di questo.
- immancabile il solito capitoletto dedicato a Fellini, piú o meno sempre lo stesso in tutti gli ultimi libri dell’autrice, riciclo del riciclo del riciclo...
In conclusione: per il fatto di non esserci NULLA di nuovo è un libro INUTILE. Ma per il fatto di essere anche un libro con estesi plagi e pasticci privi di fonte, che decontestualizzano il maltrattato “pensiero di Rol”, è un libro DANNOSO.
Si può ovviare a pubblicazioni del genere con testi migliori, ad esempio la fonte principale, celata, di questo libro, ovvero le lettere autografe di Rol pubblicate in La Coscienza Sublime. L'incontro con la poetessa Elda Trolli Ferraris, 2006.

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POST SCRIPTUM 22/10: È stata fatta nei commenti l'ipotesi ghost writer, visto che l'autrice è mancata il 7 febbraio di quest'anno. L'ipotesi è plausibile per il terzo finale del libro, dove lo stile sembra in effetti leggermente diverso. È però anche la parte che non presenta quasi nessun problema, tranne il fatto di essere un "riciclo". Il plagio piú grave, quello da Giuditta Dembech, è però all'inizio del libro. Sarebbe piú facile accettare una manipolazione di qualcun'altro se la Giordano, come ho scritto e ribadisco, non avesse operato plagi sin dal 1999 e da me ampiamente evidenziati nel 2008 nel mio primo libro. Sarebbe anche piú facile se i due libretti precedenti, del 2014 e 2020, non fossero anch'essi dei ricicli e mere operazioni commerciali. Quindi, il giudizio sul libro (inutile e dannoso) rimane comunque invariato. Se poi fosse dimostrato che è opera abusiva, sarò il primo a farne una rettifica con le eventuali considerazioni del caso. Certo un ghost writer in grado di riprodurre anche lo stesso modus operandi dell'autrice è davvero molto bravo. Non sarà mica uno spirito intelligente?
[Per un raffronto immediato, invito a leggere – e a chi non se li ricorda a rileggere – i cap. 5-6-7 e appendice n. 1 de Il simbolismo di Rol]

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21/10

ROL ACCETTÒ DI ESSERE "ESAMINATO" DA ASSISTENTI DEL PROF. TULLIO REGGE

(da un mio post e video del 21/10/2021, qui)

Estratto da una intervista (2005) di Nicolò Bongiorno al prof. Luigi Giordano, medico chirurgo, che ricorda come il fisico Tullio Regge avesse mandato da Rol due suoi collaboratori per tre sere, ad assistere alle sedute di esperimenti. «Dopo la terza sera», ricorda Giordano, «hanno detto che non sarebbero più tornati, perché non trovando una spiegazione logica a quanto capitava, non potevano permettersi di sovvertire tutte le leggi della fisica».
Gli incontri sono avvenuti presumibilmente nel 1986 o 1987, dopo la richiesta fatta da Rol a Regge, pubblicata in una lettera al quotidiano La Stampa (11/07/1986), di mandargli dei ricercatori per mostrargli la dinamica degli esperimenti. Il prof. Regge, che divenne nel 1990 garante scientifico del CICAP e si è sempre dimostrato scettico, non ne ha mai fatto cenno.

[p.s. 2024: Per un approfondimento completo e aggiornato, si veda il capitolo Rol e Tullio Regge nel vol. X de L'Uomo dell'Impossibile, 2024, pp. 13-80, scaricabile qui]

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21/10

(da un mio post del 21/10/2021, qui)

Nel post di Loredana Roberti dell'08/10 si segnalava una conferenza del Cicap del 07/10 a Roma. Io commentavo di aver avuto feedbacks abbastanza positivi nonostante tutto. Il Cicap ha pubblicato ora un video di quella conferenza, purtroppo tagliato guarda caso in quelle cose che forse piú di altre sarebbe stato utile ascoltare (l'allievo di Binarelli che avrebbe confermato che il suo mentore non riscontrò trucchi quando incontrò Rol, o le testimonianze del pubblico). Evito di dettagliare una critica, basti comunque dire che sì, il tono è stato moderato e rispettoso, però da un punto di vista dei FATTI siamo molto lontani ancora da una autentica applicazione del metodo scientifico al "caso Rol", visto che c'è la riproposizione di luoghi comuni e forzature che non corrispondono alla realtà. Si riconferma poi l'infantile tentativo – pur con tutta la buona volontà e simpatia degli illusionisti presenti – di riprodurre col trucco quelli che, per nessuna ragione assomigliano agli esperimenti di Rol, dove assenza di manipolazione, aleatorietà ripetuta e continua sono alcune delle caratteristiche principali. Dico "riconferma" perché già mi dovetti sorbire, nel 2003 al Politecnico di Torino in occasione del convegno nazionale del Cicap, dove ero andato a curiosare insieme all'amica Chiara Barbieri, le "performances" di Mariano Tomatis che pretendeva di rifare gli esperimenti di Rol (sempre carte e letture di libri). Piú che metodo scientifico, di cui al Cicap vanno tanto orgogliosi, io vedo tanta ingenuità e ancora molto poca informazione corretta. Comunque, mi rallegro che i toni siano stati almeno di rispetto (va detto che per gli illusionisti Rol è un "mito", quindi comunque denigrarlo è per loro anche difficile). All'inizio della conferenza, si vedrà una signora prestarsi al primo giochino. È Selma Dell'Olio, una delle "insiders" da cui avevo avuto i feedbacks.

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13/10

GUSTAVO ADOLFO ROL, vocazione: POETA

(da un mio post del 13/10/2021, qui)

Tra i vari talenti o predisposizioni artistiche di Rol, oltre alla pittura, alla musica e alla prosa, c’era anche la poesia. Nel 2014 avevamo trovato e pubblicato per la prima volta, su questa pagina, una poesia da lui scritta il 10 gennaio 1922, a 18 anni, e che fu pubblicata in prima pagina nell’edizione del 18/02/1922 de La Lanterna Pinerolese, periodico della regione di cui fa parte San Secondo di Pinerolo, vicino a Torino, dove Rol aveva una villa familiare di campagna e dove si trova la tomba di famiglia.
Ne diamo qui una nuova immagine e la trascrizione. Nei commenti ripubblichiamo la pagina integrale e la poesia che era su una sola lunga colonna, cosí come un link per contestualizzarne il soggetto.

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Al Pilone della “Donna Morta”

A VIRGINIA DIXON.

Nota. – Filippo II, principe d'Acaja, fu arrestato a tradimento dagli sgherri del Conte di Savoia Amedeo VlI, detto il Conte Verde. Margherita di Beaujeu, matrigna di Filippo, intessè i fili della trama.
Lo sfortunato principe, racchiuso in un sacco, fu gettato nel lago d'Avigliana (139 ... ). – (Filippo II d'Acaja, romanzo storico di A. Pittavino - Tipografia Sociale, Pinerolo).
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Mezzanotte. Lenta e stanca
La campana a San Donato
Batte. In alto grande e bianca
Sta la luna. Inargentato

Essa ha i colli ricostanti;
L'usignolo essa ridesta
Che incomincia i dolci pianti
Poi li muta in una festa.

Melodiosa di trillii,
Di gorgheggi modulati,
Di sommessi cinguettii
E di suoni appassionati.

E sussurra tra la foglie
Dei cipressi e dei platàni
L'aria, e passano le ronde
Di notturni uccelli strani.

Già scintillano le croci
Nei silenti cimiteri;
Or sussurrano le voci
Di color che furon ieri.

Sono ombre bianche e nere
Che ora sorgono qua e là
Spettri e streghe delle sere
Nelle fiabe di mammà.

Lassù in alto, a San Maurizio
Il Castello degli Acaja
È racchiuso dentro a un vizio
Di roseti e di serpaja.

I suoi resti che dal vento
Furon rôsi e sgretolati,
Ora son tutti d'argento:
Monna Luna li ha fatati.

E laggiù mentre ribatte
La campana i suoi rintocchi,
Sorge un'ombra. Fuggon ratte
Le civette. Ai merli rotti

La man poggia l'ombra nera.
E sospira. Il suo mantello
Tutto è nero, come nera
Ha la piuma sul cappello.

E lo spettro tutt'a un tratto
Su di un sasso il piede preme
Poi digrigna i denti e ràtto
Lo ritrae. Il vento geme.

Rumoreggia allora il suolo
E la luna si nasconde,
L'usignolo tace e il volo
Spicca fra le nere fronde.

E una roccia s'è spaccata:
Sorgon fuori due demòni:
Una donna han trascinata
E la tengon coi ramponi.

E l'afferra pe' capelli
L'ombra nera e poi la scuote
E le grida: «Or non favelli
Margherita, ora nol puote

Te difendere il Signore
De' l'oltr’Alpe, il grande Conte
Di Savoia, uom d’onore;
Cavalier dalle man pronte

A difendere la Croce
Ed a stringere il pugnale
E incitare colla voce
L' assassino, l'uom venale...

Ti ricordi, donna infame
Il suo agguato a Chambery;
Tu che tutte le sue trame
Aiutasti, proprio qui?»

E la bella piange e geme.
Lui le dita al col le stringe
Ed a terra poi la preme,
La calpesta e la sospinge

Nel crepaccio, fra i demòni,
E sogghigna...
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
Ad Oriente s'è indorato
Tutto il cielo. Lenta e grave
La campana a San Donato
Con dolcezza suona l’Ave.

Gustavo A. Rol

10 gennaio 1922

Rol poesia Pilone Lanterna Pinerolese 1922
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05/10

GUSTAVO ADOLFO ROL, professione: PITTORE

(da un mio post del 05/10/2021, qui)

Il post precedente, dove per la prima volta si comunicava su questa pagina e forse la prima volta in rete la vendita di un dipinto di Rol (evento molto raro dal momento che chi li possiede difficilmente li vende), ha messo in luce un malinteso (ma solo tra chi è poco informato) in merito alla sua attività di pittore, confusa con quella di benefattore.
Rol i suoi dipinti quasi sempre li vendeva, e non a poco prezzo. Qualche testimone o commentatore un po’ superficiale o con la paura che qualcuno giudicasse Rol attento anche al valore materiale delle cose, ha fatto passare l'idea infondata che Rol i dipinti li donasse. Ciò è accaduto raramente (c’è anche chi ha affermato di averne ricevuti in dono, e invece li ha comprati) e del resto non si vede perché un pittore debba donare i suoi dipinti, o un qualunque artista non debba anche guadagnare dalla sua opera – e cosa poi farà del ricavato saranno fatti suoi – al di là del piacere nel produrla. In ogni caso, insieme all’antiquariato (acquisto e vendita di oggetti antichi) la pittura era la fonte di rendita di Rol, che non viveva d’aria e non era un angioletto su una nuvola (o un.monaco mantenuto da qualcun altro).
Come al solito, lasciamo i fatti parlare da soli attraverso qualche citazione chiarificatrice:

«“Sono un pittore” dice. E non vuol essere altro».
(Roberto Gervaso, Rol: «I miracoli? Ci credo e ne vedo», Corriere della Sera, 31/12/1978, p. 8.)

«Laureato in Legge, Biologia e Economia e Commercio, è pure pregevole violinista. Appassionato di ogni forma d’arte, per un periodo gestì con un socio un negozio di antiquariato in via Maria Vittoria. Artista raffinato e apprezzato, considera la pittura la sua vera professione, ed è come pittore che desidera essere soprattutto inteso e conosciuto».
(Marisa Di Bartolo, Mistici e Maghi... a Torino, 1984, p. XIV)

«Ogni volta che gli è possibile, Rol mette al servizio del prossimo le sue facoltà, col piú completo disinteresse. Benché biologo, benché laureato in legge e diplomato in Inghilterra in economia e commercio, egli vive esclusivamente del ricavato delle sue pitture».
(Dino Biondi, Rol: sono un uomo come gli altri, Il Resto del Carlino, 15/04/1967, p. 31.)

«Di professione Rol faceva il pittore: dipingeva paesaggi e rose in fase di sfioritura. La pittura sua, non quella paranormale, gli costava fatica e tempo: su un quadro lavorava anche un mese. Non riusciva mai a mettere da parte qualche dipinto perché doveva sempre soddisfare richieste prenotate da tempo. Vendeva soprattutto all'estero, in Svizzera».
(Remo Lugli, Gustavo Rol: l’uomo e i suoi prodigi, in: Arredi, Dipinti, Ceramiche e Argenti dalle Collezioni del Dottor Gustavo Adolfo Rol, Catalogo Asta Sotheby’s, Milano, marzo 1995, p. 2)

«Quando egli era in vita i suoi quadri non furono mai esposti, né tanti né pochi. Era anche difficile poterne acquistare uno. Gli amici, gli appassionati, anche stranieri, che conoscevano la sua raffinata, preziosa pittura, anticipavano le prenotazioni di mesi, a volte di anni e attendevano pazientemente; e lui non riusciva mai a metterne da parte qualcuno per una eventuale pronta consegna. Rol era un pittore che produceva poco, non perché poco lavorasse, ma perché l'elaborazione dei suoi dipinti era molto meditata, quindi lenta. Faceva e rifaceva, scavava, trasfigurava l'immagine che aveva davanti agli occhi fino a penetrarne l'essenza, a scoprirne lo spirito».
(Remo Lugli, Presentazione a: AA.VV., “Gustavo Adolfo Rol. Dipinti”, Catalogo Mostra, Sermig (Torino), settembre 2000, p. 5).
«Rol era di famiglia benestante, si occupava di antiquariato ma soprattutto dipingeva quadri di singolare bellezza che vendeva a un buon prezzo».
(Franco Zeffirelli, Autobiografia, 2006, p. 279)

[Rol, in terza persona:]
«Per guadagnarsi da vivere, Rol fa il pittore. I suoi dipinti, ritratti e nature morte, sono assai ricercati per le caratteristiche che hanno di una trascendenza veramente straordinaria. Ma egli ne sforna pochi, per il grande impegno che ci mette a realizzarli».
(Mentre è a Torino lo fotografano in America, rivista ‘Gente’, 05/03/1977, p. 12)

«Quando lo intervistai, Rol affermava di essere un pittore. Diceva che si guadagnava da vivere dipingendo e quando facevamo i servizi fotografici, accettava volentieri di posare accanto a un suo quadro dicendo: “Chissà che qualche lettore del vostro giornale non si innamori di questi quadri e venga a comperarli”.
Non volle invece mai farsi fotografare accanto a uno dei quadri che si “erano realizzati da soli” in sua presenza. “Non sono miei, io non c’entro” diceva. E... appena il quadro si era realizzato, correva a scrivere sul colore ancora fresco “Hommage à Ravier”, con data e sigla della propria firma, perché si sapesse che quelli non erano quadri dipinti da lui».
(Renzo Allegri, Rol. Il grande veggente, 2003, p. 163)

«Viveva anche col ricavato della vendita dei suoi quadri... So... che certi suoi dipinti costavano milioni [di lire] (di allora!), ma so anche bene che buona parte del danaro avuto – e qualche volta tutto – egli lo dava in beneficenza, spesso aiutando personalmente e direttamente i più bisognosi, come ad esempio i barboni del suo quartiere, oppure altre persone in condizioni di vita comunque penose».
(Giorgio di Simone, Oltre l’umano. Gustavo Adolfo Rol, 2009, p. 117)

[Rol, in terza persona:]
«La sua pittura, paesaggi, ritratti o grandi mazzi di rose, lo impegna talmente che su di un quadro ci lavora mesi. “Guadagno meno di un manovale”, sostiene Rol. Egli non espone, ma son certo che i dipinti di Rol li cercheranno i musei, perché a parte la loro bellezza, c’è dentro qualcosa di indescrivibile, tale da suscitare sensazioni veramente profonde. (...)
“I quadri sono le mie creature”, afferma Rol. “Esse continueranno il mio discorso quando non sarò piú su questa terra”».
(Allegri, R., Rol l’incredibile, 1986, p. 64)


SETTEMBRE 2021

27/09

LE PRESUNTE “COMUNICAZIONI” POST MORTEM DI ROL

(da un mio post del 27/09/2021, qui)

Questo post si rende ormai necessario a causa dell’aumento esponenziale negli ultimi tempi di persone che affermano che Rol sia in “comunicazione” con loro (in particolare, ma non solo, per psicografia/scrittura automatica).
Lo diciamo subito: non è quasi mai vero – e questo nonostante la buona fede di molti casi – e il «quasi» riguarda pochissimi casi dubbi, neanche certi, che se si escludessero di default siamo certi non farebbero torto proprio a nessuno, men che meno a Rol, il quale difficilmente “comunica” in quel modo e in vita ha comunicato, per davvero, tutto quanto era più che necessario.

Occorre prima fare una premessa: questa pagina [facebook.com/Gustavo.A.Rol] è stata creata nel 2011 e resa operativa nel 2013 dallo scrivente Franco Rol, nato a Torino e residente attualmente in Brasile, amministratore unico, lontano cugino, biografo e testimone diretto, colui che scrive qui usando, ovviamente, il nome “Gustavo Adolfo Rol”. Al menu “Informazioni” sotto il titolo si troveranno questi riferimenti piú che trasparenti. La pagina è configurata come «personaggio pubblico» ed ha un carattere “ufficiale” – forse l'unica che potrebbe fregiarsi di questo titolo ma non arriva a tale pretesa – e la maggior parte dei post sono “neutri”, ovvero non esprimono opinioni o riflessioni dello scrivente, ma sono citazioni, condivisioni di articoli selezionati (ovvero, di un livello qualitativo e di attendibilità sufficiente), video e materiale inedito (spesso dal mio archivio), iniziative che vale la pena segnalare e che anche in questo caso raggiungano un livello adeguato di qualità e di informazione corretta. Quello che non si pubblica qui non è perché ci sfugge, ma perché scegliamo di non pubblicarlo, per le ragioni piú varie. La pagina non è un “gruppo”, dove chiunque può fare un post. È invece una fonte e una risorsa curata da chi come me da oltre due decadi si occupa di divulgazione possibilmente verificata e di fonti serie in merito a G.A. Rol. La pagina è anche un complemento e una estensione dinamica del sito che ho creato nel 2000 (www.gustavorol.org) che offre una panoramica biografica precisa.
La ragione del mio profilo essere “Autore” è per distinguerla da Franco Rol “Pilota”, che era mio nonno materno, amico fraterno di G.A. Rol (si veda la pagina a lui dedicata: facebook.com/FrancoRolPilota). Pur essendo lontani come cugini, siamo stati (i miei nonni, mia mamma Raffaella ed io) i suoi familiari piú stretti a partire dagli anni ‘50, insieme alla madre Martha, alle sorelle Tina e Maria e al fratello Carlo (emigrato però in Argentina). Ho conosciuto Gustavo sin da bambino e frequentato da adolescente senza immaginare, a quell’epoca, chi fosse davvero, cosa che ho compreso solo molto tempo dopo.
Come ho detto, la maggior parte dei post di questa pagina sono “neutri”, ma non tutti. Quello presente è una delle eccezioni e in genere metto bene in chiaro chi è che sta scrivendo cosí da evitare malintesi.
Le eccezioni si rendono necessarie in genere come critica a qualche informazione sbagliata o distorta, alla disinformazione saltuaria ma ricorrente di qualche troll, a reiterate posizioni scettiche mascherate da scientifiche, che compaiono in rete o nei media tradizionali da parte dei soliti noti; o come chiarimento per collocare Rol al suo giusto posto (non un sensitivo, un medium, un mago, ecc., ma un Illuminato) e per ribadire alcune sue posizioni di pensiero, talvolte fraintese.
Lo scrivente è equidistante sia dalle posizioni scientiste che da quelle “new age” tout court. In entrambi i gruppi si riscontra di frequente non poca irrazionalità e assenza di oggettività.
Come metro e perno di divulgazione mi appoggio ad un fact-checking il più possibilmente stringente. Molta letteratura new age non resiste a una analisi critica. La conoscenza esoterica autentica – vale a dire quella interna, profonda, reale delle Vie spirituali, antica di millenni – è spesso misconosciuta, come lo sono autori in grado di fare da bussola (i tre principali essendo ancora René Guénon, Julius Evola e Mircea Eliade, al di là di loro posizioni politiche dell’epoca – anni ’20 e ’30 – dalle quali si può tranquillamente prescindere). Se Rol per molti è ancora un mistero, lo è appunto a causa della mancanza di informazioni corrette o della difficoltà di sapere dove trovarle.
Ciò premesso, arrivo al soggetto di questo post.

Si sente ogni tanto qualcuno/a – nella maggior parte dei casi appartenente al genere femminile (dato statistico) – affermare che Rol è in comunicazione con lui/lei. O per mezzo di psicografia/scrittura automatica, o tramite voci interne o esterne, o tramite sogni. Alcune di queste persone arrivano persino ad essere intervistate in programmi televisivi o invitate a conferenze grazie a tali affermazioni. In uno dei gruppi facebook dedicati a Rol tempo fa ebbi già occasione di sferzare i cosiddetti “testimoni VIP” (ovvero non i veri “VIP”, persone di fama che conobbero Rol, ma quelli che cercano di assurgere a “VIP” grazie alla luce riflessa di Rol, presenzialisti e attendisti dell’onda mediatica del momento, per dire poi sempre le stesse cose e limitatamente alla loro testimonianza personale, magari espressione di una conoscenza solo saltuaria o appena fugace che diventa di colpo “grande amicizia”). Fortunatamente comunque sono solo una minoranza e non troppo difficili da identificare. A questa classe, anche psicologica, appartiene una parte di coloro che affermano che Rol “comunica” con loro.
Che lui possa manifestarsi post mortem è per me pacifico, e non perché “credo”, ma perché:

1) è compatibile con le possibilità di un Maestro illuminato o di qualcuno che in vita abbia dimostrato un alto livello spirituale e conseguenti carismi (cosí chiamati dalla tradizione cristiana) o siddhi (tradizione indiana) di grande estensione e complessità (nessun “sensitivo” passa attraverso i muri o cammina sull’acqua, per intenderci);

2) proprio in quanto Illuminato, e proprio per aver dimostrato, in vita, di poter andare oltre la materia, lo spazio e il tempo, da “morto” ha potuto mantenere VOLONTARIAMENTE la sua coscienza senza avere bisogno del supporto materiale di un corpo fisico;

3) i modi prediletti da Rol – ma si tratta di caratteristica identica per ogni grande Maestro, casi analoghi, anche se rari, si trovano soprattutto nella tradizione indo-tibetana, estremo-orientale e sufica – per intervenire dopo la morte sono due:

a) APPARIZIONE, non però in stati di trance o visione mistica di un “fedele”, che lo vede, rapito, in una nebbia luminosa o simili, ma in apparente CARNE ED OSSA, come fosse veramente vivo, proprio come – quando era in vita – poteva apparire in bilocazione a qualcuno senza che costui potesse immaginare che si trattasse del suo “doppio” e non di lui veramente, che magari se ne stava assorto alla scrivania di casa sua;

b) TRASFERIMENTO DI COSCIENZA, ovvero presa di possesso / presa in “prestito” di un corpo/mente altrui a sua insaputa, facendogli dire o fare cose che non direbbe o farebbe da solo. In genere, la persona che “ospita” Rol temporaneamente non se ne accorge nemmeno né sa, in seguito, che qualcosa del genere è avvenuto, a meno che altri non la informino. Può trattarsi di qualunque persona, ovvero anche di chi non abbia conosciuto Rol o non sappia nemmeno chi sia, o che non abbia alcun interesse nei confronti del “paranormale” o della letteratura new age.

Entrambi questi due casi indicano VOLONTARIETÀ, INTENZIONE, INDIPENDENZA. Rol cioè agisce perché VUOLE agire, indipendentemente dalle richieste di qualcuno che lo invochi o attraverso lo stato psicofisico di una medium che tenti di mettersi in contatto con lui.
Il suo intervento potrebbe comunque essere favorito – ma in sé non è una garanzia di risposta – dal fatto che chi lo richiede lo preghi (ovvero lo “chiami”) sinceramente, o inconsciamente sia legato a lui, per qualsiasi ragione, con la mente e col cuore (e quindi la “chiamata” avvenga interiormente e senza consapevolezza).
In ogni caso, per agire, Rol non ha bisogno di qualcuno che ne sia consapevolmente il tramite, né del suo “permesso”.
Questo però non significa che, in qualche occasione, egli non possa agire anche in maniera diversa. Sono eccezioni alla regola, non la regola, e vanno valutate caso per caso.
Potrebbe Rol servirsi ad esempio della scrittura automatica per comunicare qualcosa a qualcuno? Sì, potrebbe. Tuttavia lo farebbe solo se quel mezzo gli fosse indispensabile per comunicare qualcosa che non potrebbe comunicare diversamente e dovrebbe sempre essere giustificato da una certa gravità. La comunicazione avrebbe senso se fosse diretta personalmente a qualcuno, per risolvere magari una questione (che sia davvero importante sul piano esistenziale e mai banale) che appare irrisolvibile, rivelando cose che dimostrano, nella forma e nel contenuto:

1) in primo luogo, una CONOSCENZA “PARANORMALE” che escluda che qualcuna delle persone coinvolte possa essere al corrente della questione oggetto della scrittura (per esempio: il testamento olografo, di cui nessuno sa nulla, scivolato nel retro di un cassetto che la comunicazione fa scoprire, con testimoni che ne attestino il caso in maniera trasparente e inequivocabile);

2) la stessa CALLIGRAFIA di Rol: qualcuno come lui non è certo incapace di farsi riconoscere in maniera completa, non avrebbe quindi senso che si manifestasse a una medium scrivente o a chiunque altro con una calligrafia diversa. Se c’è uno che vorrebbe (e vuole) essere preciso in queste cose, questo era (ed è) Rol.
Se persino uno “spirito intelligente”, che non è il defunto, può scrivere come scriveva in vita, come potrebbe un Maestro, che può molto più di uno “spirito intelligente”, non scrivere con la sua stessa calligrafia anche dopo morto?
Va da sé poi che ci sono falsari che sanno riprodurre qualsiasi calligrafia anche senza scrittura automatica, quindi la controprova di una eventuale comunicazione dovrebbe essere poi data dagli altri criteri (contenuto, motivazioni, credibilità del testimone, ecc.).
Potrebbe esistere una eccezione: Rol parla nella mente di qualcuno – in vita lo ha fatto – come una “voce interiore” e può o meno dettargli di scrivere qualcosa. La persona allora mantiene la sua coscienza e quindi la sua scrittura. Tale eccezione deve però essere sottoposta a uno screening ancora piú stretto considerando gli abusi che ne possono scaturire. Quindi: contenuti, motivazione, conoscenza di qualcosa di cui non era dato sapere in precedenza, ecc.
A questa eccezione si collega quella delle possibili comunicazioni di Rol in sogno. È questa la modalità di cui più si sente parlare, e la ragione è perché tutti sogniamo. Anche qui, stesso discorso di prima e occorre ribadire che quasi tutti i casi sono appunto solo sogni. E anche se, poniamo, si sognasse Rol che ci rivela dove sono le chiavi della macchina che pensavamo di avere perso (o situazioni banali di questo tipo) state pur sicuri che non si tratta di Rol – ha cose piú importanti da fare – ma del vostro “spirito intelligente” che, prendendo l'aspetto di Rol in sogno, vi rivela dove sono le chiavi;

3) lo stesso STILE, ben identificabile nei suoi scritti AUTOGRAFI: una differenza, per fare un esempio la si può già ravvisare in quei pensieri di Rol che qualche testimone ha raccolto e annotato, e che nello stile sono leggermente diversi da quelli redatti direttamente da lui;

4) la stessa “FILOSOFIA”, che non era filosofia nel senso speculativo, ma SCIENZA SACRA APPLICATA. Una delle assurdità che si sente talvolta proferire quando si comincia a mettere in dubbio la provenienza di una presunta comunicazione di Rol – e che presenti evidenti contraddizioni e incoerenze con ciò che Rol diceva e pensava in vita – è che ora Rol, “di là”, la sa più lunga di quando era “di qua”...
Quindi Rol, che in vita ha dimostrato possibilità e conoscenze straordinarie e una cultura enciclopedica, ora dopo la morte ne saprebbe di più (cosa certo probabile del resto) però si ridurrebbe a comunicare attraverso qualche medium – invece che farlo nei termini preferiti di cui sopra – cose quasi sempre banali che chiunque potrebbe scrivere (e che la “sensitiva”, attribuendole a lui, ha la pretesa di saperne di fatto più di lui, che in vita su queste cose era stato piuttosto chiaro) e questo vale anche per (talvolta) belle parole poetiche che qualunque persona vivente con un minimo di sensibilità poetica potrebbe comporre. Vale a dire, sia nel contenuto che nella forma non si ravvisa niente di speciale, niente di peculiare a Rol, niente che giustifichi davvero una sua “comunicazione”. Proprio perché in teoria dovrebbe saperne di piú, e proprio perché in teoria dovrebbe potere più ancora di quando era in vita, non si capisce perché dovrebbe scendere di livello, a un livello inferiore, sia nel mezzo scelto, che nel contenuto, che nella forma. Un Rol che comunichi attraverso una “sensitiva” è un Rol MINORE rispetto al Rol in vita, non un Rol MAGGIORE.
La psicografia attinge in genere al subconsciente di chi scrive, che spesso ne sa molto più della parte cosciente. Dentro di noi abbiamo un archivio “nascosto” in grado di produrre le migliori opere d’arte o fare le più sorprendenti scoperte scientifiche. Quando certe “comunicazioni” hanno un livello superiore alla media, ancora possono essere giustificate col nostro subcosciente, senza postulare nulla di esterno. E quando sono molto sopra la media, è perché stanno già attingendo all’“archivio dell’universo”, al quale studiosi e sperimentatori hanno dato da secoli molteplici nomi.
O, che poi non è cosa diversa, stanno attingendo allo “spirito intelligente”, che nel “piccolo” corrisponde al “doppio” di ogni essere umano, “scheda” mnemonica che rimane sulla Terra, per un certo tempo, dopo la morte. E così potremo scrivere come Shakespeare se avremo preso contatto con il suo spirito intelligente, o dipingere come Picasso, o filosofare come Schopenhauer... e molto più di questo, come gli innumerevoli esempi aneddotici su Rol dimostrano. Una cosa però è dire: “Lo spirito di Shakespeare mi ha detto / sono in comunicazione con Shakespeare / Shakespeare mi parla...” altra cosa è dire “Sono riuscito a prendere contatto con lo “spirito intelligente” di Shakespeare, il quale ha scritto questi versi attraverso la mia mano”. Detto in altri termini: “Il mio subcosciente è riuscito ad accedere al “file Shakespeare”, e la mia mano ne ha tratto alcuni versi, senza che io interferissi con la mia coscienza normale e volontà”. Una sensitiva che pretenda “canalizzare” Rol in una qualunque forma, nella migliore delle ipotesi sta accedendo al suo “spirito intelligente”, che NON È IL DEFUNTO, perché i defunti non sono tra di noi, come Rol ha spesso ripetuto. Ma anche quella sensitiva o medium che sostenesse questo, ovvero di aver preso contatto con lo “spirito intelligente” di Rol (e che quindi, comunque non è il VERO Rol, il quale come detto piú sopra, a differenza di quasi tutti gli altri defunti, potrebbe agire e manifestarsi liberamente e volontariamente in tutti i “mondi”, questa essendo una prerogativa e possibilità dei Maestri illuminati) dovrebbe poi però sottostare ai criteri visti sopra (stile, contenuti, calligrafia, eventualmente voce, ecc.). La strada quindi è MOLTO lunga prima di stabilire il chi, il cosa e il come sia intervenuto. Chi riferisce o pubblica scritti con l'affermazione “Rol mi ha detto” o attribuendo a Rol comunicazioni dirette post mortem come fosse un dato stabilito e certificato sta illudendo se stesso e gli altri (e questo senza contare le mistificazioni intenzionali di chi cerca solo visibilità).
Il vero Rol, se e quando interviene dopo la morte lo fa in maniera inequivocabile e per delle ragioni precise (vale per ogni grande Maestro). Di certo non esaudisce richieste di aiuto banali né interferisce col percorso di autoconsapevolezza di ognuno, non di rado favorito da situazioni di sofferenza che nonostante le apparenze e nonostante la limitata coscienza dell’essere umano ordinario possono essere produttive per l'elevazione spirituale. Le persone nel mondo in situazioni veramente tragiche sono milioni, e non c’è alcuna ragione di pensare che Rol perda tempo con comunicazioni irrilevanti o venga in aiuto a chi in realtà non ne abbia bisogno, o comunque il cui problema sia infinitamente inferiore a quello di milioni di altre persone. Un sano esercizio psicologico è quello di provare a mettersi al suo posto (cosa peraltro non semplice visto che la sua prospettiva è molto al di sopra di quella dell’essere umano ordinario). Dove, come e quando intervenire?
Altri suoi interventi hanno invece natura “dimostrativa”, in particolare quelli dove assume temporanemente il corpo di qualcun altro, più per dimostrare questa possibilità, che per la situazione in se stessa. E si tratta sempre di situazioni estemporanee, improvvise, non annunciate, nella vita quotidiana e non in sedute simil spiritiche, con persone che non se lo aspettano, talvolta in maniera provocatoria, scherzosa, irriverente, allusiva. Sono entrate in scena “magiche”, un po’ da Mago Merlino e ben lontano dalla fenomenologia cosiddetta “medianica”. E la percezione è proprio quella di un personaggio VIVO, non di un “morto” che si manifesta da un imprecisato oltretomba.

Per concludere, un principio importante per porre paletti rigorosi alle affermazioni di chicchessia – chi non potrebbe affermare: “Rol mi ha detto”? – è quello di considerare APOCRIFE, quindi illusorie, di default, tutte queste presunte “comunicazioni”. Si ottiene intanto di non mescolare con queste cose il Rol certamente VERO e AUTENTICO vissuto in carne ed ossa nel XX secolo e che è ben lungi dall’essere ancora compreso (e che di norma le stesse “sensitive” hanno raramente capito); e poi si arginano gli approfittatori e quelli che cercano visibilità facendo affermazioni altisonanti inverificabili (come tutto quanto è strettamente soggettivo), distraendo e fuorviando chi, attirato dalla figura di Rol, è in cerca di risposte per la propria vita o di un Maestro del quale seguire le orme.
Nella rara eventualità che in questo materiale apocrifo – e mi riferisco alle presunte “comunicazioni”, non alle altre modalità post mortem viste sopra – vi sia ogni tanto qualche perla autentica, essa ha già eventualmente espletato la sua funzione nell’intimo del destinatario del messaggio, quindi è irrilevante che venga resa pubblica, e pertanto si può pure mettere in conto di perderla (ovvero: l'esclusione di default da una divulgazione pubblica non pregiudica il valore eventuale per il destinatario), dal momento che non aggiungerà nulla a quello che Rol già disse in vita, piú che sufficiente soprattutto per arrivare alla meta da lui auspicata, ovvero quella COSCIENZA SUBLIME grazie alla quale l'umanità potrà davvero fare un salto evolutivo.

[A complemento di questo scritto si vedano anche i due post precedenti (“Errori dello spiritismo 1 e 2”) con la vera voce, il vero pensiero e la vera personalità di G.A. Rol:
1) https://www.facebook.com/Gustavo.A.Rol/posts/401331448017330
2) https://www.facebook.com/Gustavo.A.Rol/posts/401868474630294
Per un valido supporto teorico compatibile con la posizione di Rol in questo ambito, si cfr. il testo di René Guénon Errore dello spiritismo, 1923 (ad oggi ancora l'unico che analizzi seriamente l'argomento in questione)]

[p.s. Questo post è stato poi riprodotto e integrato con altri commenti nel vol. IV de L'Uomo dell'Impossibile, 2022, pp. 376-392]

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23/09

Una significativa riflessione da parte del professore di filosofia Nicola Gragnani, da un suo post del 23/09/2021 (qui):

La svolta: BAMBINI e ISTITUZIONI PUBBLICHE

Oggi sono venuti dei bambini a vedere la mostra di Museo Gustavo Adolfo Rol, i bambini (o forse meglio "ragazzini" - dagli 11 ai 13 anni) della scuola media di San Secondo inaugurata il 22 e intitolata a Rol. Tre classi, una prima, una seconda e una terza. Ho illustrato loro, assieme ai professori di classe, gli oggetti della mostra e così anche qualcosa della vita, del pensiero e degli esperimenti di Rol. A parte qualche burlone e qualche sorrisetto di qualche tredicenne più scettico (piccoli cicappini crescono..), la maggior parte di loro è sembrata interessata, affascinata, sbalordita. Davanti alla penna di bambù di Rol spiegavo che Rol la volteggiava nell'aria e subito nelle tasche degli ospiti come sui tovaglioli dei ristoranti si materializzavano le frasi scritte nell'aria, e allora una bambina: "Non è possibile! Ma come è possibile? Sarà un trucco no?" diceva con le labbra, ma i suoi occhi dicevano "Dimmi che non è un trucco! Dimostramelo! Perché questo voglio, voglio che il mondo sia così, che sia magico! Sono una bambina che ha perso la magia, ridammela!"
A mio parere il 22 settembre 2021, con l'inaugurazione della scuola "Rol", è accaduto qualcosa di nuovo. La magia comincia a ritornare. Già l'apertura della mostra è stata qualcosa di importante, certo, perché un COMUNE, non un'associazione, ma proprio un COMUNE, si è speso DIRETTAMENTE per Rol, ospitando nei SUOI LOCALI la mostra.
Ma una SCUOLA! Una scuola che decide di chiamarsi "ROL"! Mentre ancora i Pieri Angela imperversano e dettano la linea dell'inesistenza del paranormale, mentre il razionalismo positivista ancora governa il mondo, il COMUNE di San Secondo sfida ogni giudizio negativo, se ne infischia del politicamente corretto e intitola la scuola ad un uomo buono, certo, che ha salvato partigiani da sicura fucilazione, sicuro, ma soprattutto la intitola all'uomo dell'IMPOSSIBILE.
Per la prima volta, nella scelta stessa dell'intitolazione, lo STATO, il PUBBLICO, le ISTITUZIONI, per quanto rappresentate dal piccolo San Secondo, hanno posto Rol a fianco dei grandi scienziati, politici, artisti e filosofi. Non è il riconoscimento di un gruppo di discepoli o appassionati di Rol, è tutt'altra cosa, tutt'altra. Le professoresse che hanno preparato i bambini a leggere i pensieri di Rol per l'inaugurazione, come fossero pensieri di Cavour o di Mazzini... oppure la giovane professoressa che oggi senza timore SPIEGAVA ai bambini che le pietre in vetrina si erano materializzate durante un'esperimento...
Capite? Una SPIEGAZIONE SCOLASTICA, la materializzazione durante un viaggio nel tempo!
Bene! Un piccolo evento PRECURSORE dell'epoca che verrà, quella che riconoscerà, studierà e seguirà le orme del Grande Precursore.


AGOSTO 2021

CHI ERA ROL? UN ARTICOLO DAI CONTENUTI INEDITI

(da un mio post del 02/08/2021, qui e qui)

Il numero 100 della rivista "Mistero", in uscita il 3 agosto, mi ha dato l'opportunità di scrivere (a metà giugno 2021) un articolo abbastanza approfondito dove riprendo alcuni punti che ho già segnalato in passato e che ho inteso riunire in maniera piú esplicita, di modo che, da qui in avanti, non ci siano piú dubbi su dove guardare per iniziare a comprendere Rol. Inoltre, a complemento dell’analisi ho riportato una trascrizione inedita da una altrettanto inedita registrazione di un racconto fatto da Rol sulla sua scoperta del 1927, tratta dal mio archivio audio.

L'articolo in pdf può essere letto e scaricato qui.

Rol Buddha Mistero Magazine 2021


LUGLIO 2021

15/07

CHIARIMENTI IN MERITO AI TESTIMONI DEGLI INCONTRI TRA GUSTAVO A. ROL E PIERO ANGELA

(da un mio post del 15/07/2021, qui)

Nei commenti ad un post dell’11 luglio di Nicola Gragnani si chiedeva chi fossero effettivamente i testimoni degli incontri con Piero Angela. Si citava anche quanto riferito dal prof. Luigi Giordano nel video-documentario Gustavo Rol e lo spirito intelligente - parte 1 [qui] chiedendosi chiarimenti.
Cominciamo allora da quello che ha detto Giordano (dal min. 24:06 a 25:42):

«In una sera in cui non c’ero io, ma c’era un mio amico medico, che allora era vicepresidente dell’Ordine dei Medici, e c’era un grande suo nemico, Piero Angela, che partecipava proprio quella sera a una seduta. In quella sera, oltre a Piero Angela, c’era questo medico amico mio, e c’erano due giornalisti, della Domenica del Corriere, che erano stati mandati dall’allora direttore della Domenica del Corriere. Compaiono ben 6 dipinti quella sera e il giorno dopo viene fuori un articolo su La Stampa dove si dice: “Certo, era tutta carta già preparata in precedenza, messa all’interna di una giacca, il calore ha fatto uscire i colori”. S’è dimenticato di dire che la carta usata da Rol è la carta che era stata portata dai giornalisti della Domenica del Corriere, e ogni foglio di carta era siglato dall’allora direttore della Domenica del Corriere. Era carta sicuramente non trattata».

L’amico cui Giordano fa riferimento è il dott. Alfredo Gaito, il quale è anche l'unico di cui si conosce una testimonianza un po’ precisa in difesa di Rol, pubblicata nel 1986 nel libro di Renzo Allegri “Rol l'incredibile” (la si trova, insieme ad altri commenti al “caso Angela”, nel mio scritto del 2009 già menzionato pochi giorni fa).
Giordano afferma che c’erano anche due giornalisti della Domenica del Corriere. Ci sono due possibilità:

1) o sta facendo confusione (e io propendo per questa ipotesi, visto che riferisce cose non vissute da lui e risalenti a 40 anni prima) oppure
2) cita una situazione di cui nessuno ha mai parlato prima e della quale non esistono conferme di altri.

– Ipotesi 1 –
Giordano sta forse sovrapponendo due incontri avvenuti in momenti diversi per quanto vicini:
a) incontro con Piero Angela, presente il dott. Alfredo Gaito, anno probabile 1977 (in probabilità minore 1976 o inizio 1978: non si conoscono le date precise degli incontri);
b) incontro del gennaio 1979, presente sempre Alfredo Gaito ma non Piero Angela, con Luigi Bazzoli e Gabriele Milani della Domenica del Corriere (i due giornalisti, anche se Milani era il fotografo, da cui io acquistai nel 2001 i diritti del suo archivio: sue le uniche foto esistenti di Rol che fa esperimenti, sue quelle ad esempio che ho concesso a Mario Pincherle dove ci sono le statuette romane, dove compaiono sia Gaito che Bazzoli).
Bazzoli scrisse due articoli per la Domenica del Corriere (il direttore era Maurizio Costanzo) nel gennaio 1979 (il 17 e il 24). In quello del 24 troviamo due elementi che emergono anche in quanto riferisce Giordano. Il primo ha che vedere con la dinamica dell’esperimento. Scrive Bazzoli:

«Confesso un gesto vile: era la terza serata che il fotografo Milani ed io trascorrevamo con Rol. Mi era già capitato di essere il prescelto a porre un foglio piegato nella tasca interna. Così quella volta sono arrivato all'esperimento con un foglio portatomi dal giornale (Rol usa comune carta extrastrong) già piegato nella giacca. All'invito di Rol presi il foglio e invece che nella giacca lo feci scivolare per terra. Sono quasi certo che Rol percepì con intuizione questo mio gesto di scorretta diffidenza».

Il secondo ha a che vedere con il risultato dell esperimento:
«[Rol] Esplose: “E sia e sia fatto. Ecco fatto”. Si rivolse a me: “Ci faccia vedere il foglio”. Ricordo perfettamente la convinzione che provai mentre infilavo la mano all'interno della giacca: che il foglio era dipinto. Vi trovammo 16 tempere, ancora bagnate. Da una parte otto paesaggi di Ravier, dall'altra parte otto soggetti diversi firmati da Picasso, Kandinski, Modigliani e gli altri. Rol cancellò le firme, ritagliò i quadrelli e li incorniciò con amore. “Non è meraviglioso?” esclamava».
Ritengo molto probabile che Giordano abbia ricordato 6 dipinti che in realtà erano 16.

– Ipotesi n. 2 –
Nel numero 12 del 23 marzo 1978 della Domenica del Corriere (nell'immagine) – 10 mesi prima degli articoli sopra citati – Bazzoli firmava, congiuntamente a un altro giornalista, Bartolo Pieggi, morto nel 1990, un primo articolo introduttivo su Rol, affermando di aver già assistito agli esperimenti e che ne avrebbero parlato «nella prossima puntata». Nei numeri successivi della rivista però non se ne parla piú, e bisogna attendere appunto gennaio 1979, dove escono le due puntate, firmate dal solo Bazzoli.
Basandomi su quanto detto da Giordano, ho quindi pensato potesse trattarsi di questo eventuale primo incontro avvenuto a inizio ’78, periodo che poteva corrispondere con uno degli incontri avuti con Piero Angela. Ho allora contattato Luigi Bazzoli, che non sentivo da anni, per chiedere chiarimenti. Mi ha spiegato che in realtà nell’articolo del 1978, ancora non avevano incontrato Rol, e avevano scritto un articolo, con materiale d'archivio, con la funzione di richiamare la sua attenzione, sperando in un incontro. Si era trattato di un piccolo bluff (lui stesso ha usato questo termine). Per questo passarono tanti mesi fino agli incontri effettivi. Ma Pieggi non vi andò, né mai incontrò Rol. Né Bazzoli e Milani andarono presente Piero Angela, e del resto a gennaio 1979 Angela aveva già scritto il suo libro e fatto la sua inchiesta televisiva sulla parapsicologia, l'anno precedente. Non risultano altri inviati della Domenica del Corriere che eventualmente avessero incontrato Rol negli anni precedenti (eventuali dubbi residui potrebbe chiarirli Maurizio Costanzo).

I ricordi probabilmente sbagliati di Giordano sono comunque serviti a chiarire, grazie a Bazzoli, un dettaglio biografico che altrimenti non sarebbe emerso, ovvero che nel 1978 Rol ancora non lo avevano incontrato, e che anzi lui si era dovuto fare pregare parecchio prima di acconsentire a ricevere Bazzoli e Milani nel 1979.

Tornando ai testimoni degli incontri con Piero Angela, oltre alla testimonianza di Alfredo Gaito di cui sopra, abbiamo quanto Rol raccontò a Nevio Boni, dal quale io raccolsi i commenti nel 2002 (registrazione ripresa dal doc sopra ricordato – min 22:04-24:03, prima della testimonianza di Giordano, o in originale sul mio canale). Nel 2002 o 2003 ne parlai con due altre testimoni, 1) la moglie di Gaito, Severina, la quale non ricordava nulla; e Nuccia Visca, che nel libro di Angela compare come D.V.S (Domenica Visca Schierano), la quale ricordava le serate e il fatto che Angela, pur non nascondendo il fatto di essere scettico, non avesse però espresso dubbi su quanto aveva assistito, ma la Visca non era in grado di commentare o discriminare il tipo di esperimenti, non li ricordava, questo perché negli anni ’70 aveva assistito a decine, se non centinaia di incontri ed esperimenti (penso che in assoluto sia la persona che piú abbia frequentato Rol, molto piú di altri un po’ troppo amanti dei riflettori che hanno voluto mostrare una frequentazione superiore all’effettivo).

Nel 2009 contattai anche Gigi Marsico, col quale Angela andò al primo dei due incontri (o due e “mezzo”, essendocene forse un altro, breve, tra Angela e Rol da soli). Marsico fu con me molto gentile, aveva avuto di Gustavo una ottima impressione, pur se scettico come Angela era tuttavia possibilista, non escludeva cioè che il “paranormale” potesse davvero esistere, salvo dimostrazione (a detta sua, Angela invece pareva escluderlo a priori). Ricordava l'esperimento con il libro, ma non i particolari, però non ricordava nulla di “sospetto”, qualcosa che potesse far pensare a manipolazione.
Mi aveva poi confermato di essere andato con Angela dal mago Arsenio, presente anche la moglie di Angela, e che Arsenio «rifece gli stessi esperimenti».
Quando poi è venuta fuori la polemica, Marsico si è rammaricato che quella vicenda avesse finito per dare a Rol quel dispiacere. Pensava che sarebbe stato meglio evitarla.

In conclusione, di quegli incontri l'unico che ne scrisse nel dettaglio – nei suoi termini e a sua completa discrezione – fu Piero Angela. Tutti gli altri testimoni hanno ricordi vaghi, e questo perché non avevano, come Angela, interesse a mettere nero su bianco quanto avvenuto in quelle serate. Vi è poi il racconto a braccio di Rol, riferito a braccio da Boni, e quindi qualcosa potrebbe essere stato ricordato approssimativamente. In pratica, una precisa attinenza ai fatti non pare possibile, se non nelle linee generali. Quello che è possibile è però l'analisi comparata dello stesso tipo di esperimenti cui Angela ebbe modo di assistere, descritti da decine di altri testimoni, per escludere nettamente l'ipotesi illusionistica.

P.S. Dimenticavo: non ho trovato alcun articolo de La Stampa che corrisponda, nel contenuto e nel periodo (1977-1979) a quanto afferma Giordano. Anche qui, potrebbe aver fatto confusione, o potrebbe trattarsi di altra testata giornalistica.

[p.s. 2024: questo post è stato riprodotto, corretto, adattato e integrato con altre informazioni nel vol. VIII de L'Uomo dell'Impossibile, 2024, pp. 40-46, scaricabile gratuitamente da qui]


GIUGNO 2021

29/06

(da un mio post e video del 29/06/2021,qui)

Che cosa davvero Rol aveva scoperto? Qualcuno in un commento ad un post precedente pretendeva una spiegazione in due parole. Gliel'abbiamo data: COSCIENZA SUBLIME.

[p.s. 2024: Commento associato a un estratto di un video da una live, la prima di pochissime, alla quale ho partecipato nel 2021]

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27/07

(da un mio post del 27/07/2021, qui)

Interessanti spunti e analisi del prof. Girolamo De Simone, compositore, musicista e critico musicale, in un articolo del 26 giugno 2021 su Il Manifesto, di cui qui un estratto in cui parla di Rol:

«Rol annotò su un suo diario: "Ho scoperto una tremenda legge che lega il colore verde, la quinta musicale (scritta col numero romano V) e il calore. Ho perduto la gioia di vivere. La potenza mi fa paura. Non scriverò più nulla". Dopo questa annotazione, Rol si ritirò in monastero, uscendone solo dopo mesi e su richiesta della madre. In molti si interrogarono, sapendo ciò che riusciva a "vedere" e a "fare" Rol, su quale fosse quella correlazione "verde – ‘V’ – calore", dove evidentemente il calore è un effetto di ciò che si instaura tra il verde e la Quinta (V). Gustavo Rol si considerava nulla più di un canale, e con grande umiltà rifiutò di lucrare o fare "sistema" delle sue capacità, che non è il caso qui di approfondire, rimandando i lettori ai numerosi testi in circolazione e soprattutto all’unico volume che raccoglie parte dei suoi diari e lettere ('Io sono la grondaia', a cura di Catterina Ferrari, Giunti, Firenze 2000).
La frase sulla relazione tra Quinta/Verde/calore viene riportata in molti studi senza indicare il numero romano (cosa che ha fuorviato parecchi musicisti, i quali hanno costruito brani utilizzando accordi di quinta). Ma sul diario, la grafia di Rol riporta indubitabilmente "V" in caratteri romani. In musica, ciò indica non la quinta dell’accordo, ma la quinta di una relazione scalare o di una sequenza (Rol fu profondo conoscitore della musica, e non si ritiene probabile un suo errore). La "V" musicale è forse un riferimento al circolo delle quinte naturali, che disegna una spirale non chiudendosi su se stesso come il circolo delle quinte temperate, il quale altera artificialmente l’altezza dei suoni. La spirale suggerisce la sezione aurea, col numero 1,61. Il verde ha frequenza radionica tra 1,000 e 1,999 e secondo Paracelso, come qui già riferito, è il colore dell’acqua, la quale a sua volta ha frequenza radionica di 1,600 ed è pari alla rotazione di 90°. Essa è pertanto il principio unificante tra gli elementi. Il simbolo dell’acqua è il triangolo che ha un grafismo simile a quello della "V". E la Tetraktys pitagorica è a sua volta un triangolo, in cui l’acqua corrisponde al 3:2, rapporto che esprime la quinta musicale. Quando il triangolo (acqua) ruota di 90° attorno al 3:2 (punto centrale del triangolo), genera altri triangoli che corrispondono ai quattro elementi (la linea disegnata sui simboli ne può suggerire la rotazione) e risulta pertanto quale "principio unificante". I simboli vanno infatti pensati in movimento: la stella a sei punte (sigillo di Salomone) rappresenta appunto la rotazione del triangolo in più direzioni.
Pertanto un’ipotesi potrebbe svelare la misteriosa annotazione di Gustavo Rol... il verde coincide con l’acqua e con la quinta musicale. Ma corrisponde anche alle cellule, e il movimento è calore. Quindi, dall’immersione nel verde e nelle diluizioni "omeopatiche" con l’acqua sorgerebbe una relazione tra musica in movimento e... calore! »

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24/07

(da un mio post del 24/07/2021, qui)

Quella che segue [qui] è una tipica testimonianza su Rol, raccolta quasi casualmente da Riccardo Ferrari alla mostra fotografica di Venaria. Tipica perché Rol era solito dire cose personali agli sconosciuti per strada e poi magari prodigarsi in qualche maniera. Tipica perché i testimoni (Clara e Luciano), all'epoca dell'incontro (1975) non avevano la minima idea chi fosse e lo scoprirono solo in seguito su una rivista. Tipica infine per la semplicità e spontanietà sia delle circostanze dell'incontro, sia di come è emersa questa testimonianza. È probabile ce ne siano ancora altre decine del genere, ancora sconosciute.

(p.s. in merito all'episodio del Casinò, si potrà constatare l'attinenza con quanto raccontato da Pierlorenzo Rappelli, due racconti che si confermano vicendevolmente. Lo avevamo pubblicato varie volte, l'ultima qui).

[p.s. 2024: ho trascritto e pubblicato la testimonianza di Clara e Luciano nel vol. III de L'uomo dell'Impossibile, 2022, pp. 53-54 (3-I-152)]


MAGGIO 2021

30/05

(da un mio post del 30/05/2021, qui)

Condividiamo qui un articolo pubblicato questa settimana sul settimanale Sette del Corriere della Sera, a firma Aldo Cazzullo. Per semplicità, riproduciamo quanto lo scrivente (...) ha scritto ieri in altro gruppo riguardo a questo articolo, il quale

«non dice nulla di nuovo tranne il breve cenno a Franco Reviglio, e quindi non capisco che senso ha un articolo di informazioni riciclate e senza una qualche occasione che lo giustifichi. (...) avevo parlato con Cazzullo [a gennaio] della testimonianza di Zolla – che aveva pubblicato nel 2002 nel suo libro I Torinesi (e anche nel 1997 in altro libro), e che a me mai era quadrata e che è usata anche dagli scettici [per la sua frivolezza] – citandogli una fonte ancora inedita della giornalista Sivia Ronchey di Repubblica, con la quale ho parlato pochi mesi fa, e che conosceva molto bene Zolla, che frequentò nei suoi ultimi 5 anni di vita. Riferisco le sue testuali parole dette a me, che qui faccio conoscere per la prima volta:

"Zolla si diceva amico di Rol, ne aveva una stima completa, ne parlava come di una incarnazione reale, presente, che testimoniava con la sua esistenza, con il suo lavoro, con quello che faceva, tutta una serie di cose che lui [Zolla] aveva studiato" (01/01/2021).

Ovvero, Rol era, per Zolla, la conferma di tutti i suoi studi. E questo a Cazzullo lo riferii a gennaio, ma nel suo articolo non lo dice!»

Lo scrivente ha quindi formalmente protestato con il giornalista, nella speranza che alla prossima occasione fornisca una testimonianza corretta e complessiva di ciò che pensava Elemire Zolla (uno dei piú importanti studiosi italiani di tradizioni spirituali). Quanto al solito inappropriato termine "mago", Cazzullo ha informato che ne è responsabile la redazione (la quale tra l'altro non ha chiesto autorizzazione alla pubblicazione delle immagini). Chissà quanto ancora si dovrà attendere perché precisione e rispetto siano concesse a Gustavo Adolfo Rol.

[p.s. 2024: Per la testimonianza integrale di Silvia Ronchey, si veda il vol. III de L'Uomo dell'Impossibile, pp. 192-213, estratto che può anche essere scaricato qui: https://gustavorol.org/images/contro-scettici/Zolla_e_Rol.pdf]

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06/05

LE STATUETTE “MAGICHE”

(da un mio post del 06/05/2021, qui)

Pubblichiamo per la prima volta un documento inedito tratto dai libri inventari di G.A. Rol – da lui compilati negli anni ’80 –, riguardante origine e caratteristiche di due famose statuette antiche di marmo, protagoniste di fenomeni surreali testimoniati da piú persone. Rol, lo ricordiamo, era stato anche antiquario.
La fotografia delle statuette è stata scattata da Remo Lugli negli anni ’70.

Qui di seguito la trascrizione. Il maiuscolo sostituisce il sottolineato del testo cartaceo.

« 2 STATUETTE IN MARMO POLICROMO - testa, braccia e piedi in marmo roseo d'Africa. Straordinariamente interessanti. Terzo o quarto secolo dopo Cristo. Colonia Romana in Africa. Rarissime! Queste due statue vennero da me acquistate separatamente, a distanza di anni; la prima dall’antiquario Bianchi, l'altra dallo antiquario Massimo Novarese. Formano “pendants”. La piú sorridente (col nasino un po’ rotto - antiq. Novarese), mi pervenne in condizioni straordinarie, poco normali. NON VANNO PIÚ SEPARATE. Posso affermare che VOLLERO ESSERE RIUNITE. Mi è assai difficile stabilirne il valore commerciale. La presente valutazione [del 1985 c.ca, 25 milioni di lire = 35.000 euro nel 2021] è veramente irrisoria!
* Chi volesse insinuare che sono tarde di epoca, mente spudoratamente. Sono talmente rare, di quest’epoca, che è difficilissimo riconoscerle. Posso affermare che sono realmente del III o IV secolo dopo Cristo! »

statuette romane Rol descrizione foto
(© Archivio Franco Rol)

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06/05

(da un mio post del 06/05/2021, qui)

«[Rol] dichiara di ammirare in Napoleone l’uomo che durante la prigionia a Sant’Elena seppe elevare la propria anima a meravigliosa altezza».

Cosí scriveva il giornalista Furio Fasolo su Epoca nel 1951. Ne Il simbolismo di Rol (2008) è stata dimostrata la sostanza e veridicità di questa affermazione, con ampie citazioni dai Memoriali di Sant'Elena che mostrano, piú di qualunque altra considerazione, la ragione di attaccamento di Rol a Bonaparte. L'articolo seguente di ieri 5 maggio [qui] ne è una conferma (e un invito ai dubbiosi ad informarsi bene).

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05/05

SULLE TESTIMONIANZE

(da un mio post del 05/05/2021, qui)

Da quando mi occupo di divulgare e chiarire la biografia di G.A. Rol, ovvero dall’anno 2000, c’è stato un costante aumento di testimonianze che lo riguardano. Negli ultimi anni in particolare, grazie alle reti sociali e alla facilità di comunicazione tra persone lontane e che non si conoscono, sempre piú testimoni hanno raccontato spontaneamente il loro incontro, magari breve e casuale, oppure la loro amicizia con Rol.
A suo tempo (2012 – cfr. L'Uomo dell’Impossibile, Vol. I, 3a ed. 2015, p. 31) avevo già fatto un appello ai testimoni a non tenere solo per sé questi ricordi e possibilmente a non nascondersi nell’anonimato. Testimoniare su Rol dovrebbe essere considerato un dovere (oltre che un piacere) per tutti coloro che lo hanno conosciuto e che sentono di dovergli qualcosa. Rol non ha passato la vita a dimostrare determinate cose SOLO PER LORO. Lo ha fatto ANCHE per loro, ma affinché implicitamente potessero essere di qualche utilità anche per gli altri. Testimoniare su di lui è una maniera, la migliore, per sdebitarsi.
Essendo un privilegio di cui ogni testimone deve dirsi fortunato e senza merito, dovrebbe spendersi per rendere pubblico il frammento biografico di cui è portatore, con sobrietà e oggettività e senza il timore di non essere creduto o di essere oggetto di superficiale sarcasmo.
Ma un punto è altrettanto importante, ed è qualcosa su cui insisto da anni ma che ogni volta occorre ripetere, e allora di qui la necessità di farne un post una buona volta. Vedo troppi testimoni non dare alcuna importanza ai dettagli, e raccontare la loro esperienza quasi di sfuggita, e occorre sempre corrergli dietro per farsi dire il quando il dove e il come. Possibile che non si abbia un po’ di tempo per scrivere qualche riga in piú? Temo che essi non comprendano completamente né la fortuna che hanno avuto, né l'importanza di testimonianze precise, attendibili, contestualizzate. Rol in vita era una persona estremamente attenta, che non lasciava nulla al caso. Dei giornalisti finiva molto spesso per essere deluso, perché non riportavano fedelmente le sue spiegazioni o mettevano in rilievo fatti decontestualizzati o in maniera sensazionalistica. In quanto caso emblematico del cosiddetto “paranormale”, un campo ancora ben lungi dall’essere dimostrato nonostante secoli di aneddoti e speculazioni a non finire, merita che le testimonianze che lo riguardano siano altrettanto dettagliate e che i testimoni comprendano di essere parte di un gigantesco e storico processo di chiarificazione di questi fenomeni. Ad oggi le migliori testimonianze in questo campo – perfettamente utilizzabili come riferimento e studio – non sono le piú recenti, ma quelle degli albori della “Ricerca Psichica”, ovvero del secolo XIX. Accademici serissimi le raccoglievano con tanto di firme, controfirme e persino attestazioni notarili.
Dall’altro lato, occorre anche segnalare che c’è gente – una piccola minoranza comunque – che pensa di volersi mettere in mostra nel dire di avere conosciuto Rol, millantando magari una frequentazione mai esistita e che forse è consistita appena in un incontro e qualche telefonata (talvolta, nemmeno questo). I testimoni che si comportano come “vip” sono superflui e controproducenti alla memoria di Rol proprio come quelli “nascosti”. Anche qui come tutto nella vita, una sana “via di mezzo” sarebbe quindi auspicabile (sorvolo su coloro che dicono di “essere in contatto con Rol”, su cui ho scritto – e contestato ampiamente – piú volte in passato).
Per finire, aggiungo che il fornire dettagli verificabili o almeno precisi non solo è un servizio per chiunque legga e per gli studiosi presenti e futuri, ma anche un modo per evitare di prestare il fianco alle facili critiche degli scettici ed anche dei ricercatori seri che non possono usare proficuamente le testimonianze per qualsivoglia dimostrazione oggettiva.
La scienza in futuro dimostrerà “il caso Rol” – come lui stesso ha preconizzato, a beneficio di tutti – ma i testimoni devono fare la loro parte in maniera seria e responsabile, possibilmente mettendo per iscritto, con tutti i particolari possibili, ciò che hanno avuto la fortuna di presenziare.

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05/05

Le foto della Carrozza di Napoleone donata da Rol nella nuova collocazione di Venaria:

https://torinocronaca.it/news/cultura/202731/alla-reggia-di-venaria-visitabile-la-carrozza-di-napoleone-le-foto.html

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04/05

(da un mio post del 04/05/2021, qui)

«Napoleone era per Rol il Genio compenetrato».
(Luciana Frassati, L'impronta di Rol, Daniela Piazza Editore, 1996, p. 138)

Nella foto, scattata da Remo Lugli nel 1973, Rol nel suo studio insieme ad un busto di Napoleone (©Archivio Franco Rol)

Il 5 maggio 2021 ricorrono i 200 anni dalla morte di Napoleone. Il 21 aprile 1821, il medico Francesco Antonmarchi, presente a Sant'Elena, annota sul suo diario:

«All’una e mezzo [Napoleone] mandò a chiamare [l'abate] Vignali e gli disse:
“Sapete che cosa sia una camera ardente, abate?”.
“Si, Maestà”.
“Vi avete mai officiato?”.
“Mai”.
“Ebbene, officierete alla mia”.
Entrò nei più minuti particolari e dette al prete lunghe disposizioni. Il suo volto era animato, convulso. Io lo osservavo con inquietudine. Gli parve di scoprire sulla mia faccia non so qual movimento che gli spiacque.
“Voi siete superiore a queste debolezze, mi disse; ma che ci volete fare? Non sono né filosofo né medico. Io credo in Dio e seguo la religione di mio padre. Non è ateo, chi non vuoI esserlo”. Poi, rivolgendosi al sacerdote: “lo sono nato, soggiunse, nella religione cattolica; voglio adempiere ai doveri che essa impone, e ricevere i soccorsi che essa largisce. Voi direte ogni giorno la messa nella cappella vicina ed esporrete il Santo Sacramento per quaranta ore. Quando non sarò più, collocherete il vostro altare a capo del mio letto nella camera ardente, continuerete a celebrare la messa, farete tutte le cerimonie d’uso finché non sarò sepolto”. L’abate uscì. Rimasto solo con Napoleone, egli mi rimproverò la mia incredulità. “Potete non credere in Dio? Infine, poi, tutto proclama la sua esistenza e i più grandi uomini vi hanno creduto”.
“Ma, Sire, io non ne dubito. Seguivo le pulsazioni della febbre e V. M. ha creduto di scoprire nei miei lineamenti una espressione che non avevano”.
“Voi siete medico, dottore; mi rispose sorridendo. Questa gente, aggiunse a mezza voce, non tocca che materia; e non crederà mai a niente”».
(Antonmarchi, F., Gli ultimi giorni di Napoleone, cit. in: Las Cases, E., Memoriale di Sant’Elena, G. Casini Editore, 1962, vol. II, pp. 907-908).

Rol Napoleone Archivio Franco Rol


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01/05

(da un mio post del 01/05/2021, qui)

La pubblicazione nei giorni scorsi di 10 esempi di TUNNELLING, ovvero la possibilità di Rol di far attraversare oggetti attraverso altre superfici (pareti, tavoli, ecc.) o passare lui stesso, si è resa necessaria per mettere in evidenza che si tratta di un fenomeno oggettivo sperimentato da molte persone diverse. Se infatti un solo esempio aveva lasciato alcuni scettici e fatto parlare di “leggende”, il mostrarne dieci ha silenziato quei dubbi o quei sarcasmi (proprio come il fabbro ricordato da Bergandi che faceva lo spiritoso e che dopo aver visto un grosso martello attraversare tre pareti faceva quasi gli inchini...). Questi 10 esempi rappresentano il 20% delle testimonianze su questo fenomeno, ma non occorre per ora citare gli altri 40 (alcuni ancora inediti).
Con questo post riuniamo i 10 link cosí da rendere più facile la consultazione e la condivisione futura e per non dovere ripubblicare tutto di nuovo.

TUNNELLING – 1 Cesare De Rossi
TUNNELLING – 2 Isabella Vogliotti
TUNNELLING – 3 Chiara Barbieri
TUNNELLING – 4 Filippo Ascione
TUNNELLING – 5 Arturo Bergandi
TUNNELLING – 6 Ferruccio Fin
TUNNELLING – 7 Mario De Rossi
TUNNELLING – 8 Nuccia Visca
TUNNELLING – 9 Giovanni Paladin
TUNNELLING – 10 Nico Orengo


APRILE 2021

24/04

(da un mio post del 24/04/2021, qui)

AVVISO: Le persone intelligenti e oneste che conoscono Rol e seguono questa pagina da anni si saranno accorte che, quanto piú insistiamo a mostrare FATTI che confermano che era davvero eccezionale ed autentico, e che nessun illusionista sarebbe in grado di replicare quello che faceva se messo nelle sue stesse condizioni, tanto piú aumentano gli interventi di gente che mai si è vista prima... e che o è scettica oppure gioca al giochino dissimulatore dei troll... È ormai una tendenza che stiamo osservando da mesi, sia sulla ns. pagina che in altri gruppi e che aumenterà sempre di piú. La disinformazione è all'opera per cercare di demolire Rol, personaggio troppo scomodo in troppi ambienti. Fate attenzione, perché si mimetizzano benissimo, sono dei camaleonti, usano profili fasulli, sono degli agitatori che vogliono insinuare il dubbio o banalizzare.

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24/04

(da un mio post del 24/04/2021, qui)

C'è bisogno di tanto in tanto di chiarimenti, visto che alcuni utenti che pretendono di sapere cosa Rol pensasse, affermano l'esatto contrario di quello che pensava davvero. In un post precedente una utente (con profilo falso dietro cui si nasconde un ormai noto personaggio troll multi-profilo da me stigmatizzato in questo e altro gruppo) poneva una domanda di per sé già sbagliata ("Secondo Gustavo Rol, sensitivi si nasce o si diventa?"), a cui altro utente che avrebbe conosciuto Rol rispondeva in maniera altrettanto sbagliata, ovvero che "si nasce". A parte il fatto che Rol non era un "sensitivo" - come sarebbe fuori luogo chiamare sensitivo Gesù o il Buddha (ho spiegato perché molte volte e in molte sedi) – ma lui stesso ha avuto la necessità di smentire pubblicamente questa idea che "si nasce", in un articolo, da lui scritto nel 1977 e pubblicato a firma del giornalista Renzo Allegri, che segnalo nuovamente [qui]. Rol poteva sicuramente dire che ci sono delle predisposizioni, come ce ne sono nelle arti, nelle scienze o negli sport. Il che però è una cosa completamente diversa, e forse qualcuno ha preso lucciole per lanterne.

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22/04

(da un mio post del 22/04/2021, qui)

È sconsolante vedere gente che rifiuta l'evidenza. Non importa quanti post si facciano, continuano a rimanere ciechi e sordi (non muti, perché parlano, parlano, parlano...) Del resto già due millenni fa un grande Maestro attraverso una parabola commentava rassegnato: «Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi»
Ma continuiamo...
[segue condivisione episodio di tunnelling]

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20/04

(da un mio post del 20/04/2021, qui)

Il passare “fisicamente” attraverso superfici solide, cosí come il far passare oggetti attraverso superfici solide (si tratta esattamente dello stesso identico fenomeno) era una delle 50 possibilità – come lui le chiamava – di Gustavo Adolfo Rol. Nell’antologia L'Uomo dell’Impossibile, cap. XX, sono stati raccolti una trentina di resoconti, e insieme a quelli emersi negli ultimi anni, di cui alcuni ancora inediti e che l'autore (...) ha già raccolto, si arriva a una cinquantina. È comprensibile che alcuni possano pensare che si tratti forse di invenzioni o suggestioni, eppure se si fa lo sforzo di conoscere meglio Rol si arriverà alla inevitabile conclusione che sono reali, e se fossero fantasie non ne troveremmo resoconti ad esempio anche nella tradizione indù, nella quale tale possibilità – esclusiva solo di Maestri illuminati – è nota da secoli. Chi scrive l'ha chiamata dal 2012 “tunnelling”, in omaggio al fenomeno corrispondente della meccanica quantistica.

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18/04

In due post del 18/04/2021 (qui e qui) ho pubblicato la locandina di una mostra fotografica del 2006 e il mio scritto inedito Le fotografie di Gustavo Adolfo Rol, destinato ad essere la presentazione del catalogo di tale mostra, ma che poi non venne realizzato.

mostra fotografica Rol tucano locandina 2006


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11-30/04

[Quanto segue è stato scritto nel dicembre 2024]

In un post del 14/01/2021 in uno dei gruppi dedicati a G.A. Rol – all'epoca con appena 5.000 membri circa, nonostante esistesse già da molti anni (dal 2008) – invitai gli utenti ad uscirne dato che l'amministratore non mostrava segni di vita da almeno due anni (tanto che credetti che fosse deceduto, dopo avere anche tentato ripetutamente di contattarlo senza esito) «e quindi non si riescono a impedire post off topic e spam che nulla hanno a che vedere con Rol», come scrivevo. Consigliavo poi come alternative altre pagine e gruppi. La situazione andò degradandosi ulteriormente nei mesi successivi, fino a quando non intervenni in un post del 11/04 contro un troll che stava imperversando senza che nessuno potesse fare quantomeno da moderatore. Dato che il caso è in sé abbastanza paradigmatico, e che in seguito se ne presentarono di analoghi – spesso profili falsi con nomi di fantasia che agiscono per disturbare, contestare, insinuare il dubbio, confondere e insomma disinformare "professionalmente" – riproduco qui in parte o in tutto i 4 post che pubblicai dall'11 al 30 aprile, quando finalmente, dopo vie molto traverse, riuscii a rintracciare l'amministratore suggerendogli di nominare altri co-amministratori che avrebbero così potuto occuparsi attivamente del gruppo.

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11/04:
C'è un buffone troll (anzi due, forse la stessa persona con profili diversi) in questo gruppo, il quale appena arrivato (iscritto nel 2021), pensa di dettare legge, accusa di presunzione chi invece è appena un po' competente sul soggetto del gruppo.... di cui invece costui non sa nulla (i suoi commenti hanno come unico fine quello di propagandare le sue idee, che attingono a ricerche che personalmente conosco da oltre vent'anni, e che nel 2000 avevo riassunto coniando il termine "neuroteologia", scoprendo poi che A. Huxley lo aveva coniato per primo in un suo noto romanzo degli anni '60). L'unica ragione per cui i suoi post e commenti diffamatori non sono bannati è perché il gruppo MANCA di amministratore (... e pare sia piuttosto complicato nominarne un altro) quindi teoricamente, chiunque può pubblicare qualunque cosa, insultare a ripetizione, ecc. Certo se lo fa, poi esiste pur sempre l'opzione della polizia postale... Di qui la ragione di aver segnalato in un mio post precedente, i due gruppi che hanno dimostrato in questi anni la maggior dedizione e competenza su G.A. Rol, e quindi la segnalazione ha come fine non certo quello di fare "adepti" (non sono stato io a costituirli), ma quello di non far perdere tempo con gruppi come quello presente – che infatti degenera, appunto a causa dei troll e degli arroganti (che manifestano tra l'altro una marcata proiezione psicologica....), in polemiche fine a se stesse e fuori tema rispetto a G.A. Rol, e manca di qualsiasi vero contributo nuovo e serio. Al troll in questione ho già perso sufficiente tempo a rispondere più di una volta. La sua insistenza dimostra appunto che ha interessi personali precisi ed è disonesto, precisamente come gli scettici i quali, nonostante si mostri loro dove informarsi, non lo fanno, ignorano del tutto ciò che smonta le loro speculazioni, ed insistono sempre con gli stessi argomenti, pretendendo che si dimostri loro questo e poi quello alle loro esclusive condizioni e se non lo si fa, si è accusati di non ben dimostrate incapacità filosofiche, scientifiche, psicologiche e via dicendo (ricordate quel tale che voleva che quell'altro Tale trasformasse le pietre in pane e poi che scendesse dalla croce...?). Sono tattiche ben note che possono abbindolare solo qualche ingenuo. È anche abbastanza patetico vedere il troll citare un altro gruppo su Rol quasi a mo' di alternativa anarchica, il cui amministratore è tra i miei amici fb e dove del resto commento da anni (...). Le accuse ad personam del troll sono di norma l'indice dell'ultima spiaggia di chi ha trovato una barriera alla propria strategia di occupazione di un territorio (sul quale, come ho scritto, è appena arrivato), e non è certo il caso di menzionare biologia ed etologia per dimostrarlo, essendo evidente ai piú.
In merito alla mia attività soprattutto gratuita su G.A. Rol, attività che porto avanti da due decadi con contribuiti cui tutti hanno potuto attingere e attingono, ovvero il sito da me curato sin dal 2000, ore di video con materiale inedito – poi ripreso spesso da altri – e con la voce originale di G.A. Rol, foto di Rol concesse gratuitamente a chi promuove iniziative gratuite, conferenze gratuite - a differenza di altri che le hanno fatte pagare profumatamente e senza giustificazione – articoli, ecc., segnalo qui la versione eBook, anch'essa gratuita, del mio [primo] libro Il simbolismo di Rol", già segnalato, tra gli altri, dalla trasmissione Voyager nel 2013 tra i testi di riferimento su G.A. Rol.

12/04:
È davvero esilarante, se non fosse patetico, vedere l'ultimo arrivato salire in cattedra e parlare di "democrazia" e di libertà di opinione su G.A. Rol. Se io ho perso tempo a prendermela con questo utente, è perché ho ravvisato una manipolazione in corso, che gli altri utenti, se lo vorranno, potranno verificare con calma controllando i suoi post e i suoi commenti compulsivi (e della sua clone femminile). Non faccio nomi solo per non dargli quella pubblicità che sta cercando disperatamente, quindi vale anche solo come caso-tipo. Riassumo soltanto l'antefatto: in un post del 7 aprile io segnalavo i due gruppi che ritengo migliori su G.A. Rol, cosí come sono solito segnalare anche i libri migliori (nella mia "top ten", ai primi due posti, non ci sono miei libri...). Questo perché nei giorni precedenti ho verificato in questo gruppo, per l'ennesima volta ormai da molti mesi, dei post fuori luogo e che nulla avevano a che fare con G.A. Rol, post che, ci fosse stato un qualunque amministratore, non sarebbero stati pubblicati. L'utente in questione, da me per nulla considerato in quel post, si è sentito preso in causa e ha sparato i suoi insulti contro di me in un post successivo. Al che, non potevo che rispondergli per le rime. La sua apologia per un altro gruppo su Rol, il piú antico e al quale sono iscritto da anni e dove di tanto in tanto commento anche io, solo perché lui non viene bannato (e il fatto che lo sia stato negli altri gruppi – tra l'atro non da me – e la polemica in corso, dimostra che qualche problemino ce l'abbia...) ha dell'isterico. Anche perché non stiamo parlando di chi sia un minimo informato su Rol o ne rispetti la memoria e la biografia, ma di qualcuno che cita wikipedia o altre fonti inaffidabili e superficiali lette qua e là in rete e vuole farsi strada promuovendo le sue idee, e prescindendo completamente da Rol (la sua clone femminile ha insistito per settimane negando che possano esistere le materializzazioni, mai avendo letto o analizzato nulla della fenomenologia di Rol (e non solo) e prescindendo appunto dalla stessa). La strategia poi passa ad essere quella di citare altri utenti con cui ho avuto modo di polemizzare, "per fare squadra"... Già che c'è, potrebbe arruolare anche la banda del CICAP, coi quali sono in polemica serrata ormai da due decenni (cfr. la mia pagina "contro gli scettici"). In tutti questi casi, si ha a che fare con gente radicata nei propri pregiudizi e disinformata, aliena al fact checking, o con approfittatori che vogliono propagandare le loro idee e la loro persona sfruttando il palcoscenico di gruppi con molti utenti, o con disinformatori di professione la cui strategia è inquinare o distorcere la biografia di G.A. Rol. Tale per cui, lo scrivente sempre si manifesterà senza tanti giri di parole.

18/04:
Troll – parte 2
Sarò breve, non desidero farVi perdere altro tempo, né perderne io. Non posso però non rilevare che l'individuo di cui parlavo in un mio post precedente, dopo aver messo un blocco per impedirmi di vedere le fesserie che scrive – ci sono mille modi per vederle lo stesso – continua con attacchi ad personam sulla strada della diffamazione, affermando anche falsamente che si sta difendendo, laddove è invece stato lui a cominciare (pare che il ribaltamento della verità, la proiezione psicologica e un ego ipertrofico siano sue caratteristiche). Confonde il “pensiero competente” su G.A. Rol, di cui sono biografo piuttosto preciso e informato ormai da 21 anni, con un presunto “pensiero unico” solo perché è stato rigettato in alcuni gruppi (peraltro senza mio intervento) e ho chiesto che lo si escluda da un altro, avendo visto la sua attività chiaramente manipolatrice e propagandistica, oltreché la sua manifesta ignoranza su Rol – che ho avuto la fortuna di conoscere sin da bambino e frequentato nei miei anni giovanili pur essendo un lontano cugino – e ignoranza sul suo pensiero, la sua etica e la sua fenomenologia, implicitamente contestati assumendo posizioni che ne sono inconciliabili. Ora, per me un membro di un gruppo su Rol che mostri 1) malafede; 2) propaganda; 3) inconciliabilità con la sua biografia; 4) arroganza, non può stare in tale gruppo. Questo vale in generale, anche perché sarebbe un post davvero sprecato se non si potesse farne una generalizzazione valida per altri casi analoghi e futuri.
Ribadito questo, Vi lascio con un estratto da una memoria che Pierlorenzo Rappelli, amico di Gustavo negli anni ’60 e ’70, mi aveva mandato nel 2003 perché fosse pubblicata (in linea provvisoria, già sul sito da me curato):
«Gustavo... mi ha sempre ripetuto che coloro che chiedevano di controllarlo o cercavano il segreto dei suoi esperimenti erano orientati in una dinamica di fare o di come fare, mentre i suoi esperimenti erano spiegabili solo in un certo modo di Essere. Mi ha sempre detto che l’ego, il mentale, la coscienza umana non solo non avevano niente a che vedere con la realizzazione dei fenomeni ma che, ove intervenivano, li impedivano. Così penso che quando si concentrava in occasione di un esperimento, contrariamente a quanto si poteva credere, non era sulla riuscita, ma sull’annullamento della sua personalità umana e sulla Presenza Divina. (...) Gustavo ha sempre affermato che tutti, un giorno, saranno in grado di fare le stesse cose, a condizione che raggiungano quello stadio di cocienza sublime nel quale, per usare un’espressione di Gesù, “Non sono io che agisco ma il Padre che agisce in me”. Gustavo diceva la stessa cosa quando affermava “Io sono la grondaia”. Affermazione non nuova perchè già Gesù aveva detto: Tutto quello che faccio voi lo farete ed anche più perchè IO SONO con voi. (...) È evidente che lo scettico e il non credente sorriderà di queste affermazioni. È il suo diritto e fa parte del suo libero arbitrio di non crederci. Non ha invece il diritto di giudicare o di condannare coloro che credono in ciò che non conosce o non capisce. Così facendo rischia una responsabilità karmica di cui dovrà rispondere un giorno, tanto più grave se la diffamazione è fatta con la coscienza di voler distrarre il pubblico dal messaggio intrinseco degli esperimenti di Rol: Prendete coscienza di Dio in voi e lasciateLo agire.»

30/04:
Desidero ringraziare l'amministratore del gruppo (...) per aver ripreso il timone e ammesso anche altri co-amministratori (...) che contribuiranno sicuramente alla sua regolamentazione, nel rispetto della memoria e del lascito spirituale di Gustavo Adolfo Rol. (...).

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A partire dal 30 aprile 2021 nel giro di pochi mesi il gruppo crebbe esponenzialmente di migliaia di nuovi membri, e in pochi anni di decine di migliaia (nel dicembre 2024 erano 66.000).


FEBBRAIO 2021

06/02

(da un mio post del 06/02/2021, qui)

ROL e RICCARDO MUTI

Pubblichiamo per la prima volta una foto inedita (dettaglio) di Gustavo Adolfo Rol insieme al direttore d'orchestra Riccardo Muti, che il 4 marzo 1991 era andato a Torino a trovarlo.
(Archivio Franco Rol)

Rol Riccardo Muti 1991


GENNAIO 2021

30/01

(da un mio post del 30/01/2021, qui)

Essendo in un post precedente emerso il dato biografico dell'incontro tra G.A. Rol e il presidente John Fitgerald Kennedy, prendo l'occasione qui per condividere qualche immagine della "JFK suite" alla Villa Serbelloni di Bellagio, dove Kennedy pernottò nel 1963 e unica location (l'hotel o altri locali nei dintorni) dove Rol dovrebbe averlo incontrato – secondo una mia ricostruzione (cfr. L'Uomo dell'Impossibile, vol. I, pp. 405-408, 3a ed. 2015) che dovrebbe ancora essere confermata dagli archivi di stato USA. L'idea che Kennedy sia invece andato a Torino non è al momento credibile, nonostante alcuni racconti "per sentito dire" o non attendibili. È certo invece che a Torino andò il fratello di JFK, Ted Kennedy, nel maggio 1961, e fu quel Kennedy che dovrebbe essere andato in Via Silvio Pellico, con la mediazione del dott. Achille Mario Dogliotti, amico e medico di G.A. Rol (come di mia nonna Elda Rol), all'epoca Presidente del Consiglio Direttivo di Torino ’61 (Expo 1961).

[p.s. cfr. anche mio post successivo a questo, video di Ted Kennedy a Torino]

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20/01

È stato pubblicato il mio articolo Fellini e Rol. Un'amicizia ai confini della realtà, sul magazine on line diretto da Francesca Fabbri Fellini, nipote del regista.